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U2 - No Line On The Horizon (2009)

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La foto in copertina, del fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto intitolata Boden Sea, Uttwil, unisce cielo e mare in un invisibile punto, una linea mentale e sognante che unisce due mondi, due prospettive. Dopo 5 anni di attesa dal loro ultimo disco, How To Dismantle An Atomic Bomb (incentrato sul dolore e il ricordo del padre di Bono, Bob, morto qualche anno prima) No Line On The Horizon fu il nuovo tentativo nella carriera allora trentennale degli U2 di rinnovare la loro musica e il loro suono. Per farlo, richiamano i fidi Brian Eno e Daniel Lanois, già artefici dei loro dischi capolavoro (The Unforgettable Fire, The Joshua Tree e Achtung Baby!) e partono dall’idea di creare una musica che si rifaccia agli inni sacri delle civiltà del Mediterraneo. Si trasferiscono a Fez, in Marocco, e iniziano a registrare materiale. Le sessioni avvengono nel cortile di un albergo cittadino, e i suoni della città, della natura, del mercato diventeranno momenti presenti in tutto il disco. Uscito ne…

Sinéad O'Connor

Chioma rasata a zero su un viso dolcissimo, abiti mascolini e piglio aggressivo i contraddittori segni di Sinéad O'Connor (1966), personaggio originale prima ancora che giovane promessa della canzone femminile. La O'Connor è originaria di Dublimo, viene da una numerosa famiglia con la passione della musica.
Discografia e Wlikipedia

Folk Show: Episode 25

Frank Zappa - The Best Band You Never Heard In Your Life (1995)

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Basta un esempio, a mio avviso, per spiegare la creatività senza limiti di Frank Zappa. Nel 1983 sfogliando il New Grove Dictionary Of Music And Musicians si accorse che il suo nome non c’era, ma esisteva un Francesco Zappa (nessuna parentela), musicista barocco di musica da camera, nato a Milano e attivo tra il 1763 e il 1788. Zappa trovò alcuni spartiti presso la Biblioteca di Stato dello Utah, di proprietà della comunità Mormone, e li pubblicò egli stesso come spartiti da suonare. Non contento, ne scelse un paio da suonare alla sua ultima diavoleria, un sintetizzatore chiamato Synclavier, con risultati a tratti spettrali ma che di fatto fanno di FZ un esperto anche di musica barocca (l’album si chiama Francesco Zappa ed esce nel 1984). Questo era il grande genio siculo-americano (i genitori erano nati a Partinico). Nella sua trentennale carriera, terminata anzitempo per via di un cancro nel 1993, Zappa ha sondato ogni ambito non solo musicale, ma culturale e sociale, con lo sguard…

Sting. Nella mente di una rockstar

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Cosa accade nel cervello di Sting mentre compone?
Cosa accade nel cervello di Sting mentre compone? La musica può aumentare il quoziente intellettivo? La musica è emozione o esercizio razionale?
Prova a rispondere il documentario Sting – Nella mente di una rockstar in cui l’ex frontman dei Police si è messo a disposizione del neuroscienziato Daniel Levitin della McGill University di Montreal prestandosi al ruolo di ‘cavia’ per il suo progetto di ricerca sul rapporto tra mente umana e capacità creativa.
Da anni il Prof. Levitin studia la precocità del legame tra cervello e musica, di cui serbiamo addirittura una memoria pre-natale. Nel saggio This Is Your Brain In Music ha dimostrato come il legame tra musica ed emozioni può mantenersi inalterato anche nelle condizioni più estreme, per esempio nei malati di Alzheimer.
Interessato allo studio e trovandosi a Montreal per un concerto, Sting ha deciso di cogliere l’occasione per incontrare il professor Levitin, il quale non ha perso …

Janis Joplin - Pearl (1971)

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di Silvano Bottaro
Atto finale della più grande cantante blues bianco mai esistita poco prima della sua morte, avvenuta il 4 ottobre del 1970, a causa di un miscuglio di alcol e droga. Pearl è il canto del cigno di una donna sola, infelice, che canta la sua tristezza con rabbiosa determinazione. A due passi dall'autodistruzione Janis Joplin realizza a Los Angels il sogno di emulare la sua antica maestra nera, Bessie Smith. Ogni brano è un gemito, un pianto disperato dove il sesso e l'anima si uniscono per diventare emozione sconvolgente, viva, esplosiva. Non ci sono più le certezze di essere l'unica star di un gruppo di dilettanti come i Big Brothers nè il dilemma e la paura del fallimento con la degenerazione sonora di Kozmic Blues, ma c'è un'artista che sente la fine un attimo prima e vuole dare il meglio di sè per esser ricordata. Uscito postumo, Pearl è un epitaffio alla Spoon River. Si possono rintracciare canzone dopo canzone, nascita, splendore, miseria e mort…

Pere Ubu: David Thomas

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Domiciliato in Inghilterra, dove i Pere Ubu vennero attratti da un vantaggioso contratto offerto loro dalla Rough Trade, David Thomas è quello "grasso" con la voce baritonale, tanto per intenderci. Le cronache ce lo raccontano difficile e scontroso, tanto litigioso da portare allo scioglimento una delle più belle bands anarchiche della nostra epoca. Da anni a capo dei Pere Ubu, una band "rumorista", cerca di abbandonare "il rock" come formalismo, scegliendo un'avventura musicale in bilico tra passione e tecnologia. Lontano dal music business e dalla pubblicità in generale, è tutt'altro che un'arrampicatore Thomas. Fare la musica che gli piace e lavorare solo per questo è il suo modo d'essere.
"Nulla di essenziale accade ove non sia presente il rumore", è in questa celebre frase di Jacques Attali l'essenza sonora che i Pere Ubu cercano di mettere in pratica. Una nuova tendenza verso "un rock" totalmente liberato da sc…

Bob Dylan – Rough And Rowdy Ways (2020)

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di Antonio Sebastianelli
“I’m a man of contradictions / I’m a man of many moods / I Contain Multitudes” Bob Dylan
Un uomo grande come una montagna giace a terra, soffocando sotto le ginocchia di un poliziotto. Lancia un’ultima invocazione disperata prima di rimettere l’anima a nostro Signore: mama. Un virus malevolo paralizza il mondo per mesi, costringendoci a rivedere le nostre abitudini e priorità. Nello stesso momento, un vecchio bluesmen e poeta fa risentire la sua voce, utilizzando il passato come filtro per comprendere un presente terrificante che sembra quasi germinato da uno dei brani. Il primo disco autografo dopo otto anni.
Poco sembra mutato in questi anni e il nostro naviga sereno sul vecchio sughero di una musica che ormai non si muove più, non avanza ne retrocede; resta sospesa come fosse scolpita nell’aria, in un tempo che appartiene solo al suo autore. Titanica e inamovibile. Mitica e sottile come sabbia pronta a scivolarti tra le dita. Nonostante l’età, i presagi di …

Nitty Gritty Dirt Band

La Nitty Gritty Dirt Band irrompe sulla scena americana nel 1967, anno in cui ottiene un discreto successo con il 45 giri Buy For Me The Rain (di Steve Noonan) e si guadagna una buona reputazione con Nitty Gritty Dirt Band e Ricochet. Dal 1965, anno della sua nascita, la formazione subisce vari mutamenti prima di giungere a un assetto stabile.
Discografia e Wikipedia

Grace & Janis

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Neil Young – Homegrown (2020)

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Che dire di un album entrato nella leggenda e rimasto nel cassetto (anzi, negli Archivi) per quasi mezzo secolo? Dopo averlo assemblato principalmente in alcune session tra il dicembre 1974 e il gennaio 1975, Neil lo accantonò in favore dell'uscita di Tonight's The Night (registrato nell'estate del 1973), e forse col senno di poi si può anche comprendere questa decisione (TTN è senz'altro più coeso e peculiare da un punto di vista artistico). Homegrown ha una natura di collage come molti dischi di quel periodo e si assesta interamente su binari musicali di pacata rilassatezza, ben rappresentata dalla copertina bucolica col contadinotto che si sbafa la pannocchia. La chitarra elettrica c'è, ma è tenue e morbida; per lo più prevalgono le stringhe acustiche, i bassi squillanti, la pedal steel di Ben Keith e bellissime armonie vocali. Il lato acustico un po' dark di Hawks & Doves è forse il riferimento migliore, parlando in termini sonori, ma il livello compos…

Ryan Adams: Ascesa e caduta di un divo

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Cantante e chitarrista statunitense, Ryan Adams (classe 1974, originario di Jacksonville, nella Carolina del Nord) è tra i principali esponenti dell’alternative country. Acclamato da decenni per il suo lavoro, ha ottenuto diversi riconoscimenti che, come l’ha definito il New York Times, fanno di lui uno dei più eleganti cantautori della sua generazione.
Ryan Adams nasce il 5 novembre del 1974 a Jacksonville, nel North Carolina. Dopo tre dischi come leader dei Whiskeytown, intraprende la carriera solista e nel settembre del 2000 pubblica il primo album a suo nome, Heartbreaker: il disco mette in mostra una vena compositiva moderna, ma tiene contemporaneamente conto degli insegnamenti del più classico rock americano. Esattamente un anno dopo esce il secondo lavoro, il celebrato Gold, in cui Adams sviluppa ancora più compiutamente il suo stile a metà tra modernità e tradizionalismo (che lo fa apparentare al movimento del cosiddetto alt-country).
Nello stesso periodo, il prolifico mu…

Neville Brothers - Yellow Moon (1989)

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di Silvano Bottaro
Assieme a Brothers Keeper è senz'altro Yellow Moon il disco più importante della produzione musicale dei Neville Brothers. Seguendo coerentemente una linea di sviluppo artistico che dall'iniziale influenza del cajun e della tradizione creola di New Orleans li ha portati man mano ad una miscela sempre più veriegata di stili, i Neville Brothers arrivano alla tappa più importante del loro lunghissimo cammino discografico iniziato negli anni sessanta come Meters.
Aaron, Ivan e compagnia decidono di estendere lo spettro di interessi e di indirizzi musicali con un prezioso lavoro di ripescaggi colti tra rock, gospel, musica etnica ed altri ricordi.
E' un clima magico in uno swingante caleidoscopio di cori e controcanti fatti ad incastri che si muovono nella corrente più nobile della black music e del pop adulto. Yellow Moon è musica che scorre via corposa, ricca di contrasti tematici e sonori tra nero e bianco, dosata fino all'ultima nota dalla produzione a…

Laurie Anderson & Lou Reed

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Alex Rex – Andromeda (2020)

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di Gianfranco Marmoro
Non è facile innamorarsi delle stravaganze di Alex Neilson, musicista dai mille risvolti creativi, ex-batterista della meravigliosa creatura Trembling Bells, artefice dell’irriverente avant-folk a nome Lucky Luke, collaboratore di Bonnie Prince Billy, Shirley Collins, Josephine Foster e dei Current 93; inafferrabile nella sua continua destrutturazione sonora del folk e dei suoi derivati, nonché critico discontinuo per la rivista The Wire.
Senza il fardello delle ormai disciolte Campane tremanti, il musicista scozzese, sotto il nome di Alex Rex, dopo aver affrontato il dolore per la prematura morte del fratello nel precedente album “Otterburn”, volge lo sguardo al proprio io, estraendo dalle nebbie un disco ancor più doloroso e aspro. Brutale, greve, funereo, ostico, Alex Rex sgretola gli ultimi residui della poetica dylaniana riversando sull’ascoltatore un carico emotivo immenso, uno ”Swordfishtrombones” dal cantato disarmonico e sgraziato che non lascia spazio a…

Nirvana

I Nirvana sono stati il gruppo che più di ogni altro ha esercitato negli anni '90 un'influenza socio-musicale decisiva su tutta la scena rock contemporanea, non solo per la tragica morte di Kurt Cobain (1967 - 1994), ma anche per la forza dirompente con cui hanno conquistato il successo commerciale.
Discografia e Wikipedia

Ivan della Mea

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La nave dei folli
Ivan Della Mea ha cominciato a scrivere versi e musiche nel 1959, con La grande e la piccola violenza, che terminò solo tre anni dopo. Nel giugno del 1966 ha inciso un disco, Io so che un giorno, che rimane probabilmente la cosa migliore mai scritta in Italia nel campo del canto politico. Ci si trova dentro, genialmente, quella componente del fare politica che è la memoria storica e di classe e c'è la rilettura - dopo 20 anni - di una fase cruciale della storia operaia italiana, fatta dal di dentro delle cose e delle esperienze; ci sono gli anni '50 con le loro storie private e pubbliche, coi loro drammi individuali e collettivi. Le ballate in questo disco sono tra i più riusciti tentativi, nella cultura italiana contemporanea, di fare storia di classe ed espressività popolare insieme. Dopo un lungo silenzio, nel '70 Ivan Della Mea ritorna con il disco Il rosso è diventato giallo. Molte cose sono cambiate nella sua storia privata e politica e ce n'è il s…

Fabrizio De Andrè - Le Nuvole (1990)

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Sono passati vent’anni dalla sua scomparsa, ma sembra ieri. In questo periodo ho pensato a Fabrizio De Andrè per due motivi, che in modi diversi l’avrebbero fatto intimidire, lui timido di natura. Il primo motivo è sapere la sua risposta al fatto che il Ministro che indossa sempre divise militari lo ha messo nel suo Pantheon musicale. Il secondo, più importante e vivo, è il sapere la sua risposta all'immenso amore, l’ammirazione e la gratitudine che una nazione intera gli hanno tributato in questi venti anni, con tantissime strade, piazze e addirittura scuole a lui dedicate. Io voglio ricordarlo con questo disco della sua maturità artistica, tra i suoi più grandi. Esce nel settembre del 1990 a ben sei anni da quell'esperimento pazzo ma straordinario che fu Crêuza de mä del 1984, pensato, scritto e suonato insieme a Mauro Pagani. Quel disco cantato in genovese e in dialetto ligure segnò fortemente il panorama musicale europeo, dando un impulso decisivo nella riscoperta, a quei…

Norah Jones: E' nata una stella

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Norah, figlia del grande maestro di sitar Ravi Shankar (insegnante tra l'altro del Beatle George Harrison), non è cresciuta con lui ma solo con sua madre, Sue Jones, cantante di musica soul, che le ha trasmesso l'amore per la musica. Il suo nome completo di battesimo era Geethali Norah Jones Shankar: all'età di 16 anni lo ha legalmente cambiato in Norah Jones, a conferma del difficile rapporto con il padre. Fino a qualche anno fa, di lui riusciva solo a dire "è un grande musicista". La sorella, figlia di Ravi e di un'altra donna, Anoushka Shankar, di due anni minore, è anche lei una musicista: "ha un talento raro", dice di lei Jones.
Norah nasce il 30 marzo 1979 a New York City e trascorre la sua adolescenza a Dallas, nella periferia di Gravepine, dove la madre l'aveva portata dall'età di quattro anni. Molto dotata fin da piccola, per sua stessa confessione deve gran parte della sua formazione e del suo ottimo gusto alla madre la quale, int…

Roy Orbison - Mystery Girl (1989)

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di Silvano Bottaro
Roy Orbison, il baritono del rock and roll, l'anima più sensibile. Mystery Girl è l'album postumo di un rocker senza tempo che, dopo timidi tentativi, aveva ritrovato la passione e la voglia di riannodare il filo del suo passato. Aiutato da un pugno di amici musicisti devoti e libero dai vincoli dello show-biz più equivoco, Orbison torna ad occuparsi di sentimenti e storie per cuori spezzati con una grazia musicale immune da qualsiasi fattore temporale. E' un superbo e commovente autoritratto dalle caratteristiche rimaste ferme come per incanto a venti anni prima: rockabilly languido e romantico, melodie toccanti e piene di calore e la solita potente voce che non riesce a invecchiare. Dopo tragedie familiari e difficoltà superate a denti stretti, Roy portava sempre occhialoni scuri per nascondere la tristezza e guardare il mondo in grigio. Mystery Girl è una via d'uscita certa dove ci sono finalmente i colori vividi di una seconda giovinezza. La sua mus…

Pink Floyd

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Pearl Jam - Live At Benaroya Hall (2004)

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Martedi scorso, 26 Giugno, ero allo Stadio Olimpico, che per 3 ore e un quarto è stato il campo di battaglia della loro forza musicale. 36 brani (!!!!) con Eddie Vedder meraviglioso sebbene al 90%, con Matt Cameron che ha cantato per la seconda volta in assoluto Black Diamond dei Kiss, gli assoli infiniti di McCready, persino Stone Gossard ha cantato la dolce Mankind. E poi Imagine da pelle d’oca, Comfortably Numb, Rockin’ In The Free World urlata dallo stadio ben oltre la mezzanotte con le luci accese. Una delle esperienze musicali più incredibili della mia vita, vissuta tra l’altro con una compagnia specialissima che mi ha altrettanto emozionato.  I Pearl Jam, ne ho già parlato, sono una delle più grandi band del rock degli ultimi 25 anni. Gli unici usciti vivi dal grunge, capaci di rinnovarsi, di diventare potenti icone rock. E alcune delle loro caratteristiche si condensano nell’album che ho scelto oggi. Chi li conosce sa che sin dal 2000 è possibile comprare ogni loro esibizione…

Nine Inch Nails

I Nine Inch Nails si formano a Cleveland Ohio, nel 1988, saldamente guidati da Trent Reznor (1965). Questi ha un insospettabile passato da pianista classico e fino all'età di ventitrè anni il suo impiego consiste nel lavorare in uno studio di registrazione di Cleveland. L'esordio arriva con Pretty Hate Machine.
Discografia e Wikipedia

Janis Joplin

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Janis Joplin è nata nella piccola città di Port Arthur, in Texas, dove scopre fin da piccola la cultura degli afroamericani, il jazz e soprattutto il blues, cercando di copiare gli stili di Bessie Smith, Odetta, Leadbelly. Iniziò a cantare nelle coffe-houses delle piccole città del Texas, per approdare quindi in California, innamorata della poesia beat e pronta a sperimentare tutto in prima persona, compresi alcol e droghe. Un suo amico texano tale Chet Helms, le offre un'audizione per una band poco conosciuta, Big Brother & The Holding Company. E' l'inizio di un percorso che porta la band prima a registrare un primo album, poi a salire sul palco di Monterey e quindi a ottenere un contratto con la Columbia per la registrazione del vero album d'esordio, Chip Thrills, nel '68. Il successo fu immediato e travolgente ma non servì a modificare lo stile di vita eccessivo della cantante. La droga e le forti tensioni portarono allo scioglimento della band pochi mesi do…

Brigid Mae Power – Head Above The Water (2020)

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di Gianfranco Marmoro
Ci sono attimi che hanno le sembianze dell'eternità, incontri che cambiano il rapporto con l'arte, fugaci sguardi che svelano più di un intero discorso. Accadde questo il 4 giugno di tre anni fa quando, durante il concerto tenuto al Godot Art Bistrot di Avellino, ho intercettato la potente spiritualità e il delicato misticismo quasi gothic di Brigid Mae Power.
Era già stato amore a prima vista quando le note di "It's Clearing Now" avevano svelato un talento vocale unico, particolare, un incrocio tra Elisabeth Fraser e Mary Margaret O'Hara dal fascino penetrante, perfino disturbante, ma autentico, raro, viscerale. La produzione del musicista e compagno Peter Broderick non provava minimamente ad alterare l'energia e il fragile respiro poetico della musica dell'artista: la natura ancestrale del folk e l'affascinante liturgia pagana degli arrangiamenti erano tutto quello di cui necessitava per mettere in luce il talento di Brigid…

The Lady sings the Blues

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Billie Holiday nasce Eleanor Fagan a Baltimora il 7 aprile del 1915. Il padre, Clarence Holiday, è un suonatore di banjo appena sedicenne e abbandona la famiglia molto presto per seguire le orchestre itineranti con cui suonava. La madre, la tredicenne Sadie Fagan, è ballerina di fila, ma per mantenere la famiglia si impiega presto come domestica a New York. La piccola Eleanor è affidata a una cugina della madre che la tratta duramente.
Subì uno stupro a dieci anni e in seguito dovette evitare diversi altri tentativi di violenza. Ancora bambina, raggiunse la madre a New York, e cominciò a procurarsi da vivere prostituendosi in un bordello clandestino di Harlem. Guadagnava qualche soldo in più lavando gli ingressi delle case del quartiere; non si faceva pagare solo dalla tenutaria del bordello, che in cambio le lasciava ascoltare i dischi di Bessie Smith e Louis Armstrong sul fonografo del salotto. Quando la polizia scoprì il bordello, Billie fu arrestata e condannata a quattro mesi di…

James Elkington - Nowhere Time (2020)

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di Fabio Cerbone
Infinite, e brillanti aggiungerei, sono le vie del nuovo rinascimento folk americano, anche se in questo caso è un espatriato inglese, adottato dalla vicace scena musicale di Chicago, a impartire la lezione. James Elkington si è trasferito dall’altra parte dell’Atlantico da una ventina d’anni e subito si è mischiato con le migliori menti cittadine, avviando una serie di collaborazioni, anche in veste di produttore, che lo hanno reso una presenza importante e un punto di riferimento stilistico. Di lui si ricordano i trascorsi nel progetto The Zincs e le uscite in duo con Nathan Salzburg, ma soprattutto l’opera nell’ombra con Eleventh Dream Day, Tortoise, Jeff Tweedy (Wilco), fino alla regia degli album di Joan Shelley e Nap Eyes.
Un nome più di tutti l’ho lasciato volutamente per ultimo, quello dell’amico, meglio, anima gemella, Steve Gunn, con il quale Elkington condivide una visione e un suono, non a caso essendo parte attiva della band di Gunn, nonché produttore de…

Folk Show: Episode 24

Indigo Girls – Look Long (2020)

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di Marco Frosi
Un nuovo disco delle Indigo Girls si accoglie sempre con piacere, perché il duo di Atlanta ci ha sempre regalato canzoni intense e piacevoli a partire dal primo EP autoprodotto del 1985, fino alla più recente uscita, One Lost Day, che risale a cinque anni fa. A dire il vero, nel 2018 hanno anche pubblicato un CD dal vivo, Live With The University Of Colorado Symphony Orchestra che, a causa di arrangiamenti orchestrali spesso un po’ troppo magniloquenti, non può essere considerato un episodio imprescindibile nella loro discografia. Decisamente meglio ciò che scaturisce da questo ultimo lavoro in studio, Look Long, registrato in gran parte in Inghilterra, nei Real World Studios di Bath con la produzione del loro fedele collaboratore John Reynolds. Amy Ray ed Emily Saliers hanno sempre manifestato personalità ed attitudini molto diverse: voce robusta e propensione per il rock delle radici la prima, timbro limpido e punti di contatto con le grandi protagoniste del folk la s…

Willie Nile

Originario di Buffalo, New York, Willie Nile (1948) va a vivere al Greenwich Village nei primi '70, dopo essersi laureato in filosofia. Suona il piano, la chitarra e scrive poesie. Per diverso tempo si esibisce come folksinger al Kenny's Castaways e in altri club. Nel 1975 si ammala di mononucleosi e per due anni è costretto a rinunciare alla musica.
Discografia e Wikipedia

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