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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Chicago - XI (1977)

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Sigur Rós - Kveikur (2013)

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di Silvano Bottaro Dopo il non troppo brillante Valtari , album in certi momenti soporifero, i Sigur Ròs ritornano con una veste rinnovata e questa volta convincono. Kveikur, il settimo album in studio della band islandese attiva dal 1994, si muove su strade più dinamiche ed effervescenti, evidenziando subito la diversità dai lavori precedenti, infatti, Kveikur è forse l'album più avventuroso dei Sigur Rós e può davvero essere visto come un nuovo inizio per la band. Kveikur è un album coraggioso con suoni a volte aggressivi, a volte dolci malinconici,  ma che, in entrambi i casi, fa respirare un'aria di innovazione. Questo è da attribuirsi soprattutto alla partenza del membro fondatore Kjartan Sveinsson, il tastierista e polistrumentista di formazione classica che ha "fornito" quel suono particolarmente concentrato e profondo che gli ha finora caratterizzati. E' difficile comprendere dove porti questo "spostamento" repentino, capire quindi qual

Editors - The Weight Of Your Love (2013)

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di Silvano Bottaro Abbandonando una strada per certi aspetti sperimentale e originale, gli Editors con questo quarto album ne imboccano una più facile e meno rischiosa. La band britannica all'attivo da una decade, più che arrampicarsi, preferiscono discendere in sonorità già conosciute e di facile presa, non a caso, i riferimenti musicali a gruppi come i Depeche Mode e gli U2 non mancano. Probabilmente il gruppo sta vivendo un periodo un po' confuso dove ancora non ha chiarito il suo percorso artistico, è da sperare solo che non imbocchi questa strada, potrebbe essere uno dei tanti modi per scomparire. "Io spero che mi sbaglio". In virtù di questo fatto, le undici canzoni che compongono il disco sono orecchiabili e di facile presa, strizzando così l'occhio ad un pubblico nuovo e più vasto. Molto piacevole ma privo di veri spunti eccitanti o degni di nota, le composizioni risultano tutt'altro che banali, con soluzioni armoniche raramente scontate ma, di

Peter Hammill

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The National - Trouble Will Find Me (2013)

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di Silvano Bottaro Dopo l'ottimo Hight Violet e lasciati per il momento i loro progetti personali, ritorna una delle mie band preferite: The National.  Attivi dal 2001 con il disco Omonimo e successivamente con Sad Songs for Dirty Lovers, è con Alligator che cominciano la scalata verso la notorietà. Con i successivi Boxer e il sopra citato Hight Violet e grazie ai consensi di critica e pubblico, i The National vengono definitivamente consacrati nell'olimpo della musica degli anni duemila. Le due coppie di gemelli: Dessner & Devendorf, la voce bellissima e inconfondibile di Matt Berninger, riescono ancora una volta a farsi apprezzare con i tredici brani che compongono l'album. Per paradossale che vi possa apparire, gruppi come questo sono i più difficili da 'inquadrare' e 'giudicare' (ahi, che parolaccie). Perchè? Perché sono più scivolosi delle saponette, quando credi di esserti lavato davvero la schiuma dalle mani ti trovi sul palmo un segno

James Taylor, Time, 1971

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Noah and the Whale - Heart of Nowhere (2013)

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di Silvano Bottaro Heart of Nowhere è il quarto album pubblicato in cinque anni di attività dalla band inglese Noah And The Whale . Se dovessimo identificare la nostra quotidianità con delle canzoni "pop" è molto probabile che i suoni e soprattutto i testi potrebbero risultare frenetici se non addirittura volgari. La principale caratteristica dei Noah and the Whale invece, è quella di una "colonna sonora" tranquilla, semplice, umile, ma non per questo poco interessante, al contrario, i testi affrontano argomenti toccanti e a volte dolorosi e comunque mai banali. Una premessa necessaria perché ad un semplice e frettoloso ascolto è molto facile cadere in un giudizio di superficialità sonora che invece non meritano. La prima impressione che colpisce è l'equilibrio, la componente umanistica con i testi che ben si amalgamano con i suoni. Testi che raccontano la quotidianità, cambiano umore all'improvviso, imprevedibilmente come succede nella vita di t

On Some Faraway Beach - Brian Eno

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Se avessi scelta morirei come un bambino in qualche spiaggia lontana a stagione finita Difficilmente sarò ricordato come la marea lava la sabbia nei miei occhi scivolerei via. Gettato su un altopiano con un solo ricordo una singola sillaba oh nasconditi, nasconditi  (rimani fuori dalla vista)

Meat Puppets – Rat Farm (2013)

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di Silvano Bottaro Gli anni ottanta oltre ad essere ricordati per le grandi kermesse di beneficenza e per i riti del rock da stadio, sono ricordati per il sottobosco del rock statunitense che affonda le proprie radici nell'era del movimento punk che, nel corso del tempo si estremizzò in hardcore. Era un rock orgogliosamente minoritario, forte e indipendente. Gli artisti, le band fuori dagli schemi che avevano fecondato la scena americana di nuove idee, ponendo inconsciamente le basi per la sua rinascita furono parecchi, fra questi ci furono i Meat Puppets . Questa è una doverosa premessa nei confronti di un gruppo che in quella decade ha sfornato una manciata di dischi uno più bello dell'altro, nei successivi anni '90 si è mantenuta su un buon livello per poi sciogliersi nel duemila. Riformatosi nel 2007, il gruppo si è arrancato per rimanere a galla senza prendersi grandi lodi ne dalla critica ne dai fan. A due anni dal buon Lollipop, Rat Farm, quattordicesimo al

Jack Bruce RIP

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The Church

I Church sono una delle prime formazioni australiane degli anni '80 a trovare risonanza mondiale sulla scia del nuovo corso americano di Dream Syndicate, R. E. M. e Rain Parade. Leader è Steve Kilbey, originario di Canberra, già in varie piccole band, fra cui Tactics. Insieme al chitarrista Peter Koppes si trasferisce a Sydney e fonda i Church nell'aprile 1980. Inizialmente un trio, diventano quartetto poco dopo con l'ingresso di un secondo chitarrista, già membro dei True Hundred. Discografia e Wikipedia

Steve Earle & The Dukes - The Low Higway (2013)

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di Silvano Bottaro A due anni dall'ottimo I'll Never Get Out of This World Alive , Steve Earle ritorna con una altro bel disco "The Low Higway". Quindicesimo lavoro in studio, l'album si mantiene nella sua collaudata sfera folk/country/rock, senza particolari peccati ne virtù. Niente di marcatamente nuovo quindi, ma dodici brani firmati da grande autore. Da scrittore qual'è, (è uscito da pochi mesi un romanzo dal titolo " Non uscirò vivo da questo mondo ") il cinquantottenne cantautore statunitense, non ha difficoltà ad esprimere attraverso la forma artistica della "canzone" versi, pensieri e idee soprattutto sociali.  Da sempre impegnato politicamente Earle, attraverso i testi, sottolinea disagi e invia segnali di protesta, facendosi portavoce anche di chi voce non ha. C'è in questo album tutto il succo dell'arte del musicista, il suo muoversi e il suo cantar vigorosamente accoppiando spunti ritmici a momenti melodici.

Billy Bragg - Tooth & Nail (2013)

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di Silvano Bottaro Come già in parte è avvenuto con Mr. Love and Justice , anche in Tooth and Nai, Billy Bragg abbandona il suo "essere" cantautore militante politico e sociale in favore di un suono e quindi di un risultato molto più riflessivo e intimo. E' evidente che in questi cinque anni di silenzio ha maturato esperienze personali, uno sguardo, un vissuto e un riequilibrio interiore che probabilmente negli anni passati aveva lasciato in stand-by. Una sfera "bragghiana" mi si passi il termine, non nuova quindi ma sicuramente più profonda e matura. Lo si sente subito fin dai primi brani a cominciare dalla voce che, come non mai, raggiunge vertici di espressione notevoli. Metà delle dodici canzoni sono musicalmente di ottimo livello, grazie alla poesia e ad un suono chiaro; sono tutte costruite su un'armonia dolce ed estremamente espressiva. Le restanti sono ascoltabili senza aggiungere e raggiungere nulla di particolarmente nuovo ed emoziona

Devendra Banhart - Mala (2013)

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di Silvano Bottaro Anche col titolo del disco, Devandra, non smentisce il suo stile; il saper "giocare" con i doppi sensi. Mala infatti, soprannome della sua fidanzata serba Ana Kras, significa "tenera" in serbo e "cattiva" in spagnolo, lingua usata spesso dal cantautore. L'atmosfera di questo suo nono disco, non si discosta di molto da quella a cui ci ha abituato in questo decennio; una base folk con varie escursioni psichedeliche, latinoamericane e soprattutto in quest'ultimo, un abbondante uso del suono elettronico. Considerato il cantautore più freak ed hippie in circolazione, Mala è stato registrato a Los Angeles e, come nei precedenti lavori, ha usato uno studio familiare, con attrezzature che di fedeltà ne hanno ben poca. Basti ricordare che in passato usò (anche) la segreteria telefonica come registratore... sigh! Disco fedele al suo "essere", Mala è prodotto da lui stesso insieme al suo chitarrista Noah Georgeson. 

Sam Cooke

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Atoms For Peace - Amok (2013)

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di Silvano Bottaro "In tutte le cose c'è un ritmo che è parte del nostro universo. Ha simmetria, eleganza e grazia: le qualità in cui si coglie il vero artista. E' il ritmo delle stagioni, il modo in cui la sabbia modella una cresta, sono i rovi e il profilo delle foglie. Noi crediamo di copiare questi disegni, di trasferirli nelle nostre vite e nella nostra società, di farne rivivere il ritmo, la danza che ci riconfortano. E tuttavia, un pericolo si nasconde nella perfezione finale. E' chiaro che lo schema ultimo contiene la sua fissità. In questa perfezione ogni cosa procede verso la morte". (da "Dune" di Frank Herbert) Il nome del gruppo "Atoms For Peace" è preso da uno dei brani presenti in "The Eraser", primo disco solista di Thom Yorke pubblicato nel 2006. "Amok" prima incisione degli Atoms è per meglio dire, il secondo disco solista del leader dei Radiohead. Va detto innanzitutto che questo gruppo è for

Aretha Franklin, Ebony, 1971

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Nick Cave & The Bad Seeds - Push The Sky Away (2013)

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di Silvano Bottaro Nick cave è un Grande musicista, questo va detto subito, ad onor del vero. Va detto soprattutto come riparo da pareri contrastanti e come salvaguardia di un "patrimonio" musicale tra i più interessanti degli ultimi trent'anni. Bisogna ricordare infatti che il nostro Nick, tra "Boys Next Door", "Bad Seeds", "Grinderman", "Warren Ellis" e alcune colonne sonore, ha inciso ventisei dischi, quasi uno all'anno, mica bazzecole. Quindicesimo con i Bad Seeds, a cinque anni dall'ottimo  Dig!!! Lazarus, Dig!!! (2008) , Push the Sky Away è un disco tranquillo e riflessivo con una manciata di brani di ottimo livello. Se per certi aspetti (personalmente) mi ricorda quel capolavoro mai superato di The Good Son (1990) , l'album vive di propria luce, di personale autonomia. Nelle nove canzoni che compongono il disco, Cave, indossando i panni del songwriter, riesce a trasmettere sensazioni intense, cariche

The Rain Song - Led Zeppelin

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E’ la primavera del mio affetto La seconda stagione che sto conoscendo Sei la luce del sole nel mio crescendo Sentivo cosi poco calore prima Non é difficile farmi sentire ardente Ho guardato il fuoco crescere lentamente E’ l’estate dei miei sorrisi Fuggite da me Guardiani del Buio Parlami solo con I tuoi occhi Per te porto questa melodia Non é difficile da riconoscere Queste cose sono chiare per tutti Da sempre Parla, parla Ho sentito il freddo del mio inverno Non ho mai pensato che se ne sarebbe andato Ho maledetto l’oscurità scesa sopra noi Ma io so che ti amo cosi Ma lo so che ti amo cosi Queste sono le stagioni delle emozioni E come il vento salgono e scendono Questa é la meraviglia della preghiera Vedo la torcia che tutti dobbiamo tenere E' il mistero del quoziente Sopra tutti noi una pioggia leggera deve cadere

Arbouretum - Coming Out Of The Fog (2013)

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di Silvano Bottaro "Il classico non tramonta mai", questo è il sottotito che più calza a questo "Coming Out Of The Fog", quinto lavoro dei Arbouretum, band di quattro elementi provenienti da Baltimora. La struttura del disco infatti, è di un classico "suono" rock degli anni '70, nulla di avanguardistico, rivoluzionario quindi, ma solo blues, folk, rock e psichedelia, niente di più, semplicemente. Un "semplicemente" però di classe, suonato con stile e coraggio, con un occhio rivolto al passato e uno al futuro. Un perfetto equilibrio che genera un "gioco" sonoro particolarmente autentico. Gli otto brani che si succedono nel disco creano una atmosera intensa e, a parte qualche momento di noia, nel complesso l'album risulta piacevole. Se il suono delle ballate portano inevitabilmente a un "parallelo" con Neil Young e i suoi Crazy Horse, ascolto dopo ascolto gli Arbouretum riescono a convincere, ritagliandosi un

Toni Childs

Originaria di Orange Country, California, Toni Childs (1958) manifesta la propria inclinazione per una vita irrequieta fuggendo di casa a soli quindici anni. A quell'epoca scrive già canzoni, influenzate dall'ascolto delle grandi voci del blues. Gira a lungo per la California, vive a San Francisco e Los Angeles, dove suona con una blues band e nel 1979 guida un gruppo new wave, Toni & The Movers, che pubblica Bitches And Bastards. Discografia e Wikipedia

Pere Ubu - Lady From Shangai (2013)

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di Silvano Bottaro Lady From Shangai titolo di un famoso film di Orson Welles del 1947 è l'ultima fatica dei Pere Ubu . Numero quindici della loro discografia, esce a trentacinque anni di distanza da quello che rimane il loro capolavoro, fondamentale, primo disco pubblicato " The Moder Dance ", targato 1978. Un'altra opera difficile e complessa uscita da quell'eclettico creativo sessantenne David Thomas, mente e voce del gruppo, unico membro originale della band che, in questi trent'anni ha "danzato" su un tappeto musicalmente tecnologico, "moderno" e rumoreggiante di un suono d'avanguardia. Asciutto, astringente, essiccato, spoglio, sono gli aggettivi che più si sprecano nel cercar di dare una connotazione "scritta" a questo album che Thomas dichiara come "musica da ballo". Sia chiaro, qui di suoni ballabili non c'è n'è nemmeno l'ombra. Sono undici brani di rock sperimentale dove "deform

Miles Davis, Rolling Stone, 1969

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Yo La Tengo - Fade (2013)

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di Silvano Bottaro Di tanto in tanto capita di ascoltare un album di cui non si ha voglia di parlare temendo un confronto tra di esso e le proprie parole. Questo succede quando un disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare e subito uno si sente partecipe delle emozioni dell'artista e gli regala candidamente le proprie, e anche dopo aver ascoltato un solo brano hai la certezza che tutto il resto sarà buono. Questo è uno di questi. Vicini al trentesimo anno di attività (si sono formati nel 1984), i Yo La tengo pubblicano il loro sedicesimo album in studio che porta il bel titolo di Fade ovvero "dissolvenza". Il trio composto da Ira Kaplan (chitarra, piano, voce), Georgia Hubley (batteria, pianoforte, voce) e James McNew (basso, voce), non ha mai amato la luce dei riflettori dello show business e proprio per questo non hanno mai avuto un grande successo commerciale diventando quindi una band di culto. Tra le band più interessanti degli ultimi vent

Lucinda Williams - Where The Spirit Meets The Bone (2014)

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di Paolo Carù Era da parecchio che attendevo il nuovo disco della Williams, da tre anni almeno, da Blessed, un signor disco. Blessed, a sua volta, veniva dopo due dischi, a mio parere, meno riusciti: West e, sopratutto, Little Honey. Down When The Spirit Meets The Bone è invece un bel disco, anzi un grande disco. Prima di tutto è doppio, ed è la prima volta che la Williams mette sul piatto 20 canzoni nuove, non lo aveva mai fatto. 20 canzoni, anzi 19, composte da lei. Di doppi ne aveva pubblicati due: il Live @ The Fillmore e l’edizione speciale di Blessed. Ma questa è la prima volta che la cantautrice pubblica 20 canzoni nuove di zecca. Una proposta ricca, piena di musica, gonfia di chitarre. Questo è un disco di chitarre in primo luogo perchè, oltre ai fidi Val McCallum, Greg Leisz e (in una sola canzone) Doug Pettibone, Lucinda ha chiamato a sé Tony Joe White, Bill Frisell, Jonathan Wilson e Stuart Mathis (chitarra nei Wallflowers di Jakob Dylan). E questo perchè le canzon

Iggy Pop

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Lewis & Clarke - Triumvirate (2014)

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di Lorenzo Righetto Arrangiamenti tenui ma di rara intensità avviluppano come colorati tentacoli fumosi le interpretazioni flebilmente accurate di “Triumvirate”, terzo Lp di Lewis & Clarke, progetto dietro al quale si cela la figura di Lou Rogai, americano della Pennsylvania, e che prende il nome dai carteggi avvenuti tra i due autori di letteratura fantastica/fantascientifica. Un disco imponente per lunghezza (circa 75 minuti di musica per dodici canzoni) ma anche per l’intensità emotiva delle sensazioni evocate, sposando le suggestioni di un folk d’avanguardia a un forte dinamismo, che anima le riflessioni di Rogai in quadri a tinte uggiose quanto forti di una realtà interiore trasfigurata dall’arte. Una tensione al sublime che rimane la caratteristica più pregnante di “Triumvirate”, le corde vocali di Rogai che vibrano in un caldo crooning Eitzel-iano, gli strumenti che volteggiano nel sogno bucolico di un’anima lussureggiante (la title track). Nonostante il passo se

Marlene Kuntz - Canzoni per un figlio (2012)

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The Wallflowers - Glad All Over (2012)

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di Silvano Bottaro A sette anni dall' ultima loro pubblicazione "Rebel, Sweetheart", i Wallflowers tornano con una nuovo lavoro chiamato "Glad All Over", loro sesto album che segna una decade di esistenza o meglio, di permanenza, nel pianeta musicale. I Wallflowers sono caratterizzati dalla presenza di Jakob Dylan, uno che di canzoni ne "mastica" qualcosa visto che, molto probabilmente, il DNA  gioca a suo favore. Ovviamente, l'essere un "songwriting" è nel sangue, i testi ne sono la testimonianza. Due brani del CD; "Misfits and Lovers" e il singolo "Reboot the Mission" sono caratterizzati dalla presenza di Mick Jones, una presenza determinante soprattutto nel secondo brano citato, dove il suono è praticamente riconoscibilissimo e riconducibile ad un grande e unico gruppo: i Clash. Il resto delle canzoni riportano il disco a un suono più familiare ai Wallflowers, un suono non certamente originalissimo ma

New Morning - Bob Dylan

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Nuovo Giorno Senti quel gallo che canta Un coniglio corre attraverso la strada Sotto il ponte Dove l'acqua scorre e passa Così contento solo nel vederti sorridere Sotto questo cielo blu In questo mattino blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te Senti quel motore girare Un'automobile passa lo steccato Scende lungo la strada Per un paio di miglia di campagna Così contento solo nel vederti sorridere Sotto questo cielo blu In questo mattino blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te La notte è passata così in fretta E' sempre così quando tu sei con me Senti il sole come brilla Una marmotta corre vicino al ruscello cosmico Questo deve essere il giorno Quando tutti i miei sogni si avverano Così contento soltanto di vivere Sotto il cielo blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te

The Chieftains

Fra le più famose istituzioni musicali irlandesi, i Chieftains vantano una carriera discografica che inizia nella prima parte degli anni '60, sempre nel nome della folk music variamente declinata. Anima e indiscusso leader del gruppo è Paddy Moloney (1938) già nei Ceoltoiri Cualann di Sean O'Riada, virtuoso delle "Uillean pipes" (cornamuse irlandesi) quanto profondo conoscitore della tradizione jig e reed d'Irlanda. La prima line-up del gruppo, fondato nel 1963 a Dublino, comprende oltre a Moloney, Sean Potts, Martin Fay, David Fallon, Mick Tubridy e Sean O'Riada. Discografia e Wikipedia

Jackson Browne - Standing In The Breach (2014)

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di Andrea Mariano Raffinato, delicato, un po' retrò. Raffinato perché Jackson Browne è abile nel cesellare strutture semplici e ad impreziosirle con tocchi di classe tutt'altro che ampollosi o meramente manieristici, ma che anzi contribuiscono a tessere un'atmosfera avvolgente, appagante, in grado di far percepire come tutto, anche il più flebile accenno di bending, contribuisca e sia necessario per la perfetta riuscita di ogni singolo brano. Delicato, perché anche nei movimenti più "coincitati" ("Leaving Winslow") non si viene scossi, ma invitati ed accompagnati ad aumentaree gentilmente il ritmo, o a tenere il tempo con un po' più di enfasi (la beatlesiana "If I Could Be Anywhere"), ma si ha sempre la sensazione di essere in un ambiene accogliente, familiare, ma non per questo monotono o sonnolento. Un po' retrò perché Jackson Browne proviene da un ambiente completamente distaccato da quello odierno, dagli anni sessant

Ani DiFranco - Allergic To Water (2014)

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di Max Sannella Da poco mamma, l’eterna ribelle di Buffalo, Ani DiFranco torna a far sentire la sua stupenda smania di essere contro, magari lo fa con un po di tacche in meno, un “anti” pensiero che in questo suo Allergic To Water è molto più ammorbidito dei precedenti lavori, ma questo non significa arrendevolezza solamente che l’artista americana si concede una riflessione interiore, See see see see, uno scandaglio nella sua interiorità soul, Tr’w, e un interesse per una bellezza quasi primitiva della vita, Genie, cose e terreni di gioco in cui DiFranco riversa poesia e viaggi mentali molto lontani dai frenetismi in cui l’abbiamo conosciuta, ora per lei la cosa preponderante è arrivare dentro gli ascolti in maniera confidenziale e col cuore in mano. Da sempre eroina femminista e portavoce delle battaglie contro il music business, la folk singer immagina un mondo a portata di donna semplice, di madre affascinatrice di consigli e forze quasi familiari, una tracklist ispirata e vi

Lou Reed - Rock N'Roll Animal (1974)

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di M. Zambellini Dopo l'incisione del concept album Berlin nel '73, una delle opere più impegnative e contraddittorie della sua carriera, Lou Reed pubblica Rock N'Roll Animal, primo album dal vivo nato dopo varie vicissitudini con il manager e produttore Dennis Katz. Disco spettacolare e strepitoso, la testimonianza di un periodo creativo che ha fatto sognare molti ma ha lasciato molte vittime sul campo, Rock N'Roll Animal è uno dei migliori live della storia del rock ed è una delle pietre milari degli anni '70 con quel sound duro e metallico, devastante nel ritmo, oscuro e trasgressivo nelle liriche. In scena c'è un Lou Reed quasi rasato a zero che gioca con mosse androgine e nervose a fare il cattivo maestro ed il principe dei bassifondi mentre la band suona col coltello tra i denti, sferragliando un rock newyorchese di grande potenza e feroci assoli di chitarre. Il set è incredibile, canzoni rese celebri dai Velvet Underground come Heroin, Whi

Sonic Youth

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Grace Slick (Jefferson Airplane), Teenset, 1969

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Sunshine Superman - Donovan

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Superman degli acidi La luce del sole è entrata docemente attraverso la mia finestra, oggi Avrei potuto andar fuori di testa facilmente, ma ho cambiato genere Me la prenderò calma, ma so che fra poco Tu sarai mia, lo so, lo faremo con stile Perché me lo sono ficcato in testa che tu sarai mia. Adesso te lo dirò Ogni espediente possibile, bambina, tutto quello che riesco a trovare. Superman o Lanterna Verde non possono nulla su di me Posso fare la tartaruga e cercare le perle nel mare Tu puoi startene seduta a pensare sul tuo trono di velluto A tutti gli arcobaleni che puoi avere per te Perché me lo sono ficcato in testa che tu sarai mia. Adesso te lo dirò Ogni espediente possibile, bambina, tutto quello che riesco a trovare. Tutti si danno da fare per avere un po' di spazio Quando dico che staremo bene credo che tu capisca Ci fermammo su una spiaggia al tramonto, ti ricordi quando? Conosco una spiaggia, bambina, che non finisce mai Quando tu avrai deciso

Chicago

Col nome di Chicago Transit Authority, questo storico gruppo di pop jazz si impone nel 1969 anche per le posizioni politiche dichiarate: "Chicago Transit Authority" riporta infatti frammenti registrati  della protesta alla Convenzione Democratica di Chicago dell'estate 1968. Il primo nucleo, Big Thing, è formato a Chicago nel 1967 da Terry Kath e Walter Parazeider, fino all'incontro con James William Guercio, bassista e produttore di Los Angeles già nell'entourage dei Blood Sweet & Tears e prima ancora delle Mothers Of Invention. Discografia e Wikipedia

Marianne Faithfull - Give My Love To London (2014)

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di Ariel Bertoldo Fumo di sigaretta e dietro uno sfondo rosso, luciferino: la nuvola nasce dalle labbra, le incornicia il viso. Lei è Marianne Faithfull, ritratta in copertina. È il suo nuovo album e non potrebbe essere altrimenti. Già, perché la cantautrice inglese dopo tutti questi anni di carriera (quasi cinquanta, anche se inframezzati da lunghi, turbolenti periodi di inattività) incarna ancora, e forse oggi più di allora, la figura dell’Araba Fenice, risorta dal ceneri, di ritorno dall’Inferno. Un nome, un destino il suo: conturbante poetessa decadente, cresciuta nei damascati agi di una famiglia aristocratica, precipitata bionda e giovanissima prima nel giro più rock e fashion della Swingin’ London (sponda Mick Jagger) poi nei vicoli bui e squallidi della tossicodipendenza, angoli remoti e arrugginiti della capitale britannica, case occupate, alberghi di quart’ordine. Ha sofferto, ha patito, da giovane è quasi morta d’amori sbagliati, di solitudine, di malinconia: poi la fo

Neil Young

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John Lennon and Yoko Ono, Rolling Stone, 1968

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

The Post War Dream - Pink Floyd

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Il sogno del dopoguerra Dimmi la verità, dimmi perché Gesù fu crocifisso E' per questo che papà è morto? Era per te? Per me? Ho guardato troppa televisione? C'è un'ombra d'accusa nei tuoi occhi? Se non era per i giapponesi Così bravi a far navi I cantieri navali di Glasgow sarebbero ancora aperti E non deve essere uno spasso per loro Sotto il sol levante Con i loro ragazzi che si suicidano Che abbiamo fatto, Maggie? Che abbiamo fatto? Che cosa abbiamo fatto all'Inghilterra? Dobbiamo urlare? Dobbiamo gridare "Che cos'è successo al sogno del dopoguerra?" Oh Maggie, Maggie, che abbiamo fatto?

Vic Chesnutt

Insieme a pochi altri songwriter americani, Vic Chesnutt (1965 - 2009) è fra i principali artefici del rinnovamento della canzone d'autore negli anni '90. Costretto su una carrozzella a seguito di un grave incidente automobilistico causato dal suo stato di ubriachezza, Chesnutt dà inizio alla carriera musicale a metà degli anni '80 nella natia Athens, Georgia, luogo che, grazie al successo dei R. E. M., sta conoscendo in quel periodo un forte fermento musicale. Discografia e Wikipedia

Thom Yorke - Tomorrow’s Modern Boxes (2014)

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di Stefano Solventi La seconda cosa che mi ha colpito del nuovo disco di Thom Yorke sono i primi trenta secondi, quella specie di loop monocorde pseudo-industrial: cosa mi ricordava? Ci ho pensato un bel po’ prima di rendermi conto che sembrava il riflesso lacero e consunto di un’altra intro, quella di Discotheque, canzone di apertura di Pop, album che ha segnato un turning point per gli U2 e – a detta di molti, tra cui il sottoscritto – l’ultimo nel quale abbiano dimostrato un po’ di vena creativa. Tutto lascia pensare che si tratti di un link attivato solo dalla complicata rete di connessioni mnemoniche del sottoscritto, o al massimo una coincidenza, però dal momento che viviamo in un’epoca in cui tutto è collegato, stratificato, connesso appunto, credo sia inevitabile lasciare accesa una fiammella di sospetto. Venendo invece alla prima cosa che mi ha colpito di Tomorrow’s Modern Boxes, è ovviamente la sua comparsa repentina, bruciante, inattesa ma soprattutto inopportuna, con

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