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CCCP, Guida per principianti

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CCCP Fedeli alla linea: la nascita del punk italiano Nei primi anni ’80 la musica italiana visse un profondo cambiamento, influenzato dal punk e dalla new wave inglese. La nuova ondata fu caratterizzata dall’assenza di melodie e testi graffianti, ma anche dall’uso della lingua italiana, utilizzata per la prima volta come mezzo di espressione. A valorizzare il tutto, la nascita delle cosiddette etichette indipendenti: la Contempo Records, l’IRA, la Kindergarten Records, l’Attack Punk, che contribuirono notevolmente alla diffusione di una nouvelle vague rock. Sono dei primi anni ‘80 gruppi indipendenti come: i Moda, Neon o Rats e band ancora attive come: Litfiba, Diaframma, Decibel (o meglio chi ne rimane, Enrico Ruggeri). In quel periodo nascono anche i CCCP Fedeli alla linea, originari della provincia di Reggio Emilia, considerati tra i più importanti esponenti della musica punk italiana. Tutto nasce da un incontro a Berlino tra Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, ris...

CCCP, CSI e PGR

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La saga di Giovanni Lindo Ferretti and co.  di Silvano Bottaro I C.C.C.P. fedeli alla linea , nascono nel 1982 da un progetto di G.L. Ferretti e Massimo Zamboni, conosciutosi a Berlino un anno prima. L’idea  provocatoria (vedi il nome) è di unire riferimenti dell’ideologia socialista al punk-casereccio del retroterra culturale emiliano. Il loro suono è dato dalla chitarra abrasiva di Zamboni unito ai testi di Ferretti, che altro non sono; un misto di efficaci slogan e di citazioni. Dopo tre EP, pubblicano il loro primo disco: Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi (1986) radunando nuove versioni di brani già pubblicati. L’anno dopo esce il loro secondo disco: Socialismo e barbarie (1987) smussando certe asperità e con una contaminazione più orientaleggiante, il disco diventa più “morbido” e riesce a vendere 30.000 copie. Nell’89 esce: Canzoni preghiere danze del millennio sezione europa. Il disco è basato su un’idea di storia come eterno medioevo, conti...

Bolormaa - C.S.I. (1997)

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 di Diego Acampora Da quando ho rimesso piede sui social, vedo che si parla tantissimo del documentario dedicato ai C.S.I. di Tabula Rasa Elettrificata (che non ho ancora visto), vedo che vi reinnamorate delle loro canzoni. Quando uscì “In Mongolia in retromarcia”, poteva essere il 2000 o giù di lì, dopo averlo divorato ne regalai 6 o 7 copie a persone carissime. Ero sicuro, sono tuttora sicuro di essere stato davanti alla più grande, alla più profonda band di musica italiana ever. E’ anche per questo motivo (e non tanto per le derive ratzingerian-meloniane del cantante) che raramente metto su i loro dischi. C’è troppa bellezza perché una canzone dei CSI possa essere ascoltata in qualsiasi momento. E ora che il vuoto pandemico si sta instaurando tra gli esseri umani, non posso che pensare alle sterminate steppe mongole. Dove non sono mai stato fisicamente, dove ho viaggiato con la memoria e la fantasia più volte. Dove ho sorseggiato il latte alcoolico di yak, bevuto nelle tazze dop...

CSI - Tabula Rasa Elettrificata (1997)

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di Stefano Solventi Era un pomeriggio di settembre, anno 1997. Ricordo benissimo il luogo: a Firenze, al semaforo tra via Doni e via Redi. Mentre aspettavo che scattasse il verde, l’autoradio faceva il suo dovere, sintonizzata sulla mia stazione di fiducia. Intanto, come spesso mi capitava all’epoca (oggi anche di più), ero perso in qualche strano pensiero. È per questo motivo che di quella canzone non sentii il lancio dello speaker. Dagli altoparlanti iniziò a uscire una roba travolgente: rotolava sul basso accanito, s’avvitava su quelle due chitarre isteriche, preda di una specie di wah wah androide l’una, l’altra invece tutta cartigli striduli e svolazzi spezzettati. L’impasto suonava poderoso e isterico come una sirena antiarea: sembrava, come dire, intenzionato a scavare un tunnel nella narcosi afosa di quel primo pomeriggio cittadino, e in grado di riuscirci. Poi arrivò il canto, un coro o una voce sovraincisa (non capivo), le strofe come un assedio in forma di filastrocche ...

E T I C H E T T E

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