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Ella Fitzgerald, Guida per principianti

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Oltre 100 milioni di dischi venduti. 59 anni di carriera. 250 album. 13 Grammy Awards. Oltre cinque minuti consecutivi di scat. Sono questi i numeri stupefacenti di un’artista straordinaria che ha scritto delle pagine indimenticabili della storia della musica jazz e non solo. Ella Fitzgerald è una delle cantanti più conosciute al mondo che seppe sfruttare al massimo le capacità delle sue corde vocali utilizzandole come se stesse pizzicando le corde di uno strumento. E’ nota per le sue abilità di scat (improvvisazione di fraseggi musicali pronunciando parole senza significato reale): poteva andare avanti per vari minuti, anche oltre 5, senza essere mai banale e coinvolgendo con suoni sorprendenti. La tecnica venne utilizzata da grandi come Louis Armostrong e Dizzie Gillespie. Nacque nel 1917 in Virginia e trascorse tutta l’infanzia in orfanotrofio. Il debutto avvenne a 17 anni. Sfumato il sogno da ballerina, il canto arrivò per caso dopo una deludente performance di...

Neil Young - Le Noise (2010)

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di Silvano Bottaro Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista. Non è un’opera semplice, ovvia, "La Noise", ci sono otto brani, di cui due ballate e per l’esattezza; Love and War e The Hitchhiker, canzoni acustiche di rara bellezza, e altre sei decisamente elettriche, molto elettriche! Il disco è un fiume in piena, i suoni trasmettono la rabbia, la passione e l’amore di Neil per la vita. A voler marcare ancor di più questi sentimenti, Young scaraventa sulla sua chitarra tutta l’energia possibile, come voler raggiungere il più profondo, come volesse solleticare le viscere di ognuno di noi, il fatto è che ci riesce e ci riesce anche ben...

La jungle music di Bo Diddley

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di Gianni Lucini Il ragazzo di strada e la “musica del diavolo” Sono i nuovi genitori ad assecondare la sua passione per la musica indirizzandolo allo studio del violino. Il giovane Elias si ritrova così a suonare nell’orchestra della chiesa battista Ebenezer. Con lui c’è un altro ragazzo che si chiama Leroy Jenkins e che diventerà un grande del jazz nell’Art Ensemble of Chicago. In quel periodo non è proprio un angioletto tutto casa e chiesa. La strada è la sua vera dimora. Inizia anche a praticare con una certa regolarità il pugilato e sempre più spesso, lasciato a casa il violino, si esibisce con una chitarra agli angoli della strada per raccogliere qualche soldo. Gli amici cominciano a chiamarlo Bo Diddley, un soprannome che gli resterà appiccicato per sempre e di cui lui stesso confesserà di ignorare l’origine. La svolta del ragazzo sul piano esistenziale non piace né alla madre adottiva né agli zii, che erano predicatori e diaconi e consideravano il blues “musica del dia...

My Bloody Valentine - Loveless (1991)

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Chiudo la serie novembrina degli album assurdi con una perla degli anni 90, precisamente del 1991, uno degli anni di grazia della musica rock. Questo disco fu un'uscita che spiazzò davvero tantissimi, venendo considerato uno dei lavori più strani, allucinati e particolari, ma non per questo meno potente e rivoluzionario per la storia del rock. La storia di oggi inizia in Irlanda nei primi anni degli anni '80 e buona parte della propria particolarità ruota tutto intorno all’estro creativo, ma estremamente lunatico, di Kevin Shields, che forma il primo gruppo con il batterista Colm O'Ciosoig. Nella prima formazione c’era il cantante Dave Conway e la tastierista Tina, e con la formazione a quattro registrano qualche canzone noise-punk, con venature pop, nella prima metà degli anni ’80. Scelgono come nome il titolo di un film horror inglese, My Bloody Valentine, in italiano Il Giorno di San Valentino, diretto nel 1981 da George Mihalka, film tra l'altro tra i preferiti di Q...

R.E.M. - New Adventures In Hi - Fi

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Dedalus - Materiale Per Tre Esecutori e Nastro Magnetico (1974)

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  Le lezioni davisiane della "mescolanza" dei generi musicali ebbero proseliti ovunque, nonostante le critiche del jazz che quella non fosse più musica di quel genere, ma un'altra cosa. Uno dei posti dove quelle lezioni ebbero presa maggiore, e mi permetto di dire con risultati davvero eccellenti, fu proprio l'Italia. Sull'onda del progressive, che come gli estimatori sanno nel Belpaese ebbe una delle sue dimensioni più spettacolari e convincenti, il calderone del "jazz rock" produsse cose meravigliose: ricordo tra i tanti i mitici Perigeo, una delle band più sublimi della musica italiana; gli Arti E Mestieri, il cui esordio, Tilt (immagini Per Un Orecchio) del 1974 (con la iconica copertina con l'imbuto) è uno dei dischi jazz rock più belli in assoluto; i Napoli Centrale del commiato James Senese e per una volta anche gruppi del Sud Italia, come i bravissimi Baricentro dei fratelli Moncuzzi o gli Etna, di cui parlai anche in questa rubrica.  Il grup...

Johnny Cash, Guida per principianti

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Voce baritonale, stile cupo e profondo, il Man in black della musica è uno di quegli artisti che ha saputo destreggiarsi con stile tra i vari generi musicali definendo una personalità unica che l’ha reso famoso e speciale in tutto il mondo. Stiamo parlando di John Ray Cash, meglio conosciuto come Jonny Cash. Chi era Nato nel 1932, Cash ha conosciuto la povertà e la fatica. Figlio di contadini dell’Arkansas, sin da bambino aiutò i suoi genitori nei campi di cotone. Si avvicinò alla musica in tenera età frequentando i cori della chiesa, ma il suo amore per il country nacque ascoltando le trasmissioni radiofoniche degli anni ’40. Lo studio da autodidatta della chitarra avvenne durante il suo periodo nell’esercito. Ottenne il primo contratto discografico intorno al 1955 sotto l’etichetta Sun Records. Nella sua vita ebbe due grandi amori Vivian Liberto, prima moglie, e June Carter che sposò nel 1968 restando con lei fino alla fine dei giorni. L’esistenza di Cash ...

Violent Femmes - 3 (1989)

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di Silvano Bottaro Dopo due anni di silenzio, l'esperimento di Gano con i Mercy Seat, dopo il solo di Brian Ritchie, dopo che voci della stampa americana li davano per defunti, i Violent Femmes escono con questo disco che porta il nome di "3". In realtà questo è il loro quarto disco, ma Gano e co. contorti come al solito, hanno voluto divertirsi con la matematica. Gano è tornato in gran forma, compone bene, e la band lo segue a menadito, colorando le sue canzoni con argute sonorità, talvolta grezze e dure come la roccia, talvolta raffinate e circonstanziali. Avevano inciso tre dischi, belli, il primo addirittura è un capolavoro (Omonimo del 1982), con quel suono spartano, elettroacustico, duro, quasi feroce, il secondo ed il terzo più studiati, curati, quasi levigati, ma taglienti come una lama affilata. "3" ha forza ed impeto, non è un disco facile, non piace al primo ascolto anzi, ne ha bisogno di diversi, ci sono degli accenni free, grazie all...

Solo il punk ci salverà

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di Imma I. Quarant’anni di Punk 77. Perché questo periodo storico potrebbe essere proficuo per la nascita di nuovi generi musicali, nuove sperimentazioni in campo artistico e della moda? Scopriamolo insieme Era il 1977, quando uscirono alcuni degli album più importanti per il mondo della discografia, soprattutto per il punk, 14 per la precisione e tutti di fila. Inutile ricordarvi che quegli anni da un punto di vista musicale sono stati prolifici non solo per questo genere musicale, potremmo soffermarci per ore su tutti gli album usciti in quel periodo, ma in questo articolo voglio parlarvi nello specifico del Punk 77. Ho cercato di indicare gli album che hanno segnato il punto di svolta per questo genere musicale e ne ho trovati 14, che vi riporto di seguito: Richard Hell & The Voidoids con il loro “Blank Generation”, I Television con “Marquee Moon”, I Wire con “Pink Flag”, I Sex Pistols con il loro “Never Mind the Bollocks here’s the Sex Pistols”, I Clash con “Th...

Pere Ubu - The Modern Dance (1978)

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  L'intento dei dischi di Novembre non è semplicemente quello di raccontarvi dei dischi "strani", ma di raccontarvi dei dischi strani che musicalmente hanno avuto un impatto dirompente nella storia della musica, almeno dal punto di vista qualitativo. Per questo motivo non saranno dei nostri i "leggendari" Hatebeak, band death metal statunitense che ha in formazione un pappagallo, Waldo, per le parti vocali e che si prefigge di suonare qualcosa che assomigli "ad un martello penumatico in un compattatore"; ma ci sono questi di oggi, una delle più grandi band del rock alternativo degli ultimi 50 anni. Tutto incomincia a Cleveland nel 1975, che probabilmente non era il posto migliore che si potesse immaginare sulla Terra: in una realtà "inquinata e innaturale" (che in verità segnerà molto la creatività dei nostri) due ragazzi che vorrebbero fare i giornalisti, David Thomas e Peter Laughner, avevano già una band, i Rocket From The Tombs, formazion...

E T I C H E T T E

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