Post

Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Captain Beefheart

Immagine

New York Dolls, Rock Scene, 1974

Immagine
Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

You Are The Sunshine Of My Life - Stevie Wonder

Immagine
Sei il sole della mia vita
ecco perchè io ti sarò sempre accanto
sei la pupilla dei miei occhi
resterai per sempre nel mio cuore


mi sento come se fosse l'inizio
sebbene io ti abbia amato
per un milione di anni
e se avessi pensato che
il nostro amore stava finendo
mi sarei ritrovato ad annegare
nelle mie stesse lacrime


sei il sole della mia vita
ecco perchè io ti sarò sempre accanto
sei la pupilla dei miei occhi
resterai per sempre nel mio cuore


devi aver saputo che ero solo
perchè sei venuta in mio soccorso
e so che questo dev'essere il Paradiso
come potrebbe esserci così tanto
amore dentro di te, altrimenti?


sei il sole della mia vita
ecco perchè io ti sarò sempre accanto
sei la pupilla dei miei occhi
resterai per sempre nel mio cuore


l'amore ci ha raggiunti
l'amore ci ha raggiunti
pensiamo al dolce amore

Daniel Lanois - Flesh And Machine (2014)

Immagine
di Marco Boscolo
Carne e macchina, fisico e astratto, analogico e digitale: queste le coppie di opposti entro cui si muove questo sesto disco in solo di Daniel Lanois. Per il producer e sound engineer reso celebre per le collaborazioni degli anni Ottanta con Peter Gabriel e U2, la forma canzone non è mai stata una casa, per cui in questo Flesh and Machine ha puntato tutto sull’atmosfera e il suono. Il risultato è un disco ambient, ma ambient come lo poteva pensare uno che ha lavorato con Brian Eno a Ambient 4: On Land (1982) e Apollo: Atmospheres And Soundtracks (1983): a partire da registrazioni sue, manipolazioni e continue trasformazioni/trasfigurazioni del suono, fino a ottenere scenari liquidi (The End, Aquatic), moti cinetico-cinematici (gli episodi probabilmente migliori Opera e Sioux Lookout), riflessioni spirituali (Rocco, Iceland). Non è un disco che segnerà la storia della musica, ma è certamente lo sforzo in solo migliore mai compiuto da Lanois che – guarda caso – arriva q…

Johnny Clegg

Fra i più popolari esponenti della world music nella seconda metà degli '80, Johnny Clegg (1953) si trasferisce con la famiglia in Sud Africa all'età di sei anni. I genitori (la madre cantante di cabaret, il padre giornalista antirazzista dichiarato) ne influenzano le inclinazioni artistiche e sociali. Già da ragazzo, Clegg incappa nelle leggi razziali del suo paese adottivo, frequentando esponenti della minoranza zulu.
Discografia e Wikipedia

Le Luci Della Centrale Elettrica - Per ora noi la chiameremo felicità (2010)

Immagine

Mavis Staples - One True Vine (2013)

Immagine
di Silvano Bottaro
A sei anni dall'ottimo Well never turn back e a tre dal buon You are not alone, ritorna Mavis Staples con "One True Vine", quattordicesima incisione della sua ultra quarantennale carriera.
Da cantante gospel qual'è, è ancora la fede il comune denominatore dei suoi testi, ma è sempre la sua meravigliosa voce a renderli superlativi. A fronte dei suoi settantaquattro anni, la Mavis non mostra segni di decadimento ma anzi, come i migliori vini rossi, migliora col tempo. Continuando la collaborazione artistica con Jeff Tweedy leader dei Wilco, iniziata con "You Are Not Alone" nel 2010, di cui è produttore, anche questa volta la Staples riesce a dare il meglio di sé. Fin dalle prime note è palpabile la passione religiosa per il Vangelo e il suo credo incrollabile ma è poi la sua voce e il feeling che riesce a creare che sanno rendere grandi le canzoni e farle apprezzare anche ai più atei ed agnostici. E' proprio questa la grandezza dell'ar…

John Hiatt - Mystic Pinball (2012)

Immagine
di Silvano Bottaro
Sono trascorsi quasi quarant'anni dalla sua prima pubblicazione "Hangin' Around the Observatory" targata 1974, in mezzo ci sono vent'uno dischi, alcuni memorabili come Bring the Family del 1987 e il successivo Slow Turning del 1988, altri ottimi come Perfectly Good Guitar, Crossing Muddy Waters, Master of Disaster e The open Road, alcuni sufficienti, tra gli ultimi Same Old Man del 2008. Ora, dopo la sua ultima prova Dirty Jeans and Mudslide Hymns dell'anno scorso, disco che non ho avuto il piacere di ascoltare, ritorna con questo Mystic Pinball ed è ancora buona musica. Hiatt è un grande scrittore, le sue canzoni ne sono la testimonianza. La sua peculiarità è proprio quella di adattare il suono, le note alle parole dei testi che tanto facilmente e soprattutto bene gli riescono. Detto questo è chiaro che la musica non diventa primaria nel suo modo di comporre. Ha il grande dono di saper creare personaggi, di saper risaltare le loro debol…

B.B. King

Immagine

Patti Smith - Banga (2012)

Immagine
di Silvano Bottaro

Tirando in ballo il cane di Ponzio Pilato chiamato "Banga" (dal libro "Il maestro e Margherita" di Bulgakov), la nostra sacerdotessa del rock pubblica il suo undicesimo album. Disco di inediti (a parte un brano) che esce a otto anni da Trampin' e a cinque da Twelve, album di solo cover.
Patti Smith pubblica un'album di canzoni, quelle classiche, quelle che seguono la "forma" vera, ballate che raccontano "storie" di persone, fatti e tragedie personali e sociali. Tra i brani infatti, troviamo riferimenti che vanno dal terremoto in Giappone alle scomparse di Amy Winehouse e Maria Schneider. Le dodici canzoni che compongono l'album sono costruite su testi importanti, sono riflessioni ed esperienze, cariche di poesia e di reale vita quotidiana. Dodici canzoni per dodici tributi, dodici omaggi a persone, amici, personalità e popoli che in qualche modo hanno colpito i sentimenti della poetessa e che poi ha messo in musica. …

Jerry Garcia, Rolling Stone, 1972

Immagine
Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Gong - I See You (2014)

Immagine
di Matteo Meda
Se un neofita del decennio d'oro del rock venisse a chiedere di una band del periodo alla quale avvicinarsi con estrema cautela, chi scrive nominerebbe immediatamente i Gong. Se lo stesso soggetto modificasse la domanda cercando informazioni sul gruppo più emblematico dell'intera decade seventies, la risposta sarebbe la medesima. I Gong sono l'hippie, il freak, Canterbury, la psichedelia, la follia e il genio riuniti sotto un unico, comun denominatore. I Gong sono una famiglia, una comune che ha vissuto la sua storia su un pianeta parallelo (Planet Gong, appunto), che come tutte ha il suo capo, la cui autorità è ciclicamente messa in discussione da altre personalità, fra le quali anche le più forti (cfr. Pierre Moerlen) hanno finito per dover abdicare.
E ci troviamo così nel 2014 con Daevid Allen ancora al timone, arzillo e instancabile settantaseienne dalla presa saldissima, fresco di vittoria di una prima (e ci auguriamo anche ultima) battaglia contro il can…

The Ship Song - Nick Cave & The Bad Seeds

Immagine
Fai navigare le tue navi attorno a me
E radi al suolo i tuoi ponti
Facciamo un po’ di storia, bimba
Ogni volta che mi vieni vicina
Libera i cani contro di me
E sciogliti i capelli
Tu sei un piccolo mistero per me
Ogni volta che mi vieni vicina
Parliamo di ciò tutta la notte
Definiamo il nostro terreno morale
Ma quando mi trascino tra le tue braccia
Tutto crolla giù, a terra
Fai navigare le tue navi attorno a me
E radi al suolo i tuoi ponti
Facciamo un po’ di storia, bimba
Ogni volta che mi vieni vicina
Il tuo volto si è intristito ora
Perché sai che è prossimo il tempo
In cui dovrò rimuovere le tue ali
E tu, tu dovrai imparare a volare
Fai navigare le tue navi attorno a me
E radi al suolo i tuoi ponti
Facciamo un po’ di storia, bimba
Ogni volta che mi vieni vicina
Libera i cani contro di me
E sciogliti i capelli
Tu sei un piccolo mistero per me
Ogni volta che mi cerchi

Robert Wyatt - Different Every Time (2014)

Immagine
di Guido Festinese
Ci sono musicisti che, spinti da una sorta di bulimia produttiva, inondano il mercato con decine di produzioni. Sparano nel mucchio, in pratica, sperando di cogliere qualche bersaglio grosso. A volte ci riescono. Ce ne sono altri che sembrano distillare le proprie creazioni, centellinando occasioni ed uscite. Poi però va a finire che, nella conta degli anni e dei decenni, anche i distillatori di note hanno lasciato attorno a sé tracce consistenti. Tutte utili, però. A volte utili e indispensabili. Altre ancora indispensabili e radiose. Come quelle dell'Angelo Rosso in catene sulla sua sedia a rotelle Robert Wyatt. Che è anziano e acciaccato, come la sua dolcissima compagna di sempre Alfreda Benge. Non va più sui palchi, ma quando fa uscire qualcosa è bene precipitarsi a procurarselo. Pena mancanza di iniezioni proteiche che possono continuare a confortare esistenze agre. Questo doppio è l’ultima idea del patafisico signor Wyatt. Un lavoro in cui ha raccolto in u…

The Clash

Una tra le più importanti rock band di tutti i tempi e tra i più celebri gruppi punk della prima ondata britannica, i Clash affondano le proprie radici in due oscure formazioni vissute a cavallo del 1975, i 101'ers e i London SS. I primi sono guidati da Joe Strummer (1952 - 2002, vero nome John Mellor), figlio di un ambasciatore. L'organico comprende Clive Tiperlee, futuro fondatore dei Passions, e Richard Dudanski, in seguito membro dei P.I.L. di Johnny Rotten.
Discografia e Wikipedia

Field Report – Marigolden (2014)

Immagine
di Gianni Zuretti
Saremo sempre grati a Adam Duritz (Counting Crows) per aver segnalato a Buscadero, tra i suoi preferiti ascolti, quello dei Field Report. Comunemente si dice che per fare il primo disco serve una vita e per fare il secondo due anni e così è stato, tanto è il tempo che intercorre tra l’omonimo debutto della band di Milwaukee, Field Report (2012), e questo Marigolden. Il leader indiscusso del combo del Wisconsin, Chris Porterfield (il nome della band è l’anagramma del suo cognome), dopo aver attraversato un periodo in cui pareva non potesse trarre ispirazione se non devastandosi con l’alcool, riesce a trovare la forza di restare sobrio e passo dopo passo, si rende conto di avere molte frecce per il suo arco e che l’ispirazione per la scrittura non arriva dalla pericolosa molecola bensì dalla propria competenza musicale e dall’anima. Dopo aver scritto chitarra, voce e poco più tutti i pezzi prende armi bagagli e musicisti e si stiva, tra una bufera di neve e l’altra, n…

Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra - Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything (2014)

Immagine
di Gianfranco Marmoro
Efrim Menuck, David Payant, Jessica Moss, Sophie Trudeau e Thierry Amar, ovvero la line-up attuale dei Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra, uno dei tanti germi dei Godspeed You! Black Emperor. Il collettivo canadese più creativo e originale degli ultimi anni giunge a un nuovo capitolo della sua complessa e articolata produzione discografica. Per chi non li conoscesse, basti sapere che la loro musica è una liturgia, un post-rock aspro dove i violini e le chitarre stridono con la stessa intensità poetica del canto delle megattere: “Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything” è il loro album, diciamolo subito, dove il gruppo mette in atto la miglior rappresentazione della sua arte.
L’estetica post-rock è quasi scomparsa, resta solo quell’insieme cacofonico e austero di folk, blues e rock che ha dato forma a uno dei più originali linguaggi sonori; un'enfasi scarnificata, un nuovo suono hardcore, che nei dieci minuti dell’iniziale “Fuck Off Get Free (For T…

Van Morrison - Hymns to the Silence (1991)

Immagine
di Silvano Bottaro
L'uscita di questo doppio album in questo periodo della sua carriera è stata una grande sorpresa, se poi è di ottima qualità è uno shock. Morrison ha avuto molto da dire in questi anni sulla sua infanzia e la sua fede, le sue ultime produzioni lo dimostrano ma, nonostante questo, in questo disco, in un modo molto meno obliquo, è riuscito ad aggiungere ancora altro materiale; testuale e sonoro. Di ottima fattura, sicuramente il suo miglior lavoro dal 1986, anno di uscita di "No Guru, No Method, No Teacher". Il doppio disco è intensamente personale e rivelatore, proprio perché mette in luce i suoi pensieri molto chiaramente. Anche se marcatamente "religioso", in questo lavoro avvincente, Morrison si rifiuta di "predicare" e si limita a esprimere i suoi pensieri senza forzature. Organico: Van Morrison (voce, chitarra, armonica, sassofono contralto), Steve Gregory (flauto, sassofono baritono), Candy Dulfer (sassofono contralto), Kate St …

Joe Strummer

Immagine

Okkervil River - The Silver Gymnasium (2013)

Immagine
di Silvano Bottaro
Notevole prova di maturità e sfoggio di evoluzione espressiva da parte degli Okkervil River, band statunitense formatasi nel 1998 è attiva discograficamente dal 2002. The Silver Gymnasium settimo album in studio, è un album intenso e gradevolissimo, che sicuramente farà aumentare il pubblico di ascoltatori.
La facilità di scrittura che The Silver Gymnasium evidenzia non può che colpire favorevolmente, tutte le canzoni scorrono senza forzature o momenti di noia, dando l'impressione che il lavoro di selezione sia stato piuttosto rigoroso. E' indiscusso "il filo" marcatamente autobiografico del leader Will Sheff, i testi, dal canto loro, riflettono da varie argomentazioni tutte legate da un comune denominatore: l'adolescenza. Suonato con eleganza e professionalità da musicisti di buon livello, l'album è prodotto e arrangiato da John Agnello che con gusto ha sottolineato la sua presenza, rendendo il disco quasi sicuramente il più fruibile di tut…

Isaac Hayes, Ebony, 1972

Immagine
Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Laura Marling - Once I Was An Eagle (2013)

Immagine
di Silvano Bottaro
Negli ultimi cinque anni, la musicista inglese Laura Marling ha inciso quattro album, nulla di straordinario si potrà pensare, ebbene, questa cantautrice ha 23 anni e il suo primo lavoro l'ha pubblicato a soli 18 anni. Se nei primi dischi era inevitabilmente espressa una certa ingenuità, con questo quarto album, la Marling affina la sua musica in modo sottile e discreto. Once I Was an Eagle è un album molto intimo, dove anche i momenti più profondi e le sensazioni personali vengono espresse in maniera semplice, con un senso elegante, consapevole ed intenso. Il suono è tipicamente folk, principalmente chitarre acustiche, pianoforti, archi e percussioni, tutti estremamente misurati con uno stile molto sommesso e silenzioso. Sicuramente dotata, vista l'età, la usa forza è la voce che riesce a comandare sia nelle canzoni lente, sia in quelle energiche. Il raffronto con la giovane Joni Mitchell degli anni settanta  è inevitabile ma, a onor del vero, riesce a front…

Niente Da Capire - Francesco de Gregori

Immagine
Le stelle sono tante, milioni di milioni, la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida. Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte, con l'anima in riserva e il cuore che non parte. Però Giovanna io me la ricordo ma è un ricordo che vale dieci lire. E non c'è niente da capire. Mia moglie ha molti uomini, ognuno è una scommessa perduta ogni mattina nello specchio del caffè. Io amo le sue rughe ma lei non lo capisce, ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce, però Giovanna è stata la migliore, faceva dei giochetti da impazzire. E non c'è niente da capire. Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve, che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore. È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male, io non ti invidio niente, non ho niente di speciale. Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire. E non c'è niente da capire. È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi, mi dicono che stai vincendo e ridono da matti, ma io non l…

Donna the Buffalo - Tonight, Tomorrow and Yesterday (2013)

Immagine
di Silvano Bottaro

I Donna the Buffalo nati nel 1987, hanno dieci album al loro attivo e con questo Tonight, Tomorrow and Yesterday festeggiano il loro quarto di secolo. In questi venticinque anni hanno preferito perfezionare il loro stile, renderlo più solido e maturo piuttosto che cambiare "spostandosi" in aree musicali adiacenti al loro consolidato sound, come dire "mai cambiare la strada vecchia per una nuova". Il loro suono è un mix di cajun, zydeco, folk, con spruzzatine di ritmi reggae in salsa roots americana.
Tonight, Tomorrow and Yesterday e quanto sopra detto e conferma la loro coerenza musicale. Grazie a dei buoni riff chitarristici e un buon uso del violino e della fisarmonica, il risultato finale è che probabilmente questa è la loro migliore incisione. Ci sono dei brani solidi a dimostrazione di una sana maturazione, nulla di eclatante ma grazie ad una consapevolezza sonora, sicuramente sincera, riescono a convincere. Non scaleranno le classifiche, non…

Eric Clapton

Uno dei maestri della chitarra rock-blues, Eric Clapton (1945) entra nelle cronache rock negli anni '60 per la sua militanza con Yardbirds, Bluesbreakers e soprattutto Cream. Dopo la delusione per la rapida fine del supergruppo Blind Faith, agli inizi degli anni '70 si trasferisce a New York e frequenta il giro di Delaney e Bonnie Bramlett, con i quali si esibisce per alcuni mesi.
Discografia e Wikipedia

Antony And The Johnsons - Turning (2014)

Immagine
di Stefano Solventi
Siamo dietro le quinte. Antony si rivolge alle tredici “magnifiche donne” che si sono avvicendate sul palco, complimentandosi con tutte. “E’ stato perfetto“, dice, “a parte qualche problemino con la mia voce“. Non so a quali problemi si riferisse il buon Hegarty, ma se avessero a che fare con quell’estro più terrigno, quella grana soul carnale e a tratti persino brusca che ne hanno mitigata la consueta spiritualità, sono problemi che gli auguro di affrontare spesso. La scena sta più o meno alla fine di Turning, docufilm diretto da Charles Atlas uscito due anni fa ed oggi pubblicato in DVD (più CD contenente l’intera scaletta dei brani). Le riprese risalgono al 2006, quando Antony and the Johnsons, assieme ad Atlas, portarono in giro questo spettacolo che mescolava performance visuale e concerto: accanto ai musicisti (otto elementi – archi, legni, pianoforte, chitarra e fisarmonica – più Antony) si alternavano splendide figure femminili dall’identità sessuale varia…

The Blackbyrds - Night Grooves (1978)

Immagine

Trilok Gurtu ‎– The Beat Of Love (2001)

Immagine
di Silvano Bottaro
Trilok Gurtu è un sessantunenne percussionista di Bombay (India) molto richiesto come session man dagli esponenti del jazz e della fusion dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti. Notevole quindi è la sua partecipazione ai dischi e ai concerti di grandi della musica degli ultimi quarant'anni, da Don Cherry a Charlie Mariano, da Lee Konitz ad Archie Sheep, da John McLaughlin a Ralph Towner, da Jan Garbarek a Nana Vasconcelos. Anche nei suoi dischi da solista, di solito alla testa di piccoli gruppi, Trilok Gurtu ha optato un mirabolante impasto sonoro dalle culture di svariati continenti. Basterebbe ascoltare la sua antologia "The Trilok Gurtu Collection (1997)" per constatare, attraverso una serie di brani incisi a suo nome tra il 1987 e il 1996, la vastità di spunti e l'efficacia del suo percussionismo. In questo disco però il leader torna alle radici, ossia guarda soprattutto all'India in cui è nato e cresciuto: lo fa però non per fare solo mus…

Mike Oldfield - Tubular Bells (1973)

Immagine
di Silvano Bottaro

Nato dall'etichetta inglese più artigianale (all'epoca), la Virgin, frutto di un ottimo investimento, il disco scalò velocemente la classifica inglese, senza arrivare al primo posto perché le copie immesse erano poche e quindi furono subito esaurite, con i negozi d'importazione di tutto il mondo che facevano a botte per averne almeno una. Eppure nonostante ciò Tubular Bells non è un disco commerciale, tutt'altro, è un disco con tante complessità piacevoli che difficilmente si riescono a capire con una recensione. Mike Oldfield è il protagonista assoluto di tutti questi "solchi" (cinquanta minuti di suoni) sia come compositore che come esecutore, suonando praticamente tutti i venti e più strumenti che ivi compaiono: è proprio questa enorme varietà di strumenti la prima cosa che colpisce del disco: una vera celebrazione del suono nelle sue infinite possibilità.
Oldfield è come un grande imbuto teso ad imprigionare questo dono peculiare della musi…

Sinead O’Connor

Immagine

Femi Kuti - No Place For My Dream (2013)

Immagine
di Luca Sanna
La vita dei figli d’arte ha due facce, quella comoda del giovane ricco e privo di problemi, e quella resa difficile dal continuo confronto con i famosi, magari geniali, genitori. Femi è in effetti il primo figlio di Fela Anikulapo Kuti, inventore e re incontrastato dell’afrobeat, ma molto di più: rivoluzionario, agitatore, oppositore del regime militare che all’epoca reggeva la Nigeria, dove nacque e visse una troppo breve vita, stroncata dalle complicazioni dell’AIDS che aveva combattuto in prima linea. Insomma, l’idolo di una nazione intera, un vero monumento, che Femi, dopo essere stato cresciuto dalla madre, appena quindicenne decise di seguire, diventando membro della sua band e della comune da lui fondata, la Kalakuta Republic. Gli anni ’70 erano al tramonto, ma simili esperimenti libertari ed egualitari erano ancora all’ordine del giorno. Bei tempi, ma non siamo qui per parlare di questo: si tratta invece di esaminare il sesto “full length” - diciamolo pure fin d’…

David Cassidy, Rolling Stone, 1972

Immagine
Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Caveman - Caveman (2013)

Immagine
di Silvano Bottaro

Là, da qualche parte nella sconfinata metropoli chiamata New York City, incontriamo la musica di "Caveman", secondo disco del quintetto omonimo, bellissimo intreccio fra voce di intensità emozionale  e un tappeto sonoro le cui trame sono tese dagli efficaci e raffinati interventi delle chitarre e dal resto degli strumenti.  A differenza del loro primo sottovalutato album "Coco Beware" del 2011, disco con sfumature "folkeggianti", "Caveman" si sposta verso sonorità più indie-rock convincendo e dimostrando una maturità, per quanto ancora in fase di ossatura, molto più marcata. Gli uomini delle caverne non si sono ancora costruiti un vero e proprio "marchio estetico" ma la buona volontà è evidente nelle undici canzoni che compongono il disco. I brani sono ricchi di armonie chitarristiche a volte lente e caratterizzate da atmosfere malinconiche, a volte forti in un crescere lucido e lamentoso.  L'album è sicuramente assa…

Montesole - Ginevra Di Marco

Immagine
Voglio cantare l'uso della forza che nasce dalla comprensione
La forza che contiene la distruzione
Una forza cosciente serena che sa sostenerne la pena
Capace di pietà, tenera di compassione
Capace di far fronte, avanzare, capace di vittoria, di pacificazione
Canto la morte che muore per la vita di necessità
Che rifugge il martirio, l'autodafè
Non succube di ciò che si dice di qua sull'aldilà
Potrà guardarlo in faccia per quello che è, quando arriverà


L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è


canto la vita che, quando è il suo tempo, sa morire e muore
canto la vita che piange sa attraversare il dolore
canto la vita che ride, felice
di un giorno di nebbia, di sole, se cade la neve
canto la sorpresa nei gesti dell'amore
canto chi mi ha preceduto, chi nascerà, chi è qui con me
sono in questo spazio essenziale, un valore aggiunto


L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è


canto la guerra e so, non sono in buona compagnia
ca…

Crosby, Still, Nash & Young - 4 Way Street (1971)

Immagine
di Silvano Bottaro

Non è mai stato un disco vero e proprio, ma una sorta di esame collettivo: una seduta di psicanalisi di gruppo alla quale ogni ascoltatore (milioni e milioni) ha dato il suo contributo di "sangue, sudore e lacrime" percorrendo migliaia di volte i solchi del suo vinile, come se lungo il tragitto, spigolando tra "Triad" e "Ohio", Cowgirl in the sand" e "On the way home", avesse perso le chiavi di casa. All'interno di 4 Way Street si poteva sfogliare il libro delle speranze. Ma letto nel maggio del '71 (il disco uscì il 12 del mese, a un anno esatto da Dèja vu), quel libro sembrava già il libro delle illusioni: dalla persuasione allo sconforto la "Caravan of dreams" di Woodstock impiegò poco più di un anno e mezzo. Gli stessi argomenti, a obbiettivo mancato, suonavano decisamente più agghiaccianti. Ma probabilmente ancora più veri. Proprio per il fatto che non poteva più cambiare niente (e forse per il fatto…

Clannad / Enya

Formazione di primo piano del folk revival irlandese, insieme ai Chieftains la più nota di tutti gli anni '70, i Clannad si formano intorno al 1969 a Dore, Irlanda, nella contea del Donegal, una zona di forte etnia gaelica. Il primo nucleo, con sigla An Clannad, comprende i fratelli Ciaràn e Pòl O Braonàin e i loro zii, i gemelli Pàdraig e Noel O Dùgain, tutti polistrumentisti di buon livello.
Clannad - Enia

Fela Anikulapo Kuti - Black President (1981)

Immagine
di Alberto Campo
Nella discografia sterminata che Fela Kuti ha consegnato alla storia musicale del Novecento, Black President occupa un ruolo determinante, poichè fu l'album che ne impose definitivamente la figura su scala planetaria. Edito da una major, e perciò reperibile anche fuori dai circuiti specializzati, divulgò il linguaggio sonoro rivoluzionario del Presidente Nero oltre la ristretta cerchia degli appassionati. Accompagnato dagli Afrika 70, l'orchestra dal mutevole organico - qui c'è al sax Lester Bowie dell'Art Ensemble Of Chicago, per dire - che ne assecondava le imprese, in seguito ribattezzata Egypt 80, Fela mette in mostra il meglio di sé. Tanto per cominciare, ripropone due temi classici del proprio repertorio: il mantra anti-imperialista I.T.T. (acronimo di International Thief Thief), 18 minuti di funk africano fiero e polemico, e l'elegiaco Sorrow tears and blood. Un Riders of the storm ambientato in Nigeria, quest'ultimo: cronaca dell'orr…

Tangerine Dream - Phaedra (1974)

Immagine
di Andrea Silenzi
Il nome Tangerine Dream lo hanno rubato a una strofa di "Lucy in the sky with diamonds" dei Beatles. Il resto appartiene alla storia di un movimento ribattezzato dagli inglesi (non senza ironia) "krautrock", di cui ancora oggi si scorgono le propaggini. La Germania dei primi anni '70 è stata la culla di una nuova utopia spaziale, di un suono elettronico che deriva direttamente dalle teorie dello scrittore e musicista Ernest Theodor Amadeus Hoffman che in tempi lontani fantasticava di "una meccanica superiore in grado di cogliere i suoni più strani della natura" e capace al tempo stesso di racchiudere in un "tutto indifferenziato" il rapporto tra lo spirito dell'uomo e la realtà. I Tangerine Dream non sono che i protagonisti più celebrati di un movimento musicale che ha sovrapposto senza timore di profanazione la cultura rock (e in particolar modo la psichedelia post Pink Floyd) all'avanguardia e alla nuova istanza am…

Van Morrison - Born To Sing: No Plan B (2012)

Immagine
di Silvano Bottaro
A quattro anni da Keep it Simple ultimo suo disco in studio, esce Born To Sing: No Plan B, album registrato interamente in presa diretta nel castello di Culloden in Irlanda e precisamente a Belfast sua città natale. Per questo lavoro, Morrison ha scelto e non a caso, l'etichetta jazz Blue Note. Il "suono" infatti, è prevalentemente influenzato di jazz, oltre che di soul e blues "toni" a lui sempre cari. Nel sottotitolo dell'album Born To Sing: No piano B, è indicato il potere che la musica ancora possiede per questa leggenda vivente chiamato "The Man". Nessun Piano B infatti, è la prova concreta che non esistono secondi piani, l'assoluta convinzione per questo quasi settantenne musicista con cinquanta anni di carriera alle spalle e trentacinque dischi pubblicati, che, la musica con l'"M" maiuscola ha ancora un valore assoluto, supremo, e che, se esistono mode e modi che in qualche modo vogliono distogliere la …

David Byrne

Immagine

Damien Rice - My Favourite Faded Fantasy (2014)

Immagine
di Michele Passavanti
L’esordio nel 2002 con “0”, uno dei dischi più belli degli ultimi 20 anni. Un secondo album a distanza di quattro anni. E poi un lungo silenzio. Negli otto anni che separano “9” da questo nuovo lavoro, Damien Rice ha dovuto affrontare la separazione da Lisa Hannigan. In tutto questo tempo si è fatto notare per qualche cover, una manciata di esibizioni live, la collaborazione con David Hopkin per il brano There Are Debts e una breve apparizione a Sanremo. Poi un giorno arriva finalmente la notizia di un nuovo disco. È Rick Rubin ad accompagnare l’ autore irlandese in questa terza avventura. “My Favourite Faded Fantasy” ha il compito di giustificare 8 lunghi anni di silenzio; anni in cui Damien ha recuperato appieno l’ ispirazione, sprigionata oggi in tutta la sua drammatica potenza attraverso queste nuove splendide canzoni. E così un giorno, alla soglia dei 40 anni, ritorna ad imbracciare la chitarra e a spalancare nuovamente le porte del cuore. Il tempo di guari…

Etichette

Mostra di più