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Visualizzazione dei post con l'etichetta joe bonamassa

Joe Bonamassa – Tales Of Time (2023)

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 di Nico D'andrea Impossibile sfuggire al potere delle suggestioni… e così al cospetto di un altro nuovo live di Joe Bonamassa (sì… avete letto bene… un altro live), invece di voltarmi dall’altra parte mi faccio rapire dal consueto splendido artwork della cover. Suggestiva infatti l’immagine che richiama alla memoria (nemmeno troppo velatamente) la copertina di Caravanserai, ultimo album della leggendaria prima formazione di Santana (Santana/Rolie/Schon/Shrieve). Ascoltando lo straripante solo di organo del redivivo Reese Wynans nell’opener Notches sui tasti d’avorio ci potrebbe benissimo essere Greg Rolie… e poi chi sarebbe in grado di suonare più note tra l’enfant prodige venuto da New York ed il veterano chitarrista nato in Messico? Similitudini un po’ forzate che comunque finiscono qui. Finiscono dove verosimilmente inizieranno le prevedibili rimostranze sull’ennesima pubblicazione di un album dal vivo del Guitar God americano. La formula però funziona alla grande e questa volt...

Joe Bonamassa - Time Clocks (2021)

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 di Paul Rigg Per uno che canta di "non essere mai stato un amante del timbrare il cartellino" nella canzone che dà il nome a Time Clocks (29 ottobre 2021/ Provogue), Joe Bonamassa mantiene comunque un ritmo di lavoro che è estenuante solo a pensarci.    "Ma quest'uomo non dorme mai?" chiede un commentatore sotto il video della canzone Notches, domanda comprensibile se ricordiamo che Guitars Exchange quest'anno ha già recensito l'album in studio Royal Tea; la registrazione dal vivo dello stesso disco al Ryman Auditorium di Nashville; e l'album di Joanna Connor, di cui Bonamassa era produttore. Inoltre, ci sono i video di accompagnamento, il recente documentario Guitar Man, e il suo lavoro di beneficenza con Keeping The Blues Alive, tra gli altri progetti.        Amo ancora di più le sue collaborazioni con Beth Hart, ma nonostante le mie leggere perplessità sulla sua incredibile produzione - in particolare su come la qualità possa essere mantenuta con...

Joe Bonamassa – A New Day Now [20th Anniversary Edition] (2020)

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di Bruno Conti Nuovo ma vecchio, o se preferite vecchio ma nuovo: di solito invertendo i fattori il risultato non cambia, in questo caso non saprei. Come è noto Joe Bonamassa appartiene alla categoria “una ne pensa e cento ne fa”. In questi mesi di pandemia se ne è stato stranamente tranquillo nel suo quartier generale di Nerdville e da lì ha imperversato con video, interviste a colleghi e altri modi per passare il tempo; ovviamente non è stato con le mani in mano, ha pubblicato il primo album della sua band collaterale Sleep Eazys, lo strumentale Easy To Buy, e ha prodotto l’eccellente album collettivo di Dion Blues With Friends. Già che c’era ha iniziato anche a registrare agli Abbey Road Studios Royal Tea il suo nuovo album di studio, che dovrebbe essere pronto, uscita il 23 ottobre, sto già preprando la recensione; ma nel 2020 ricorre anche il 20° Anniversario dalla pubblicazione dei suo primo album solista A New Day Yesterday, quello che ha trasformato un giovane e prometten...

Joe Bonamassa – Redemption (2018)

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di Sergio Mancuso Dicono che la via per arrivare in cima sia lunga, se si vuole fare rock & roll. Joe Bonamassa però di strada ne ha già fatta tanta e sono almeno due anni abbondanti che non sbaglia un colpo, consolidando ampiamente il suo posto nell'Olimpo della musica. "Redemption" raccoglie l'eredità di Blues of Desperation riprendendone sonorità quali la batteria cavernosa e profonda e la voglia di giocare ecletticamente con la chitarra e gli arrangiamenti. Sulle solide basi della musica del Mississipi, del quale il nostro è maestro, il buon Joe erige pareti di suoni e sonorità contingenti creando un album composito, elegante e per nulla scontato. S'iniza ad alto impatto con "Evil Mama" che nell'intro ricorda "Rock And Roll" dei Led Zeppelin con una batteria di alto spessore e una chitarra che si scatena fin da subito. Senza lasciare nemmeno un secondo all'ascoltatore per ambientarsi, Bonamassa lo assale, travolge e...

Joe Bonamassa - Blues Of Desperation (2016)

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di Anna Minguzzi Tra le sue molte doti, Joe Bonamassa ha quella di continuare a pubblicare dischi (siano essi album in studio, collaborazioni o live) a un ritmo costante e accelerato, non facendo passare mai nemmeno un anno tra un’uscita e l’altra. “Blues Of Desperation” si incastra quindi in una produzione che ancora oggi non sembra mostrare il minimo cedimento e ha un titolo che lascia presagire in modo chiaro quali saranno le atmosfere che lo pervadono. Anche questo lavoro è fatto talmente bene che si rischia di diventarne dipendenti in un attimo; il suo ascolto reiterato non solo fa bene allo spirito, ma aiuta a scoprirne i molti aspetti, a grattare sotto la superficie di un titolo che in effetti potrebbe farci presagire tonalità cupe e depressive, che in realtà ci sono ma fino a un certo punto. “You Left Me Nothin’ But The Bill And The Blues“, ad esempio, con il suo andamento un po’ swingato e gli irresistibili interventi strumentali, è un blues irriverente e ironico che ...

Miss You, Hate You - Joe Bonamassa

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Mi Manchi, Ti Odio Ho un problema che brucia nelle mie vene Ho un tatuaggio sul mio braccio con il tuo nome Un virus violento brucia nella mia pelle Puoi dirmi perchè questo deve finire? Non intendevo ferire nessuno Non intendevo di spargere no, di spargere sangue, si. Forse stavo sbagliando piccola, sai cosa intendo Forse un giorno crederai in me si. Forse crederai in me? Mi manchi, ti odio, perché ti sento Non voglio ma ho bisogno di te. Mi manchi, ti odio, perché ti sento Non voglio ma ho bisogno di te piccola. Ho visto demoni ed ho visto santi Ho cercato di fingere di essere qualcuno ma non lo sono. Potrei essere il mendicante inginocchiato Ma ho visto la verità - mi libererà si. Piccola tu mi libererai? Mi manchi, ti odio, perché ti sento Non voglio ma ho bisogno di te. Mi manchi, ti odio, perché ti sento Non voglio ma ho bisogno di te piccola. Mi manchi, ti odio, perché ti sento Non voglio ma ho bisogno di te. Mi manchi, ti odio, perché ti ...

E T I C H E T T E

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