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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Chicago - XI (1977)

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Peter Hammill

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James Taylor, Time, 1971

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

On Some Faraway Beach - Brian Eno

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Se avessi scelta morirei come un bambino in qualche spiaggia lontana a stagione finita Difficilmente sarò ricordato come la marea lava la sabbia nei miei occhi scivolerei via. Gettato su un altopiano con un solo ricordo una singola sillaba oh nasconditi, nasconditi  (rimani fuori dalla vista)

Jack Bruce RIP

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The Church

I Church sono una delle prime formazioni australiane degli anni '80 a trovare risonanza mondiale sulla scia del nuovo corso americano di Dream Syndicate, R. E. M. e Rain Parade. Leader è Steve Kilbey, originario di Canberra, già in varie piccole band, fra cui Tactics. Insieme al chitarrista Peter Koppes si trasferisce a Sydney e fonda i Church nell'aprile 1980. Inizialmente un trio, diventano quartetto poco dopo con l'ingresso di un secondo chitarrista, già membro dei True Hundred. Discografia e Wikipedia

Sam Cooke

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Aretha Franklin, Ebony, 1971

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

The Rain Song - Led Zeppelin

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E’ la primavera del mio affetto La seconda stagione che sto conoscendo Sei la luce del sole nel mio crescendo Sentivo cosi poco calore prima Non é difficile farmi sentire ardente Ho guardato il fuoco crescere lentamente E’ l’estate dei miei sorrisi Fuggite da me Guardiani del Buio Parlami solo con I tuoi occhi Per te porto questa melodia Non é difficile da riconoscere Queste cose sono chiare per tutti Da sempre Parla, parla Ho sentito il freddo del mio inverno Non ho mai pensato che se ne sarebbe andato Ho maledetto l’oscurità scesa sopra noi Ma io so che ti amo cosi Ma lo so che ti amo cosi Queste sono le stagioni delle emozioni E come il vento salgono e scendono Questa é la meraviglia della preghiera Vedo la torcia che tutti dobbiamo tenere E' il mistero del quoziente Sopra tutti noi una pioggia leggera deve cadere

Toni Childs

Originaria di Orange Country, California, Toni Childs (1958) manifesta la propria inclinazione per una vita irrequieta fuggendo di casa a soli quindici anni. A quell'epoca scrive già canzoni, influenzate dall'ascolto delle grandi voci del blues. Gira a lungo per la California, vive a San Francisco e Los Angeles, dove suona con una blues band e nel 1979 guida un gruppo new wave, Toni & The Movers, che pubblica Bitches And Bastards. Discografia e Wikipedia

Miles Davis, Rolling Stone, 1969

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Lucinda Williams - Where The Spirit Meets The Bone (2014)

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di Paolo Carù Era da parecchio che attendevo il nuovo disco della Williams, da tre anni almeno, da Blessed, un signor disco. Blessed, a sua volta, veniva dopo due dischi, a mio parere, meno riusciti: West e, sopratutto, Little Honey. Down When The Spirit Meets The Bone è invece un bel disco, anzi un grande disco. Prima di tutto è doppio, ed è la prima volta che la Williams mette sul piatto 20 canzoni nuove, non lo aveva mai fatto. 20 canzoni, anzi 19, composte da lei. Di doppi ne aveva pubblicati due: il Live @ The Fillmore e l’edizione speciale di Blessed. Ma questa è la prima volta che la cantautrice pubblica 20 canzoni nuove di zecca. Una proposta ricca, piena di musica, gonfia di chitarre. Questo è un disco di chitarre in primo luogo perchè, oltre ai fidi Val McCallum, Greg Leisz e (in una sola canzone) Doug Pettibone, Lucinda ha chiamato a sé Tony Joe White, Bill Frisell, Jonathan Wilson e Stuart Mathis (chitarra nei Wallflowers di Jakob Dylan). E questo perchè le canzon

Iggy Pop

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Lewis & Clarke - Triumvirate (2014)

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di Lorenzo Righetto Arrangiamenti tenui ma di rara intensità avviluppano come colorati tentacoli fumosi le interpretazioni flebilmente accurate di “Triumvirate”, terzo Lp di Lewis & Clarke, progetto dietro al quale si cela la figura di Lou Rogai, americano della Pennsylvania, e che prende il nome dai carteggi avvenuti tra i due autori di letteratura fantastica/fantascientifica. Un disco imponente per lunghezza (circa 75 minuti di musica per dodici canzoni) ma anche per l’intensità emotiva delle sensazioni evocate, sposando le suggestioni di un folk d’avanguardia a un forte dinamismo, che anima le riflessioni di Rogai in quadri a tinte uggiose quanto forti di una realtà interiore trasfigurata dall’arte. Una tensione al sublime che rimane la caratteristica più pregnante di “Triumvirate”, le corde vocali di Rogai che vibrano in un caldo crooning Eitzel-iano, gli strumenti che volteggiano nel sogno bucolico di un’anima lussureggiante (la title track). Nonostante il passo se

Marlene Kuntz - Canzoni per un figlio (2012)

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New Morning - Bob Dylan

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Nuovo Giorno Senti quel gallo che canta Un coniglio corre attraverso la strada Sotto il ponte Dove l'acqua scorre e passa Così contento solo nel vederti sorridere Sotto questo cielo blu In questo mattino blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te Senti quel motore girare Un'automobile passa lo steccato Scende lungo la strada Per un paio di miglia di campagna Così contento solo nel vederti sorridere Sotto questo cielo blu In questo mattino blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te La notte è passata così in fretta E' sempre così quando tu sei con me Senti il sole come brilla Una marmotta corre vicino al ruscello cosmico Questo deve essere il giorno Quando tutti i miei sogni si avverano Così contento soltanto di vivere Sotto il cielo blu In questo nuovo mattino In questo nuovo mattino con te

The Chieftains

Fra le più famose istituzioni musicali irlandesi, i Chieftains vantano una carriera discografica che inizia nella prima parte degli anni '60, sempre nel nome della folk music variamente declinata. Anima e indiscusso leader del gruppo è Paddy Moloney (1938) già nei Ceoltoiri Cualann di Sean O'Riada, virtuoso delle "Uillean pipes" (cornamuse irlandesi) quanto profondo conoscitore della tradizione jig e reed d'Irlanda. La prima line-up del gruppo, fondato nel 1963 a Dublino, comprende oltre a Moloney, Sean Potts, Martin Fay, David Fallon, Mick Tubridy e Sean O'Riada. Discografia e Wikipedia

Jackson Browne - Standing In The Breach (2014)

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di Andrea Mariano Raffinato, delicato, un po' retrò. Raffinato perché Jackson Browne è abile nel cesellare strutture semplici e ad impreziosirle con tocchi di classe tutt'altro che ampollosi o meramente manieristici, ma che anzi contribuiscono a tessere un'atmosfera avvolgente, appagante, in grado di far percepire come tutto, anche il più flebile accenno di bending, contribuisca e sia necessario per la perfetta riuscita di ogni singolo brano. Delicato, perché anche nei movimenti più "coincitati" ("Leaving Winslow") non si viene scossi, ma invitati ed accompagnati ad aumentaree gentilmente il ritmo, o a tenere il tempo con un po' più di enfasi (la beatlesiana "If I Could Be Anywhere"), ma si ha sempre la sensazione di essere in un ambiene accogliente, familiare, ma non per questo monotono o sonnolento. Un po' retrò perché Jackson Browne proviene da un ambiente completamente distaccato da quello odierno, dagli anni sessant

Ani DiFranco - Allergic To Water (2014)

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di Max Sannella Da poco mamma, l’eterna ribelle di Buffalo, Ani DiFranco torna a far sentire la sua stupenda smania di essere contro, magari lo fa con un po di tacche in meno, un “anti” pensiero che in questo suo Allergic To Water è molto più ammorbidito dei precedenti lavori, ma questo non significa arrendevolezza solamente che l’artista americana si concede una riflessione interiore, See see see see, uno scandaglio nella sua interiorità soul, Tr’w, e un interesse per una bellezza quasi primitiva della vita, Genie, cose e terreni di gioco in cui DiFranco riversa poesia e viaggi mentali molto lontani dai frenetismi in cui l’abbiamo conosciuta, ora per lei la cosa preponderante è arrivare dentro gli ascolti in maniera confidenziale e col cuore in mano. Da sempre eroina femminista e portavoce delle battaglie contro il music business, la folk singer immagina un mondo a portata di donna semplice, di madre affascinatrice di consigli e forze quasi familiari, una tracklist ispirata e vi

Lou Reed - Rock N'Roll Animal (1974)

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di M. Zambellini Dopo l'incisione del concept album Berlin nel '73, una delle opere più impegnative e contraddittorie della sua carriera, Lou Reed pubblica Rock N'Roll Animal, primo album dal vivo nato dopo varie vicissitudini con il manager e produttore Dennis Katz. Disco spettacolare e strepitoso, la testimonianza di un periodo creativo che ha fatto sognare molti ma ha lasciato molte vittime sul campo, Rock N'Roll Animal è uno dei migliori live della storia del rock ed è una delle pietre milari degli anni '70 con quel sound duro e metallico, devastante nel ritmo, oscuro e trasgressivo nelle liriche. In scena c'è un Lou Reed quasi rasato a zero che gioca con mosse androgine e nervose a fare il cattivo maestro ed il principe dei bassifondi mentre la band suona col coltello tra i denti, sferragliando un rock newyorchese di grande potenza e feroci assoli di chitarre. Il set è incredibile, canzoni rese celebri dai Velvet Underground come Heroin, Whi

Sonic Youth

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Grace Slick (Jefferson Airplane), Teenset, 1969

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Sunshine Superman - Donovan

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Superman degli acidi La luce del sole è entrata docemente attraverso la mia finestra, oggi Avrei potuto andar fuori di testa facilmente, ma ho cambiato genere Me la prenderò calma, ma so che fra poco Tu sarai mia, lo so, lo faremo con stile Perché me lo sono ficcato in testa che tu sarai mia. Adesso te lo dirò Ogni espediente possibile, bambina, tutto quello che riesco a trovare. Superman o Lanterna Verde non possono nulla su di me Posso fare la tartaruga e cercare le perle nel mare Tu puoi startene seduta a pensare sul tuo trono di velluto A tutti gli arcobaleni che puoi avere per te Perché me lo sono ficcato in testa che tu sarai mia. Adesso te lo dirò Ogni espediente possibile, bambina, tutto quello che riesco a trovare. Tutti si danno da fare per avere un po' di spazio Quando dico che staremo bene credo che tu capisca Ci fermammo su una spiaggia al tramonto, ti ricordi quando? Conosco una spiaggia, bambina, che non finisce mai Quando tu avrai deciso

Chicago

Col nome di Chicago Transit Authority, questo storico gruppo di pop jazz si impone nel 1969 anche per le posizioni politiche dichiarate: "Chicago Transit Authority" riporta infatti frammenti registrati  della protesta alla Convenzione Democratica di Chicago dell'estate 1968. Il primo nucleo, Big Thing, è formato a Chicago nel 1967 da Terry Kath e Walter Parazeider, fino all'incontro con James William Guercio, bassista e produttore di Los Angeles già nell'entourage dei Blood Sweet & Tears e prima ancora delle Mothers Of Invention. Discografia e Wikipedia

Marianne Faithfull - Give My Love To London (2014)

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di Ariel Bertoldo Fumo di sigaretta e dietro uno sfondo rosso, luciferino: la nuvola nasce dalle labbra, le incornicia il viso. Lei è Marianne Faithfull, ritratta in copertina. È il suo nuovo album e non potrebbe essere altrimenti. Già, perché la cantautrice inglese dopo tutti questi anni di carriera (quasi cinquanta, anche se inframezzati da lunghi, turbolenti periodi di inattività) incarna ancora, e forse oggi più di allora, la figura dell’Araba Fenice, risorta dal ceneri, di ritorno dall’Inferno. Un nome, un destino il suo: conturbante poetessa decadente, cresciuta nei damascati agi di una famiglia aristocratica, precipitata bionda e giovanissima prima nel giro più rock e fashion della Swingin’ London (sponda Mick Jagger) poi nei vicoli bui e squallidi della tossicodipendenza, angoli remoti e arrugginiti della capitale britannica, case occupate, alberghi di quart’ordine. Ha sofferto, ha patito, da giovane è quasi morta d’amori sbagliati, di solitudine, di malinconia: poi la fo

Neil Young

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John Lennon and Yoko Ono, Rolling Stone, 1968

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

The Post War Dream - Pink Floyd

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Il sogno del dopoguerra Dimmi la verità, dimmi perché Gesù fu crocifisso E' per questo che papà è morto? Era per te? Per me? Ho guardato troppa televisione? C'è un'ombra d'accusa nei tuoi occhi? Se non era per i giapponesi Così bravi a far navi I cantieri navali di Glasgow sarebbero ancora aperti E non deve essere uno spasso per loro Sotto il sol levante Con i loro ragazzi che si suicidano Che abbiamo fatto, Maggie? Che abbiamo fatto? Che cosa abbiamo fatto all'Inghilterra? Dobbiamo urlare? Dobbiamo gridare "Che cos'è successo al sogno del dopoguerra?" Oh Maggie, Maggie, che abbiamo fatto?

Vic Chesnutt

Insieme a pochi altri songwriter americani, Vic Chesnutt (1965 - 2009) è fra i principali artefici del rinnovamento della canzone d'autore negli anni '90. Costretto su una carrozzella a seguito di un grave incidente automobilistico causato dal suo stato di ubriachezza, Chesnutt dà inizio alla carriera musicale a metà degli anni '80 nella natia Athens, Georgia, luogo che, grazie al successo dei R. E. M., sta conoscendo in quel periodo un forte fermento musicale. Discografia e Wikipedia

Thom Yorke - Tomorrow’s Modern Boxes (2014)

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di Stefano Solventi La seconda cosa che mi ha colpito del nuovo disco di Thom Yorke sono i primi trenta secondi, quella specie di loop monocorde pseudo-industrial: cosa mi ricordava? Ci ho pensato un bel po’ prima di rendermi conto che sembrava il riflesso lacero e consunto di un’altra intro, quella di Discotheque, canzone di apertura di Pop, album che ha segnato un turning point per gli U2 e – a detta di molti, tra cui il sottoscritto – l’ultimo nel quale abbiano dimostrato un po’ di vena creativa. Tutto lascia pensare che si tratti di un link attivato solo dalla complicata rete di connessioni mnemoniche del sottoscritto, o al massimo una coincidenza, però dal momento che viviamo in un’epoca in cui tutto è collegato, stratificato, connesso appunto, credo sia inevitabile lasciare accesa una fiammella di sospetto. Venendo invece alla prima cosa che mi ha colpito di Tomorrow’s Modern Boxes, è ovviamente la sua comparsa repentina, bruciante, inattesa ma soprattutto inopportuna, con

Ryan Adams - Omonimo (2014)

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di Fausto Gori E` da quello che in definitiva è il suo miglior album solista, Cold Roses (2005), che Ryan Adams perde l`occasione di consacrare definitivamente la figura di un musicista che, fin dai tempi dorati dei Whiskeytown, non ha mai smesso di far parlare di sè, nel bene e nel male. Tre anni dopo il discreto Ashes and Fire (2011), l`impressione è sempre la stessa, cioè che nella personalità bizzarra e indecifrabile di Ryan ci possa essere un potenziale artistico non ancora del tutto espresso, ma anche una incapacità palese nell`essere qualitativamente coerente, e in questo, l`abbastanza inutile sfogo metal di Orion (2010) ha sicuramente rappresentato un vertice negativo. Naturalmente non si può non riconoscergli i meriti di una identità comunque consolidata che, nonostante tutto, rimane ancora credibile agli occhi esigenti dei tanti appassionati rock. Arrivato alla soglia dei quarant`anni, l`ex ragazzo della North Carolina è ancora irrequieto, nel suo nuovo disco omonim

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