Nat King Cole: anticipare sui tempi il superamento del razzismo
di Luca Divelti Può un afroamericano cantare d’amore ed essere socialmente tollerabile per il pubblico bianco? Prima di Nat King Cole i musicisti di colore erano caldamente invitati a evitare nelle loro canzoni argomenti di carattere romantico, mentre erano ben più graditi se raccontavano nei loro blues di lavoro e fatica o si spendevano in qualche canzonetta dai ritornelli nonsense. Cole fu il primo a rendere accettabile per un bianco l’idea di non cambiare stazione radio di fronte alla sua voce e addirittura contemplare di acquistare un disco di canzoni d’amore cantate da un uomo di colore. Nat King Cole sembrava destinato a dover anticipare i tempi: ammaliato dalla musica fin da piccolo, non riuscì a resistere al richiamo del jazz e intraprese la carriera di pianista poco più che adolescente. I club lo avevano sempre attratto, tanto da farlo sgattaiolare più volte fuori di casa mentre i suoi genitori dormivano, trascinandolo dentro un vortice di note, voci, balli e sudore che e...