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Creep - Radiohead (1993)

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Un gruppo che suona a tratti come i Pink Floyd, che ha vocalità che ricordano a volte gli U2, la malinconia di fondo di Morrissey e Cobain, la predilezione per testi obliqui e mai immediati tipica di Michael Stipe, la grandiosa capacità di firmare melodie pop propria di Elvis Costello, il gusto di intorpidire le acque che riconosciamo in John Cale. Questo diceva la stampa britannica dopo aver scoperto i Radiohead, cosa che avvenne non quando uscì quello che poi sarebbe diventato un classico, il primo singolo Creep, ma quando Michael Stipe, durane il tour in cui i Radiohead aprivano per i R. E. M., disse una sera dal palco: "I Radiohead sono così bravi che mi fanno paura" (M. Cotto - da Rock Therapy) 

Caveman - Caveman (2013)

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di Silvano Bottaro Là, da qualche parte nella sconfinata metropoli chiamata New York City, incontriamo la musica di "Caveman", secondo disco del quintetto omonimo, bellissimo intreccio fra voce di intensità emozionale  e un tappeto sonoro le cui trame sono tese dagli efficaci e raffinati interventi delle chitarre e dal resto degli strumenti.  A differenza del loro primo sottovalutato album "Coco Beware" del 2011, disco con sfumature "folkeggianti", "Caveman" si sposta verso sonorità più indie-rock convincendo e dimostrando una maturità, per quanto ancora in fase di ossatura, molto più marcata. Gli uomini delle caverne non si sono ancora costruiti un vero e proprio "marchio estetico" ma la buona volontà è evidente nelle undici canzoni che compongono il disco. I brani sono ricchi di armonie chitarristiche a volte lente e caratterizzate da atmosfere malinconiche, a volte forti in un crescere lucido e lamentoso.  L'album è

Lost in Transmission No. 80

Vieux Farka Touré et Khruangbin - Ali (2022)

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di Lino Brunetti  Bisogna proprio ammettere che la musica dei texani Khruangbin, apparentemente unidirezionale e un po’ monocorde (non necessariamente una critica, in questo caso), questo nonostante il vastissimo spettro d’influenze, ben si presta a mettersi al servizio o quantomeno ad interagire con musiche diverse dalla loro. Lo abbiamo visto di recente coi due EP messi a punto col conterraneo soul singer Leon Bridges, lo notiamo oggi con quest’album registrato col musicista maliano Vieux Farka Touré, cantante e chitarrista autore negli ultimi quindici anni di diversi album, l’ultimo, Les Racines, uscito pochissimo tempo fa su World Circuit. Registrato tra il 2019 e il 2021, Ali è chiaramente un omaggio all’arte e alla musica di Ali Farka Touré, che di Vieux fu il padre. Per farlo, il musicista si è immerso nel catalogo dell’importante genitore, attingendo sia tra quelle che possono essere considerate le vette del suo repertorio, che da alcune B-sides, evitando così l’effetto “greate

10.000 Maniacs

Formazione americana di folk rock nata intorno al 1981 a Jamestown, nel nord dello Stato di New York, i 10.000 Maniacs all'inizio sono un quartetto con la cantante Natalie Merchant (1963) Jerome Augustyniak, Robert Buck e John Lombardo e un suono fortemente influenzato da certe band inglesi del dopo punk (Gang Of Four, Joy Divison). Poi il gruppo amplia organico con l'ingresso di Steven Gustafson e Dennis Drew e immette elementi di country, folk, pop rock, ma anche di musica caraibica e reggae. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #13

 La riscoperta delle radici  Tra il 1967 e il 1968 il sogno del flower power e le spinte utopistiche dell’ala controculturale americana si sono infrante contro la dura realtà: con la psichedelia ormai ridotta a fenomeno commerciale e la sbornia delle mille sperimentazioni e novità degli anni ’60 ancora da smaltire, molti artisti decidono di ricondurre il rock alle sue rassicuranti origini. In un processo che comincia alla fine degli anni ’60 e che tende a consolidarsi sempre di più nei ‘70 la musica rock americana torna a bagnarsi nelle acque calde del country, del folk Appalachiano, del primo blues, del gospel. Il primo è Bob Dylan nel 1967 con “John Wesley Harding”, seguono a ruota tutti gli altri: dai Beau Brummels ai Grateful Dead, gran parte dei gruppi americani centrali degli anni ’60 riscoprono il piacere senza tempo del country. L’invenzione del country-rock va però attribuita fondamentalmente ai Byrds di “Sweetheart of the Rodeo” (1968), alla regia il nuovo frontman Gram Parso

Mad Season - Above (1995)

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La morte di Cobain fu lo spartiacque del movimento grunge. Per alcuni ne sancì la tragica fine. Nonostante l’evento colossale, era impossibile fermare l’onda musicale che si portava appresso, e se proprio vogliamo cercare un evento o degli eventi simbolo che ne sanciscono la fine, dobbiamo forse arrivare al 1996, quando i Soundgarden si sciolgono dopo il non eccezionale Down On The Upside, gli Alice In Chains suonano acustici all’MTV Unplugged e i Pearl Jam con No Code vogliono ormai far vedere che quell’etichetta grunge sta a loro stretta. Rimane un anno, il 1995, in cui escono due grandi album che per me sono l’estrema variante del Seattle sound: uno è un disco formidabile, uno dei più belli degli anni ‘90, ed è Mellon Collie And The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins (addirittura doppio, che esce nell’ottobre del 1995) e il disco di oggi, di un nuovo supergruppo, che nasce a Seattle con un preciso intento: evitare che qualcun altro faccia la fine di Cobain. Mike McCready, il f

Life Uncommon - Jewel (1998)

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Nascere con una predestinazione, con i nomi della vita cuciti addosso. Jewel, ovvero il gioiello, il talismano per una storia di valore, il passaporto per il domani. Entra nel mondo per la vita più fredda, l'Alaska. La cittadina natale di poche anime stretta tra i ghiacci si chiama Homer, un altro nome importante perché evoca viaggi omerici ricerche, odissee, magari anche solo per poter ritornare un giorno a Itaca e a raccontare di fortune lontane. C'è genialità e follia (il cui confine è spesso invisibile) nel sangue di famiglia.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

28 settembre

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Alla domanda “Signor Davis, lei cosa ha fatto della sua vita?”, rispose serafico: “Beh, ho cambiato la storia della musica. 5 o 6 volte”. Il 28 Settembre di trenta anni fa si spegneva  la luce di uno dei personaggi culturalmente più influenti del ‘900: Miles Davis. Uno che non ha mai avuto paura di cambiare, fulcro di ogni rivoluzione del jazz. Uomo scontroso, carismatico come nessuno mai, dallo sguardo magnetico, dalla voce roca e dalla pronuncia a volte incomprensibile. Rockstar prima di ogni rockstar. La sua tromba è stata l’estensione della sua magia musicale, che sia il be-bop, il cool jazz, la rivoluzione modale, la fusion, il jazz rock. Lui c’è stato sempre.  Diceva:” Devi imparare alla perfezione le 400 note che puoi suonare, e trovare le 4 che ti fanno suonare bene”. Un Mito, poco altro da aggiungere. Ciao Miles 

Crosby, Still, Nash & Young - 4 Way Street (1971)

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di Silvano Bottaro Non è mai stato un disco vero e proprio, ma una sorta di esame collettivo: una seduta di psicanalisi di gruppo alla quale ogni ascoltatore (milioni e milioni) ha dato il suo contributo di "sangue, sudore e lacrime" percorrendo migliaia di volte i solchi del suo vinile, come se lungo il tragitto, spigolando tra " Triad " e " Ohio ", Cowgirl in the sand " e " On the way home ", avesse perso le chiavi di casa. All'interno di 4 Way Street si poteva sfogliare il libro delle speranze. Ma letto nel maggio del '71 (il disco uscì il 12 del mese, a un anno esatto da Dèja vu ), quel libro sembrava già il libro delle illusioni: dalla persuasione allo sconforto la " Caravan of dreams " di Woodstock impiegò poco più di un anno e mezzo. Gli stessi argomenti, a obbiettivo mancato, suonavano decisamente più agghiaccianti. Ma probabilmente ancora più veri. Proprio per il fatto che non poteva più cambiare niente (e f

Lost in Transmission No. 79

AA.VV. - Singles (O.S.T.) (1992)

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Nel 1992 il grunge era il genere musicale ed estetico imperante nell’universo della musica pop. Qualcuno dall’occhio lungo se ne accorse per tempo e proprio a metà del 1992 mandò nelle sale cinematografiche un film girato a Seattle in cui non solo il mondo delle band della città è lo sfondo alle dinamiche dei protagonisti, ma addirittura alcuni dei nuovi eroi fanno dei piccoli cameo. Cameron Crowe è stato prima che un grande regista un giornalista musicale prodigio: a 15 anni scrive recensioni per riviste come Creem e Playboy, a 16 diviene firma del magazine Rolling Stone, che lo manda ad intervistare gente del calibro di Dylan o Neil Young. È anche appassionato di scrittura e il suo primo romanzo Fast Times At Ridgemont High (in italiano Fuori Di Testa e che vede il debutto di tre futuri premi Oscar, Sean Penn, Nicholas Cage e Forest Whitaker) si trasforma in un film scritto e diretto da Crowe. Arriveranno poi alcuni titoli fortunatissimi, come Non Per soldi… Ma Per Amore (titolo orig

The Temptations

Uno dei migliori gruppi vocali di sempre, probabilmente il più grande dalla metà degli anni '60 ai primi '70. Due amici Eddie Kendricks (1939 - 1992) e Paul Williams (1939 - 1973) già nei Primes, vanno a Detroit e si mettono insieme a tre ex Distants: Otis Williams (1941) - vero nome Otis Miles, Melvin Franklin (1942 - 1995) vero nome David English e Richard Street (1942) sostituito da Elbridge Bryant poco dopo. Discografia e Wikipedia

Rick Wakeman - The Six Wives Of Henry VIII (1973)

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Il nome Rick Wakeman è adrenalina per gli amanti del rock progressive. Le sue tastiere e il suo stile hanno reso celebre il suono prima degli The Strawbs (gruppo formidabile della prima scena folk rock britannica) e poi quello magniloquente e leggendario degli Yes, una delle formazioni regine di quel periodo. Già quando era membro degli Yes, a Wakeman fu chiesto di registrare dischi solisti: la sua abilità alle tastiere, al piano, all’organo erano momenti spettacolari che valeva la pena isolare dal contesto delle canzoni del gruppo. Il primo esperimento del genere è del 1971, con la John Schroeder Orchestra, dal titolo Piano Vibrations: un pastiche di pop e classica che non piacque allo stesso Wakeman; i brani erano una serie di cover di canzoni di artisti all’epoca di grande fama (Elton John, Leon Russell, James Taylor, Randy Newman) e Wakeman in pratica si limita a suonare il pianoforte. Discorso ben diverso avviene nel 1972: la casa discografica A&M gli propone un contratto per

Coney Island Baby - Lou Reed (1976)

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Le ombre si allungano sulla spiaggia di Coney Island. I fantasmi di Patti Smith e Robert Mapplethorpe (che passeggiavano avanti e indietro, mano nella mano, sulla promenade per placare i morsi della fame), Lou Reed e David Bowie (che hanno cantato questi luoghi con la grandezza di un pittore impressionista) danzano sulla promenade. Ogni volta che ascolto Coney Island Baby smetto di essere un uomo "diversamente giovane" che vive ad Asti e divento, per un paio d'ore, un ragazzo che abita qui, al fondo di una linea della metropolitana, dove i Warriors del film I guerrieri della notte avevano il quartier generale, dove finisce New York e inizia l'oceano.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Van Morrison - Born To Sing: No Plan B (2012)

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di Silvano Bottaro A quattro anni da Keep it Simple ultimo suo disco in studio, esce Born To Sing: No Plan B, album registrato interamente in presa diretta nel castello di Culloden in Irlanda e precisamente a Belfast sua città natale. Per questo lavoro, Morrison ha scelto e non a caso, l'etichetta jazz Blue Note. Il "suono" infatti, è prevalentemente influenzato di jazz, oltre che di soul e blues "toni" a lui sempre cari. Nel sottotitolo dell'album Born To Sing: No piano B, è indicato il potere che la musica ancora possiede per questa leggenda vivente chiamato "The Man". Nessun Piano B infatti, è la prova concreta che non esistono secondi piani, l'assoluta convinzione per questo quasi settantenne musicista con cinquanta anni di carriera alle spalle e trentacinque dischi pubblicati, che, la musica con l'"M" maiuscola ha ancora un valore assoluto, supremo, e che, se esistono mode e modi che in qualche modo vogliono distogliere

Lost in Transmission No. 78

The Turtles - The Turtles Present The Battle Of The Bands (1968)

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Il disco concept di oggi è uno dei dischi più originali degli anni ‘60, ad opera di una band che ha centrato il successo, clamoroso, in un paio di occasioni, con almeno un paio di canzoni immortali. Tutto inizia a Westchester, in California, nel 1963, dove tre ragazzi amanti del surf, Howard Kaylan, voce, Chuck Portz al basso e Al Nichol alla chitarra formano un gruppo, i Nightriders. In poco tempo mettono in formazione un altro cantante, Mark Volman, un altro chitarrista, Jim Tucker e la batteria di Donald Ray Murray. Diventano i Crossfires e l’unico “successo” è una cantilena nonsense, One Potato Two Potato, che arriva nelle prime 50 canzoni della classifica delle vendite. Erano quasi sul punto di sciogliersi dopo anni di concerti nei club di Los Angeles, quando firmano per una nuova etichetta discografica, la White Whale Records, e cambiano nome prima in The Tyrtles, in omaggio ai The Byrds (che con la y storpiano birds) ma alla fine si firmeranno semplicemente The Turtles. La prima

Television

Padrini, insieme al Patti Smith Group, del punk americano della seconda metà degli anni '70, i Television nascono a New York intorno al 1973. Tom Verlaine (1949) si trasferisce dal natio New Jersey alla Grande Mela nel 1967. Nei primi '70 conosce Billy Ficca e Richard Myers e con loro forma i Neon Boys. La leggendaria formazione, che si ispira alla psichechedelia dei '60 riesce a incidere un solo singolo "Love Come In Spurts", pubblicato postumo. Discografia e Wikipedia

Alphataurus - Alphataurus (1973)

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Il mese delle gemme del prog italiano volge al termine, ma è un arrivederci, dato che l’entusiasmo e la bellezza del riscoprire il progressive italiano mi lascia la voglia di ritornarci, anche perché il periodo è così ricco di storie di musica da essere ancora preziosa fonte per la rubrica. Per concludere questa piccola carrellata il disco di oggi ci porta in uno degli anni cruciali del progressive, il 1973. Il gruppo di oggi prende il nome dalla prima stella della costellazione del Toro, Alphataurus. Si formano a Milano e la formazione comprende il tastierista Pietro Pellegrini, il cantante Michele Bavaro, il chitarrista Guido Wasserman, il bassista Alfonso Oliva e Giorgio Santandrea alla batteria. All’inizio erano specializzati in cover di famosi gruppi prog europei, poi la svolta e la decisione di creare materiale originale. Vengono notati da Vittorio De Scalzi dei New Trolls, il quale aveva appena fondato la Magma Records insieme al fratello Aldo ed era in cerca di gruppi da inseri

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