Xavier Rudd - Jan Juc Moon (2022)
di Giuseppe D'Amato Xavier Rudd ha due qualità formidabili che lo distinguono dalla media: la prima è che non indossa quasi mai le scarpe per via del suo rapporto viscerale con la natura, la seconda è che riesce a scrivere brani semplici, spontanei, talvolta persino prevedibili, e che tuttavia risultano sempre piacevoli e vanno dritti al punto. Il suo è un campionario folk-blues venato di contaminazioni con un occhio di riguardo per la cultura aborigena, che gli scorre dentro sin dai tempi dell'album d'esordio “To Let” (2002) per via del patrimonio genetico. Con questo decimo “Jan Juc Moon” lo sciamano di Torquay, sud-est dell'Australia, aggiunge anche un po' di elettronica fai-da-te al suo già agguerrito strumentario, confermandosi uno degli one-man band più creativi e affidabili degli ultimi anni sia in studio che dal vivo, dove è solito destreggiarsi con chitarra, stompbox, tamburi, armonica a bocca, didgeridoo e tutta una serie di arnesi che ha imparato a manegg...