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Ben Howard - I Forget Where We Are (2014)

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di Blackswan In un anno che non ci ha regalato dischi particolarmente riusciti, questo finale di stagione sembra avere in serbo per noi qualche piacevole sorpresa. Dopo aver parlato molto bene, un paio di settimane fa, dell'ultima fatica di Lucinda Williams, mi trovo oggi a raccontare un disco che, sono pronto a scommetterci, scalerà le classifiche personali di molti ascoltatori e probabilmente di molte riviste specializzate. Sto parlando del secondo full lenght di Ben Howard, ventisettenne songwriter londinese, che dopo il buon successo (anche commerciale) del disco d'esordio intitolato Every Kingdom (2011), torna a stupire con un album intenso ed emozionato. Un disco in cui Howard, pur senza inventare nulla di nuovo (la materia è pur sempre quella ormai consunta dell'indie folk), allestisce una scaletta di splendide canzoni umorali e malinconiche, andando a citare con gusto alcune icone del passato quali Nick Drake e John Martin, e artisti più recenti del calibro di ...

Ben Howard – Collections From The Whiteout (2021)

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Coerentemente con uno stile musicale molto personale, Ben Howard ha sempre mantenuto per sé stesso l’intero processo creativo dei primi tre album della sua carriera. Ciononostante, la sua crescita è stata chiara ed evidente, con il non secondario merito di aver perseguito una sua peculiare evoluzione artistica nonostante l’enorme successo del suo LP d’esordio, ‘Every Kingdom‘ (2011), giunto al doppio disco di platino in UK e a quello d’oro negli USA e in Germania. Avrebbe potuto crogiolarsi sugli allori e solleticare quello specifico pubblico di mezza età che compra i CD nei grandi shopping mall, ma ha scelto diversamente, rendendo sempre meno scontato il proprio suono che nasce, sempre e comunque, dal folk suonato con la chitarra acustica Per il suo quarto album in carriera, però, Howard ha aperto le porte a svariate collaborazioni esterne, ben al di là della band che lo segue in studio e in concerto. Primo tra tutti Aaron Dessner dei National, che dunque può riscattarsi dalla produzi...

Top Ten 2018 #7

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Ben Howard – Noonday Dream

Ben Howard - Old Pine

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Ben Howard – Noonday Dream (2018)

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di Valentina Natale Ben Howard è un caso più unico che raro nel panorama folk inglese. Chitarrista dotato di una tecnica sopraffina capace di raggiungere un successo improvviso e inaspettato con una manciata di EP e due album (“Every Kingdom” e “I Forget Where We Were”) che sono riusciti a mettere d’accordo pubblico e critica, scalando a sorpresa le classifiche britanniche tra una nomination (al Mercury Prize) e un premio anzi due (i Brit Awards vinti nel 2013). Fatta la storia, Ben Howard avrebbe potuto dormire sonni tranquilli. Invece ha scelto di non accontentarsi. Il ragazzino sorridente di “Every Kingdom” è cresciuto ormai ed è diventato più avventuroso. “Noonday Dream”, l’album numero tre uscito ad inizio giugno, è un lungo sogno ad occhi aperti registrato tra la Cornovaglia e il sud della Francia in cui Howard sembra voler allargare ulteriormente i suoi orizzonti musicali. L’etichetta folk è ormai riduttiva per un artista che cerca di ampliare gli stretti confini del gen...

E T I C H E T T E

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