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Little Feat - Waiting For Columbus (1978)

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Lowell George era un istrionico cantante e chitarrista americano della corte di Frank Zappa, nei Mothers Of Invention. Lì Incontrò il tastierista Bill Payne, ed ebbero l’idea di mettere su una band. Su questo nascono le prime leggende: si dice che Zappa lo “licenziò” dopo che George suonò un incredibile assolo da 15 minuti senza attaccare la chitarra all’amplificatore, oppure che fu lo stesso Zappa a suggerigli di andarsene dopo che vide il suo immenso talento quando Lowell presentò al maestro una canzone, Willin’ (di cui parlerò dopo), considerandolo sprecato come “solo” musicista della sua band. Sia come sia a George e Payne si accodò Roy Estrada, bassista di Zappa e Ritchie Howard alla batteria. Il batteria dei Mothers sfotteva sempre Lowell George per via dei piedi piccoli (little feet) e questo nomignolo fu usato da George per la propria band, cambiando però la grafia di feet in feat (impresa in inglese) come omaggio ai Beatles. I Little Feat dal 1971 al 1979, anno del primo sc...

Musica mutante | “Waiting For Columbus” dei Little Feat è una cavalcata rythm’n’blues e funky che lascia senza fiato

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Per buona parte degli anni 70, diciamo fra i Traffic e la new wave, i Little Feat sono stati il mio gruppo preferito. Un amore lontano, consumato sui vinili, mai incontrato dal vivo, fors’anche idealizzato, ma di certo irripetibile, perché così non suonava – e non ha più suonato – nessuno. C’è un filo comune fra loro, Traffic, Talking Heads, Clash, Santana, Weather Report e altri ancora: sono tutti gruppi frutto di incroci, contaminazioni, eclettismo. Spesso anche di un po’ di sana follìa. Musiche mutanti che partono da un punto e arrivano a tutt’altra destinazione, coinvolgendoti con la forza dell’originalità.  Per fare tutto questo, in genere serve un piccolo o grande genio che detti la linea. Nel caso dei Little Feat è Lowell George, un (raro) nativo di Los Angeles, figlio d’arte, che senza muoversi troppo da casa ha creato connessioni personali di tutti i tipi, a partire da Zappa. Con Frank però non è andata granchè, pare quasi di vedere la scena: «Mi ha chiesto se volevo unirm...

Little Feat - Waiting for Columbus (1978)

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I Settanta sono stati anni gloriosi per il rock a stelle e strisce in tutte le sue varie sfaccettature, con una fervente attività in studio e non, con la relativa pubblicazione di album dal vivo entrati di diritto nella storia, per importanza storica e musicale. Waiting for Columbus, uscito nel 1978, oltre a far parte di questi ultimi, ha anche il pregio di fotografare un gruppo, i Little Feat, in uno dei momenti di loro massimo splendore. La band capitanata dal corpulento asso della chitarra slide, Lowell George, sembra nata per calcare le assi di un palcoscenico, dove la loro intrigante formula sonora a base di blues, folk, elementi soul e un'impronta ritmica tipicamente neworleansiana, è libera di emergere in tutta la sua magnificenza. Attorniato da strumentisti dalle eccelse doti tecniche (Paul Barrere e Bill Payne su tutti) George ci guida in un orgiastico calderone sonoro che a partire dalla sarabanda ritmica in puro stile New Orleans di Fath Man in the Bathtub, passando p...

E T I C H E T T E

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