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Visualizzazione dei post con l'etichetta national

The National - Hight Violet (2010)

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di Silvano Bottaro A tre anni di distanza da “The Boxer” è uscito “Hight Violet”, quinto disco dei The National, band originaria di Cincinnati. Il disco pur senza particolari originalità è senz’altro tra i più ascoltabili di questo ultimo periodo. La particolarità del suono “The National” è la bella voce baritonale di Matt Berninger che attraverso il suo modo di cantare ha creato un marchio di forza appiccicato al gruppo. “High Violet” è un disco molto piacevole, e volendo inquadrarlo in qualche stile sonoro, per quanto non sia facile, nel loro sound riecheggia un misto di New wave con qualche spruzzatina di folk il tutto innaffiato da un buonissimo easy-rock. Tutte le undici canzoni del disco sono di buona fattura, non ci sono quindi momenti di “stanca” e l’album si fa ascoltare dall’inizio alla fine. Ascoltandolo e riascoltandolo molte volte e in situazioni diverse, la cosa che si evidenzia è la peculiarità del suono che sembra appartenere effettivamente alla realtà de...

The National - Laugh Track (2023)

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di Antonio Paolo Zucchelli Diremmo quasi inaspettato questo decimo LP dei National, che arriva a sorpresa dopo nemmeno cinque mesi dall’uscita del precedente, “First Two Pages Of Frankenstein“, di cui utilizza anche la stessa foto in copertina (anche se qui lo sfondo è differente rispetto all’altro disco). Nato durante le stesse sessioni del suo predecessore, l’album viene definito dalla stessa band originaria dell’Ohio come il loro più collaborativo, dopo aver ritrovato fiducia e sintonia con “First Two Pages Of Frankenstein”: le canzoni, però, come abbiamo potuto sentire, sia dal vivo (per chi è stato fortunato da partecipare a un loro concerto) che nei filmati live in rete, sono state spesso provate prima durante i loro live-show e questo ha permesso a Matt Berninger e compagni di poterle ricostruire e registrare nuovamente, dando loro maggiore forza e qualità. Sono ben nove le canzoni a cui è stato dato un nuovo volto – durante una sessione lo scorso maggio presso lo studio di Tuck...

The National - First Two Pages of Frankenstein (2023)

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 di Haron Dini  Quando si tratta di leggerezza, raffinatezza e narrativa vengono in mente poche band. Tra queste ci sono sicuramente The National, che con il precedente album “I Am Easy To Find” avevano ribadito ancora una volta il loro modo unico di raccontare certe storie e certi eventi della vita e del mondo. In venticinque anni di onorata carriera questa peculiarità del tutto personale si è rafforzata e sedimentata nelle produzioni della band statunitense in modo tale da renderle perfette per far sì che l’ascoltatore possa focalizzarsi non solo sulle atmosfere, ma anche sulla sensibilità artistica e sull’innato talento che traspare in ogni brano. Matt Berninger, il frontman della band, ha dato un valore aggiunto al sound, ovvero, il suo “cantato non cantato” o meglio dire, il suo parlato, il suo sussurrare le parole, che come una persona saggia dalla barba bianca, ci espone filosofie, drammi, controversie, ostacoli, ma ci prospetta anche un po’ di luce in fondo al tunnel. ...

The National - Trouble Will Find Me (2013)

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di Silvano Bottaro Dopo l'ottimo Hight Violet e lasciati per il momento i loro progetti personali, ritorna una delle mie band preferite: The National.  Attivi dal 2001 con il disco Omonimo e successivamente con Sad Songs for Dirty Lovers, è con Alligator che cominciano la scalata verso la notorietà. Con i successivi Boxer e il sopra citato Hight Violet e grazie ai consensi di critica e pubblico, i The National vengono definitivamente consacrati nell'olimpo della musica degli anni duemila. Le due coppie di gemelli: Dessner & Devendorf, la voce bellissima e inconfondibile di Matt Berninger, riescono ancora una volta a farsi apprezzare con i tredici brani che compongono l'album. Per paradossale che vi possa apparire, gruppi come questo sono i più difficili da 'inquadrare' e 'giudicare' (ahi, che parolaccie). Perchè? Perché sono più scivolosi delle saponette, quando credi di esserti lavato davvero la schiuma dalle mani ti trovi sul palmo un segno p...

The National – I Am Easy To Find (2019)

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di Luca "Dustman" Morello Seguendo i National da molti anni, non mi aspettavo di incontrare nel loro percorso artistico una tappa come quella rappresentata da “I Am Easy To Find”. L’operazione di decostruzione di questo lungo album (un’opera di più di un’ora spalmata su 16 brani), da parte di chi scrive, ha avuto davvero poco di “easy”. Potremmo dire che questo sia un meta-album, un racconto/dialogo che non vuole raccontare e vuole molto poter dialogare, con un nucleo spoglio, sincero, desideroso di mettersi a nudo, raccolto nelle pieghe svogliate tra le quali plana a volte meravigliosamente pigro a volte più intenso e corposo il baritono di Matt Berninger. Questo nucleo appare spesso attorniato dalle varie voci femminili (usate massicciamente, non più solo come coriste ma anche come co-protagoniste canore) che ne costituiscono il morbido, sinuoso contraltare. Si alternano (o collaborano pure tra di loro) dietro il microfono muse e interlocutori come Sharon Van Ett...

The National - Boxer (2007)

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Il giorno del matrimonio di Peter Katis era chiaro che tutti i membri della band statunitense "The National" erano tra gli invitati, essendo lui produttore della band stessa oltre che amico di lunga data. L'immagine utilizzata a rappresentare la copertina dell'album "Boxer" uscito sul mercato il 22 maggio 2007, fu una foto scattata proprio durante quel giorno mentre la band eseguiva il brano "The Geese of Beverly Road " presente nel loro precedente lavoro dal titolo "Alligator" del 2005.

The National - Runaway

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The National – Sleep Well Beast (2017)

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di Fabio Rigamonti Siamo chiari sin da subito: un altro disco sulla falsariga di tutto quanto prodotto dai The National dopo l’immenso capolavoro “Boxer” non l’avremmo tollerato e perdonato né noi ascoltatori, né la band stessa, e questo nonostante l’amore ed il rispetto che la formazione di Cincinnati si è faticosamente conquistata a suon di lavori tutti tremendamente significativi. Non stupisce, dunque, che la chiave di volta per evolvere quello stile inconfondibile che caratterizza il sound della band, dopo l’innesto dietro le quinte del violoncellista e polistrumentista Padma Newsome dei Clogs, sia l’uso dell’elettronica sulla falsariga di quanto fatto dai Sigur Ròs con il loro “Kveikur”, ma con risultati decisamente diversi. Innanzitutto, qui non siamo nel caso dell’ispirazione statica da rinverdire con il classico (e, francamente, tremendamente prevedibile) “effetto speciale”, in quanto da dieci anni a questa parte i dischi dei The National, per quanto indistinguibili ...

Demons - The National

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Demoni Quando penso a te in città E ti immagino da un posto a un altro Ho questa improvvisa sensazione di affondare Di un uomo che sta per spiccare il volo Non mi ha mai tenuto sveglio prima ora Ormai non dormo da giorni Non riesco più a opporre resistenza Sto attraversando una fase complicata Sono segretamente innamorato di tutti quelli Con cui sono cresciuto Piango sott’acqua Non riesco ad andare più a fondo Tutti i miei compagni di annegamento riescono a vedermi Ormai non c’è più via di fuga È diventato il mio punto cruciale Avrei voluto poter essere superiore Ma resto in basso con i miei demoni In cielo passano delle poiane Alligatori nelle fogne Non mi domando neppure il perché Mi confondo tra i minori Mi aggrego a loro per tutta la notte Proseguono i discorsi preoccupati con Dio Onestamente, ho tentato di amarla Avrei voluto poter essere superiore Ma resto in basso con i miei demoni Posso rimanere qui? Posso dormire sul pavimento Bere sang...

Slow Show - The National

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Spettacolo Lento In piedi al tavolo del punch mandando giù del punch non posso prestare attenzione al rumore di nessuno un po' più stupido, un po' più spaventato ogni minuto più impreparato Ho fatto uno sbaglio nella mia vita oggi tutto quello che amo si perde nei cassetti Voglio ricominciare, voglio essere vincente Considerevolmente fuori sintonia fin dall'inizio Voglio correre a casa da te mettere su un lento, stupido spettacolo per te e farti ridere a crepapelle cosa puoi mettere un nastrino blu sulla mia testa Dio sono veramente, veramente spaventoso Avrò esagerato Cercando un posto dove stare e fermarmi Mi sono appoggiato ad un muro ed il muro si è spostato Posso avere un minuto per non essere nervoso e non pensare al mio c***o La mia donna ? eccellente, la mia donna fa chiasso Farei meglio a mettere insieme la mia m***a, meglio mettere la mia m***a al sicuro Potresti guidare un'automobile attraverso la mia testa in cinque minuti ...

I dischi più belli del 2013 per gli ascoltatori di NPR

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4) The National – Trouble Will Find Me

The National's Violet Streak

Brooklyn's Star Band in Prospect Park Ahead of New Album High Violet, The National’s fifth and latest album, represents the band at the height of its powers, confidently evolving the arresting, quasi-orchestral sound that made 2007’s Boxer such a critical success. The lead single “Bloodbuzz Ohio” is a case in point, masterfully combining pounding, near-tribal drumbeats with shimmering polyrhythmic guitar patterns, plaintive keyboard melodies and, most distinctively, the ever-lugubrious baritone of singer Matt Berninger. In contrast to that grand sweep, today’s exclusive video, shot by photographer Susanna Howe (The New York Times, New York Magazine), depicts the Brooklyn-based band chilling out in Prospect Park just before kicking off their current tour last week. The accompanying track, “Sorrow,” carries the shades of darkness characteristic of The National, but bassist and keyboardist Aaron Dessner maintains it is an honest, lighthearted portrait. “We’re just goofing arou...

E T I C H E T T E

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