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Slip Away - David Bowie (2002)

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 Peggy se n'era andata da poco, Lexi era appena arrivata. Nel 2001, David Bowie si dibatteva tra i due estremi del dolore e della gioia: la morte della madre, l'arrivo della figlia. Incapace di mettere in relazione due eventi così radicalmente diversi, il Duca Bianco continuava a ripetersi le stesse domande: «Qual è il senso del nostro vagare? Quanto tempo ho ancora da vivere? Chi si occuperà di mia figlia quando non ci sarò più? Che fine hanno fatto le persone che hanno riempito la mia adolescenza?». Negli Allaire Studios vicino a Woodstock era più il tempo che Bowie trascorreva a piangere di quello che impiegava a tentare di scrivere una canzone. A scuoterlo c'erano Tony Visconti, con cui Bowie aveva riallacciato i rapporti (era dai tempi di Scary Monsters che non lavoravano più insieme), e i discografici della Columbia, la sua nuova etichetta dopo che la Emi/Virgin si era rifiutata di pubblicare i nuovi brani, giudicati non all'altezza del passato. (M. Cotto - da Roc...

#197 – respiri

 Ogni respiro ha i suoi dettagli, fatto di profumi, di pieghe, di gioie e dolori. Dettagli minuscoli a volte impercettibili a volte opprimenti. Li stringo forte in un angolo della mente, un modo per catalogarli, estrarli ed ammirarli al momento del bisogno. L’album è pieno di respiri. Catalogati in ordine sparso, uno per ogni emozione, gioia e sofferenza. Uno per ogni momento.

The Delines – The Set Up (2026)

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 di Fabio Piccolino Nella scrittura di Willy Vlautin, principale compositore dei Delines, gli elementi vengono disposti in fila a costruire immagini che danno all’ascoltatore un punto di osservazione, un angolo da inquadrare per potersi calare all’interno di una vicenda, una fotografia nitida di cui non conosce lo sfondo. Racconti che diventano canzoni, dove la musica ha lo scopo di sottolineare, accompagnare e a sua volta descrivere: per questo è impossibile apprezzare i brani della band americana senza tenere in considerazione il legame indissolubile tra musica e letteratura. The Set Up è un album che raccoglie frammenti di vite complicate, marginali, difficili, vicende di disagio sociale prive di riscatto, di imbrogli, di assenza di speranza. Un disco musicalmente affine al precedente Mr Luck & Ms Doom e che, da un punto di vista narrativo, ne rappresenta la continuazione: se nel primo album però il focus era incentrato sulle relazioni, sulla ricerca di una salvezza comune, ...

The Rolling Stones

Biografia I Rolling Stones sono stati e sono tuttora un’autentica pietra miliare nell’evoluzione della musica pop del novecento o più semplicemente la più grande e duratura Rock N’ Roll Band della storia. Il gruppo si forma nei pressi di Londra nell’Aprile del 1962 dall’incontro di Mick Jagger, Keith Richards e Brian Jones ai quali ben presto si aggiunsero Charlie Watts, Bill Wyman e Ian Stewart. Da più di venti anni la band è composta dai già citati Mick Jagger,Keith Richards, Charlie Watts e dall’ex Faces Ronnie Wood membro fisso dal 1976 dopo l’uscita dal gruppo di Mick Taylor. I cinque ragazzi che un giorno sarebbero diventati le mitiche pietre rotolanti erano molto diversi tra loro per provenienza ed estrazione sociale. Lewis Brian Hopkin Jones, nato il 28 febbraio 1942 a Cheltenham nel Glouchestershire, è di origini gallesi e figlio di due insegnanti; Michael Philip Jagger, nato il 26 luglio 1943 a Dartford nel Kent, con il padre insegnante e la madre parrucchiera; Kei...

Warren Zevon - The Wind (2003)

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di Silvano Bottaro Questo è il testamento musicale di Warren, morto poco prima della pubblicazione del disco (24 gennaio 1947 – 7 settembre 2003). Colpito da un male incurabile, il musicista californiano ha voluto a tutti i costi questo album, e se pur stanco, affaticato dalla malattia, ha lavorato duramente con profonda dignità fino alla completa registrazione. Attorniato da un numero incredibile di amici e musicisti, ci ha consegnato uno dei dischi più belli ed ispirati della sua trentennale carriera. A differenza del disco precedente "My Ride's Here" (la malattia lo aveva già minato), un disco decisamente sottotono, questo lavoro si prende decisamente la rivalsa. Zevon ritrova la vitalità e canta come non gli succedeva da molto tempo. Tutti gli ospiti amici e musicisti come: Dwight Yoakam, Don Henley, Ry Cooder e Bruce Springsteen, solo per citarne alcuni, sono parte integrante delle canzoni senza però precluderne l'opera originale di Zevon.      L...

Portishead - Portishead (1997)

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 Alcuni generi musicali sono precisamente legati ad un luogo e ad un periodo. Uno di questi nacque a Bristol tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90: un gruppo di musicisti, produttori, dj ma anche artisti visuali, scrittori, artisti visuali prese a prestito l'arte del sampling dall'hip hop statunitense (cioè il campionamento digitale di fonti sonore eterogenee opportunamente combinate sia da altre canzoni ma anche di suoni naturali, rumori, chiacchierate e così via) e lo mischia con le basi elettroniche, la musica dub, influenze caraibiche, voci spettacolari, atmosfere malinconiche, cupe ma affascinanti. Nasce così il trip hop. E nel 1991 Geoff Barrow, che aveva già collaborato con i primi maestri del genere, Tricky e i Massive Attack come ingegnere del suono junior (ma anche con Neneh Cherry o i Primal Scream), incontra una giovane cantante, Beth Gibbons, a cui si aggiunge, quasi per caso successivamente, un chitarrista di formazione jazz, Adrian Utley. ...

Ólafur Arnalds – Like Gravity (2026)

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  di Silvano Bottaro Like Gravity non è un album nel senso tradizionale, ma un progetto curatoriale e collaborativo: nasce come colonna sonora di un film/documentario sulla collaborazione artistica e raccoglie quindici brani realizzati con vari musicisti della comunità creativa legata ad Arnalds. Il disco si muove nel territorio tipico di Arnalds: pianoforte minimale, archi, elettronica ambient e voci eteree. Ma qui l’elemento centrale è la collaborazione: Bonobo, RY X, Talos, JFDR, Josin, Loreen e altri artisti contribuiscono a creare un mosaico sonoro molto coerente, fatto di brani delicati, sospesi, spesso malinconici. L’ascolto è fluido, cinematografico: più che un album di canzoni sembra una lunga colonna sonora emotiva, costruita su atmosfere e stati d’animo più che su strutture tradizionali. La tracklist è in parte una retrospettiva di collaborazioni passate e in parte una nuova narrazione tematica sulla connessione tra artisti.  Like Gravity è un disco intimo, colletti...

Peter Gabriel - 1 (1977)

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Pink Balloon - Ben Harper (2016)

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 Ben Harper è un poeta semplice che accarezza i suoi abiti quasi ricoperti di sabbia del deserto, quella che ha conosciuto crescendo a Clearmont, California, a un battito di ciglia dal Mojave. Nonno liutaio, nonna chitarrista, padre percussionista, madre cantante: non si può chiedere niente di più alla famiglia. Con la musica nel sangue e sui comodini, Ben è cresciuto ascoltando il grande blues di Robert Johnson e Son House, per poi conoscere le risposte di Dylan che soffiavano nel vento, la slide di Ry Cooder, la foschia color porpora di Hendrix, il reggae giamaicano di Marley. Forte di tanto bagaglio, è partito per il mondo della musica con atteggiamento umile e strumenti acustici, tra cui la mitica Weissenborn, chitarra slide usata negli anni venti. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Torres - Sprinter (2015)

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di Simone Zagari Mackenzie Scott, Torres per gli amici, ha 24 anni, ma sulle spalle già un sontuosissimo debut (l’eponimo Torres) con cui ha contemporaneamente sfiorato il cuore e preso a pugni lo stomaco di molti, me compreso. Una chitarra, la leggenda vuole comprata dai genitori dopo molti sacrifici, e tante cose da dire con una voce tutt’altro che anonima. A distanza di due anni Torres si tinge i capelli di biondo ma la ricetta non cambia, e anzi si conferma pienamente in questo Sprinter grazie anche al contributo di personaggi quali Rob Ellis alla produzione e una band di supporto formata da Ian Oliver (già con PJ Harvey) e Adrian Utley (Portishead). Si parte con Strange Hellos, un inizio che potrebbe richiamare tranquillamente i lavori pregressi, ma che subito svolta in territori più grezzi e schietti: le chitarre sature creano climax, la voce emerge, la batteria si fa metronomo di stop and go che mozzano il fiato; fiato che alla Scott non manca date le grida strazianti i...

E T I C H E T T E

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