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Creedence Clearwater Revival

Biografia Il trio originario, The Blue Velvets, costituito da John Fogerty, Cook e Clifford, si forma nel 1959 a El Cerrito, California. Reclutato Tom Fogerty, a metà degli anni ‘60 la band firma per la Fantasy Records, che cambia il nome del gruppo in The Golliwogs, con riferimento a Golliwog, un pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Vengono pubblicati sette singoli, tra cui Brown Eyed Girl, che tuttavia non ricevono alcuna attenzione da parte del pubblico. Nel 1967 la band cambia nome in Creedence Clearwater Revival. John Fogerty diventa il vero leader del gruppo, scrivendo la maggior parte delle musiche e dei testi. L’album omonimo d’esordio, in cui spiccano Susie Q e la ben nota I Put a Spell on You riceve un’ottima risposta commerciale. Nel 1969 esce “Bayou Country”, che delinea l’originale genere dei Creedence: un solido swamp rock che affonda le radici nel country e nel blues. Con i due album successivi, “Green River” e “Willy and the Poorboys” (Bad Moon Risi...

Roky Erickson with Okkervil River - True Love Cast All Evil (2010)

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di Silvano Bottaro Prosegue bene quest’annata musicale con Roky Erickson che insieme alla band texana degli Okkervil River pubblica "True Love Cast Out All Evil" disco che arriva dopo quindici anni da “All That May Do My Rhyme”. Per la comprensione dell’uomo e del disco è utile tenere presente che la vita di Erickson è stata particolarmente segnata da una serie di vicissitudini.  La lista è lunga, Roky, infatti, ha avuto problemi con la giustizia e la droga nei tempi passati e con la schizofrenia in tempi recenti. Ora completamente ristabilito e grazie a certi contatti: Will Sheff e Andrew Savage, manager degli Okkervil River, è ritornato in auge con questo nuovo album. Il disco è un’autobiografia in musica. Il male, la tristezza, la morte ma anche l’amore, la speranza la spiritualità sono i temi di cui parlano i testi delle sue canzoni. Dodici brani estremamente coraggiosi dove il nostro sessantatreenne cantautore mette a nudo tutta la sua vita. La sua voce intensa...

Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard (1974)

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 Qualche anno fa, in una intervista, disse che in fin dei conti fu un disastro personale che, poco più che ventenne, il suo nome fosse apparito sui muri di Londra ai tempi dei Cream in questo modo: Clapton Is God. Eric Clapton è uno dei più leggendari chitarristi di tutti i tempi. Al titolo ha contribuito, oltre che la sua maestria assoluta, anche una vita fatta di alti e bassi, spesso proiettata all'auto-distruzione. Ed è proprio da uno dei periodi più complicati e difficile che Clapton esce nel 1973. Sono passati solo tre anni dal suo esordio solista, dopo lo scioglimento dei Cream (omonimo Eric Clapton, 1970) e il suo ingresso in quella meteora luminosissima che furono Derek & The Dominoes, che regalarono alla musica Layla & Other Assorted Love Songs (stesso anno, 1970). Da quel momento, una discesa rovinosa nelle dipendenze, soprattutto alcool ed eroina: supportato da un gruppo di amici storici, tra cui anche immensi musicisti (e lo si scoprirà tra poco) riesce a disint...

The Weather Station - Loyalty (2015)

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di Gianfranco Marmoro Che il profilo artistico di Tamara Lindeman fosse pregevole lo si capiva gia dalle buone frequentazioni della musicista canadese, le sue apparizioni negli album di Will Stratton e Barzin avevano stimolato l’attenzione di critica e pubblico, mettendo in luce un talento maturo e una ispirazione cristallina. The Weather Station sono la sua creatura discografica, dove si alternano amici e collaboratori diversi. Per il terzo capitolo, “Loyalty”, l’artista ha chiamato al suo fianco Afie Jurvanen e Robbie Lackritz (produttore gia di Feist), e ha scelto gli studi francesi La Frette per realizzare il suo album più intenso e ambizioso. Ispirato dall’arte di Mary Pratt, celebre per i suoi dettagliati e iper-realistici quadri di vita domestica, il nuovo progetto mette insieme una serie di canzoni simili a cristalli di ghiaccio che si sciolgono lentamente col tepore della voce di Tamara, sempre più simile a un sussurro o a un respiro, smuovendo i pensieri più recondit...

Pink Floyd - Meddle

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Across The Borderline - Ry Cooder (1987)

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 Tra gli artisti più geniali ed eclettici che gli Stati Uniti abbiano espresso negli ultimi decenni, Ryland Peter Cooder da Santa Monica ha saputo fondere le innumerevoli tradizioni musicali della sua terra in uno stile originale e delizioso, in grado di farsi continuatore dei suoni dei padri e al contempo pietra di paragone per nuovi percorsi. Quando aveva soltanto 13 anni, avvicinava timidamente i cantanti blues o i maestri della chitarra fingerpicking per carpirne i segreti. «Ogni volta che arrivava in città un buon musicista, compravo un biglietto di prima fila e non staccavo gli occhi dallo strumento. L'indomani andavo a bussare alla sua camera d'albergo, gli mettevo in mano un biglietto da cinque dollari e lo pregavo di suonare davanti a me. Un mese dopo ero in grado di applicare il suo metodo, anche se, naturalmente, con molta meno maestria». A 16 anni, alcuni amici che si trovavano in un covo di musica folk lo costrinsero a salire sul palco a suonare. Il giovane Cooder,...

Dwight Yoakam - Second Hand Heart (2015)

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di Nicola Gervasini Ha ormai ritmi da scafato veterano che non deve più dimostrare nulla a nessuno la produzione discografica di Dwight Yoakam, incontrastato re della country music che conta in termini qualitativi (sebbene anche come vendite il nostro spesso compete con le big star più commerciali di Nashville, come ad esempio quell'Eric Church che lui stesso ha appena seguito come spalla in un lungo tour). Second Hand Heart arriva tre anni dopo 3 Pears, che già chiudeva un lunghissimo periodo di silenzio, portandoci quaranta minuti di puro Yoakam-sound, dopo le piccole deviazioni pop imposte dalla produzione di Beck nel lavoro precedente. Qui invece è impossibile ravvisare grandi novità nel sound , forse solo più rock-oriented del solito, ma senza dubbio siamo di fronte ad uno degli episodi più freschi, energici e pienamente riusciti della sua carriera. Yoakam non lesina sudore, sia quando lascia le chitarre a briglia sciolta per esaltare l'impatto di un brano perfett...

Banco del Mutuo Soccorso

Biografia Il Banco del Mutuo Soccorso, o semplicemente Banco, è un gruppo rock di Roma fondato nel 1969 e tutt’ora in attività. Insieme alla Premiata Forneria Marconi e Le Orme è l’esempio più rappresentativo e noto, anche all’estero, di rock progressivo italiano. La storia del “Banco” ha inizio negli ultimi mesi del 1968, quando il diciassettenne Vittorio Nocenzi, enfant-prodige delle tastiere, riesce ad ottenere un’audizione presso l’importante etichetta “RCA”, forte della raccomandazione di Gabriella Ferri, per la quale aveva già musicati alcuni brani. Le case discografiche erano, in quegli anni, poco propense a promuovere strumentisti solisti e la leggenda narra che Nocenzi avesse “millantato” l’esistenza di un non meglio precisato gruppo da lui capeggiato. Si trovò, quindi, nella condizione di allestire in tutta fretta una formazione musicale per presentarsi all’audizione. All’uopo reclutò parenti e amici in grado di “reggere uno strumento” ed inventò l’appellativo di “Ba...

Laurie Anderson - Strange Angels (1989)

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di Silvano Bottaro Strange Angels fu fonte generosa di mille sorprese che, alcuni delusero ed altri fecero saltare di gioia. Ma cosa combinò la nostra per suscitare reazioni così contrastanti? Semplice: si è ingeniata a costruire dieci meravigliose canzoni (pop)olari. Chi ha storto il naso ascoltando "Language is a virus" farà meglio a tapparsi ora i canali auricolari: non più il gelido (splendido) esotismo tecnologico di "Mr Heartbreak", ma un linguaggio sonoro diverso, più caldo, immediato, che parla in egual misura all'intelligenza e al cuore. Nessun taglio netto con il passato: la Anderson di oggi (1989) è la stessa di sempre, solo discorre con maggior semplicità, con dolcezza e malinconia. Accarezza le tradizioni musicali del centro e del sud America, le culla con sguardo ironico (ma non cinico), le riveste d'eleganza europea e ce le porge cantando con grazie inaudita. Si Laurie canta e lo fa divinamente, abbandonandosi senza freni ad un'ondat...

Sufjan Stevens - Illinois (2005)

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 Quante volte associamo la musica a certi luoghi, per esperienze, per persone, per sentimenti, per viaggi. Questo pensiero mi è venuto in mente qualche settimana fa e ho pensato di dedicare i dischi di Ottobre a dei luoghi, in dischi particolari e spesso poco conosciuti. Inizio con un ragazzo cresciuto nel Michigan dal nome persiano, Sufjan Stevens, nome scelto dal fondatore della dottrina Subud ai quali i genitori aderivano (Subud è un movimento di origine indonesiana di tipo filosofico-spirituale a cui i genitori aderivano, come Roger McGuinn e parte della famiglia delle attrici Arquette). Stevens sin da subito svela una particoalre predisposizione alla musica, imparando a suonare diversi strumenti e sviluppando una naturale predisposizione al canto: collabora con due piccole band locali, i Marzuki, una folk band di Holland, per poi passare ai Danielson Famile, dove suona diversi strumenti musicali. Ha 25 anni nel 2000 quando esordì da solista, con l'album A Sun Came, autoprodott...

E T I C H E T T E

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