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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2009

Bruce Springsteen - Working On A Dream (2009)

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di Silvano Bottaro Attribuendo la qualità di un disco in base al mio teorema musicale: “ La somma di quante volte un cd suona nel lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco piace ”, il disco suona poco. Effettivamente la “paura” della vicinanza a “Magic”, uscito poco più di un anno fa era fondata. Il boss ci aveva abituato a dei lunghi silenzi discografici, proprio perché era capace di restare in sala d’incisione 5/6 mesi anche per incidere un solo brano, e faceva passare degli anni, anche 4 o 5, prima di pubblicare un altro album. Comunque non per questo, il disco è da buttare, anzi la sufficienza (e anche più) non fa difetto. Working On A Dream non è un disco pop, è neanche un disco di scarti di “Magic”, è un disco atipico. Uscito praticamente in contemporanea con l’ingresso di Barack Obama (di cui Springsteen è stato il più forte sostenitore rock) alla Casa Bianca, a differenza della riflessione amara o di tradimento che riscuoteva l’idea dell’America in “Mag...

The xx - The xx (2009)

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Il mese dei dischi dallo stesso titolo dei propri autori si chiude con una scelta più recente, e spero creativa. La musica degli ultimi anni ha bisogno di sedimentarsi, per tutta una serie di ragioni (il modo in cui se ne fruisce, lo scenario generale in cui nasce, lo stesso ruolo della musica che è cambiato in pochi anni) al netto della qualità che rappresenta: sebbene la patente di “classico” nella musica si dà con una certa facilità e spesso anche secondi criteri più discutibili del solito, ci sono stati artisti negli ultimi anni che hanno dato contribuito eccellenti alla storia della musica popolare occidentale (che è quella che maggiormente rappresento qua, solo per questo l’ho specificato). E la sensazione a volte che non si era sbagliato la si ha dopo un po’ di tempo, nemmeno poi tanto, basta un riascolto dopo pochi anni per arricchire le sensazioni che si provavano al primo ascolto a caldo (o per cambiarle in maniera diametralmente negativa, può benissimo succedere così). Il di...

Norah Jones - The Fall (2009)

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di Silvano Bottaro Ha avuto coraggio Norah Jones con questo suo quarto disco The Fall a cambiare sonorità. Le chitarre e la batteria, infatti, prendono il posto dell’ormai collaudato pianoforte e le canzoni si inoltrano in territori più moderni e leggermente più rock. Dopo Come Away With Me del 2002 (vincitore di otto Grammy), Feels Like Home del 2004 e Not Too Late del 2007, dischi che hanno venduto 36 milioni di copie in tutto il mondo e tutti entrati nella Top 200 di Billboard, Nora Jones sperimenta un nuovo sound senza però strafare e rimanendo su note musicali mai troppo aspre e graffianti. Certo dopo un capolavoro come quello del 2002 è assai difficile creare un’opera dello stesso livello o superiore, The Fall resta comunque un buon disco che non deluderà i suoi fans.

Mastodon - Crack The Skye (2009)

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La storia di Musica di oggi, che segue il filo rosso di band che prendono il nome dal animali preistorici, arriva ad Atlanta, dove agli inizi del 2000 dei musicisti, alcuni con precedenti esperienze musicali, formano un gruppo a cui danno il nome di un proboscidato primitivo, da non confondere con il mammuth,  che avevano i molari di forma arrotondata che, visti di profilo, ricordano la forma del seno femminile: da qui il nome  “dente mammella”, Mastodon. La musica che scelgono si posiziona al limite di quella che ascolto io, e la loro conoscenza avvenne perchè una persona che frequentavo mi regalò un loro disco del 2004, Leviathan: la meravigliosa copertina che ritrae un gigantesco capodoglio bianco che sperona una nave suggerisce che il disco scritto e suonato da Troy Sanders (basso e voce), Brent Hinds (chitarra solista e voce), Bill Kelliher (chitarra ritmica) e Brann Dailor (batteria, spettacolare musicista) sia ...

U2 - No Line On The Horizon (2009)

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La foto in copertina, del fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto intitolata Boden Sea, Uttwil, unisce cielo e mare in un invisibile punto, una linea mentale e sognante che unisce due mondi, due prospettive. Dopo 5 anni di attesa dal loro ultimo disco, How To Dismantle An Atomic Bomb (incentrato sul dolore e il ricordo del padre di Bono, Bob, morto qualche anno prima) No Line On The Horizon fu il nuovo tentativo nella carriera allora trentennale degli U2 di rinnovare la loro musica e il loro suono. Per farlo, richiamano i fidi Brian Eno e Daniel Lanois, già artefici dei loro dischi capolavoro (The Unforgettable Fire, The Joshua Tree e Achtung Baby!) e partono dall’idea di creare una musica che si rifaccia agli inni sacri delle civiltà del Mediterraneo. Si trasferiscono a Fez, in Marocco, e iniziano a registrare materiale. Le sessioni avvengono nel cortile di un albergo cittadino, e i suoni della città, della natura, del mercato diventeranno momenti presenti in tutto il disco. Uscito n...

E T I C H E T T E

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