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John Lee Hooker - The Healer (1989)

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di Silvano Bottaro "L'album blues più venduto in assoluto per uno dei più grandi bluesman ancor oggi in circolazione" , recitava la pubblicità del disco a fine anni novanta, poco prima della morte avvenuta nel 2001 a ottantaquattro anni. Il termine "blues" è probabilmente più abusato che usato in questo disco che, sinceramente ho ascoltato fino alla nausea, per la sua immediatezza, per la sua ascoltabilità ma non certamente per la sua sonorità marcatamente blues. Con questo disco , la chitarra più corteggiata del rock insieme a Muddy Waters e anche l'unico a uscire e imporsi dal ghetto di Detroit, ritorna con un album sensazionale che riassume e condensa tutte le indicazioni e i significati della sua arte e del suo modo di intendere il blues. Premiato con molti Grammy Awards, il primo brano omonimo del disco è " il miglior singolo del 1989 ", il canto caldo e profondo di Hooker accompagnato dalla chitarra di Carlos Santana e dal suo gru...

Boom Boom - John Lee Hooker (1962)

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Charles Shaar Murray, grande giornalista, fine esperto di rock e musica nera, autore di libri essenziali come Crosstown Traffic: Jimi Hendrix and Post-War Pop e Boogie Man: Adventures of John Lee Hooker in the American 20th century (perchè Charles Shaar Murray ha sempre avuto un debole per i titoli corti), ha definito Boom Boom "la più grande pop song che sia mai stata scritta da John Lee Hooker". Curiosa definizione, per un brano blues fino al midollo, dal suono ipnotico e martellante che ha influenzato una quantità tale di artisti (blues e non blues) da riempirci il deserto del Mojave. Ed è proprio questa la chiave per entrare nella stanza della frase di Murray. Boom Boom sembra il perfetto recipiente per l'improvvisazione di chiunque si voglia avvicinare.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

John Lee Hooker

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John Lee Hooker

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Sebastian Kruger, John Lee Hooker, 2008

'Boom Boom' e 'Hobo Blues': Great Performances di John Lee Hooker

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Come milioni di afro-americani nei primi anni del 20° secolo, il bluesman John Lee Hooker è migrato dal Sud rurale al Nord urbano. Un viaggio molto tortuoso che dalla natia Clarksdale, Mississippi lo portò nel 1943 a Detroit, Michigan, dove ha lavorato in una fabbrica di auto di giorno e suonato nei blues club di notte. Nel 1948 il suo primo singolo, "Boogie Chillen'", è salito al numero uno nelle classifiche blues, introducendo uno stile unico. Uno stile che avrà un impatto enorme sul futuro rock and roll. Possiamo ascoltarlo sopra in una performance del 1970, del classico singolo "Boom Boom" del 1961 e sotto in una esibizione nell' American Folk Blues Festival nel 1965 di un suo secondo singolo meno conosciuto "Hobo Blues" targato 1948.

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