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Depeche Mode - Violator (1990)

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Le scelte musicali delle domeniche di Aprile avranno come filo rosso la presenza di fiori sulle copertine: di questa caratteristica, alcuni capolavori già sono presenti (il primo che cito è American Beauty dei Grateful Dead , che prende il nome dalla Rosa della stessa varietà, America Beauty, disegnata sulla copertina, o anche Layla & Other Assorted Love Songs che nel dipinto di copertina ha una donna con i fiori) ma è sempre interessante cercare nella mia discoteca e non solo altri grandi dischi che hanno in comune questa caratteristica. Il primo di oggi è uno dei dischi simbolo degli ultimi 35 anni, il vertice di un certo modo di fare musica, arrivato al culmine di un percorso umano e professionale che nell’anno in cui uscì questo lavoro poteva benissimo passare per il risultato dell’opera di sopravvissuti. Tutto nasce a Basildon, nell’Essex, inizio 1980. Tre amici di scuola, Vince Clark , Martin Gore e Andrew “Andy” Fletcher fondano un gruppo, Composition Of Sound . Han...

Depeche Mode - Violator (1990)

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Prima pubblicano Personal Jesus, nata dalla lettura dell'autobiografia di Priscilla Presley («E interessante come nelle storie d'amore qualcuno possa diventare Dio per qualcun altro») e registrata a Milano con il produttore François Kevorkian. Poi esce l'album e arriva la conferma. La band delle linee melodiche semplici e a volte facili non esiste più. Anche i Depeche Mode, forse incoraggiati da un successo mainstream (soprattutto americano) nuovo e grande, scelgono di esplorare il loro lato oscuro, almeno dal punto di vista dello stile. Conta molto l'apporto di Anton Corbijn, olandese, che da qualche tempo firma i loro video e che con le foto, l'immagine complessiva, i videoclip di Violator fa qualcosa di insolito, almeno in apparenza: crea un gruppo nuovo, gli dà profondità, in perfetto allineamento con la musica, ne porta in superficie sfumature che prima andavano perdute, sepolte sotto tutto il glitter degli anni Ottanta. Enjoy The Silence (godersi il silenzi...

E T I C H E T T E

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