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Sun Kil Moon – I Also Want To Die In New Orleans (2019)

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di Giuseppe Loris Ienco Caro Mark Kozelek, quando ti deciderai a prendere un piccolo periodo di vacanza? Negli ultimi anni l’ex leader dei Red House Painters ha pubblicato talmente tanti album da aver praticamente ridotto a zero l’attenzione che il pubblico, fino a non troppo tempo fa, riservava alle sue uscite. Che con questo “I Also Want To Die In New Orleans” possa esserci un’inversione di tendenza? Può darsi; d’altronde, non capita di certo tutti i giorni di ritrovarsi a registrare musica con artisti del calibro di Jim White (il batterista dei Dirty Three) e Donny McCaslin, sassofonista di estrazione jazz noto soprattutto per la sua collaborazione con David Bowie nell’epitaffio “Blackstar”. I due nuovi compagni di viaggio contribuiscono in maniera determinante all’ennesima trasformazione del progetto Sun Kil Moon che, sempre più lontano dai lidi folk di gioielli quali “Ghosts Of The Great Highway” e “Benji”, prosegue indisturbato il suo viaggio nelle verbosissime acque di...

Sun Kil Moon – This Is My Dinner (2018)

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di Riccardo Gorone La creatura di Mark Kozelek ha soppiantato da tempo Kozelek stesso. Una sorta di Golem ha inghiottito una personalità che era considerata tale proprio in relazione alle sue creazioni. Ma adesso, quel creatore è feticcio stesso della creatura, spoglie di un passato luminoso che orw brilla in una teca, come le reliquie sacre. Ecco, di tutto questo feticismo che si è scatenato da “Benji” in poi, col passare del tempo, rimane forse la boria, lo spirito di esibizionismo che investe tutte quelle che sono state delle grandi figure (un personaggio diventa un mito, poi quel mito, da una parte vive di vita propria e dall’altra, soppianta e giustifica tutto ciò che fa quel personaggio dopo essere diventato mito, in un’inversione spesso pericolosa: l’effetto diventa causa e viceversa). Mi spiego meglio: se c’è stato il WOW generale che si è scatenato con l’uscita di “Benji” (perché quel disco è semplicemente WOW), purtroppo ci sono poi stati una serie di “ah…”, “mh”, “e...

Sun Kil Moon - Jesu (2016)

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di Michele Palozzo Con cognizione di causa ma senza orgoglio, dichiaro di essere stato sul punto di gettare la spugna riguardo a Mark Kozelek. Non mi ha spaventato la decisiva transizione (rappresentata da "Benji") da una forma-canzone già molto libera al puro e semplice monologo, un recitar-cantare dal quale sembra non esserci più ritorno. Ho invece avvertito e sofferto, appena sei mesi fa, il cattivo presagio insito in "Universal Themes": vale a dire, il quasi totale abbandono della scrittura musicale - alle soglie dell'automatismo - in favore della più viscerale verbosità, nell'ansia di esplicitare ogni accadimento del diario personale di un (non più giovane) artista. La recente, frenetica produzione dell'ex-Red House Painters si spiega da sé, e qualora l'interesse sia venuto a mancare è il caso di abbandonarla, dando un chiaro segnale di sfinimento tale da ridimensionare il rinnovato hype per i progetti di Kozelek. Ma se io oggi, domenic...

E T I C H E T T E

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