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Surfer Blood - 1000 Palms (2015)

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di Daniele Russo Molto probabilmente, se fossi nato in Florida, in particolare a Palm Beach, in questo momento non sarei qui a scrivere né tantomeno passerei il mio tempo a recensire album o a fare musica. Rifacendomi a quell’immaginario collettivo che avvolge quasi tutti noi quando pensiamo alla Florida, a quest’ora sarei uno di quegli studenti dei college americani che abbiamo imparato ad apprezzare nei telefilm: perennemente in costume, con una lattina in mano e sempre pronto a fare surf. Per questo motivo apprezzo molto i Surfer Blood, ma solo per questo. Tre album in cinque anni non sono una cosa da tutti, soprattutto se si è giovani e si viene da Palm Beach! Per non parlare poi del fatto di aver cambiato tre etichette per altrettanti album, insomma: i ragazzi l’impegno ce lo mettono. Solo che, come direbbe la mia professoressa del liceo, “l’impegno non è tutto, ci vuole anche altro”. A cinque anni dal loro debutto, i Surfer tornano con 1000 Palms: un album che cerca di r...

Bruce Cockburne - Breakfast in New Orleans, Dinner in Timbuktu

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San Fermin - Jackrabbit (2015)

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di Lorenzo Righetto Sembrava quasi il frutto di un’accurata ricerca scientifica, l’esordio di un paio di anni fa di Ellis Ludwig-Leone: una miscela dalla composizione studiata nei minimi dettagli ed eseguita mettendo insieme gli ingredienti in modo maniacale, quasi un prodotto di ingegneria genetica della musica popolare contemporanea, il suo compimento evolutivo. Musica popolare e colta, indipendente e mainstream, tutta riunita da un deus ex machina giovane e talentuoso, capace di trascinare e di immaginare un brano da Beyoncé in “Sonsick”, forse il migliore di quell’anno, quanto di farsi cantautore e interprete folk in “Methuselah”. In mezzo tanto i National, Sufjan Stevens, i Dirty Projectors quanto Philip Glass. Forse “era” fin troppo, “San Fermin”: ed è a questo che Ellis ha voluto mettere mano in questo secondo “Jackrabbit”, cercando un’identità sonora, non più mascherando il caos d’idee con un labile concept, come nell’esordio. Così, come nell’artwork, tutto il disco ...

Pino Daniele

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Biografia Pino Daniele, uno dei simboli della musica partenopea e italiana, nasce a Napoli il 19 marzo 1955. Primo di cinque fratelli, si avvicina al mondo della musica molto presto. A soli 14 anni insieme ad altri amici coetanei imbraccia la sua prima chitarra. Fin dai primissimi anni '70, insieme ad altri giovani musicisti emergenti, Pino Daniele segue con passione tutto il panorama musicale dell'epoca, cerca di fondere tra loro diversi generi, diversi suoni che possano creare qualcosa di concreto e nuovo. Dopo aver studiato chitarra prima come autodidatta ed in secondo momento a scuola, comincia ad acquisire esperienza con piccoli gruppi musicali come i "New Jet" formato insieme al suo grande amico Gino Giglio. Il gruppo partecipa a vari eventi musicali di piazza ricevendo i primi consensi di pubblico. Dopo alcuni anni di gavetta e sacrifici, nel 1977 la casa discografica EMI ospita il suo primo disco "Terra mia" che include alcuni brani anco...

Mavis Staples – You Are Not Alone (2010)

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di Silvano Bottaro Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi. Dopo il bellissimo " We’ll Never Turn Back " del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco. Come successe con il disco precedente, anche Jeff Tweedy, estroverso e geniale chitarrista, non impone il suo suono e, come fece Cooder, accompagna solamente la cantante di colore, ricucendole attorno delle sonorità rock e blues per poi intrecciarle alla profonda e bellissima voce gospel della Mavis. A differenza di "We’ll Never Turn Back", dove la Staples recupera brani del periodo della lotta per i diritti civili e i testi parlano di lotta e di emancipazione, in questo suo ultimo lavoro le tredici canzoni si orientano verso un repertorio più classico e sacro. Un disco importante, bello e profondo.  

Alcuni buoni motivi per amare Robert Wyatt

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di Alberto Piccinini Robert Wyatt ha compiuto settant’anni a gennaio duemilaquindici. Il mese scorso ha annunciato in un’intervista di avere smesso con la musica. “Ho pensato che i macchinisti di treno vanno in pensione a 65 anni. Lo farò anch’io. Cinquant’anni passati al posto di guida non sono una cosa da poco e in questo momento a essere onesto sono più interessato alla politica che alla musica”. Lo ha detto con la consueta ironia, macchinista della sedia a rotelle dove sta seduto da quando aveva 28 anni. “Se Dio avesse creato le sedie a rotelle”, recita un’altra sua battuta “le avrebbe presentate come una naturale alternativa alle gambe, nel caso qualcuno avesse voluto scegliere”. A 28 anni Wyatt cadde completamente ubriaco dalla finestra di un primo piano, durante un party londinese (“ho rovinato la festa a tutti”). L’incidente passò agli atti della storia minore del rock. Nella storia maggiore si moriva e ciao, come Jimi Hendrix. Si sorvola spesso sulle circostanze: dep...

Villagers - Darling Arithmetic (2015)

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di Lorenzo Righetto È difficile non pensare al passo evangelico del figliol prodigo nell’ascoltare il terzo disco di Conor O’Brien, per gli ascoltatori Villagers. Che si creda o no, non perché, dopo la bagarre elettronica e sopra le righe di “{Awayland}”, il cantautore irlandese è tornato a una strumentazione quasi del tutto “organica”, ma perché ha ritrovato quel tocco espressivo che sembrava perso, e in così poco tempo – come se Chris Martin avesse scritto “Mylo Xyloto” subito dopo “Parachutes”. Ma il mondo della musica è quasi per tutti accelerato, e così, forse, non è pensabile per un giovane artista ripetere pedissequamente non solo le sonorità, ma anche la scrittura dei pezzi, la cosa forse più personale che un cantautore può avere, da un disco all’altro. In tutto questo, “Darling Arithmetic” è solo apparentemente un ritorno alle origini, perché le atmosfere ma anche i riferimenti non sono gli stessi di “Becoming A Jackal” – semplicemente, non si tratta di un salto pinda...

Radiohead - Ok Computer

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Van Morrison - Duets: Re-Working The Catalogue (2015)

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di Fausto Gori Non è un mistero che i dischi del nuovo millennio, comunque sempre dignitosi, di “Van the Man”, oltre ad un paio di compilations, albums di covers e il nostalgico, storico live di Astral Weeks, siano scivolati progressivamente verso una stanchezza creativa che è andata di pari passo a quella fisica, palesata nei concerti degli ultimi anni (ridotti nei tempi per problemi di voce) e nelle dichiarazioni delle ultime interviste (non riesco più a fare tour, mi stanco troppo). Quindi con queste premesse, arrivato l`annuncio del progetto dei duetti (chiaramente con un occhio rivolto al mercato), pur rappresentando una delle figure più ammirate e rispettate del mondo della musica, il rischio di flop artistico non era poi un`ipotesi così remota. Ma andiamo in ordine. In concomitanza dei suoi settant`anni, in Van Morrison ha prevalso l`esigenza di fermarsi, di tirare le somme, di chiamare a se, dopo aver cullato le precedenti e intense esperienze (su tutti i duetti con John L...

Joe Strummer

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Biografia John Graham Mellor nasce il giorno 21 agosto 1952, ad Ankara (Turchia), città dove il padre lavorava come funzionario del ministero degli esteri britannico. L'attività artistica porterà Joe Strummer ad essere cantante, chitarrista e attore, ma soprattutto sarà ricordato quale leader del gruppo "The Clash", band britannica che ha messo una firma indelebile sulla storia del punk rock. Passa l'infanzia seguendo i trasferimenti del padre che lo conducono in diversi paesi, da Ankara a Il Cairo (Egitto), poi a Città del Messico, Bonn (Germania). Quando ha nove anni la famiglia si trasferisce definitivamente in Inghilterra, vicino Londra. Joe frequenta una scuola privata che non ama per nulla. I suoi momenti di evasione sono legati alla musica, soprattutto apprezza gruppi come Beatles, Rolling Stones e Who. Nel 1970 (Joe ha diciotto anni) la famiglia viva la tragedia del suicidio di David, fratello maggiore di Joe, persona con idee politiche di estrema...

E T I C H E T T E

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