Shame – Drunk Tank Pink (2021)
di Claudia Viggiano Ci sono band nate fra quattro mura e che successivamente hanno imparato a calcare un palco e chi, invece, sul palco sembra esserci nato, temprato dall’immediatezza della perfomance live. Gli Shame rientrano molto bene nella seconda categoria: cresciuti nell’underground londinese, circondati da molti altri artisti, per loro quello di scrivere un album è stato quasi un processo organico, naturale conseguenza degli anni passati a suonare senza tregua e a imparare tutto ciò che c’è da imparare da quella esperienza; questo fa degli Shame una di quelle band le cui esibizioni dal vivo ‘completano’ l’album. È questo il caso di Songs of Praise, il primo album della band uscito quasi esattamente tre anni fa, che su disco si concedeva spesso momenti britpop ma dal vivo tirava fuori tutta la carica cattiva del post-punk di cui i cinque sono figli. Drunk Tank Pink riprende decisamente il tema post-punk, ma nasce al contrario. Esausti dopo un tour interminabile, Charlie Stee...