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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2000

Radiohead - Kid A (2000)

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  26 anni fa usciva questo disco, è fu un punto di rottura: musicale innanzitutto, ma anche per come un disco veniva prodotto, distribuito, commercializzato. A distanza di anni posso dire che parte delle sue innovazioni furono fortuite, non programmate da un gruppo di musicisti che stava attraversando un periodo delicatissimo dal punto di vista psicologico, ma ciò che rimane alla fine è uno dei dischi più innovativi e magnetici di sempre, capace di affascinare totalmente anche a distanza di un quarto di secolo. I Radiohead venivano dal successo straordinario di un altro disco leggenda, Ok Computer, del 1997: un lavoro potentissimo che li catapulta da piccola band underground britannica nell'olimpo della musica rock internazionale. Le canzoni di quel disco diventano inni generazionali, tra i più famosi Paranoid Android, Karma Police, No Surprises. La band va in tour continuamente, ma questo sta stretto soprattutto a Thom York, che ha una sorta di esaurimento nervoso che sfocia in un...

Linkin Park - Hybrid Theory (2000)

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Tutto inizia ne l1996 quando Mike Shinoda e il cantante Mark Wakefield, entrambi ex-studenti di liceo di Agoura Hills, formarono gli Xero, incidendo i primi demo agli inizi dell'anno seguente. L'anno seguente, 1997, entrarono in formazione anche il chitarrista Brad Delson, il batterista Rob Bourdon e il bassista Dave Garrett, tutti componenti dei Relative Degree (gruppo attivo nel 1995 e di cui fece parte anche Wakefield). All'università Delson divenne amico del bassista Phoenix, membro dei Tasty Snax insieme a Mark Fiore (futuro curatore della videografia dei Linkin Park), mentre all'Art Center College of Design di Pasadena, Shinoda incontrò Joe Hahn. Con l'ingresso in formazione di Phoenix (al posto di Garrett) e Hahn, nel 1997 gli Xero incisero ulteriori demo, senza tuttavia incontrare il favore delle etichette discografiche (leggenda vuole che furono ben 43 le volte che le etichette si rifiutarono di scritturare il gruppo).  Nel dicembre 1998 Wakefield abbandonò...

Pearl Jam, Binaural, 2000

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La decisione di scrivere di album cosmici dopo le foto, eccezionali, del nuovo telescopio spaziale James Webb si deve al fatto che per caso avevo ripreso in mano questo disco. In copertina infatti ha una foto, del 1996, dell’ormai leggendario telescopio Hubble, che è stato l’apripista delle meraviglie del Cosmo: la nebulosa Clessidra situata alla distanza di 8000 anni luce dalla Terra e fu scoperta da due scienziate americani tra la fine degli anni ‘10 e l’inizio degli anni ‘20 del 900, Annie Jump Cannon e Margaret W. Mayall. Fu con le foto di Hubble che se ne poté ammirare la straordinaria simmetria. I Pearl Jam scelsero questa foto, e anche altre scattate dalla Nasa con il telescopio nel libretto del disco, come copertina del loro sesto album in studio, del 2000. Sono passati solo 9 anni dal quell’esordio fragoroso e memorabile che fu Ten, che li fece scoprire al mondo, con la forza e la passione del loro rock. A distanza di così pochi anni, sono ben consapevoli di essere dei soprav...

Coldplay - Parachutes (2000)

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Negli anni del trionfo del brit pop e della rivalità Oasis - Blur, un gruppo di studenti dell’University College di Londra inizia a suonare insieme. Sono Chris Martin, che canta e suona il piano, Jon Buckland alla chitarra, Will Champion alla batteria, Guy Berryman al basso. In mente i 4 hanno una musica che si discosta molto dal genere imperante: delicatezza, malinconia, una tensione emotiva niente male e le capacità melodiche di Martin, che alterna piano e chitarra acustica, sembrano perfette per il mood degli adolescenti della generazione che si apprestava al cambio di Millennio. Il nome del gruppo Martin lo prese in prestito da Tim Rice-Oxley, pianista e che in seguito fonderà i Keane: Coldplay. Il primo lavoro è un ep stampato in appena 500 copie, The Safety Ep, che incuriosisce la Fierce Panda, piccola etichetta indipendente che produce anche il successivo Brothers And Sisters. Il riscontro è ottimo, e la band ha una bella presenza nei live. Le ballate melodiche e malinconiche...

Three Dog Night - The Best Of Three Dog Night (2000)

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Questa è la seconda compilation “best of” che ho inserito in questa rubrica. Per molti sono solo un espediente per adempiere a note di contratto, per farsi un po’ di pubblicità dopo periodi di appannamento e cose simili. Ma qualche volte una compilation dei più grandi successi di un’artista è semplicemente un’antologia ragionata della carriera, che in casi ancora più particolari sono l’unico metodo per raccogliere davvero il meglio della produzione in questione. Ho scelto questa compilation, la più completa, del gruppo di oggi perchè i Three Dog Night dal 1969 al 1974 sono una clamorosa macchina da singoli di successo: 18 singoli consecutivi nella top 20 e ben 9 dischi d’oro. La band si forma quando Danny Hutton, un irlandese che emigra negli Stati Uniti in cerca di successo (con qualche singolo pubblicato a metà anni ‘60) incontra Cory Wells, già cantante con Sonny & Cher e Chuck Negron. I tre si circondano di un buon giro di musicisti sessionisti e prendono il loro nome, Three...

Radiohead - Kid A (2000)

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«Ieri mi sono svegliato succhiando un limone», canta Thom Yorke nel pezzo che apre l'album, su un tappeto di elettronica vintage (se una cosa del genere può esistere) e di voci filtrate. Dopo che Ok Computer li ha posti alla guida incontrastata di ciò che rimane della cultura rock, i Radiohead capiscono che tutto deve cambiare. Il gruppo delle tre chitarre deve diventare qualcos'altro. E tutto deve essere chiaro fin dall'inizio. Se Like A Rolling Stone apriva a calci (fuor di metafora, con un suono di batteria) le porte della percezione musicale e stilistica della generazione del cambiamento, quella del nuovo millennio ha bisogno di un suono meno netto, altrettanto sorprendente. Ecco allora questo tappeto fatto di balbettii e di accordi simili a quelli delle tastiere che avevamo in cameretta, da bambini. Ecco il progetto impossibile: Everything In Its Right Place «Tutto al suo giusto posto». E poi Optimistic «Ottimista», In Limbo «Nel limbo», categorie definitive come Th...

Eminem - The Marshall Mathers LP (2000)

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Nulla è cambiato, dai tempi di Elvis Presley (Eminem lo ammetterà apertamente, due anni dopo, in Without Me: « Sono il peggiore dopo Elvis Presley nel prendere la musica dei neri e usarla per diventare ricco»). La cultura hip hop (il rap e tutto quello che gli sta intorno) dà all'America — e al resto del mondo, che osserva affascinato e sgomento — la prima star bianca che arriva dalle periferie urbane pili degradate (da ogni punto di vista: Eminem, prima o poi, li racconterà tutti), e che piega un linguaggio musicale inventato dai neri ai propri fini, dando cosi vita a qualcosa di nuovo e di assolutamente contemporaneo. Ciò che accade intorno al ragazzo di Detroit è impressionante. Non tanto, non solo, per i milioni di dischi venduti, quanto per il processo di identificazione che lui scatena con una rappresentazione un po' caricaturale, un po' cinematografica, un po' teatrale del proprio malessere e del malessere che vede intorno a sé. Il titolo dell'album, il se...

Coldplay - Parachutes (2000)

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Quando esce, nella seconda metà dell'anno 2000 (negli Usa, a novembre), nessuno si sottrae al gioco delle citazioni. Le recensione di «Rolling Stone», per esempio, mette in fila Radiohead, Verve, Travis, U2, Dave Matthews, i Pink Floyd di quando c'era ancora Roger Waters, per concludere infine che è Jeff Buckley il riferimento giusto, Il gruppo, che esiste da quattro anni ed è nato a Londra, come tutti gli esordienti ci tiene a far vedere quali sono i suoi punti di riferimento (anni dopo, diranno che avevano previsto fin dall'inizio le citazioni da parte dei critici di Radiohead e Jeff Buckley; le altre no). L'album comincia con una chitarra gentile e un invito (Don 't Panic) che contraddice le immagini di morte di cui il pezzo è disseminato. Chris Martin ha una voce angelica, che regge anche il falsetto. Il gruppo gli fa da spalla senza prevaricare, forse per via di una produzione attenta pili che altro a non farsi notare. Ma è ciò di cui questi anni 2000 che in...

Johnny Cash - American III: The Solitary Man (2000)

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Dopo un primo capitolo interamente acustico e solitario che sorprese il mondo per la sua cruda bellezza e un secondo episodio che recuperava il suono più elettrico degli anni con la Sun, a Johnny Cash non restava altro che mettere insieme le due cose. American III resta ancora uno splendido disco "acustico" che tuttavia non suona spoglio come l'esordio: pieno di chitarre, pianoforti, violini, di una musica densa sulla quale aleggia uno spirito religioso, se vogliamo persino mortale. Cash è malato, lo sappiamo da tempo, e il terzo sigillo degli American Recordings non fa nulla per nasconderlo all'ascoltatore: si parte proprio dal famoso brano di Neil Diamond, Solitary Man, per comprendere la sofferenza dell'uomo in nero. La selezione dei brani è strepitosa: insieme Rick Rubin questa volta Cash ha pescato autentici gioielli folk contemporanei come I See a Darkness di Will Oldham, The Mercy Seat in duetto con Nick Cave e poi ancora una spoglia versione di One degl...

E T I C H E T T E

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