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Arbouretum - Coming Out Of The Fog (2013)

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di Silvano Bottaro "Il classico non tramonta mai", questo è il sottotito che più calza a questo "Coming Out Of The Fog", quinto lavoro dei Arbouretum, band di quattro elementi provenienti da Baltimora. La struttura del disco infatti, è di un classico "suono" rock degli anni '70, nulla di avanguardistico, rivoluzionario quindi, ma solo blues, folk, rock e psichedelia, niente di più, semplicemente. Un "semplicemente" però di classe, suonato con stile e coraggio, con un occhio rivolto al passato e uno al futuro. Un perfetto equilibrio che genera un "gioco" sonoro particolarmente autentico. Gli otto brani che si succedono nel disco creano una atmosera intensa e, a parte qualche momento di noia, nel complesso l'album risulta piacevole. Se il suono delle ballate portano inevitabilmente a un "parallelo" con Neil Young e i suoi Crazy Horse, ascolto dopo ascolto gli Arbouretum riescono a convincere, ritagliandosi un...

Arbouretum – Let It All In (2020)

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di Valerio Di Marco Una delle certezze a cui ci si può aggrappare in tempi grami è la musica degli Arbouretum. Coming Out Of The Fog, si chiamava il loro (bellissimo) album del 2013, perchè forse solo la bellezza ci tirerà fuori dalla nebbia, metaforica s’intende. Arbouretum come certezza, dicevamo, perché la loro trascinante mistura a base di rock grezzo e potente coglie nel segno anche con questo Let It All In, disco registrato ai Wright Way Studios di Baltimora e che arriva a tre anni di distanza dal precedente Song Of The Rose. Ennesima conferma, perché c’è da dirlo: finora la band statunitense non ha sbagliato un colpo. Come si fa a non cadergli ai piedi, a non concedersi anima e corpo a tanta sfacciata e primitiva bellezza, a non promettere amore eterno a chi è capace di dar vita a opere che, ognuna a modo suo, trasportano in altri tempi e luoghi, come fossero film che raccontano mille vite. E ce ne sono, di storie, anche in questo viaggio che, come al solito quando s...

Arbouretum – Song Of The Rose (2017)

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di Alessandro Rossi La natura é un luogo imprescindibile per ricongiungersi con la propria essenza, con l’ispirazione. Lo sa bene David Heumann, figura portante del progetto Arbouretum, che per il nuovo lavoro della band ha deciso di lasciarsi ispirare da svariate influenze culturali, prima fra tutte la poesia di quel Richard Lovelace, che con “The Rose” ha segnato l’estetica del nostro: Sweet serene sky-like flower, Haste to adorn her bower; From thy long cloudy bed Shoot forth thy damask head! New-startled blush of Flora, The grief of pale Aurora, Who will contest no more, Haste, haste to strew her floor! Vermilion ball that's given From lip to lip in heaven, Love's couch's coverlet, Haste, haste to make her bed! Dear offspring of pleased Venus And jolly plump Silenus, Haste, haste to deck the hair Of the only sweetly fair! See! rosy is her bower, Her floor is all this flower; Her bed a rosy nest By a bed of roses pressed. But early as she dresses, Why f...

E T I C H E T T E

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