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The Last Of The Famous International Playboys - Morrissey (1992)

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 La sua epigrafe, il suo miglior riassunto, è tutto nel titolo di una sua canzone: I Started Something I Couldn't Finish, «Ho iniziato qualcosa che non sono riuscito a completare». Prima con gli Smiths, in una meravigliosa, ma breve parabola, poi in una carriera solista nata bella come il sole, ma presto oscurata dall'eclissi, Morrissey ha lasciato cadere dalle tasche sassolini che sono finiti nelle scarpe dell'inglese medio (primo destinatario delle trame) e poi in quelle dell'ascoltatore europeo. Morrissey ha portato a spasso la sua figura figlia del glam e del post-punk, un po' decadente e un po' dandy, diciamo, per semplificare,tra Marc Bolan e Oscar Wilde. The Last of the Famous International Playboys è fıglia di una strana e discutibile fascinazione di Morrissey per Ronnie e Reggie Kray, due gemelli che comandavano un organizzazione criminale che, negli anni cinquanta e sessanta, mise a ferro e fuoco l'East End londinese. La loro fama si deve non solo ...

Morrissey - World Peace Is None of Your Business (2014)

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di Chiara Felice Il decimo lavoro in studio di Morrissey, “World Peace Is None Of Your Business”, segna il passaggio dell’artista all’etichetta Harvest e vede Joe Chiccarelli (U2, Beck, White Stripes) alla produzione. L’album arriva a poco più di nove mesi di distanza dalla pubblicazione della sua “Autobiography” uscita per la casa editrice Penguin, la quale aveva immediatamente inserito il libro nella collana “Classics” attirando qualche polemica. La figura di Morrissey ha da sempre diviso pubblico e critica: a partire dai suoi Smiths, un’intera generazione cresciuta durante gli anni ottanta – che in Inghilterra vedevano la Thatcher al comando – si è rispecchiata nell‘anticonformismo di una band che solo nel nome si allineava con la maggioranza. La poetica di Morrissey e gli arrangiamenti di Johnny Marr sono stati da subito una simbiosi perfetta e gli album che ne derivarono avrebbero contribuito a plasmare parte della cultura britannica. Non è un caso che ancora oggi si trovin...

Morrissey - You Are The Quarry (2004)

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Steven Patrick Morrissey non è mai stato un uomo dalle eccessive riserve o cautele, Il suo album americano si apre cosi: «America, ti amo, mi piacerebbe solo che te ne stessi dove sei». In realtà, è lui che se ne è andato dalla Gran Bretagna ingrata e che a Los Angeles ha trovato la calma sufficiente per tornare a farsi sentire dopo sette anni di silenzio. E questo, appunto, è il suo album americano, quello del ritorno, A cominciare dalla produzione, affidata a Jerry Finn, che ha alle spalle successi (americani) con blink-182, Alkaline Trio, Rancid, Green Day, Il suo lavoro si sente subito, nei primi secondi del primo pezzo; ritmica in evidenza, suoni pop dotati di forza e anche di una certa eleganza. I sette anni a qualcosa sono serviti, perché il livello delle composizioni è altissimo, senza cadute. I testi oscillano come sempre tra il confessionale-autoindulgente-ironico («Mi hai trascinato la faccia in quindici miglia di merda, E non... E E non mi è piaciuco») e il polemico-iron...

Accadde oggi...

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22 maggio 1959: a Manchester nasce Patrick Steven Morrissey, prima cantante degli Smiths e poi, dopo lo scioglimento della band, solista apprezzatissimo. Icona arrogante ma acclamata, Morrissey può essere definito parafrasando il titolo di una sua vecchia canzone: "the last of the famous international popstars". Oggi compie 55 anni.

E T I C H E T T E

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