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Mory Kante

Discendente di una famiglia di musicisti di Kissidougou (1950) è il musicista che ha reso popolare anche in Europa il suono della kora, antico strumento appartenente alla cultura mandinga. Membro di una famiglia composta da musicisti, a soli sette anni viene mandato in Mali a studiare l'arte dei griot.
Discografia e Wikipedia

Bright Eyes - Cassadaga (2007)

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di Silvano Bottaro
BrightEyes si chiama ConorOberst e ha 27 anni (nel 2007). E’ sulla scena musicale da dieci anni, pubblicando vari EP e poi dal 2005 due dischi. Due album controversi, uno sperimentale “DigitalAsh In A DigitalUrn, e uno tradizionale “I’m WideAwake, It’s Morning”.
Questa terza prova era attesa come una “verifica”. Come fosse a un bivio e dovesse scegliere quale strada intraprendere: ha scelto la seconda, quella meno scoscesa, più sicura e di facile percorrenza, la tradizionale.
Gli aggettivi che vengono subito alla luce nell’ascolto di questo Cassadaga, sono tre: semplice, profondo e maturo.
Cassadaga è la conferma che ConorOberst è un cantautore completo, le sue composizioni lo confermano. Questa sua virata verso il “folk” ha fatto modo di confezionare brani melodici e arrangiati con cura nei minimi particolari, con una strumentazione ricca, con l’aggiunta oltre a suoni tipicamente acustici anche di cori, abbandonando così quei giochi elettronici e psichedelici intrapr…

The Barr Brothers - Beggar in the Morning

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The Who - Who’s Next (1971)

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Già scrissi, nei primi tentativi di post musicali, di questo disco leggendario, anni fa: poche righe e poche informazioni. Il motivo per cui ne riscrivo ve lo svelerò alla fine. Inizio però a dire che i The Who sono stati una delle icone più grandi, leggendarie e musicalmente straordinarie del rock del secolo scorso.  Pete Townsend alla chitarra, John Entwistle al basso, Keith Moon alla batteria, Roger Daltrey (che sono in tutte le classifiche dei più grandi dei rispettivi ruoli) alla voce sono la line up mitica che da metà degli anni ‘60 si fa strada fragorosamente nell'affollato panorama della musica popolare inglese.  Grazie a singoli micidiali come I Can’t Explain e la storica e incendiaria My Generation (che contiene il seminale e incendiario verso Spero di morire prima di farmi vecchio) sono già in classifica, e in breve diventano la band dei mods, la subcultura urbana londinese degli amanti degli abiti italiani, delle Vespa e Lambretta (a cui anni dopo dedicheranno lo stor…

Chet Baker

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1988

Miles Davis, Guida per principianti: da Kind of Blue a Tutu, chi era il principe delle tenebre

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Miles Davis è uno dei jazzisti più conosciuti al mondo. Le sue origini agiate – padre dentista, madre violinista – potrebbero renderlo anacronistico rispetto allo stereotipo di musicista nigger di New Orleans: povero artista venuto dal basso che approccia il jazz improvvisando melodie. Ma Davis non si è mai sentito fuori dal genere, soprattutto dal punto di vista culturale e sociale.
Nato nel 1926 ad Alton, Stati Uniti, ebbe una carriera fulgida di successi, ma anche di periodi neri che segnarono la sua vita, come la dipendenza dall’eroina. Suono pulito e morbido, assenza di vibrato, melodie nostalgiche e, spesso, icone della sua mestizia e ribellione interna, trasformatisi poi in talento e carica emotiva: questo era il Miles Davis sonoro, chiamato anche Principe delle tenebre. Iniziò la sua carriera negli anni’ 40, ma fu la seconda metà degli anni ‘50 a segnare lo splendore innovativo del trombettista e a dare i natali a uno dei capolavori che restano ancora d’attualità: Kind of blu…

Johnny Cash - At Folsom Prison (1968)

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Nel 1954 negli studi della Sun Records di Sam Phillips, l’uomo che scoprì Elvis Presley, bazzicavano altri cantanti, scalpitanti come puledri in calore. Tra loro c’era un tizio bianco che sognava di cantare il gospel, J.R. Cash, per tutti Johnny Cash. Phillips non era entusiasta di quell’idea, e spinse il giovane Cash a perfezionare le sue composizioni. Nei tre anni che passa a Sun Records di Memphis, Cash scrive qualcosa come 120 canzoni, tra cui le prime gemme del suo repertorio immenso e qualitativamente sontuoso: Get Rhythm, I Walk The Line, Home Of The Blues, Ballad Of A Teenage Queen, Come In Stranger, Guess Things Happen That Way. Ad accompagnarlo Luther Perkins e Marshall Grant, chitarra e basso, conosciuti come i Tennesse Two, che dopo qualche anno diventeranno i Tennesse Three con W.S. Holland alla batteria. Il successo è già buono, ma il passo decisivo nella carriera di Cash è il suo approdo alla Columbia. Dal 1959 al 1969 per la grande etichetta americana Cash registra qu…

Flora Cash - This Breeze

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Santana & McLauglin - Love Devotion Surrender (1973)

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di Silvano Bottaro
Sono molto affezionato a quest'opera. Possiedo il vinile fin dalla sua uscita, anche se ascolto solo il CD visto che il vinile è praticamente un "campo arato".

L'uscita di questo disco all'epoca passo in sordina. Probabilmente molti interpetrarono questa uscita come un preciso disegno commerciale da parte della casa discografica.
Ma per chi ha avuto occasione di ascoltare l'album avrà avuto modo di pensare: ne venissero di accordi commerciali con un risultato simile!
Il marchio che contraddistingue il disco è "ode alla chitarra elettrica", e in questo caso ne rappresenta uno dei migliori mai suonati nella storia del rock.
E' l'incontro tra due chitarre. Due chitarre che, si trovano, iniziano il dialogo, c'è una scoperta l'uno dell'altro, poi pian piano si sfiorano, si studiano e comincia un'amicizia. L'uno entra nel mondo dell'altro, per McLauglin si aprono spazi dolci e rarefatti, per Santana verti…

Rolling Stones - It's Only Rock'n'Roll (1974)

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L'immagine presente sulla copertina dell'album "It's Only Rock'n'Roll" dei Rolling Stones pubblicato nel 1974 è un dipinto dell'artista belga Guy Peellaert, divenuto famoso per il libro "Rock Dream" in cui racconta la storia del rock attraverso immagini affascinanti e suggestive. In questa sua opera tratta dal video promozionale girato per il singolo, cattura gli Stones come divinità rock adorate da ancelle greche. L'immagine ci fa capire come stava cambiando la musica a quei tempi... eravamo in piena era glam, movimento musico sociale il cui più grande portavoce era David Bowie. La copertina vinse il premio come miglior copertina dell'anno.

Banco Del Mutuo Soccorso - Banco Del Mutuo Soccorso (1972)

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La storia di uno dei gruppi più grandi del progressive, non solo italiano ma tout court, la leggenda vuole che nasca da una bugia: Vittorio Nocenzi ebbe nel 1969, grazie a Gabriella Ferri, la possibilità di un provino per la RCA, che però in quel periodo era più propensa a lanciare gruppi e non solisti. Così Nocenzi si vantò di essere leader di una non precisata band, che la RCA voleva sentire nelle settimane successive. Si narra che contattò amici e parenti per formare questa band, e chiamò il gruppo Banco Del Mutuo Soccorso, ispirandosi alle forma di mutua assistenza che i contadini, prima della nascita della previdenza sociale, creavano per aiutarsi nella vecchiaia.  Il primo nucleo è composto da Vittorio Nocenzi alle tastiere, con il fratello Gianni al pianoforte, Franco Coletta alla chitarra, Fabrizio Falco al basso e Mario Achilli alla batteria. Gli esordi sono per lo più ispirati al beat rock imperante all’epoca, le prime canzoni comparvero in una compilation solo su musicass…

Leif Vollebekk - Read My Mind

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Ryan Gosling - Put Me In The Car

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John Cougar Mellencamp - The Lonesome Jubilee (1987)

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di Silvano Bottaro
Il ribelle, questo è l’aggettivo che più si addice a J. M. che passa l’adolescenza tra moto, bar, ragazze e gruppi rock, per poi sposarsi a diciannove anni. Dopo vari dischi, più o meno di valore, è con “scarecrow” del ’85, disco antecedente a questo, che Cougar, così si fa chiamare all’epoca, arriva al vero successo. I testi rilevano una sincera presa di posizione per i temi d’impegno sociale, soprattutto a favore degli agricoltori in crisi (sarà lui stesso ad organizzare il “FarmAid”. Ma non solo al sociale sono rivolte le sue liriche, sono una miscela di riflessioni, commenti e descrizioni sulla sua condizione di vita presente e un po’ nostalgica, quando ricorda il suo esser stato più giovane. Con questo “the lonesomejubilee” J. C. si affina soprattutto anche sul piano musicale evolvendosi con elementi soul, texmex e musica latina e con l’arricchimento di strumenti come il violino, la fisarmonica e il banjo. L'album è di "presa" immediata, si fa amare…

Smashing Pumpkins - Mellon Collie and the Infinite Sadness (1995)

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L'illustratore di Pittsburgh, John Craig, è l'autore dell'intero artwork del doppio album degli Smashing Pumpkins dal titolo "Mellon Collie and the Infinite Sadness" pubblicato il 24 ottobre del 1995. Fu l’Art Director della band Frank Olinsky a metterli in contatto con lo stesso illustratore. L'artwork fu creato da Craig attraverso la sovrapposizione di diverse immagini inviategli via fax dal leader della band Billy Corgan, dando così vita all'intero booklet tra cui la bellissima copertina. L'immagine, creata dall'unione di due diverse figure manipolate fino a far combaciare forme e dimensioni, rappresenta il corpo di una donna ispirata da due dipinti: "Santa Caterina d'Alessandria" di Raffaello per il corpo e "La fedeltà" di Jean-Baptiste Greuze per il volto. La stella da cui la vediamo uscire fu presa dalla pubblicità di un whisky mentre lo sfondo da un’enciclopedia per bambini. Le altre illustrazioni non scelte per…

Jack O’ The Clock – Repetitions Of The Old City Ii (2018)

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di Gianfranco Marmoro
E’ stata una scelta coraggiosa, quella degli americani Jack O’ The Clock, di perseverare nella completa autonomia produttiva e distributiva delle loro uscite discografiche; una scelta che ha però tenuto il loro nome fuori dai circuiti musicali che contano. “Repetitions Of The Old City II” è il sesto capitolo della loro discografia (settimo, se includiamo il mini “Outsiders Songs”): seguito di quella prima parte pubblicata nel 2016, del tutto ignorata da pubblico e critica, e relegato a cult-album da uno sparuto gruppo di fan del progressive.
Difficile a questo punto sperare che la musica di Damon Waitkus e compagni riesca a sfidare le dure regole del mercato discografico contemporaneo, il loro status di outsider, anzi, rischia di essere consolidato da quello che può, senza ombra di dubbio, essere definito l’album più arduo e impenetrabile della loro carriera. L’impostazione generale del sound è un mix di folk-rock, prog, avanguardia e musica da camera, assembla…

Joy Division

Alla fine del 1976 tre ragazzi di Manchester, Bernard "Alrecht" Dicken, Peter Hook e Terry Mason, affascinati dalle esibizioni di Sex Pistol e Buzzcocks, formano gli Stiff Kittens. La sera del passaggio dell'Anarchy In The U.K. Tour dei Sex Pistol all'Eletric Circus, i tre incontrano Jan Curtis (1956 - 1980).
Discografia e Wikipedia

Mark Lanegan & Duke Garwood – With Animals (2018)

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di Michele Corrado
Quella tra il leggendario ex-leader degli Screaming Trees, nonché titolare di una superba e sfaccettata carriera solista, Mark Lanegan e il bluesman di South London Duke Garwood non è una semplice collaborazione giunta al secondo capitolo. È ormai oltre un lustro che i due cantautori viaggiano di pari passo e incrociano spesso le proprie traiettorie. Lanegan è il produttore di più o meno tutto quello che Garwood ha dato alle stampe negli ultimi tempi. Duke ricambia il favore prestandogli spesso la chitarra, nei dischi come sul palco, talvolta gli scrive anche qualche testo – la bella “I Am Tthe Wolf”, ad esempio. Ma ancor più che il fortunato sodalizio artistico, a unire i due artisti c’è un’amicizia profonda: una fratellanza, come i due la definiscono a turno.
Il lavoro dal quale bisogna partire per analizzare questo “With Animals” è però proprio “Black Pudding” del 2013, del quale “With Animals” reca la stessa ragione sociale e intende essere il sequel. Mentre in …

The Wonders - That Thing You Do!

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Sons Of The East - Hold On

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Interpol – Marauder (2018)

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di Cristina Palazzo
Come un’impronta digitale, per quanto fedele sia lascerà sempre una traccia sbiadita, così gli Interpol rischiano di essere inimitabili. Soprattutto da loro stessi. Destinati a rincorrere una totalità che solo la freschezza impacciata di una band agli esordi, somma dell’insoddisfazione entusiasta di giovani rockstar e della novità di un genere ancora poco esplorato può regalare. Fu così per Turn On The Bright Lights, era il 20 agosto 2002. Non lo è oggi. Ma 16 anni dopo, con il sesto album Marauder, il trio indie-rock newyorkese dimostra di essere ben lontano dall’appendere la chitarra al chiodo. Anzi, di essere del tutto intenzionato a ripartire proprio da quel primo lavoro che resta, come è giusto che sia, irraggiungibile.
Un disco di alti e di bassi, di strofe intense e di cori sussurrati, di tredici pezzi profondi e intensi, come The Rover, Complications o Stay in Touch, ma anche di sveltine, per valore o lunghezza che si perdono in un soffio come Interlude 1 …

Henri Texier - L'elephant

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Sons Of Kemet – Your Queen Is A Reptile (2018)

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di Ignazio Gulotta
Il titolo del nuovo lavoro dei Sons of Kemet non dovrebbe lasciare dubbi su quale sia la motivazione inanzitutto politica che sta alla base del disco. E alla Regina simbolo del colonialismo e dello snobismo inglese non a caso si contrappongono le nove regine richiamate nei titoli dei brani e tutte orgogliosamente dichiarate My Queen, a legarle in un unico filone di condivisione e appartenenza culturale e politica. Ogni brano è dedicato a una donna che ha significato molto per la lotta e la cultura afro, partendo da Ada Eastman, nonna del leader della band Shabaka Hutchings, vissuta fino a 103 anni a simboleggiare la tenacia e la forza delle donne, e passando per combattenti come Angela Davis, Harriett Tubman o la sudafricana Albertina Sisulu, intellettuali come la psicologa Mamie Phipps Clarke o Anna Julia Cooper o la leggendaria Nanny leader delle comunità Maroon che nel '700 in Giamaica si oppose fieramente allo schiavismo. Se questo è l'orizzonte ideologi…

Keith Jarrett

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Luluc – Sculptor (2018)

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di Gianfranco Marmoro, Michele Corrado
I segnali che indicavano i Luluc come uno dei nomi da tener d’occhio nel panorama contemporaneo erano molteplici: non solo l’interesse, nonché la co-produzione del secondo album del duo, da parte di Aaron Dessner dei National, ma anche il successivo contratto con la Sub Pop, senza dimenticare la chiamata alle armi di Joe Boyd per il tributo a Nick Drake: “Way To Blue”. Attivi sin dal 2008, anno in cui rilasciarono il loro primo Lp intitolato “Dear Hamlyn”, dedicato alla memoria del papà di Zoë Randell, i Luluc sono un duo indie-folk australiano formato da quest'ultima e Steve Hassett. Il loro nome è salito agli onori della cronaca grazie a “Passerby”, un album che ha trasformato il toccante e scheletrico folk dell’esordio in un rigoglioso chamber-pop dalle affascinanti nuance country alla Cowboy Junkies, il tutto graziato da un delicato e profondo timbro vocale alla Karen Carpenter.
Registrato in uno studiolo di New York che Zoë e Steve ha…

Portishead, guida per principianti

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Gli appassionati di musica spesso si portano attorno un’ossessione tassonomica, come se i dischi fossero organismi fossili da classificare scientificamente. Ciò si manifesta ad esempio quando si pensa ai Portishead, il gruppo che si fa coincidere di solito, con Tricky e i Massive Attack, al “sound di Bristol”, che hanno contribuito a diffondere (la scena underground di Bristol negli anni 90′ ruota soprattutto intorno al trip-hop e al graffitismo, Banksy viene da lì).
La musica dei Portishead è trip-hop? È dark-wave? Noise, di tanto in tanto? Rock sperimentale, alternativo? Non si saprebbe dire bene. Perché i “generi” appaiono e scompaiono nelle canzoni dei Portishead, una band per cui l’arrangiamento e il mood sono il messaggio. Ascoltando, fra i primi successi, il blues imbottigliato di Glory Box, viene in mente, nel senso più comprensivo, il post-rock.


Portishead, una storia semplice I Portishead all’inizio sono un duo che, subito dopo la pubblicazione del primo album, con Adrian U…

The Party - Andy Shauf

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di Christian Rocca 
Cantautore canadese, genere Elliott Smith, straordinario storyteller di personaggi da festa. Pop elegance, Che conquista già alla prima canzone, The Magician. Ascolta il brano The Magician


Andy Shauf Bandcamp

John Hiatt - Bring the family (1987)

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di Silvano Bottaro
John Hiatt, uno dei migliori songwriter elettrici della scena rock americana con questo disco ha creato il suo capolavoro. Nel’85 la morte della moglie suicida e pochi mesi dopo, la morte della madre, porta Hiatt in una crisi profonda che lo allontana dalla musica portandolo alla dipendenza da alcol e droghe. Sembra che ormai la sua carriera sia finita. Per fortuna però esistono gli amici, esiste Ry Cooder che, gli sta vicino assistendolo e riportandolo un poco alla volta verso la musica. Disintossicato dall’alcool e trovata una nuova stabilità familiare, Hiatt ritorna negli studi di registrazione e in soli quattro giorni, incide Bring the Family.  L’album è la materializzazione musicale di questo momento di vita, della rinascita, della voglia di vivere dopo un periodo che lo ha visto in contatto diretto con la depressione, con il “buio”. Questo disco è un sogno ed è la fine di un incubo.
L’album è registrato in presa diretta insieme ad un trio superlativo Nick Lowe, …

Portrait In Jazz - Bill Evans Trio

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Khaled

Soprannominato il "Re del Rai", Khaled (1960) all'inizio della carriera Cheb Khaled, dove Cheb sta per giovane e attraente, è uno degli esponenti più influenti del moderno rai, la musica che riflette il colasso dell'ordine sociale tipico dell'Algeria postbellica.
Discografia e Wikipedia

Claudio Lolli

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E’ stato snobbato da tv, da critici e dal grande pubblico, ma siamo certi quell’anima anarchica si prenderà il posto che gli spetta nel cuore dei grandi ideali, delle parole che animano idee, speranze e il grande cuore di chi non si arrende per cambiare. E quanti hanno avuto fortuna e costanza di ascoltare le sue canzoni, o di conoscerlo, da oggi hanno un motivo in più per ricordarlo e ringrazialo.Il “grande freddo” è stata la sua ultima canzone testamento perchè lui – Claudio Lolli- ormai non si ritrovava più in un momento senza dialogo reale, tra parvenze social, del sembrare e apparire più che essere, senza ideali e con una galassia di ipocrisie tra gli adepti sulla strada dell’effimero e prezzolato successo della Maria nazionale, dei boy scout fiorentini rubagalline e dei sultani da olgettine.
Claudio ci ha lasciati a 68 anni dopo una malattia che via via l’ha consumato.
Claudio Lolli, lo incrociavo alle rassegne Tenco anni 70, un mito da osservare da lontano., ma l'incontro …

Skip a Sinking Stone - Mutual Benefit

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di Christian Rocca
Esiste un genere che si può definire “folk orchestrale” che ha radici nella musica folk britannica anni Sessanta, tipo Fairport Convention, poi esportata nella costa occidentale degli Stati Uniti, in particolare nel quartiere Laurel Canyon di Los Angeles, e che per 40 anni ha ispirato il folk rock californiano da Joni Mitchell a Jonathan Wilson. Skip a sinking stone è una specie di lunga suite sognante e ricca di chitarre acustiche, pianoforte, sinetti attori, flauti, oboe, violini e violoncelli. Ascolta il brano Lost Dreamers


Tutto l'ascoltabile dei Mutual Benefit

Charles Mingus

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Can, Guide per principianti

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Nella musica rock gli sperimentatori sono stati moltissimi, e in ogni Paese. Gruppi come Pink Floyd, King Crimson o Joy Division. E quando si parla di rock sperimentale tedesco non si possono non citare i Can. Iniziatori del genere krautrock, nonché fra i gruppi tedeschi più apprezzati di sempre. Insieme ai Kraftwerk.
Il loro rock, pur mutuando da un immaginario comune—la psichedelica americana—aveva dei ritmi incalzanti. E uno stile distintivo nel realizzare le liriche.
La nascita della band e il primo album Formatisi a Colonia nel 1968—anche se Holger Czukay e Irmin Schmidt suonavano insieme già da tre anni—i Can iniziarono fin da subito un apprendistato fatto di continue sessioni di prova, realizzate in uno strano castello abbandonato della città.
Il primo album, Monster Movie—realizzato dal vivo suonando in giro per la Norvegia, esce nel 1969, e contiene tracce che nella loro semplicità conservano comunque delle sfumature incredibilmente distintive per una band all’inizio della propri…

Teens of denial - Car Seat Headrest

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di Christian Rocca
I Car Seat of Headrest sono il gruppo di Will Toledo, 24 anni della Virginia, un ragazzo predestinato di cui si scrive già che il salvatore della musica indie. E in effetti questo Teens of denial è un bel disco di inni rock di quelli che si facevano una volta. Chitarre, droga e depressione per un disco registrato a Seattle, con l’autore di un immancabile produttore dei Nirvana. Testi non banali, a cominciare dai titoli delle canzoni: Destroyed by hippie powers, The Ballad of the Costa Concordia, (Joe Gets Kicked Out of School for Using) Drugs With Friends (But Says This Isn’t a Problem). La canzone più bella è Drunk Driver\Killer Whales, con un formidabile coro da sing along che fa “it doesn’t have to be like this”. Ma anche gli undici minuti e mezzo di Costa Concordia sono fenomenali. Ascolta il brano Drunk Drivers/Killer Whales

Car Seat Headrest Bandcamp

Le Luci Della Centrale Elettrica - Costellazioni (2014)

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Per il quarto album de Le Luci Della Centrale Elettrica, progetto musicale del cantautore ferrarese Vasco Brondi uscito sul mercato il 4 marzo 2014, troviamo un'opera dell'artista e illustratore Italiano Gianluigi Toccafondo. Vasco Brondi ha raccontato così l'opera realizzata per il suo nuovo album " Una ragazza che sembra una Madonna ma con il rossetto. Una Madonna contemporanea che aspetta e chissà che lavoro fa. Aspetta con gli occhi chiusi, aspetta un bacio oppure fa finta di dormire o chiude gli occhi per non vedere oppure chiude gli occhi per non essere vista come fanno i bambini, come a volte facciamo tutti. Dietro di lei la notte è rosa e blu elettrico. Una ragazza che assomiglia ad una nazione. È protettiva e distratta, pensa soprattutto a se stessa, è bellissima".

Salif Keita

In molti paesi africani essee albino è uno stigma pressoché incancellabile. Salif Keita (1949) è stato marchiato per questo "handicap" fin dall'infanzia passata a Djoliba, villaggio a ovest di Bamako, a poca distanza dal cuore dell'antico impero mandingo. La tradizione vuole che le sue origini nobili gli impediscano di diventare cantante.
Discografia e Wikipedia

Susanne Sundfør - The Brothel

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Chet Baker

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Edward van der Elsken (1925 - 1990) Untitled / Jazz, late 50s Gelatin silver prints

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