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Visualizzazione dei post con l'etichetta clash

Clash, guida per principianti

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“Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi.” Per spiegare chi sono stati i Clash non c’è niente di meglio che partire dalle parole del leader, cantante e chitarrista Joe Strummer. I Clash sono stati il gruppo punk che più di tutti è riuscito a portare il genere a livelli altissimi, arricchendolo con inedite e stravaganti influenze. In dieci anni di carriera hanno pubblicato 6 album, dal 1976 al 1986. Una band che in ogni singola canzone ha curato suoni e testi dando ricchezza e profondità. Nascono alla fine degli anni settanta, quando il punk viveva la sua età dell’oro. Cominciano a provare le loro canzoni nel Rehearsal Rehearsals, un edificio abbandonato. Il primo concerto lo tengono nel 1976 a Sheffield, aprono ai Sex Pistols. Il concerto non è indimenticabile, ma chi h...

London Calling - The Clash (1979)

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Ci sono due modi per valutare questo brano: il primo è considerarlo come episodio singolo, e in questo caso avremo un ottimo rock, di quelli duri e puri, con un bel testo punk che racconta la Londra che brucia, con i Clash che chiamano e il mondo che risponde, il secondo è inserirlo all'interno dell'album cui dà il nome. Perché London Calling porta con sé una svolta epocale nel punk, non solo nel percorso della band Joe Strummer. Lo si capisce chiaramente fin dalla copertina, anzi, dalle copertine. Sull'album c'è una foto di Pennie Smith, dove Paul Simonon spacca il basso sul palco del Palladium di New York (il 21 settembre 1979), in quello che tu probabilmente l'unico episodio di rottura volontaria di uno strumento da parte della band, al termine di White Riot. E se da un lato c'è la voglia di ribadire anche visivamente che la furia del punk non si arresta, dall'altro c è un nuovo elemento, perché la grafica cita in modo esplicito il primo album di Elvis Pr...

The Clash - Sandinista! (1980)

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Il punto esclamativo finale di questa piccola carrellata tra i dischi che lo hanno nel titolo arriva ad uno dei più famosi dischi degli anni ’80. Protagonista una band che nasce dal calderone del punk britannico della seconda metà degli anni ’70, ma che grazie ad un percorso per molti versi unico e virtuoso, è arrivata ad essere, giustamente, considerata come una delle più importanti rock band d tutti i tempi. Joe Strummer è figlio di un alto funzionario del Ministero degli Esteri Britannico, tanto che nasce in Turchia nel 1952. Quando ha 20 anni, fonda un gruppo, i 101’ers con Clive Tiperlee e Richard Dudanski. Suonano con discreto successo nei pub londinesi e registrano persino qualche canzone. Nel loro giro c’era un altro gruppo, I London SS, che erano noti poiché non suonavano quasi mai con la stessa formazione, in una sorta di gruppo aperto: tra coloro che più spesso ne facevano parte c’erano Mick Jones, Paul Simonon, Tory Crimes e Nicky “Topper” Headon. I primi tre si uniscono a ...

The Clash - London Calling (1979)

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di Silvano Bottaro Il revisionismo del punk. La reazione contro la reazione. London Calling rimette in discussione tutta la furiosa e scomposta ondata di ribellione del punk, dando spessore ad un sound dalle palesi difficoltà-limite. Lo stereotipo del punk con i suoi quattro accordi ripetitivi e spaccatimpani tutto urli, sputi e spilloni era già finito, in quanto più che un vero genere musicale era semplicemente un modo di sentire la musica. I Clash, che tra l'altro nel marasma erano tra i pochi a saper veramente suonare, si staccano da questo ordine di idee nichilistiche senza limiti ideologici umani e fisici e arrivano ad una dimensione artisticamente più valida. I Clash diventano la faccia politicizzata dell'ondata punk. La scelta di compiere il prezzo imposto ai propri album: London Calling , doppio, esce a 5 sterline, lo stesso prezzo di un album singolo; l'anno dopo, Sandinista , triplo, uscirà a 5,99 è in realtà, la scelta più rivoluzionaria. Fino al 1982, la...

The Clash - Sandinista! (1980)

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Il punto esclamativo finale di questa piccola carrellata tra i dischi che lo hanno nel titolo arriva ad uno dei più famosi dischi degli anni ’80. Protagonista una band che nasce dal calderone del punk britannico della seconda metà degli anni ’70, ma che grazie ad un percorso per molti versi unico e virtuoso, è arrivata ad essere, giustamente, considerata come una delle più importanti rock band d tutti i tempi. Joe Strummer è figlio di un alto funzionario del Ministero degli Esteri Britannico, tanto che nasce in Turchia nel 1952. Quando ha 20 anni, fonda un gruppo, i 101’ers con Clive Tiperlee e Richard Dudanski. Suonano con discreto successo nei pub londinesi e registrano persino qualche canzone. Nel loro giro c’era un altro gruppo, I London SS, che erano noti poiché non suonavano quasi mai con la stessa formazione, in una sorta di gruppo aperto: tra coloro che più spesso ne facevano parte c’erano Mick Jones, Paul Simonon, Tory Crimes e Nicky “Topper” Headon. I primi tre si uniscono a ...

The Clash - London Calling (1979)

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Partiamo dalla foto di copertina, uno degli scatti più celebri del rock. Paul Simonon, il bassista dei The Clash, sta suonando al The Palladium di New York. La band gira a mille in quel 1978 ma Simonon nota una cosa: il servizio di sicurezza del teatro impedisce agli spettatori di seguire il concerto in piedi. Questo fa imbestialire Simonon che ad un certo punto per frustrazione distrugge il suo Fender Precision Bass. Pennie Smith immortala quella foto, quasi di scatto, e in un primo momento la giovane fotografa londinese voleva scartarla per la non perfetta messa a fuoco. Invece fu convinta a mostrala alla band che entusiasta la scelse, divenendo l’emblema di uno dei dischi più importanti del rock, quello che chiude una fase e ne apre un’altra, opera di uno dei gruppi più dirompenti di tutti i tempi: The Clash. Nell’era del punk, fine anni ‘70 in Gran Bretagna, creare gruppi punk era piuttosto facile: serviva solo una bella energia, un po’ di sfacciataggine e non era necessario sap...

The Clash - Sandinista (1980)

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di Silvano Bottaro Un monumento: tre dischi, trentasei titoli, due ore e un quarto abbondanti di musica. Ogni musica immaginabile dentro il perimetro del rock e nelle zone ad esso limitrofe e oltre ancora: reggae innanzitutto e poi funky, disco, soul, jazz, calipso, gospel, country. E rockbilly e ombre o poco più, di quel punk deragliante da cui i Clash erano partiti nel 1977 per approdare due anni dopo all'enciclopedismo di London Calling , riassunto magistrale in due LP di un quarto di secolo di rock'n'roll. Quest'ultimo triplo segnò il passo successivo, e quale passo, un balzo in avanti mozzafiato che lasciò a bocca aperta, il respiro affannoso, per la meraviglia e l'ammirazione. Sandinista è un'opera di fusione superba, un lavoro in cui il rock si rivitalizza risalendo alle sue radici più ataviche, confrontandosi e amalgamandosi con le musiche terzomondiste. Un monumento, si è detto, e come tutti i monumenti forse un po' ingombrante. Avrebbe gi...

The Clash

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21 settembre 1979 New York Alla fine del concerto dei Clash tenutosi al Palladium di New York, il bassista, Paul Simonon, spaccò il proprio strumento sul palco perché deluso dalla performance del gruppo quella sera. La fotografa al seguito dei Clash, Pennie Smith, accortasi dello stato d'animo di Simonon tenne stretta davanti agli occhi la sua macchina fotografica scattando quella che da molti è considerata la più grande foto rock della storia. In seguito questa foto fu scelta dai Clash come copertina del loro terzo album "London Calling" per la carica e la grinta dello scatto, nonostante l'iniziale opposizione di Pennie Smith per via della cattiva messa a fuoco.

The Clash - London Calling (1979)

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Londra chiama, dopo l'esplosione tra punk e Stones di un esordio che brucia ancora per ambizione, passione e irruenza. Londra chiama, dopo la "guerra civile inglese" di un secondo album prodotto da Sandy Pearlman dei Blue Öyster Cult. Londra chiama, e Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon rispondono con un'apocalisse di suoni, stili, nostalgie e colori che cita la grafica del primo album di Elvis Presley mentre un basso sta per essere fracassato sulle assi del palcoscenico. Londra chiama, e la gioventù britannica replica con un travolgente frullato di generi dove reggae, ska, garage-rock, rockabilly, disco, funky e rasoiate punk vengono attraversati con incoscienza, rabbia e furore. Londra chiama, e se la Cbs nicchia, pretendendo un album di sole due facciate, i "quattro cavalieri" giocano d'astuzia e fingono di contrattare per un unico lp, salvo aggiungere un extended che lo rende in pratica doppio (ma sempre venduto al prezzo di un ...

Paul Simonon

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Charlyn Zlotnik - Paul Simonon, The Clash, 1982

London Calling - The Clash

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Pennie Smith, fotografa della band, immortalò Paul Simonon mentre devastava il suo Fender Precision Bass sul palco al Palladium di New York il 21 settembre del 1979. Quello scatto è stato definito la fotografia rock di tutti i tempi e ne racchiude l’essenza e lo spirito. La copertina di London Calling è poi un chiaro omaggio al primo album di Elvis Presley, il Re del Rock and Roll.

The Clash - Sandinista! (1980)

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Tutti portano le magliette con la scritta «Punk's not dead», ma non è vero, il punk è morto e sepolto, forse da quando i Clash hanno firmato per la multinazionale Cbs, come in giro si dice da tempo. Poi, i Clash punk non lo sono mai stati davvero, non solo punk. Sono stati anche quelli di London Calling, e ora sono quelli che aprono un disco triplo con basso e batteria che disegnano un ritmo funky e Joe Strummer che racconta, in un parlato ritmico che piú tardi chiameranno rap, il mattino di un uomo qualunque: « Sveglia, sveglia. Sono le sette. Muoviti per alzarti ancora una volta. L'acqua fredda in faccia ti riporta in questo posto di merda». È The Magnificent Seven, e a essere magnifici non sono i «Sette» del film western ma, ironicamente, le sette del mattino. Lo shock è notevole: che cosa gli sia preso, ai Clash, non è chiaro. Rinunciando, si dice, a parte dei guadagni (il gruppo comincerà a fare un po' di soldi due anni dopo, quando, forse non per caso, comincerà a ...

The Clash - London Calling (1979)

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Nascono nell'estate del 1976, e nell'autunno del medesimo anno sono già in possesso di un contratto con la Cbs. I punk (e le altre band) guardano ai Clash con sospetto e invidia. Joe Strummer viene dai 101 'ers, che fanno pub rock, una tradizione britannica che ha radici piuttosto antiche. Piú antiche delle spille da balia di Johnny Lydon. The Clash (1977) paga pegno al gusto del tempo: chitarre selvagge che affogano testi cantati come i cori allo stadio. I Clash diventano la faccia politicizzata dell'ondata punk: non sono nichilisti come i Sex Pistols, si dipingono sui giubbotti slogan da guerriglieri e cercano anche di riferirsi a chi, in quegli anni, spara per davvero, sbagliando quasi sempre sponde e collegamenti e usando le sigle dei gruppi di eversori e terroristi come griffe prêtà-porter. In realtà la scelta piú rivoluzionaria che compiono è il prezzo imposto ai propri album: London Calling, doppio, esce a 5 sterline, lo stesso prezzo di un album singolo; l...

I luoghi di famose copertine dei dischi #4/12

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Clash, "The Clash" La foto del primo disco della band è stata scattata vicino al loro studio di registrazione nel quartiere di Camden, a Londra. Più o meno nello stesso luogo oggi c'è il Proud Camden, un locale e galleria artistica.

London Calling, 35 anni fa

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Il Post by Luca Misculin Il 14 dicembre 1979 uscì un disco che rese leggendaria una band punk di Londra, e che ancora oggi viene ricordato come uno dei migliori nella storia del rock. Il 14 dicembre 1979, 35 anni fa, è stato pubblicato London Calling, il terzo disco dei Clash, una delle punk rock band più famose della storia. Al contrario dei dischi delle punk band del periodo, che esercitarono una certa influenza su band e generi musicali successivi e di nicchia, London Calling contiene influenze di moltissimi generi musicali diversi (fra cui pop, reggae e rock classico) ed è oggi considerato uno dei dischi più apprezzati nella storia del rock. Appare regolarmente nelle classifiche dei migliori dischi di tutti i tempi – secondo quella molto citata compilata da Rolling Stone nel 2003, è all’ottavo posto – e molte delle canzoni contenute al suo interno sono considerate dei “classici” della musica leggera. I Clash, da London Calling in poi, sono diventati una band leggendaria, anche ...

The Clash Live in Tokyo, 1982

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Tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del 1982, i Clash suonarono in Giappone. Per la band, reduce da un lungo tour nell'Estremo Oriente, sarebbero stati gli ultimi concerti, almeno con la loro lineup classica. Il concerto è stato apparentemente ripreso nella quarta notte del tour, al Nakano Sun Plaza di Tokyo il 28 gennaio 1982. Secondo il giornalista musicale Chris Salewicz nel suo libro Redemption Song: La storia di Joe Stummer, rivela che i Clash si erano rifiutati di suonare in Giappone perché veniva vietato al pubblico giapponese di stare in piedi. Dopo un compromesso è stato convenuto che gli spettatori potevano stare in piedi, ma solo ai loro posti.

White Riot - The Clash

Rivolta bianca Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale Il negro ha un casino di problemi Ma non ci pensa due volte a tirare un mattone I bianchi vanno a scuola Dove ti insegnano a fare il duro E tutti fanno Quello che gli dicono E nessuno vuol finire in galera Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale Tutto il potere è nelle mani Di chi è abbastanza ricco da comprarlo E intanto noi camminiamo per le strade Troppo sciocchi per metterlo alla prova E tutti fanno Quello che gli si ordina E nessuno vuol finire in galera Vuoi comandare o prendere ordini Vuoi ritirarti o andare avanti Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale Rivolta bianca voglio la rivolta una rivolta personale

48 Hours - The Clash

Venerdì oppure sabato poco importa Così poco tempo bisogna darci dentro Lunedì tipiomba addosso come una gabbia a rotelle 48 ore ci vogliono 48 48 ore ci vogliono 48 48 ore di brivido Allora dimmelo e prendo il metrò Lo sai che una ragazza fa sempre la dura Non ho trovato niente dove sono stato finora 48 ore ci vogliono 48 48 ore ci vogliono 48 48 ore di brivido Ho setacciato questa città da cima a fondo Continuo a girare ma ho le gambe rotte Ogni volta perdo il treno perché non ho il biglietto 48 ore ci vogliono 48 ore di brivido Prender tutti a calci per divertimento.

Safe European Home - The Clash

Sicura Casa Europea Sono appena ritornato e vorrei non essere mai partito Chi rimpiange quell'atterraggio da marziani all'aeroporto? Quanti dollari locali per un anestetico locale? Il poliziotto all'angolo era molto simpatico. Sono stato nel posto dove ogni viso bianco E' un invito alla rapina E adesso, qui seduto nella mia sicura casa europea Penso che non voglio tornarci mai più. Non sono stato fortunato? e non sarebbe bello Scambiarci cartoline e trovarsi tutti la domenica Ci sono stato due settimane ma come faccio a sapere Che Natty Dread va bere allo Sheraton Hotel? Hanno il sole e le palme Hanno l'erba e i taxi "The harder they come" e la patria del vecchio "bluebeat" Resterei come turista ma non sopporto il canto del mitra.

London's Burning - The Clash

Londra brucia Londra brucia di noia Londra brucia, chiamate il 99999 Per tutta la città per tutta la notte Tutti quanti guidano con gli abbaglianti accesi Negri o bianchi accendete dovete affroonatre la nuova religione Tutti seduti in cerchio a guardare la città Londra brucia di noia Londra brucia, chiamate il 99999 Su e giù per la zona Ovest dentro e fuori le luci Che belle strade così illuminate Niente di meglio per passare la notte Che smanettare sotto le luci gialle Londra brucia di noia Londra brucia, chiamate il 99999 Ora sono nel sottopassaggio cerco casa mia Questa strada porta a un isolato, quella a un altro Il vento grida tra palazzi vuoti cercando rifugio Corro tutto solo nel deserto di cemento Londra brucia di noia.

E T I C H E T T E

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