Post

Phosphorescent – C’est La Vie (2018)

Immagine
di Giulia Rossi
«Sono stato ubriaco per dieci anni / pensando che così tutto si sarebbe sistemato / ma queste pietre sono pesanti»: il settimo disco di Matthew Houck, in arte Phosphorescent, nasce da qui, da questi versi di These Rocks, settima traccia di C’est la Vie che arriva a distanza di cinque anni da Muchacho, il disco che lo ha consacrato come un degno erede dei maestri ai quali viene abitualmente associato (Will Oldham, Willie Nelson e Paul Simon). Sul talento di Phosphorescent nessuno ha mai nutrito dubbi, anche ai tempi in cui vendeva soltanto 15.000 copie. I dubbi erano semmai su come avrebbe fatto Matthew Houck, con quel timbro vocale così adatto al folk e al country, e quel buon gusto negli arrangiamenti, a distinguersi da tutto il resto, a sfuggire alla banalità, a darsi una identità precisa. L’impressione è che, a un certo punto, lui per primo se ne sia fregato e che gli sia venuto del tutto naturale scrivere queste nuove canzoni, senza stare per forza dentro certi sch…

Vinicio Capossela, Guida per principianti

Immagine
Qualche anno fa amavo incontrare ragazze che non conoscevo, poi mi è piaciuto più ballare, poi mi è piaciuto l’asfalto, i motel, gli amici, mi è piaciuto soffrire, mi è piaciuto inventare, mi è piaciuto il fascino delle divise. Dopo, hanno iniziato a interessarmi i mostri, la mitologia, la religione, le pietre, il russo, il cinese, gli inni, l’esercito della salvezza, i racconti di natale e la birra in frigo. In questo breve elenco, stilato durante un’intervista strampalata alle Invasioni Barbariche, si può leggere un’introduzione a Vinicio Capossela. Quello che è stato definito da molti, il “Tom Waits italiano”.
Capossela è però qualcosa di molto diverso. Di unico. Dentro il suo mondo c’è spazio (e molto) per l’influenza del maestro di Pomona, ma non solo.
La sua biografia, di pari passo con la sua ricerca musicale, è quella di un vagabondo. Fin da subito vive una situazione paradossale: nasce in Germania da genitori emigrati ma sente la mancanza dei luoghi dei suoi, in Irpinia. Que…

Lars Danielsson & Paolo Fresu – Summerwind (2018)

Immagine
di Danilo Di Termini
Lars Danielsson è un contrabbassista svedese, già leader a metà degli anni ‘80 di un gruppo con Dave Liebman, Bobo Stenson e Jon Christensen e con otto album all’attivo per l’etichetta tedesca con svariati musicisti tra i quali Tigran Hamasyan, Magnus Öström, Arve Henriksen, Nils Petter Molvær. L’idea di affiancargli il ‘nostro’ Paolo Fresu – non nuovo alla formula del duo, basti pensare alle sue collaborazioni con Furio Di Castri, Uri Caine e Ralph Towner – è proprio del produttore della ACT Siggi Loch, l’uomo che nel 1992 decise che la città di Monaco poteva permettersi anche un’altra etichetta jazz oltre all’ECM. Anche se il disco inizia con una superba versione di “Autumn Leaves” questo resta l’unico standard eseguito, non considerando tali né “Sleep Safe And Warm” del compositore polacco Krzysztof Komeda (l'inquietante ninna nanna di “Rosemary’s Baby” che qui ritrova soavità e dolcezza in una versione per flicorno e violoncello), né l’arrangiamento della …

Dave Matthews - The Stone

Immagine

Beck - Sea Change (2002)

Immagine
L'artwork dell'album "Sea Change" del cantautore americano Beck porta la firma dell'artista Jeremy Blake, mentre in fase di design e direzione creativa le firme sono del graphic designer Kevin Reagan e dello stesso Beck. "Se Change" fu lanciato sul mercato con quattro copertine differenti, su tutte il volto in primo piano dell'artista è lo stesso ma cambia la fantasia pittorica realizzata da Blake per ognuna di loro, riuscendo così a dare diverse personalità all'album e stuzzicando fan e collezionisti ad a acquistare più copie.

The Lemonheads - It’s A Shame About Ray (1992)

Immagine
Quando alla fine degli anni ‘80 a Seattle stava nascendo il grunge, sull’altra parte degli Stati Uniti, a Boston, un’intera schiera di band riscriveva, partendo dalla lezione del punk americano (che fu musicalmente molto più interessante di quello europeo) una musica rock venata di pop che prese il nome di bubblegum rock. Tra i massimi esponenti ricordiamo i leggendari Pixies, i Dinosaur Jr, i Throwing Muses e il gruppo capitanato da Evan Dando, i Lemonheads. Dando prese il nome del suo gruppo nato alle superiori da una marca di caramelle, e il giorno dopo il diploma registra con Ben Deily e Jesse Peretz il primo EP, seguito a breve dal primo LP per la Taang!, Hate Your Friends (1987): un hardcore fresco, che si ispira anche ai Ramones e agli Hüsker Dü, e che colora di tinte accese lo spleen giovanile dei testi.  Dando è un vulcano, e si divide con i Blake Babies, altro gruppo bostoniano, dove incontra Juliana Hatfield, che diventerà la sua “fidanzata” (stava scritto proprio così ne…

Nusrat Fateh Ali Khan

Cresciuto a Lyallpur, nella regione del Punjab in Pakistan, Nusrat Fateh Ali Khan (1948 - 1997) nel corso degli anni diviene uno dei più famosi e rispettati messaggeri del qawwali, la musica tradizionale del Pakistan. La sua carriera inizia ufficialmente nel 1973, anno in cui pubblica una serie di dischi e nastri che lo impongono fra le più importanti star del mondo musicale del Medio Oriente.
Discografia e Wikipedia

Arcade Fire - Neon Bible (2007)

Immagine
di Silvano Bottaro
Se il titolo “Neon Bible” e la copertina del Cd possono indirizzarci verso una strada di non facile percorrenza, in realtà la prima sensazione che si percepisce nell’ ascoltare questo nuovo disco dei Arcade Fire è quella di “freschezza”. Dove per freschezza si intende: una musica immediata e vivace.
Neon Bible è il loro secondo disco. Il primo “Funeral” del 2004 riscosse parecchio successo, sia dalla critica sia dall’utenza musicale. E, come succede in questi casi la seconda prova viene sempre attesa al varco: bolla di sapone o reale novità sonora? Direi che è la seconda quella azzeccata.
Gli A.F. hanno voluto prendersi tre anni di tempo, prima di incidere questo bell’album, che viene registrato quasi totalmente in una chiesetta sconsacrata vicino a Montreal (mi ricorda il primo disco dei Cowboy Junkies) mentre per una parte dei cori vanno incidere a Budapest.
L’ambiente in cui si snoda questo capitolo musicale è carico di atmosfere cupe e apocalittiche. Le undici ca…

Jon Licht - Circles

Immagine

R.E.M. - New Adventures In Hi-Fi (1996)

Immagine
La storia musicale di oggi ha una valenza particolare per me che ne scrivo perché è stato questo il primo disco comprato da me allora adolescente in uno dei negozi di dischi più importanti d’Italia. Questo disco è stato un momento di svolta per quella che è stata considerata, nei precedenti 15 anni, il complesso più interessante e di maggior successo del rock indipendente americano, almeno fino all’arrivo del grunge. I R.E.M. (che prendono il nome dall’acronimo del rapid eye movement, la fase del sonno in cui si sogna) nascono ad Athens, in Georgia alla fine degli anni ‘70, quando Bill Berry (batterista), Mike Mills (bassista), Peter Buck (chitarrista) e Micheal Stipe (cantante) amici del liceo, formano il gruppo. Hanno in comune la passione per le melodie anni ‘60, per la musica psichedelica e per il Jingle Jangle alla Byrds.  Iniziano a suonare e subito hanno un certo successo, tanto che Peter Holsapple dei dB’s li aiuta a firmare il primo contratto discografico. Il primo singolo, …

Tim Buckley

Immagine

Joni Mitchell, Guida per principianti

Immagine
Al di là dei generi nei quali si è cimentata, ciò che resta inconfondibile è sempre la sua voce. Chiara, potente, virtuosa, e una delle più influenti del mondo della musica. La grande Joni Mitchell.
Nata in Canada nel 1943, il suo vero nome è Roberta Joan Anderson. Fin da piccola si dedica allo studio del pianoforte. Schubert e Mozart sono due colpi di fulmine. Il canto arriva dopo. Come era successo per Leonard Cohen, la sua passione è la poesia. Il linguaggio più adatto, all’inizio, a raccontare la sua sensibilità. E poi c’è la pittura.
A nove anni, Joni viene colpita dalla poliomielite. “Quel grande dolore mi rese migliore.” L’introspezione e la timidezza di una bambina fragile, fortunatamente incontrano un bravo maestro in grado di prendersene cura. È un insegnante di scuola media. Una figura importantissima per la sua carriera, alla quale Joni dedicherà il suo album di debutto, nel 1968: To Mr Kratzman Who Taught Me To Love Words.
Inizia a frequentare i locali e i festival musi…

Gia Margaret – There’s Always Glimmer (2018)

Immagine
di Federico Piccioni
“There's Always Glimmer”, ossia mezz’ora di musica altrimenti soffiata via dal vento, dispersa chissà dove nelle terre dell’Illinois. Gia Margaret, da Chicago, ha deciso di far ascoltare al mondo questi dodici bozzetti avvolti in una copertina che sembra una tela di Vermeer. La sua musica è anzitutto un volo su una relazione finita. Dodici visioni sentimentalmente post-apocalittiche, talvolta lucide, come quando ripercorre il primo giorno di convivenza insieme (“Smoke”), talvolta meno, come quando le sagome di chi attraversa la luce all’interno degli appartamenti sembrano muoversi come lui (“Figures”). Margaret ricorda e a volte riflette a volte immagina. In quel pianto poco dopo il trasloco, mentre lui è fuori a fumare, c'è il presagio di ciò che sta per succedere, dell’improcrastinabile sgretolarsi di un affetto e dell’inevitabile frantumarsi di un amore.
Se "Smoke" è presagio, "Goodnight" è rivelazione. "Trattienimi quando esage…

Smoke City - Underwater Love

Immagine

Alejandro Escovedo – The Crossing (2018)

Immagine
di Gianfranco Marmoro
Figlio di immigrati messicani di stanza nel Texas, Alejandro Escovedo è una figura leggendaria della musica americana: protagonista della prima ondata punk americana con i Nuns, poi artefice negli anni 80 di due formazioni seminali dell’alternative rock americano (Rank & File, True Believers), infine solista e occasionale collaboratore di Ryan Adams. La sua è una famiglia di musicisti, con quattro fratelli coinvolti in altre band: Mario nella rock band The Dragons, Javier con i punk rocker The Zeros, e i più famosi Coke e Pete Escovedo, percussionisti prima con Santana e poi negli Azteca, non dimenticando la presenza in famiglia della nipote Sheila E.
“The Crossing” è l’ennesima conferma del talento e della sensibilità sociale di Alejandro, alle prese con un imponente concept-album che racconta l’odissea di due giovani emigrati nell’America di oggi. Per raccontare la storia di Diego e Salvo, il musicista americano si è avvalso della band italiana Don Antoni…

Noel Gallagher's High Flying Birds - Who Built The Moon (2017)

Immagine
L'immagine presente sul terzo album di Noel Gallagher's High Flying Birds dal titolo "Who Built The Moon?" pubblicato il 24 novembre 2017 è una rielaborazione di una foto ritagliata da una rivista di National Geographic degli anni 50 scattata a L'Avana. Sull'immagine originale era presente una donna la quale fu sostituita utilizzando come modella la moglie dello stesso Noel, Sara MacDonald ritratta di spalle.

Villagers – The Art Of Pretending To Swim (2018)

Immagine
di Simone Dotto
Quella imboccata da Conor O’ Brien con Darling Arithmetic (2013) e poi estesa anche al repertorio precedente con il consecutivo tour immortalato dal live Where You Been All My Life, sembrava la strada definitiva verso l’età adulta. Soluzioni scarne e acustiche messe lì in bella mostra per esaltare le pieghe più sofferte di un cantautorato di alta fattura e per convalidare una volta per tutte i (lusinghieri) paragoni con Elliott Smith che erano fioccati fin dall’esordio. Eppure l’irlandese pare averci ripensato un’altra volta: la quarta opera in studio pubblicata ancora sotto il monicker The Villagers, gioca dichiaratamente per reazione rispetto alle mosse più recenti. Detta altrimenti, The Art of Pretending to Swim è il momento in cui O’ Brien torna a giocare con la produzione e con gli aspetti più ludici del suo chambre pop. A scanso di equivoci va detto che lo fa bene, forte di una capacità da produttore notevolmente maturata negli anni e di una scrittura pop mai cos…

Jimi Hendrix, l'ultima stella di Woodstock

Immagine
di Alessio Bardelli
Una delle immagini più forti del Festival di Woodstock del 1969 è quella di un chitarrista mancino che suona l’inno americano con la sua Fender Stratocaster. Non a caso la performance di James Marshall Hendrix, noto anche come Jimi Hendrix, rimarrà nella storia.
Dopo tre giorni di musica ininterrotta, che era andata avanti ogni giorno fino a mattina inoltrata, Hendrix si esibì per ultimo, nel quarto giorno, davanti ad un pubblico di circa 30mila spettatori, meno di un decimo di quello che aveva assistito alla lunga maratona di tre giorni. Giacca bianca ornata di pelline, blue jeans, catenine d’oro al collo, e una fascia rossa in testa: è così che Hendrix si presenta al pubblico di Woodstock. Sono le nove del mattino del 18 agosto 1969.
Insieme a lui la Gypsy Sun and Rainbows che, fatta eccezione per il batterista Mitch Mitchell, comprendevano nuovi musicisti e segnavano la rottura di Hendrix con il bassista degli Experience Noel Redding. Al basso troviamo Billy C…

Ben Howard - Old Pine

Immagine

William Fitzsimmons – Mission Bell (2018)

Immagine
di Giovanni Graziano Manca
Una manciata di canzoni ispirate e sofferte compongono quest’ultimo lavoro discografico (il dodicesimo, salvo errori) del cantautore americano William Fitzsimmons. “Mission Bell”, titolo assai significativo per una raccolta di canzoni nata a seguito di vicende personali che hanno lasciano il segno nell’animo dell’autore (Fitzsimmons ha dovuto affrontare la fine improvvisa del suo matrimonio e rimettersi in discussione) contiene dieci splendide songs. Non sembra azzardato pensare che, data la eccellente qualità delle canzoni contenutevi, l’album potrà costituire un punto di riferimento qualitativo all’interno della discografia dell’artista della Pennsylvania. “Non avrei mai voluto fare questo disco”, sostiene Fitzsimmons, “ma è la cosa migliore che abbia mai fatto”. L’allusione alle recenti tormentate vicende personali del cantautore di Pittsburgh appare chiara. Eppure, nonostante l’ascolto di questa manciata di canzoni lasci dentro anche un pò di mestizia, …

Michel Petrucciani

Immagine

Robin Bacior – Light It Moved Me (2018)

Immagine
di Vassilios Karagiannis
Dalla spazialità del violoncello al calore domestico di una band da camera, dai tumulti acquatici del precedente lavoro all'abbagliante energia della luce. Sono elementi primigeni, ma dalla forte carica simbolica, quelli che si danno il passo nei titoli dei lavori di Robin Bacior, elementi che però contengono in tralice molta della poetica che si cela nei dischi dell'autrice, ormai ben più che una promessa. Inserendosi in una cornice apparentemente più dimessa e spartana, che esalta le piccole finezze di scrittura e amplifica la matrice jazz insita nel suo bagaglio espressivo, l'artista firma con “Light It Moved Me” un affresco di quieta ma inesorabile vitalità, una riflessione sul complesso equilibrio tra interiorità e apertura al mondo esterno, con tutta la sottile e dinamica turbolenza che ne deriva. Coloriture folk, sprazzi cameristici, ma soprattutto un'intensità melodica che sa trasparire anche senza particolare enfasi nei volumi e nei t…

La voce indimenticabile di Billie Holiday, la "Lady" del jazz

Immagine
L’autobiografia di Billie Holiday, una delle più grandi artiste jazz di sempre, inizia così:
La mamma e il babbo erano ancora due ragazzi quando si sposarono. Lui aveva diciott’anni, lei sedici, io tre. Un incipit balenante, pungente, inventato. Una delle tante inesattezze profuse nel comunque bellissimo “Lady sings the blues” (“La signora canta il blues”, da noi) in cui il ghostwriter William Dufty raccoglie i ricordi di “Lady Day”.
I genitori non erano così giovani quando nel 1915 nacque Eleanora Fagan—ma pur sempre adolescenti—e non si sarebbero mai sposati. Neanche avrebbero mai vissuto insieme: il padre era un banjoista sempre in giro. La madre, sfrattata dai genitori perché incinta, lasciò spesso la figlia in custodia alla sorellastra mentre andava a lavorare altrove.
La vita di Eleanora fu tribolata fin dalla più tenera età. A undici anni era già comparsa un paio di volte davanti al giudice del tribunale minorile. Non andava mai a scuola. A dieci anni subì uno stupro. Fu data in…

Joe Bonamassa – Redemption (2018)

Immagine
di Sergio Mancuso
Dicono che la via per arrivare in cima sia lunga, se si vuole fare rock & roll. Joe Bonamassa però di strada ne ha già fatta tanta e sono almeno due anni abbondanti che non sbaglia un colpo, consolidando ampiamente il suo posto nell'Olimpo della musica.
"Redemption" raccoglie l'eredità di Blues of Desperation riprendendone sonorità quali la batteria cavernosa e profonda e la voglia di giocare ecletticamente con la chitarra e gli arrangiamenti. Sulle solide basi della musica del Mississipi, del quale il nostro è maestro, il buon Joe erige pareti di suoni e sonorità contingenti creando un album composito, elegante e per nulla scontato.
S'iniza ad alto impatto con "Evil Mama" che nell'intro ricorda "Rock And Roll" dei Led Zeppelin con una batteria di alto spessore e una chitarra che si scatena fin da subito. Senza lasciare nemmeno un secondo all'ascoltatore per ambientarsi, Bonamassa lo assale, travolge e trasporta …

Accadde oggi...

Immagine
1930: Nasce ad Albany, Georgia, USA, Ray Charles Robinson, ovvero Ray Charles, detto "The Genius", cantante soul. Morirà il 10 giugno 2004.
1949: Nasce a Long Branch, New Jersey, USA, Bruce Frederick Joseph Springsteen.
1967: Nasce a Rho (Milano) Cristina Trombini, in arte Cristina Donà, cantautrice.
1970: Nasce a Buffalo, New York, USA, la cantautrice Angela Marie "Ani" DiFranco.
1980: Bob Marley tiene a Pittsburgh il suo ultimo concerto. Morirà l'11 maggio 1981.
Fonte

Amos Lee - Keep It Loose, Keep It Tight

Immagine

U2 - Songs Of Experience (2017)

Immagine
Autore della copertina dell'album "Songs Of Experience" degli U2 pubblicato in tutto il mondo il primo dicembre 2017 è il famoso fotografo Anton Corbijn nella quale ritrae gli attuali figli adolescenti degli U2 presi per la mano, Eli Hewson figlio di Bono e Siam Evans figlia di The Edge. Nei testi dell'album troviamo tutto ciò che la band ha voluto rappresentare in questo lavoro: fragilità, paura della morte, amore, e la voglia incessante di tramandare ai propri figli i propri insegnamenti... L'immagine rappresenta il passaggio di testimone ai propri figli, lasciando a loro di scegliere per la propria vita e battersi per il mondo che vogliono vivere. La foto compariva sullo schermo alla fine di ogni concerto del "The Joshua Tree Tour" portato in giro nel mondo per celebrare i 30 anni dell'album "The Joshua Tree", a partire dalla prima data di Vancouver nel maggio 2017.

Ornette Coleman - The Shape Of Jazz To Come (1959)

Immagine
Per tutta la sua vita, Ornette Coleman ha avuto a che fare con due tipi di ascoltatori ed appassionati: una parte, che negli anni si è sempre più rinforzata, che lo ha considerato un genio. L’altra, all’inizio più numerosa, che lo considerava uno svitato. Proprio svitato lo chiamava Miles Davis, che poi cambiò idea, e leggenda vuole che durante una esibizione in un famoso locale nel 1954, Dizzy Gillespie si piazzò a braccia conserte in piedi dinanzi al suo gruppo ed esclamò:”Ma state facendo sul serio?”.  Ornette Coleman fu così controverso perchè è stato l’inventore del free jazz. Lo fa partendo da un presupposto incontrovertibile: era per abilità un passo indietro ai grandi maestri del sax del suo periodo. Questo però lo costrinse a cercare nuove vie, nuove strade. Nato nel 1930 in Texas, sin da adolescente si innamora del sax e del rhythm’n’blues. Si lega ad una band itinerante come sassofonista, e durante una serata a Baton Rouge il suo sax viene fatto a pezzi da dei tizi ubriach…

Mory Kante

Discendente di una famiglia di musicisti di Kissidougou (1950) è il musicista che ha reso popolare anche in Europa il suono della kora, antico strumento appartenente alla cultura mandinga. Membro di una famiglia composta da musicisti, a soli sette anni viene mandato in Mali a studiare l'arte dei griot.
Discografia e Wikipedia

Bright Eyes - Cassadaga (2007)

Immagine
di Silvano Bottaro
BrightEyes si chiama ConorOberst e ha 27 anni (nel 2007). E’ sulla scena musicale da dieci anni, pubblicando vari EP e poi dal 2005 due dischi. Due album controversi, uno sperimentale “DigitalAsh In A DigitalUrn, e uno tradizionale “I’m WideAwake, It’s Morning”.
Questa terza prova era attesa come una “verifica”. Come fosse a un bivio e dovesse scegliere quale strada intraprendere: ha scelto la seconda, quella meno scoscesa, più sicura e di facile percorrenza, la tradizionale.
Gli aggettivi che vengono subito alla luce nell’ascolto di questo Cassadaga, sono tre: semplice, profondo e maturo.
Cassadaga è la conferma che ConorOberst è un cantautore completo, le sue composizioni lo confermano. Questa sua virata verso il “folk” ha fatto modo di confezionare brani melodici e arrangiati con cura nei minimi particolari, con una strumentazione ricca, con l’aggiunta oltre a suoni tipicamente acustici anche di cori, abbandonando così quei giochi elettronici e psichedelici intrapr…

The Barr Brothers - Beggar in the Morning

Immagine

The Who - Who’s Next (1971)

Immagine
Già scrissi, nei primi tentativi di post musicali, di questo disco leggendario, anni fa: poche righe e poche informazioni. Il motivo per cui ne riscrivo ve lo svelerò alla fine. Inizio però a dire che i The Who sono stati una delle icone più grandi, leggendarie e musicalmente straordinarie del rock del secolo scorso.  Pete Townsend alla chitarra, John Entwistle al basso, Keith Moon alla batteria, Roger Daltrey (che sono in tutte le classifiche dei più grandi dei rispettivi ruoli) alla voce sono la line up mitica che da metà degli anni ‘60 si fa strada fragorosamente nell'affollato panorama della musica popolare inglese.  Grazie a singoli micidiali come I Can’t Explain e la storica e incendiaria My Generation (che contiene il seminale e incendiario verso Spero di morire prima di farmi vecchio) sono già in classifica, e in breve diventano la band dei mods, la subcultura urbana londinese degli amanti degli abiti italiani, delle Vespa e Lambretta (a cui anni dopo dedicheranno lo stor…

Etichette

Mostra di più