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Night Moves - Bob Seger & The Silver Bullet Band (1981)

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Saranno i movimenti della notte, che da sempre mi affascinano. O l'idea dell'autunno che si avvicina (ripenso alla prima pagina di Festa mobile di Hemingway e mi vengono i brividi). Sarà che la canzone che Bob Seger ricorda alla fine del brano è del 1962, il mio anno di nascita. Sarà quel che sarà, ma ogni volta che ascolto Night Moves, attorno a me il tempo si ferma. Dopo aver distribuito rock adrenalinico, Bob Seger ha cantato la fine dei sogni e l'inizio della realtà. Lo ha fatto in Against the Wind, Mainstreet, Like a Rock. E, meglio che in ogni altro caso, in Night Moves, ballatona epica e nostalgica per i bei tempi andati, quando si era, sempre per dirla alla Hemingway, molto poveri e molto felici. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Bob Seger - Night Moves (1976)

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Il livello da principiante che regna perlomeno nelle prime 5 opere di Bob Seger era stato superato da una nuova veemenza rock che aveva avuto il suo apice nel Live Bullet del 1975. Ma il primo album in studio veramente degno della parola capolavoro arrivò solo nel 1976, dopo più di dieci anni di onorata carriera in attesa del momento propizio. Che arrivò quando improvvisamente, forse senza neanche troppo volerlo, diventò il paladino di una generazione di beautiful losers americani che avevano perso i grandi sogni degli anni 60 e si erano ritrovati con in mano solo occupazioni in squallide fabbriche di periferia. Lui parlò della Motor City mentre dall'altra parte dell'America gli faceva eco lo Springsteen delle spiagge del New Jersey, e rappresentò la perdita dell'innocenza di tutta una generazione con una canzone che parlava con nostalgia di vecchie pomiciate in macchina e movimenti notturni nei drive-in fatti per perdere quel "teenage blues" che invece regna...

E T I C H E T T E

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