Post

Jeff Beck

Biografia Geoffrey Arnold Beck nasce il 24 giugno del 1944 in Inghilterra a Wallington, al numero 206 di Demesne Road, figlio di Arnold ed Ethel. Dopo avere cantato da bambino nel coro della chiesa locale, da adolescente impara a suonare una chitarra presa in prestito, per poi tentare di costruirsi da solo uno strumento tutto suo. Dopo le scuole superiori si iscrive al Wimbledon College of Art; in seguito lavora per breve tempo come decoratore e pittore, per poi dedicarsi alla carriera musicale. Impiegato inizialmente come turnista, effettua la prima registrazione come chitarrista nel 1964 per l'etichetta discografica Parlophone. Negli 1965 Jeff Beck entra a far parte degli Yardbirds, in cerca di un sostituto di Eric Clapton (passato ai John Mayall's Bluesbreakers). Grazie all'ingresso di Beck, gli Yardbirds acquisiscono una certa fama sulla scena del rock della Gran Bretagna; Jeff, inoltre, compare - insieme con Jimmy Page - anche in "Blow-Up", film ...

Eric Clapton - Slowhand (1977)

Immagine
di Silvano Bottaro I settanta furono anni drammatici ma importanti per Clapton. Egli vinse la propria battaglia contro l'eroina e risorse a nuova vita con un album come "461 Ocean Boulevard", scoprendosi, poi, un redditizio hitmaker ed autore di ellepi che - minimo - divennero d'oro, per non dire di platino. "Slowhand" è uno di questi. Il titolo coincide con il nomignolo che gli avevano affibbiato i fans. Da tempo Clapton nutriva una passione speciale per JJ Cale. Almeno dal periodo di “After midnight”, che egli aveva portato in classifica nel ’70. Ed è proprio dall’ascolto della musica di quello schivo e solitario eroe dell’Oklahoma che egli si decide a dare una sterzata alla sua produzione incidendo “461 Ocean Boulevard”. Lo stile diventa leggermente più commerciale, ma mantiene sempre il feeling del blues, pur facendo a meno – talvolta – della sua struttura. Il gruppo che accompagna Clapton è collaudato e sa riservare al leader gli spazi n...

Born to Run

Essere nati con uno strumento e la capacità istintiva di usarlo è una vera fortuna. Ancora oggi invidio Rod Stewart, Bob Seger, Sam Moore e tanti altri che hanno voci eccezionali e sanno cosa farne. I miei difetti vocali mi portarono a concentrarmi sulla scrittura, la conduzione della band, la performance e il modo di cantare. Imparai a brillare in quei settori, come forse non avrei fatto se fossi stato un cantante nato. La mia capacità di reggere tre ore e rotte di spettacolo per quarant’anni come un purosangue – di per sé una dimostrazione del mio timore patologico di non riuscire a fare abbastanza – nasce dalla consapevolezza che, per avere successo, bisogna dare tutto. Spesso l’approvazione del pubblico è inseparabile dalle critiche. Pensa a tutte le voci rock fuori dagli schemi che hanno pubblicato dischi storici e cantano ancora oggi. Poi pensa di rafforzare le altre doti perché non sai mai cosa ti può uscire dal cuore e dalla bocca. — Bruce Springsteen, Born to Run

My Morning Jacket - Z (2005)

Immagine
Ho trovato affascinante scoprire che Jim James (che è il nome d'arte di James Edward Olliges Jr.) prese il nome della sua nuova band scovando un vecchio cappotto che aveva una targhetta cucita sopra, MMJ, My Morning Jacket. All'epoca la fondò per avere un gruppo che facesse, nelle sue intenzioni, musica acustica, rispetto al suo principale, Month of Sundays. Tuttavia la seconda band, fondata con il cugino Johnny Quaid alla chitarra, Tom Blankenship al basso e J. Glenn alla batteria (tutti e tre proveniente da un gruppo emo-punk, dal solare nome di Winter Death Club) in breve tempo diventerà un piccolo culto della musica indipendente mondiale, e con il quarto disco entra di diritto nella lista maggiolina di dischi dal titolo con una sola parola. La band, che suona una musica ricchissima di riverberi e potenza, debutta nel 1999 con The Tennessee Fire: in patria ha un successo minimo, ma per ragioni strane sale altissimo in classifica in Belgio e nei Paesi Bassi, tanto che il grup...

Bob Dylan - Greatest Hits (1966)

Immagine

Richard Thompson - Still (2015)

Immagine
di Salvatore Esposito Figura centrale per la nascita del folk-rock inglese e con alle spalle una discografia ormai corposissima, Richard Thompson, prosegue con entusiasmo e convinzione il proprio percorso artistico, animato da una curiosità febbrile nel ricercare sonorità nuove, dando alle stampe “Still”, disco nato dalla collaborazione artistica con Jeff Tweedy, il quale ne ha curato la produzione. Inciso lo scorso inverno nell’arco di nove giorni presso l’ormai celebre “Loft” di Chicago, fucina creativa dei Wilco, l’album raccoglie dodici brani (a cui si aggiungono i cinque brani inediti dell’Ep “Variations” dell’Edizione Deluxe) che nel loro insieme rappresentano un ulteriore piccola rivoluzione copernicana nella carriera del chitarrista e cantautore inglese, vedendolo rimettersi nuovamente in gioco, dopo la collaborazione con Buddy Miller in “Electric”. Rispetto proprio a quest’ultima la forte personalità di Thompson sembra quasi addomesticarsi nel confronto con Tweedy, e non ...

The Chieftains & Ry Cooder - San Patricio (2010)

Immagine
di Silvano Bottaro Per quanto riguarda la musica popolare, dal 1996 anno di uscita di quel meraviglioso disco che porta il nome di “Buena vista social club” niente è stato pubblicato di così bello e guarda caso anche in quel disco c’era la presenza di Cooder. In realtà non è un caso, nessuno meglio di lui sa raccogliere le radici storico musicali di un popolo. In questo disco il risultato è doppio visto che il suo collaboratore Paddy Moloney (leader dei Chieftains) è altresì un musicista sempre alla ricerca di perle sonore appartenenti al suo popolo d’Irlanda. Due mondi quindi, quello di Ry Cooder e una musica di base messicana e quello dei Chieftains con le loro ballate irlandesi, uniti per raccontare una storia che porta il nome di San Patricio, una guerra avvenuta nel 1846 tra messicani e americani alla quale parteciparono molti irlandesi. Il disco, che i due musicisti poco più che sessantenni hanno inciso, comprende diciannove brani. Tutte le canzoni sono ricche di sonorit...

Outsiders

Immagine
di Ernesto Assante L’artista, quello vero, non dovrebbe preoccuparsi d’altro che essere se stesso, di cantare e suonare quel che vuole, in barba alle classifiche, alle mode e, estremizzando, persino al pubblico. Negli ultimi anni, di certo negli ultimi venti anni, la parola artista è stata usata spesso a sproposito, nel campo della musica popolare. Tutti quelli che cantano e registrano musica su dischi o mp3 vengono, indistintamente, chiamati artisti, al di la delle motivazioni che li spingono a cantare, suonare o registrare musica. E’ artista l’intrattenitore, è artista il cantante, è artista il musicista, che invece andrebbero chiamati con i loro nomi, intrattenitori, musicisti e cantanti, professioni meravigliose, stimabili, essenziali per la nostra vita, e che possono consentire a chi le pratica di trasformarsi in artisti. Artista è il conduttore televisivo, artista è la soubrette che balla seminuda, artista è il rapper che maltratta le donne a parole e nei fatti, artista è il ...

Neil Young + Promise Of The Real - The Monsanto Years (2015)

Immagine
di Paolo Carù Preceduto da feroci critiche ma anche da recensioni positive, il nuovo album di Neil Young non è certo un disco da buttare. L’inglese Mojo, che dà quattro stelle a cani e porci, gli affibbia uno striminzito due e mezzo, altri addirittura due stelle. Onestamente, dopo averlo ascoltato abbastanza velocemente (ne siamo venuti in possesso quando il numero di Luglio era già chiuso), non possiamo definire questo disco brutto, assolutamente no. Ci sono almeno quattro canzoni sopra la media, quindi belle e, anche se qualcuna ha un titolo bizzarro (su tutte A Rock Star Bucks A Coffee Shop) il mio giudizio è decisamente positivo. Neil Young è il solito treno in corsa. Se ne sbatte altamente e va contro tutti: media, corporation, la compagnia agrochimica Monsanto (che opera con biotecnologie agrarie e che, a detta di molti, sta rovinando l’America con gli OGM), Starbucks, Chevron, Wallmart. E, almeno a livello personale, non sono proprio in disaccordo con Young. Wallmart, a...

Deep Purple - In Rock (1970)

Immagine

E T I C H E T T E

Mostra di più