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Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better (2005)

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Il riferimento artistico della copertina del disco di oggi (il filo rosso che lega gli album di Febbraio) si rifà ad un famoso ritratto opera di Alexander Rodchenko, padre del costruttivismo, che ritrae nell'originale Lilja Jur'evna Brik, scrittrice, attrice e scultrice sovietica, musa ispiratrice di Vladimir Majakovskij. L'opera originale è del 1924, e 80 anni dopo fu usata da una emergente band scozzese per il suo secondo lavoro in studio. Il gruppo di oggi si forma a Glasgow, ad inizi anni 2000, quando il chitarrista Nick McCarthy, dopo aver studiato musica in Germania, tornò in Scozia e incontrò Alex Kapranos. Nel maggio 2003 firmò per la Domino Records e verso la fine dello stesso anno pubblicò il suo primo EP, intitolato Darts of Pleasure, che arriva persino in classifica. Il singolo vinse il Philip Hall Radar Award agli NME Awards del 2004. Ai due si aggiungono Robert Hardy (voce e basso) e Paul Thomson (batteria), e con questa formazione, forte del contratto di McCa...

Clash, guida per principianti

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“Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi.” Per spiegare chi sono stati i Clash non c’è niente di meglio che partire dalle parole del leader, cantante e chitarrista Joe Strummer. I Clash sono stati il gruppo punk che più di tutti è riuscito a portare il genere a livelli altissimi, arricchendolo con inedite e stravaganti influenze. In dieci anni di carriera hanno pubblicato 6 album, dal 1976 al 1986. Una band che in ogni singola canzone ha curato suoni e testi dando ricchezza e profondità. Nascono alla fine degli anni settanta, quando il punk viveva la sua età dell’oro. Cominciano a provare le loro canzoni nel Rehearsal Rehearsals, un edificio abbandonato. Il primo concerto lo tengono nel 1976 a Sheffield, aprono ai Sex Pistols. Il concerto non è indimenticabile, ma chi h...

David Crosby - Croz (2014)

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di Silvano Bottaro David Crosby non ci ha abituato a frequenti uscite discografiche, a oltre quarant'anni da If I Could Only Remember My Name del '71, in mezzo ci sono stati solo due dischi: Oh Yes I Can del '89 e Thousand Roads del '93. Se è facile pensare che questo sia il suo commiato musicale le canzoni non lo sono affatto. Undici brani quasi tutti a sua firma, l'aiuto del figlio Raymond, di Mark Knopfer e di Wynton Marsalis, danno un tocco di notevole presenza ad alcuni pezzi dell'album. Quello che fa "grande" Croz è il suo "spiazzare" che, ancora una volta, è parte integrante della sua vita. David Crosby abituato a continue cadute e continue rinascite non poteva anche questa volta sorprendere critica e fan. L'album infatti, non era previsto e se poteva sembrare come un'operazione commerciale il risultato è invece tutt'altro. " ...avevo ancora delle cose da dire " è la sua affermazione all'uscita del...

50 fatti interessanti su Pink Floyd #4/10

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16. Pink Floyd also played as The Tea Set in their earlier incarnation. This moniker was settled upon for a while at least after a plethora of name changes, which included: Sigma 6, Meggadeaths, the Abdabs and the Screaming Abdabs, Leonard's Lodgers, and the Spectrum Five. 17. A film of their 1967 Alexandra Palace show - part of the legendary ‘14 Hour Technicolor Dream’ - still survives and is available on DVD. Yoko Ono is there performing an art installation, and John Lennon is captured among the crowd, although at the time the pair had not met. 18. In 1968, Pink Floyd headlined the first ever free gig in Hyde Park with Tyrannosaurus Rex and the Bonzo Dog Doo-Dah Band in support. Not a bad bill... and nada as well! 19. The 1970 album name ‘Atom Heart Mother’ was apparently inspired by a newspaper headline about a woman being fitted with the first ever atomic pacemaker. 20. The cow on Pink Floyd’s ‘Atom Heart Mother’ album had a name too, which was L...

Rod Stewart - A Night On The Town (1976)

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Il dipinto famoso a cui si ispira la copertina del disco di oggi è un capolavoro di Pierre-Auguste Renoir, dal titolo Bal Du Moulin De La Galette, dipinto nel 1876 e conservato oggi al Museo D'Orsay di Parigi. Nella versione della copertina, il famoso performer del disco di oggi compare proprio al centro, sorridente, vestito come un gentiluomo della Parigi di fine '800. Eppure Rod Stewart non ha avuto certo natali borghesi, essendo figlio di un idraulico scozzese e di una operaia inglese, nato nel 1945 nei sobborghi di Londra, ad Highgate, dopo che i genitori si traferirono dalla Scozia a Londra. Ma del suo essere scozzese ne ha fatto sempre un vanto, dalla pronuncia, al tifo sportivo, alle dichiarazioni. La sua infanzia fu a sua detta felicissima e segnata da cose davvero particolari: lasciata la scuola a 15 anni per tentare la carriera da calciatore, Stewart lavorerà in un setificio, come ragazzo dei giornali ma soprattutto, per qualche anno, nei cimiteri, dove si specializza...

We Insist! - Max Roach

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Jackson Browne - Late For the Sky (1974)

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Nel cercare sempre nuove sfide sui legami dei dischi di ogni mese, stavolta ho pensato che visto il Febbraio carnevalesco, sarebbe stato bello presentare dei dischi che "mascherano" le copertine rifacendosi a famosissimi dipinti o opere d'arte. Pertanto per questo mese si parte dalla copertina. In questo caso, l'omaggio è al dipinto di René Magritte, L'Empire des lumières (L'Impero della luce), del 1953-1954; la fotografia originale della nostra copertina fu stata scattata su South Lucerne Avenue, appena a sud di West 2nd Street a Windsor Square, circa 10 miglia a sud-ovest della casa d'infanzia dell'autore del disco di oggi, a Highland Park, California, ad opera del designer e fotografo Bob Seidemann. Jackson Browne nacque in Germania dove il padre lavorava in una delle basi americane nella ex Repubblica Federale tedesca. Si sposta in California e la sua carriera inizia prestissimo: a 18 anni fa parte della Nitty Gritty Dirt Band, e sfoggia già una na...

Chet Baker, Guida per principianti

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Intimista, seduttore, malinconico. Se dovessimo descrivere con tre aggettivi Chet Baker lo delineeremmo così. Genio e sregolatezza, il trombettista fu (come Miles Davis) tra i più conosciuti della musica jazz, in particolar modo del filone “cool jazz” -più fresco e rilassato- tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50. Chi era Figlio di chitarrista, nacque nel 1926 nello stato americano dell’Oklahoma. Si avvicinò alla musica in tenera età frequentando i cori della chiesa. Approcciò ad uno strumento musicale quando il padre gli regalò un trombone, ma era di dimensioni enormi per il piccolo Chet, si optò a quel punto per una tromba dalla quale non si staccò fino alla fine dei suoi giorni. Carriera Entrò a far parte delle fila di Gerry Mulligan, tra il 1952 e il 1954, nella formazione del pianoless quartet in cui venne a crearsi un’affinità di dialogo tra sax baritono (Mulligan) e tromba (Baker), ma ben presto i litigi spezzarono il legame: Mulligan si se...

Hüsker Dü - Warehouse: Songs And Stories (1987)

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di Silvano Bottaro Prima dei R.E.M., dei Sonic Youth e dei Nirvana, un altro grande gruppo del circuito alternativo a stelle e strisce fu ingaggiato da una major, per provare a dimostrare che certo rock nato e maturato nei bassifondi poteva diventare un business: si trattava di un trio originario di Minneapolis, con un nome assurdo - "ti ricordi?" in svedese - e trascorsi di rilievo nell'ambito dall'hardcore più feroce e senza compromessi, la cui leadership era divisa tra due compositori e cantanti impegnati anche alla chitarra (Bob Mould) e alla batteria (Grant Hart). Finì nel peggiore dei modi, quel sodalizio che pure aveva fruttato sette album e mezzo, di cui due doppi, in appena sei anni: con furibondi litigi e tanta amarezza. E finì, ironia del destino, poco dopo l'uscita del capolavoro che ne rappresentò lo zenit qualitativo e che quindi, suo malgrado, interpretò il ruolo un po' sinistro dell'epitaffio. Secondo lavoro marchiato Warner, dopo...

50 fatti interessanti su Pink Floyd #3/10

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11. ‘See Emily Play’ was their first song to crack the top 10 in 1967, and they didn’t manage another until ‘Another Brick in the Wall’ topped the charts in 1979. As a “serious” albums band in the 70s, singles were considered low priority to a group like Pink Floyd (Led Zeppelin, for instance, never released a single). 12. During the second part of the 60’s, The Pink Floyd (as they were known then) became regulars at the Roundhouse in Camden as well as the legendary UFO Club. 13. The name The Pink Floyd was used right up to the late 60’s - the ‘The’ disappeared not long after the departure of Syd Barrett. Syd’s acid-induced schizophrenia got so bad that the band had no option to go on without him, and they parted company on the way to a show in 1968 14. Syd moved back in with his parents in Cambridge and became a recluse. He recorded two solo albums with the help of his replacement, David Gilmour: ‘The Madcap Laughs’ and ‘Barrett’. 15. Barrett famously ...

E T I C H E T T E

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