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Billie Holiday

I giovani mi domandano sempre da dove viene il mio stile, come si è formato e tutto quanto; cosa posso dire? Se scopri un pezzo che ha qualcosa a che fare con te, non devi costruirci niente. Semplicemente ti procura emozione, e quando lo canti anche altra gente proverà qualcosa. Billie nacque da una notte d'amore tra il sedicenne Clarence Holiday, un suonatore di banjo, e la tredicenne Sadie Fagan, ballerina di fila. Il padre non si occupò quasi mai di lei: lasciò presto la figlia per seguire le orchestre itineranti con cui suonava. Billie ebbe un'infanzia travagliata e dolorosa. Trascorse i primi anni a Baltimora (spesso indicata come città di nascita, ma recenti ricerche hanno indicato che era nata in realtà a Filadelfia, dove sua madre Sadie lavorava come domestica.) trattata duramente dalla cugina della madre alla quale quest'ultima l'aveva affidata mentre lavorava come domestica a New York. Subì uno stupro a dieci anni e in seguito dovette evitare diver...

Quando il razzismo stronca una vita: la storia di Billie Holiday

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 di Luca Divelti Può una canzone legarsi così a fondo con chi la canta e segnarne, seppur involontariamente, l’esistenza? Se mai c’è stato un brano che ha avuto un simile destino, quello è Strange Fruit e la sua interprete è Billie Holiday. C’è un prima e un dopo Strange Fruit: se prima della pubblicazione del brano i misfatti sul razzismo venivano accuratamente evitati dagli artisti per non scontentare alcune frange dell’opinione pubblica, le stazioni radio e giornali, dopo la pubblicazione su disco dell’interpretazione di Billie Holiday il muro dell’ipocrisia cominciò a sgretolarsi. Strange Fruit nasceva dalla penna di Abel Meeropol, professore ebreo assai dedito all’attivismo politico nella Grande Mela e per questo spesso sotto la lente dell’FBI: gli episodi quasi quotidiani riportati dalle cronache in cui gli afroamericani subivano linciaggi e impiccagioni, spesso per motivi presunti e senza neanche farsi carico di prove certe, colpì il professor Meeropol, che scrisse la cruda ...

La vera storia di Billie Holiday e delle sue lotte

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Il mito della cantante Billie Holiday rivive nel nuovo film di Lee Daniels, "The United States vs. Billie", grazie all’interpretazione della cantautrice Andra Day, che le è valsa due nomination ai Golden Globes come miglior attrice in un film drammatico e miglior canzone, “Tigress and Tweed”, da lei interpretata e scritta con Raphael Saadiq. Il film è un omaggio alla “Signora del blues”, dagli aspetti più noti ai quelli meno conosciuti, a partire dall'infanzia traumatica dovuta alla madre che l'ha costretta a prostituirsi a 11 anni, l’abuso di alcool ed eroina, la sessualità, ma soprattutto la persecuzione della cantante da parte del governo americano, che ha contribuito anche alla morte prematura, nel 1959, a soli 44 anni. Il film segue l'artista principalmente nei 12 anni finali della sua vita (con flashback sul suo passato), quando l'FBN (Federal Bureau of Narcotics), e uno dei suoi emissari di punta, Harry J. Anslinger... per stroncare la carriera dell...

The Lady sings the Blues

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Billie Holiday nasce Eleanor Fagan a Baltimora il 7 aprile del 1915. Il padre, Clarence Holiday, è un suonatore di banjo appena sedicenne e abbandona la famiglia molto presto per seguire le orchestre itineranti con cui suonava. La madre, la tredicenne Sadie Fagan, è ballerina di fila, ma per mantenere la famiglia si impiega presto come domestica a New York. La piccola Eleanor è affidata a una cugina della madre che la tratta duramente. Subì uno stupro a dieci anni e in seguito dovette evitare diversi altri tentativi di violenza. Ancora bambina, raggiunse la madre a New York, e cominciò a procurarsi da vivere prostituendosi in un bordello clandestino di Harlem. Guadagnava qualche soldo in più lavando gli ingressi delle case del quartiere; non si faceva pagare solo dalla tenutaria del bordello, che in cambio le lasciava ascoltare i dischi di Bessie Smith e Louis Armstrong sul fonografo del salotto. Quando la polizia scoprì il bordello, Billie fu arrestata e condannata a quattro me...

HYHM

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Billie HOLIDAY, Lester YOUNG (saxophone), Coleman HAWKINS (saxophone), Gerry MULLIGAN (saxophone)

Billie Holiday – A Sensation

La vera storia di Billie Holiday raccontata da amici, colleghi e collaboratori. Un ritratto veritiero, spesso in contrasto con le numerose leggende e falsi miti che hanno accompagnato la vita di Lady Day. Billie Holiday o Lady Day (Filadelfia, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959), è stata una cantante statunitense, fra le più grandi di tutti i tempi nei generi jazz e blues. Guarda il Documentario “ Billie Holiday A Sensation ”

Billie Holiday

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Robin Carson - Billie Holiday, c. 1936 / vintage print

Accadde oggi...

Billy Holiday, la più bella voce del jazz Nasce a Baltimora la cantante Billie Holiday. Una delle piu’ ammirate interpreti jazz, una vita segnata da alcool e droga, inizia a lavorare nel 1936 con Lester Young che le da’ il soprannome che la fara’ conoscere a tutti, Lady Day. Gardenie bianche tra i capelli diventano il suo segno distintivo assieme alla voce che con il passare del tempo si fa roca, rotta, indimenticabile. Muore a 44 anni, nel 1959. Link al video di rai storia

Billie Holiday

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Carnegie Hall, 1956

Billie Holiday, Ebony, 1949

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Billie Holiday

I giovani mi domandano sempre da dove viene il mio stile, come si è formato e tutto quanto; cosa posso dire? Se scopri un pezzo che ha qualcosa a che fare con te, non devi costruirci niente. Semplicemente ti procura emozione, e quando lo canti anche altra gente proverà qualcosa.

Billie Holiday

Tutti dobbiamo essere differenti. Non si può copiare un altro, e nello stesso tempo pretendere di arrivare a qualcosa. Se tu copi, ciò inoltre è perché il tuo lavoro non ha un sentimento sincero, e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente valore. Come non ci sono al mondo due persone uguali, così dev'essere anche con la musica, altrimenti non è musica.

Billie Holiday

E' da pazzi pensare che per suonare o cantare ci voglia la droga. Perché la droga può sistemarvi in una maniera tale che non ce la farete più, né a cantare né a suonare.

Billie Holiday

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E T I C H E T T E

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