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Visualizzazione dei post da aprile, 2023

Whiskeytown / Ryan Adams

Gruppo di spicco del cosiddetto alternative country, i Whiskeytown, capitanati da Ryan Adams (1974) sanno combinare alla perfezione la lezione di Gram Parsons e del country-rock anni '70 con le tipiche tinte nichiliste e melanconiche dei giovani americani degli anni '90 e una discreta attitudine punk ereditata dai gruppi hardcore di Minneapolis degli anni '80. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #37

 Il college rock americano e il pop rock inglese di metà anni ‘80 Definizione sfuggente e fumosa quella di college rock, almeno quanto quella di new wave, fenomeno di cui peraltro è una diretta conseguenza, figlio dello spirito del DIY e della libertà stilistica portata dal terremoto musicale di fine anni ‘70, non-genere che va ad indicare la prima incarnazione dell’indie rock degli anni’80. Come il nome suggerisce si tratta di gruppi che nascono nei pressi di centri universitari (Athens, Boston e un’infinità d’altri), la cui musica, spesso diffusa dalle radio dei college, viene creata e consumata da tutta quella fascia di ragazzi che non si ritrova né nelle soluzioni estreme proposte da metal ed hardcore né nel pop da classifica in voga ai tempi (dal synth pop al dance pop): pop-rock controculturale in cui il contenuto dei testi spesso e volentieri passa in primo piano rispetto all’aspetto musicale, testi che variano dai toni intimistici degli Smiths alla prosa criptica di Michael Sti

Daughter - Stereo Mind Game (2023)

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 di Martina Vetrugno Connessione - ricerca di leggerezza fino allo straniamento - caos totale - disconnessione - nuova speranza. Su questo schema si giocano gli scherzi della mente di "Stereo Mind Game": il ritorno dei Daughter mostra una via fuga dalla realtà, confondendosi nella dimensione onirica e del ricordo, per affrontare la separazione da qualcuno di caro e, in qualche occasione, anche dal proprio io. La distanza è un tema fondamentale anche per quanto concerne la realizzazione del disco stesso, poiché Elena Tonra, Igor Haefeli e Remi Aguilella si erano allontanati fisicamente da Londra e tra loro, a seguito della pubblicazione di "Music From Before The Storm", per dedicarsi a progetti personali. La pandemia ha poi allungato e complicato i tempi e le modalità di lavoro, ma ciò non ha impedito loro di continuare a comporre insieme. Tanti i luoghi in cui sono avvenute le registrazioni, tra cui Londra, Devon e Bristol, della quale si ritrovano a tratti incursio

Heroes - David Bowie (1977)

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Il brano più popolare, più emotivamente coinvolgente, nonché il mio preferito in asoluto di David Bowie. Una canzone che negli anni ha assunto infiniti significati, ma che, in origine, raccontava la semplice storia di due ragazzi che si incontravano all'ombra del muro di Berlino e che sognavano di poter essere eroi anche solo per un giorno. L'ispirazione venne a David Bowie un pomeriggio, quando vide Tony Visconti e una corista abbracciarsi alla finestra degli Hansa Studios, che si affacciavano sul Muro. Subito dopo l'uscita del brano, Bowie optò per un'altra versione e dichiarò alla stampa che i due ragazzi erano totalmente frutto della sua immaginazione, ma lo fece solo per proteggere Visconti, che all'epoca era sposato con Mary Hopkin. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Sissoko, Segal, Parisien, Peirani – Les Égarés (2023)

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 di Silvano Bottaro Les Égarés è un gruppo formato da due coppie di musicisti che da anni eccellono nell’arte di incrociare i suoni e trascendere i generi, e sono: Ballaké Sissoko (kora) e Vincent Segal (violoncello) da un lato e Vincent Peirani (fisarmonica) ed Émile Parisien (sax) dall’altro. La grandezza di questi “maghi” sta sicuramente un’unità di spirito, un suono unico e fluido che disdegna ogni forma di competizione egoistica e mette ogni partecipante al servizio di un bene musicale comune. Né jazz, né tradizione, né cameristica, né avant-garde, ma un po’ tutti insieme, Les Egarés è quel tipo di album che fa dell’orecchio il re di tutti gli strumenti, un album dove il virtuosismo si esprime in arte della complicità, dove l’idea semplice e grandiosa di ascoltarsi l’un l’altro porta alla nascita di una splendida raccolta sonora. I quattro si sono conosciuti nel giugno del 2019, al Festival Les Nuits de Fourvière, mentre si stavano preparando per celebrare l’anniversario dell’etic

In Bloom - Nirvana

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di Umberto De Marco Ho conosciuto i Nirvana grazie ad Erry. Se non fosse stato per lui per me sarebbero stati solo “un gruppo di drogati”, come dicevano certi tizi a scuola, che facevano canzoni rumorose e piacevano alle ragazze alternative. Non sentivo la radio e l’unica musica che ascoltavo era quella che passava la televisione. Quando trovavo un gruppo che mi piaceva, andavo a piazza sant’Agnese, perché di fronte l’Usl c’era Gennaro che vendeva le cassette pirata. Arrivava lì la mattina, parcheggiava l’auto e le metteva sul cofano. Non erano tutte, dai finestrini si potevano vedere che nell’auto, sui sedili posteriori, c’erano degli scatoloni che contenevano altre cassette. Costavano cinquemila lire l’una, ma se ne compravi quattro o cinque ti faceva lo sconto. Un giorno andai da lui per comprare Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883. Andavano molto di moda in quel periodo, Italia1 usava le loro canzoni come sottofondo per le pubblicità dei suoi programmi e dei film, in più il gruppo

Drayton Farley - Twenty on High (2023)

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 di Fabio Cerbone Sarà che da queste parti restiamo aggrappati ancora all’idea novecentesca fatta di album come oggetti, e assai meno ragioniamo di immaterialità dei file, ma una copertina è spesso capace di descrivere un mondo intero, o addirittura di rimandare direttamente a uno stile musicale. Ci si immagina così chissà quale irruenza heavy rock in quello scheletro piazzato sul letto di una stanza, in verità non felicissima come scelta grafica, ma Twenty on High appartiene a tutt’altra specie sonora, quella che ci capita di frequentare in questa rubrica: giovani leve del songwriting americano dal grande nulla della provincia, ballate che disegnano un territorio interiore come riflesso della small town in cui si è cresciuti, nel caso di Drayton Farley una comunità di millecinquecento anime in Alabama chiamata Woodstock (c’è sempre un destino…). Anche i più scettici saranno infine tranquillizzati dall’apertura di Stop the Clock: puro racconto Americana, suoni elettro-acustici che sann

Paul Weller

Chiusa l'avventura degli Style Council alla fine degli anni '80, l'ex Jam Paul Weller (1958) si dedica a una pausa di riflessione. Torna a incidere per la prima volta da solista, solo nel 1992 con "Paul Weller", disco che contiene le sue radici black ma anche qualcosa della psichedelia sviluppata con i Jam. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #36

 L’hardcore Sono due le direzioni che il suono rudimentale del punk-rock del ’76-77 può intraprendere nel periodo immediatamente successivo: arricchirsi e farsi contaminare da nuove sonorità ed influenze oppure esasperare al limite le sue caratteristiche stilistiche distintive. Succedono entrambe le cose: la prima strada porta al post-punk, la seconda all’hardcore. Se il post punk si caratterizza per la varietà delle influenze e l’apertura ad ogni genere e stile universalmente noto, l’hardcore, fenomeno quasi esclusivamente Americano, estremizza gli elementi di rottura musicale del punk, in particolare la velocità d’esecuzione e l’abrasività del suono, creando spesso (come nel caso dell’hard core di Washington) muraglie di suono al limite dell’intelligibile. Chiaramente si sta generalizzando: sull’onda dei primi gruppi Californiani, come Dead Kennedys e Black Flag, nascono decine di scene diversissimi tra loro, con un suono che varia di città in città e che va dalle contaminazioni col

Margo Price - Strays (2023)

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 di Nicola Chinellato Basta dare un‘occhiata alla biografia di Margo Price, per rendersi conto di come la songwriter originaria dell’Illinois sia l’archetipo della musicista country. E’ cresciuta nella piccola cittadina di Aledo, dove ha svolto lavori umili per foraggiare i suoi sogni di musicista, la sua famiglia ha perso la fattoria, ha dovuto impegnare la sua fede nuziale, ha conosciuto la prigione e la dipendenza dall’alcool: la sua vita, insomma, somiglia molto da vicino al canovaccio di tante canzoni country, genere che è stato l’ossatura dei suoi primi due album. La Price, però, da spirito inquieto qual è, sentiva il roots come punto di partenza e non di arrivo, e il desiderio di esplorare l’ha spinta a cercare nuove forme espressive. That’s How Rumors Get Started, uscito nel 2020, se non fosse per quel timbro di voce immediatamente riconoscibile, sembrava il parto di un’altra musicista, era una raccolta di canzoni lontana mille miglia da quel suono che avevamo conosciuto nei su

Grace - Jeff Buckley (1994)

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Muoversi come un personaggio in cerca d'autore, tra demonio e santità, inseguendo qualcosa di cui si ignorano i lineamenti, convinto comunque che la tua missione sia continuare a cercare. La maledizione dell'artista, vagare per sentieri e calli guardando cose e persone per specchiarsi un giorno in qualcosa o qualcuno che cancelli la solitudine. Jeff Buckley saliva sul palco dell'Olympia di Parigi, nel luglio del 1995, meno di due anni prima della fine, e in ginocchio davanti alla platea, profeticamente cantava: " Ricordatevi di me, dimenticate il mio destino ". (M. Cotto - da Rock Therapy)

Jaimee Harris - Boomerang Town (2023)

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 di Blackswan Fidatevi: Jaimee Harris è un’artista ancora poco conosciuta, soprattutto dalle nostre parti, ma su questa ragazza texana, che ha da poco compiuto trent’anni, scommetterei qualunque cosa, sicuro di vincere a mani basse. La sua storia è breve ma intensa, e questo è solo il secondo album pubblicato in carriera. Poca roba, direte voi; eppure, il concentrato di emozioni e il livello artistico dei suoi dischi, sono il frutto di una maturità e di una consapevolezza, difficile da trovare in una musicista di così poca esperienza. Il debutto di Jaimee Harris, Red Rescue (2018), ruggiva di energia rock, era ferocemente onesto e graffiava d’intensità. Oggi, la songwriter texana, torna con un disco, Boomerang Town, che colpisce ancora il centro del bersaglio, ma lo fa attraverso ballate (elettro) acustiche, un mood cupo e malinconico e una narrazione profondamente poetica. Queste canzoni nascono durante il periodo della pandemia, quando il mondo si è fermato, e la Harris, come tutti n

Like A Hurricane - Neil Young

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di Enrico Giani Dato che tutti celebrano il 75° compleanno di Neil Young con dei ricordi, scavo nella memoria per ricordare il rapporto morboso che ho avuto con lui durante la mia adolescenza. Rimasi folgorato da una Like a Hurricane ascoltata in radio. Mia madre era ricoverata a Perugia per un intervento e, ritornando a casa da una visita in ospedale, mio padre mi vide un po’ triste e mi chiese se volevo fermarmi in un negozio stranissimo di elettrodomestici a Corciano che aveva anche un’ala coi CD. Spulciando tra le file di dischi, presi Rust Never Sleep. Amore puro. Dalla provincia remota non era facile reperire CD. C’era un negozio con un’ottima offerta, gestito alla grande, ma la bulimia musicale di un adolescente squattrinato aveva bisogno anche delle grandi ceste con le edizioni economiche che si trovano in città. Quando qualche parente doveva andare a Firenze, supplicavo di poter saltare la scuola e farmi lasciare in centro. Conoscevo Alberti e Ricordi. Schizzavo da un negozio

Lucero - Should've Learned By Now (2023)

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 di Marco Oreggia Lucero, da vent’anni in giro, da Memphis al resto del mondo, hanno appena reso disponibile il 24 febbraio il loro tredicesimo lavoro pubblicato da Thirty Tigers. Band che spazia tra il Country-Punk l’alternative Country e l’alternative Rock. È un insieme di voci differenti, e se avessi solo letto questa etichetta mi sarei aspettato altro. I Lucero sono una live band, da ascoltare e godere grazie a un notevole interplay e una forte intesa tra i membri della band stessa. Il fatto che la definizione del loro genere contenga la parola “punk” è data probabilmente dalla voce di Ben Nichols che ricorda tante sonorità che però sono distintive dell’altra parte della Manica, in quelli che sono i territori di Re Carlo. Stavamo però parlando di sonorità, di etichette e di nomi. I Lucero hanno una seconda vena che attinge prepotentemente nel Country. Ed è un Country che mangia pane, ruggine e grandi campi da arare. È un Country che ha il retrogusto di whiskey, non a caso questi ci

Roger Waters

Mentre i Pink Floyd conoscono una seconda giovinezza grazie al rinnovato successo commerciale, la carriera dell'ex leader Roger Waters (1944) subisce un'improvvisa impennata di popolarità dopo i deludenti risultati di "The pros and cons of hitch-hiking e Radio kaos. Per celebrare la caduta del Muro di Berlino il 21 luglio 1990 viene messo in scena un intero concerto. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #35

 Synth pop, New Romantics e Dance Pop Già dalla fine degli anni ‘70 emerge tutta una serie di gruppi, come Ultravox e New Order, che mostrano da una parte una certa fascinazione per il glam di Bowie e dei tardi Roxy Music, dall’altra una certa attitudine a sostituire o affiancare alle chitarre i sintetizzatori: è una svolta segna la nascita del synth pop e che ha tra le prime (e più appariscenti) conseguenze l’affermazione del duo cantante-tastierista come line-up per antonomasia, la tastiera elettronica a fornire integralmente il sottofondo sonoro richiesto, dalla struttura ritmica alle parti melodiche, creando quel suono sintetico e meccanico che da allora si associa agli anni’80 (tra le coppie più celebri Orchestral Manoeuvres In The Dark, Soft Cell, Eurythmics, Yazoo e Pet Shop Boys). Se il suono di un disco come “Solid State Survivors” (1979) della Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto ha ancora un intento pionieristico e i primi dischi di New Order e Gary Numan vivono in par

Pony Bradshaw - North Georgia Rounder (2023)

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di Fabio Cerbone Non è così comune incrociare un musicista che invece di citare altri colleghi e i loro dischi come principali fonti di ispirazione, preferisce ammettere di essere un ascoltatore un po’ distratto e di perdersi da sempre fra le pagine di un libro, nominando le poesie di Wendell Berry e la narrativa di Larry McMurtry, o del gigante William Faulkner. Accade curiosamente con Pony Bradshaw, James all’anagrafe, songwriter cresciuto fra l’East Texas e l’Oklahoma, ma che ha fatto delle colline della Georgia e della lunga coda degli Appalachi la sua casa di adozione da almeno una quindicina di anni a questa parte. Completando un percorso iniziato con il precedente Calico Jim, prezioso scrigno di ballate rurali ambientate in quei luoghi, North Georgia Rounder esplicita ancora di più la scrittura musicale di questo autore dal taglio letterario e introverso, che utilizza i caratteri e i paesaggi della sua terra come illuminazioni per le sue liriche, mentre la colonna sonora si svil

Have you ever seen the rain - Credence Clearwater Revival (1970)

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Siamo alla fine della corsa. Have you ever seen the rain proviene da Pendulum , penultimo lavoro prima dello sciogliemento, ma, a tutti gli effetti, un testamento. Non è il loro disco migliore, però paradossalmente, è quello che vende meglio. Al suo interno spicca su tutte Have you ever seen the rain , che aggiunge al suono classico dei Creedence qualcosa di inedito: c'è il blues rivisitato, il country chitarristico del Sud e qualche suggestione lisergica portata dal vento di San Francisco, ma, più di tutto, c'è un senso quasi biblico nel testo, che avvicina John Fogerty a Bob Dylan. Appena un anno prima, Fogerty cantava del cielo che non riusciva a smettere di piangere, ora racconta la calma prima della tempesta e poi la pioggia che scende violenta in un giorno di sole. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Willie Nelson - Heroes (2012)

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di Silvano Bottaro Willie Nelson la voce. Chi "mastica" un po' di musica sa che Willie Nelson è una vera istituzione, una delle colonne portanti del panorama country. La sua è una carriera molto prolifica, con i suoi quasi ottant'anni infatti, nel suo portafoglio si trovano oltre sessanta album di cui una decina dal vivo che volendo fare una media è quasi vicino ad un disco all'anno, una "cifra" che molto probabilmente lo candida nel podio dei più attivi. In questo suo incredibile catalogo Nelson oltre ad aver riscosso parecchi premi (una quarantina circa) ha conosciuto il successo di critica e commerciale ed è stato spesso in cima alle classifiche di vendita, ma, nonostante questo, quello che lo ha sempre contraddistinto è la sua coerenza ed etica musicale. Anche se per definizione Nelson è un artista country, la sua musica è stata un caleidoscopio di influenze sonore, dal blues al folk, dal rock'n'roll a collaborazioni variegate, tutte

Cut Me Down - Lloyd Cole & The Commotions

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di Gianluigi Morosin Fine della lezione d’inglese all’università…, tutto è andato bene, volti sorridenti…, dai manca poco all’esame…, scendiamo veloci le scale bianche e ci tuffiamo in piazza Rinascimento, dove ci accoglie un sole di maggio che illumina i sanpietrini. Ci siamo finalmente, ci aspetta il momento della pausa caffè! Lì dietro l’angolo, c’è la “nostra” sala da té, una caffetteria frequentata (credo solo) da studenti e prof. universitari , nascosta dai turisti di passaggio perchè si trova proprio dietro l’edificio universitario antico, in un vicolo anonimo e stretto, poco illuminato . Con me ci sono 6 compagni di corso 3 ragazze e 3 ragazzi, di cui uno un po’ eccentrico….. Guido, giardiniere comunale (ex- maggiordomo di Vittorio Gassman). Guido ha qualche anno in più di noi… è simpaticissimo e gentilissimo , i suoi modi un po’ affettati splendono, dai quali traspare l’étiquette di maggiordomo…. Spesso ci racconta aneddoti sui modi un po’ bruschi e ruvidi del Vittorio naziona

Black Belt Eagle Scout - The Land, The Water, The Sky (2023)

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Nell’immagine di copertina, Katherine Paul è immersa in quelle che sono le ‘sue’ acque. Quelle dello Skagit River, che si tuffa nella baia di Skagit, che nello stato di Washington si trovnano più o meno a metà strada tra Seattle e Vancouver. Sono i luoghi in cui colei che si fa chiamare Black Belt Eagle Scout è cresciuta, e in cui è tornata nell’anno horribilis 2020 per fuggire da Portland, dalle limitazioni date dalla pandemia e per stare vicino ai suoi cari. Si era sposata nel frattempo, e col marito e i due figli di lui ha deciso di ristabilirsi una volta per tutte nelle terre della sua tribù, riservate agli Swinomish. “Come un salmone che risale la corrente“, sottolinea la press-release di ‘The Land, The Water, The Sky’, su terzo LP in carriera e, a partire dal titolo, concreta testimonianza del solido legame con le sue origini: “Tornare qui è una cosa che volevo fare da tempo. Ci ha portato molta serenità, perché questa zona è davvero bella. C’è molto più spazio, sono legata alla

The Waterboys

I Waterboys sono fra i più illustri eredi della tradizione folk rock britannica degli anni '80. Al timone del gruppo è Mike Scott (1958), buon compositore ma anche poeta dai complessi risvolti. Scott è originario di Edimburgo, vive per un certo periodo nella cittadina di Ayr, sulla costa occidentale della Scozia, e infine si trasferisce a Londra. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #34

 Rock e avanguardia: l’industrial e il noise rock Se già in passato il rock aveva incrociato le sue strade con la musica d’avanguardia, dal connubio tra Warhol e i Velvet Underground alle sperimentazioni sonore del cosiddetto kraut rock, in un lento processo d’avvicinamento tra i due mondi, è logico che questo connubio trovi il suo coronamento in ambito new wave se si tiene conto della “sovversiva propensione” di tale fenomeno a tenere aperte le porte ad ogni forma di fusione ed incrocio, tanto più se l’elemento musicale da integrare si rivela estraneo alle tradizioni del rock. Il termine industrial viene per la prima volta utilizzato dal compositore d’avanguardia Monte Cazazza, artista che aveva cominciato le sue sperimentazioni sonore nei primi anni’70 sviluppando il concetto di musica concreta nato con le sperimentazioni sonore di Pierre Schaeffer di fine anni ’40, in particolare il celebre “Etude aux Chemins de Fer”, non-musica costruita interamente su registrazioni dei suoni prodo

E T I C H E T T E

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