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Visualizzazione dei post con l'etichetta sex pistols

My Way - Sid Vicious (1979)

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Quando i Jefferson Airplane cantavano: "We are obscene lawless hideous dangerous dirty violent and young" ("Siamo osceni senza legge brutti pericolosi sporchi violenti e giovani"), la generazione psichedelica della Summer of Love credeva davvero che potessero essere quello che cantavano. Poi, sono arrivati i Sex Pistols e lì si è capita la differenza, perché il punk era molti passi oltre le provocazioni degli anni sessanta. Johnny Rotten era davvero l'Anticristo, Sid Vicious era realmente un pericolo pubblico (e anche per se stesso). Il modo in cui Sid prende un brano da crooner come My Way, lo smonta e poi lo rimonta, lo sputa e poi lo violenta, lo irride e poi lo prende a calci come un pallone sgonfio, è così bello e terribile da far paura. (M. Cotto - da Rock Therapy)

“Pistol”: storia del punk inglese, di chi ne è morto e di chi è sopravvissuto

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Dirò subito che non potete perdervi “Pistol”, la serie televisiva sulla storia dei Sex Pistols, tratta dall’autobiografia di Steve Jones. Non potete perdervela anche se avete problemi con il punk; il punk quello vero, non quello post. Vi basta un minimo d’interesse per la storia della società e del costume occidentali degli ultimi 80 anni. O anche semplicemente per le belle storie raccontate bene. Dirò anche subito che non ho fatto ricerche sull’accuratezza dei fatti storici narrati e che non sono nemmeno un cultore della band, per cui mi attengo a quanto narra la serie. D’altronde, tra i protagonisti della storia, l’unico che non ha gradito è stato Johnny “Rotten” Lydon che ha cercato, per le vie legali, di opporsi all’utilizzo delle musiche del gruppo, definendo la serie: “la merda più irrispettosa che ho mai dovuto sopportare”. Che poi, a vederla, non si capisce perché, in quanto Rotten non ne esce affatto male. Un tipo schizzato certo, quello interpretato da Anson Boom, ma d’altron...

Anarchy in the U.K. - Sex Pistols (1977)

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A volte bisognerebbe andare a illuminare con i riflettori quelli che non sono ma stati celebrati. Perché nell'anarchico mondo del punk che faceva brillare Londra nella seconda metà degli anni settanta, attorno a Sex Pistols e Clash, si muovevano altre figure meno note ma non di secondo piano. Una si chiamava - e ancora si chiama perché vive a Londra con i suoi due figli, anche se non è più un'icona del punk londinese - Soo Lucas, ma per tutti era Soo Catwoman, la "Donna Gatto". Merito di quel taglio di capelli che lei stessa aveva inventato e chiesto di realizzare a un parrucchiere di Ealing, nel 1976: attorno ai lati e dietro alla testa i capelli erano molto corti.  (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Sid Vicious

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Alcune canzoni del 1977 #6/16

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“God save the Queen”, Sex Pistols Come si sa, è il titolo dell’inno del Regno Unito, e successe un casino. La contestazione della monarchia non era molto apprezzata, allora, almeno non con espressioni come: “Dio salvi la regina e il suo regime fascista”. Fu censurata molto e venduta molto. Ufficialmente arrivò al numero due in classifica, ma si pensa che il suo primo posto effettivo sia stato opportunamente tenuto nascosto a vantaggio di “The first cut is the deepest” di Rod Stewart. Era anche l’anno del giubileo reale, e il giorno dei festeggiamenti la band suonò davanti a Westminster da una barca affittata sul Tamigi. Li arrestarono tutti. Mezza Inghilterra li odiava, un’altra mezza li aspettava da anni: “no future, no future, no future for you!”.

Sex Pistols - Never Mind The Bollocks

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Pubblicato dalla Virgin Records il 28 ottobre del 1977 è ancora oggi considerato il manifesto della filosofia punk. La grafica fu opera di Jamie Reid, artista inglese anarchico che ebbe il merito di costruire e portare alla ribalta l’immagine nichilista dei Pistols. Lo stile ruvido e “rumoroso” della band si tradusse in un’estetica senza compromessi con un album privo di fotografie del gruppo. Unico elemento un lettering ritagliato su sfondo giallo con la parola bollocks (testicoli) che creò seri problemi ai distributori del disco. Sempre meglio del singolo God Save The Queen dove svastiche e spille da balia ricoprivano l’immagine ufficiale della regina.

Sex Pistols

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Janette Beckman, Sex Pistols, Hyde Park, London, 1979

Sex Pistols - Never Mind The Bollocks, Here's The Sex Pistols (1977)

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«Per fortuna» Sid Vicious in quei giorni del marzo 1977 ha l'epatite, come commenterà, con il fair play tipico dei Pistols, Steve Jones, il chitarrista. Il basso lo suona più che altro Jones stesso, ma pure Glen Matlock, proprio quello che John Lydon non sopporta più, quello un po' a disagio perché sua madre non approva che lui frequenti i Pistols e che in teoria non è più nel gruppo da gennaio. Sid Vicious, un fan della prima ora, ha preso il suo posto grazie soprattutto a come si presenta. Un vero punk. Alla fine, il suo contributo all'unico album della band sarà più o meno pari a zero. Nel novembre 1976 i quattro membri originali pubblicano Anarchy In The UK con la Emi, l'etichetta discografica dell'establishment britannico, quella dei Beatles, l'unica multinazionale con sede nel Regno Unito. Poi vanno in televisione a dire parolacce: li vedono solo a Londra, ma la stampa popolare li tiene in prima pagina per giorni. La Emi li molla, come l'americana A...

Sex Pistols, Slash, 1977

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Accadde oggi...

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31 maggio 1977 - La canzone dei Sex Pistols, God Save the Queen, viene bandita dalla BBC dalla sua programmazione radio. Chi di voi non ha mai sognato per il suo compleanno o per il suo anniversario di non-so-quale-cosa di ricevere una canzone a lui/lei dedicata da una delle band più in luce nel panorama musicale del momento? Bene, alla regina Elisabetta II successe proprio questo, in occasione del suo Giubileo d’Argento. Solo che la canzone non fu proprio in onore della regina, bensì uno degli inni più espressivi della rivolta punk inglese, che al grido di No Future stava invadendo le strade delle maggiori città britanniche. E siccome non era molto facile suonarla di persona davanti alla regina ( pensate se voi vorreste qualcuno che, durante la festa in vostro onore, vi canti God Save the Queen/ the fascist regime/ they made you a moron), i Sex Pistols pensarono bene di noleggiare una barca e il 7 giugno suonarla sul Tamigi davanti a Westminster. Nonostante la censu...

Accadde oggi...

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27 maggio 1977: esce il singolo dei Sex Pistols "God save the Queen", in coincidenza con il Silver Jubilee, festività tradizionale della corona britannica. Nonostante la censura radiotelevisiva, il boicottaggio di alcuni giornali e di alcune catene di negozi, il brano arriverà al primo posto in classifica.

Accadde oggi...

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31 gennaio 1956: a Londra nasce John Lydon, meglio noto come Johnny Rotten, cantante dei Sex Pistols e spiazzante profeta del nichilismo punk. Oggi fa 58 anni.

E T I C H E T T E

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