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Tom Waits – Rain Dogs (1985)

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di Silvano Bottaro "Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizione altrui." Tom Waits è tra i miei songwriter preferiti e Rain Dogs è un capolavoro che non può mancare tra gli album preferiti della nostra collezione discografica. "I cani che vagano per le strade alla ricerca della propria casa, dopo che la pioggia ha annullato gli odori” sembrano uomini che cercano il senso vero della vita, dopo che il destino ha cambiato di colpo tutto quello in cui credevano. Rain Dogs è l'atto centrale della "trilogia" di Frank", la logica conseguenza di "Swordfishtrombones" del 1983 che proseguirà poi con "Frank Wild Years" nel 1987. In questo disco si concentrano tutti gli elementi della mirabolante foga da 'intrattenitore' di Waits. Tom non è solo 'song-writing' mutuato al jazz notturno, ma è "suono & significato", un 'estratto' direttamente dalle fogne di New Yor...

Tom Waits

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"Dentro un orologio rotto - Spruzzi il vino - Con tutti i cani randagi - Niente taxi, preferiamo camminare - Stretto insieme ai Cani Randagi sulle soglie delle case - Perché anch'io sono un Cane Randagio." Tom Waits è un caso particolare, la sua musica, il suo rapporto con il rock è particolare. Pensa al jazz, canta con la voce roca e profonda, nulla a che fare con quelle dei suoi contemporanei. Suona il pianoforte in compagnia di un contrabbasso senza seguire nessuna mitologia, ostentando percorsi devianti, sporchi e clandestini, straordinariamente fuori moda, fuori tempo, slegato da qualsiasi corrente. Vocalist sbilenco e rauco, Waits canta il suo universo sentimentale fatto di relazioni e disagi della vita urbana americana, creando un sound musicale unico, fatto di percussioni metalliche e vari strumenti a volte 'raccolti per strada'. La peculiarità delle sue opere è l'accostamento di stili e radici diversissimi tra loro, la sua musica crea una propr...

To The Wind In Copenhagen - Tom Waits (1976)

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Basterebbe il sottotitolo a inquadrare ambiente e atmosfera, i binari lungo i quali corre la canzone. "Three sheets to the wind" significa, in slang, "essere barcollanti, decisamente instabili per aver bevuto troppo". Tom non si accontenta del numero tre e ne aggiunge uno: sono "Four sheets to the wind", per ribadire che si sta in piedi a malapena, non solo per eccesso di liquori, ma anche di sesso e visioni. A Copenaghen, Waits aveva incontrato una folk-singer danese di nome Matilda. Dopo aver consumato una notte di sesso in hotel, aveva scritto una canzone dedicata a lei, o comunque a lei ispirata. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Jersey Girl - Tom Waits (1980)

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Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Tom Waits, il folle cantore della notte e degli eccessi, lascia (o, secondo la versione di lei, si fa lasciare perché colpevole di averle chiesto di sposarlo) Rickie Lee Jones e si mette con Kathleen Brennan. Non è solo un cambio di donna, è un cambio di stile, un passaggio epocale. Rickie Lee è hipster, sfrontata e ribelle (a un party si infila un mango tra le gambe davanti a tutti gli invitati), assomiglia vagamente a Jane Mansfiled, attrice bionda e maggiorata che è stata prima icona erotica di Waits; è fuggita di casa a tredici anno, beve come una spugna e spesso si perde in un  bicchiere vuoto. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Kentucky Avenue - Tom Waits (1978)

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E' stata la sigla del mio primo programma radiofonico, e già questo basterebbe a inchiodarla al muro della memoria e, dunque, alle pagine di questo libro. Ma c'è di più, perché Kentucky Avenue è un album intero di ricordi, non solo miei, anche dell'autore. La canzone prende il nome dalla strada dove Waits è cresciuto, a Whittier ed è, contrariamente, un invito a perdersi e fuggire non dietro a una donna, due bottiglie, tre sogni e quattromila sigarette, ma verso l'autunno di New Orleans, con l'amico di sempre, Kipper, costretto dalla nascita su una sedia a rotelle. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Tom Waits - Bad as Me (2011)

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di Silvano Bottaro Recensire un disco di Tom Waits non è impresa facile. Il suo essere fuori dal comune, umanamente e musicalmente, lo rende unico e come tale diventa più inseguito che inseguitore. Lontano dalle mode, ha sempre ignorato pubblico e musica commerciale, ritagliandosi attorno a se un nutrito e selezionato numero di attenti ascoltatori. Del resto, e la sua opera lo dimostra in modo inequivocabile, Tom è personaggio complesso oltre ogni dire, indefinibile, indecifrabile. A cinque anni da Orphans, una raccolta in 3 CD con 56 canzoni di cui metà nuove, Bad As Me esce nella stagione più ideale: l'autunno. Il disco infatti, abbandonando i "rumori" in favore della "canzone", meglio si armonizza con le atmosfere novembrine. Bad As Me non appartiene al miglior Waits quello dei metà anni ottanta per capirci, quello di Rain Dogs e Frank's Wild Years, i suoi due dischi più belli per il sottoscritto, ma è pur sempre un ottimo disco. Un album che...

Tom Waits

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The Asylum Years: la nascita del fenomeno Tom Waits

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di Tiberio Snaidero In quasi cinquant’anni di carriera, Tom Waits si è affermato nel corso di questi ultimi decenni come uno degli artisti più originali e poliedrici della contemporaneità. Cantautore, poeta, attore, cabarettista, autore di spettacoli teatrali e di colonne sonore, il suo percorso di musicista può essere agevolmente suddiviso in tre fasi distinte, ognuna delle quali fa corrispondere un ben riconoscibile mutamento di poetica al cambio della casa discografica, del produttore e dei collaboratori. Nato nel 1949 a Pomona, nei sobborghi di Los Angeles, negli anni Sessanta Waits sbarca il lunario come uomo delle pulizie, cuoco, lavapiatti, corriere, tassista o benzinaio, riuscendo di tanto in tanto a esibirsi in qualche locale come cantante, soprattutto a partire da quando comincia a lavorare come portiere a The Heritage, un piccolo club dell’area metropolitana di San Diego che ospita concerti folk, blues, jazz e country. Quando arriva il suo turno di presentarsi sul palco, Tom...

Tom Waits Complete

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L'intera discografia di Tom Waits in ordine cronologico. Disco dopo disco, canzone dopo canzone, per un totale di 382 brani. Qui su Spotify

Tom Waits - Rain Dogs (1985)

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La foto presenta sulla copertina del non album del cantautore Tom Waits dal titolo "Rain Dogs" pubblicato nel 1985, è presa da "Cafè Lehmitz", primo libro fotografico del fotografo Andres Petersen. Contrariamente a quanto tutti pensano, il personaggio presente sulla copertina dell'album non è Tom Waits... i soggetti immortalati sono Lily e Rose, due habituè del Cafè Lehmitz, un malfamato locale situato ad Amburgo, inuna zona ricca di bordelli, divertimento notturno e locali a luci rosse. Tale locale fu scoperto da Petersen nella fine degli anni '60 e nel quale trascorse alcuni anni fotografando giorno e notte, marinai, prostitute, ballerine, tassisti, ecc., insomma "perdenti", esistenze che si perdono ai margini della società, che lo stesso Tom Waits racconta nelle sue canzoni. La tenera disperazione espressa nella foto da Lily e Rose è perfetta per le atmosfere da bordello di "Rain Dogs".

I brani più belli di Tom Waits scelti da Tom Waits

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Quando ci si trova davanti un genio non si sa bene da dove cominciare. Le volte in cui davanti si trova un gigante della musica proviamo l’imbarazzo della scelta. Prendi ad esempio Tom Waits. Un musicista (anche attore, vedi Daunbailò) che ha pubblicato 25 album. Mettiamo che vogliamo consigliare alcune tracce a chi ancora non lo conosce. Oppure facciamo che siamo noi quelli che non lo conoscono bene e vogliono avvicinarsi. In punta di piedi. Per capirci non da questa playlist completa dove ci sono tutte le canzoni di Tom Waits. E che dura 24 ore. Da dove cominciare allora? Chi meglio di Tom Waits in persona può guidarci? In una playlist realizzata per Spotify, Tom ha raccolto 76 canzoni dal suo sterminato repertorio. Non sono né in ordine alfabetico, né in quello cronologico. È un elenco dettato unicamente dal sentimento. Se l’ascolti tutto di seguito dura circa 4 ore e mezza. Noi la troviamo un’idea bellissima e speriamo che qualche altro musicista si presti a questo “gi...

Tom Waits

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1987

Tom Waits - Rain Dogs (1985)

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"Non esiste il diavolo. E' solo dio quando è ubriaco" sostiene Tom Waits. Questo è in sintesi il rapporto tra Waits e il blues e gli effetti del dopo Raindogs sono assimilabili ad una sorta di stato di ebbrezza. Effetti che riprendono, ma con maggior fruibilità, quanto espresso e avvertito nel rivoluzionario Swordfishtrombones, che non fece strage di vendite ma di cuori degli addetti ai lavori. Fu amore a prima vista. Raindogs è il compendio di tutti quei segni distintivi che identificavano Waits negli anni Ottanta: arrangiamenti frantumati, testi ambigui, un ampio spettro di riferimenti musicali, stravaganti personaggi, il rumore delle superfici (utilizzando il recipiente dei panni sporchi al posto della batteria o oggetti raccattati per strada, con una voce inimitabile e ancora chiara). Il collante che lega tutte le 19 tracce dell'album è unico, tentacolare, tra blues scarni e viscerali, jazz notturno, tanghi cubani, cabaret parodistici, ritmi spezzati di rock...

Tom Waits - Swordfishtrombones (1983)

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Registrato in piena estate 1982 a Los Angeles, il nuovo album di Tom Waits, a dieci anni dal primo, esce dopo un anno e un mese di attesa. Chi l'ha ascoltato in anteprima deve essere rimasto senza parole, il che spiega un'attesa cosí lunga: qua e là è ancora possibile ritrovare il vecchio Tom Waits, sbilenco romanticone seduto al pianoforte impegnato a raccontare strabilianti storie da bar e amori andati a male. Ma le nuove canzoni — se cosí ci si vuole ostinare a chiamare queste composizioni un po' minimaliste, un po' rumoriste — vivono in una dimensione parallela che ha in comune con il vecchio Tom Waits solo la voce, roca e abrasiva come sempre. Chi vuole fare il colto, oltre che con Kurt Weill e Nino Rota, trova un legame con Harry Partch, il compositore americano morto da una decina d'anni che rifiutava le scale cromatiche e gli strumenti della tradizione e che inventò macchine sonore bizzarre e innovative. Chi è dentro la storia del rock'n'roll non ...

Tom Waits - Blue Valentine (1978)

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Ci sono un prima e un dopo nella lunga vita artistica di Tom Waits? C'è forse una sottile linea "blue" che unisce la voce glabra di Martha e del cuore che batte il sabato sera, con le trame, a confronto, ermetiche e oblique di Mule Variations? Oggi la storia è scritta ma c'è da chiedersi chi era nel 1978 Tom Waits. L'amante ubriaco di Rickie Lee Jones, il presente e il futuro, il disperato rapace notturno di sensazioni nel caldo soffocante di Pomona, il jazz e il blues consumati nello stesso bancone di Nightawk At The Dinner; il musicista, il trovatore del piano alcolico, l'appassionato della banda dell'esercito della salvezza, l'accompagnatore alla ricerca della sua Muriel che non c'è più e "a causa di ciò il locale ha chiuso". Il Tom Waits dell'epoca vive in un mondo iconografico, ma frequenta un universo tutto suo, fatto di cuori sbandati e animi solitari, legati unicamente da quell'insostenibile nostalgia per quello che si ...

Tom Waits suona un commovente inedito per l’addio del David Letterman Show

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Questo è uno di quegli eventi unici che fanno la storia della tv. Sul piccolo schermo (che ormai tanto piccolo non è viste le dimensioni delle tv casalinghe) si piange spesso e a sproposito, invece capita assai di rado che qualcosa tocchi genuinamente le corde emotive dei telespettatori. Bene, ormai lo sanno anche i sassi che mercoledì 20 maggio David Letterman condurrà l’ultima puntata del suo Late Show, di cui è alla guida dal 1980. La prima volta in cui Tom Waits è stato ospite di Letterman è stata nel 1983. Per l’occasione, Tom ha scritto una canzone dal titolo “Take One Last Look” e l’ha dedicata al celebre presentatore. Durante l’intervista, Tom ha scherzato “Non lo so quando rivedrò Dave. Dopo giovedì sera ci accontenteremo di trovarci a caso a fare pilates.” Tom Waits: "Take One Last Look" - David Letterman Fonte

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Downtown Train - Tom Waits

Treno diretto in centro Fuori un'altra luna gialla Colpisce la notte con un pugno allo stomaco Mi calo dalla finestra e giù in strada Luccico come una moneta nuova I treni che portano in centro Sono stracolmi Di tutte quelle ragazze di Brooklyn Cercano in tutti i modi di uscire dal loro guscio Le saluti con un cenno della mano e si sparpagliano come cornacchie Non hanno niente che possa un giorno fare breccia nel tuo cuore Sono soltanto spine senza la rosa Guardati da loro nell'oscurità Oh se io potessi essere colui Che tu hai prescelto Oh piccola non riesci a sentirmi ora? (Ritornello) Ti vedrò questa notte Sul treno diretto in centro? Ogni notte la stessa storia Mi lasci solo e malinconico So qual è la tua finestra e so anche che è tardi Conosco le scale di casa tua e il portone Cammino per la strada e oltrepasso il tuo cancello Mi fermo sotto il lampione all'incrocio Le guardi mentre cadono Colpite tutte da attacco di cuore Si att...

Tom Waits al "The Show Don Lane"

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Rara"gemma" di Tom Waits dove il nostro appare nel programma televisivo australiano "The Show Don Lane" nel 1979. Presentato e intervistato da Don Lane, noto per il suo varietà televisivo dove, tra l'altro, ha ospitato star internazionali del calibro di Elton John, Stevie Wonder, Jerry Lee Lewis e, in più di una occasione, Tom Waits. Alla sua prima apparizione nel 1979, Waits ha 29 anni, l'intervista è assai comica (sopra), prima di andare al pianoforte (sotto) per eseguire "On the Nickel," che ha scritto per la colonna sonora del film 1980 lo stesso nome. "The Nickel" si riferisce alla zona di Skid Row di Los Angeles, lungo la 5th Street. La canzone è stata inclusa nell'album "Heartattack and Vine". Chissà cos'hanno pensato i telespettatori australiani quando hanno visto Waits fumare una sigaretta mentre cantava...

A sight for sore eyes - Tom Waits

Ehi toccasana per occhi stanchi, che bellezza rivederti quanto tempo è passato lavoriamo sempre dal mattino alla sera ti ricordi cosa facevamo? Quanta acqua è passata sotto i ponti hai visto la mia auto nuova? E’ mia, l’ho pagata è qui fuori in strada Ehi barista cosa ti ha tenuto qui a versare da bere per questi spiantati Sai che ti dico? dovremmo brindare ai giorni passati e anche a Di Maggio e al vecchio Drysdale e Mantle Whitey Ford e a te No, la vecchia banda non esiste più ognuno ha lasciato il paese eccetto Thumm e Giardina non è rimasto niente Oh lui è mezzo ubriaco per tutto il giorno e io ubriaco per l’altra metà si, Monk è sempre il campione ma io sono il migliore Immagino che hai saputo di Nash è morto in un incidente Diavolo, devono essere già passati due o tre anni Era in auto e ha perso il controllo dritto contro un palo se n’è andato con la radio accesa. No, lei si è sposata e ha un bimbo alla fine ha rotto con Sid lui è su al nord, vive di r...

E T I C H E T T E

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