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Steve Vai

"Amo insegnare, ma amo molto di più suonare. Se io suono la gente può imparare da me comunque. In più c'è il vantaggio che chi mi osserva vede in azione un musicista anziché un insegnante." Steve ha origini italiane, i nonni erano Lomellini, precisamente della cascina Taccona nel comune di Dorno in provincia di Pavia. (Il 22 Luglio 2012 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria presso lo stesso Comune). La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti d'America. La sua data di nascita ha fatto sì che compisse sei anni il sesto giorno del sesto mese del 1966, come venne annotato in "The Frank Zappa Guitar Book" di Frank Zappa (questo come a voler sottolineare come si possa tranquillamente parlare di chitarrista, almeno quanto a tecnica e talento, diabolico). Vai è conosciuto per la sua musica strumentale per chitarra, che compone, esegue e produce da sé, ma ha anche suonato nelle registrazioni di diversi altri artisti e gruppi rock. Steve Vai si fece un ...

Peter Gabriel - So (1986)

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di Silvano Bottaro So è il quinto album solista di Peter Gabriel ed è il primo che porta il titolo di una sillaba, i primi quattro, infatti, hanno un numero progressivo: 1, 2, 3 e 4, mentre i prossimi porteranno il titolo di Us e Up. Non privo di successo, prima con i Genesis e poi come solista, è con questo album che Gabriel raggiunge il vertice della popolarità. Il suono moderno e i brani solidi grazie anche la maestria del co-produttore Daniel Lanois, portano il disco nelle classifiche mondiali. Brani come "Sledgehammer", "Red Rain", "Don't Give Up" con Kate Bush e "In Your Eyes" con Youssou N'Dour, fanno di questo disco degli anni Ottanta uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli anni. Peter il mastro-alchimista multiforme, non privo di coraggio, s’infila nei suoni più “rischiosi” dove la contaminazione fa da padrona. Sentimentale ed evocativo, So è la somma di ogni esperienza passata di Gabriel a cominci...

U2 - Rattle And Hum (1988)

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 In the locust wind comes a rattle and hum. Nel vento della locusta arriva un rantolo ed un bisbiglio. Questo è un verso di Bullet The Blue Sky, una delle canzoni che compongono The Joshua Tree, scritta da Bono dopo un drammatico e personale viaggio in Nicaragua e Salvador, dove constatò la drammatica situazione di nazioni messe in ginocchio dall'embargo economico imposto dagli USA e dalla guerra civile dei "Contras", i gruppi armati controrivoluzionari ai sandinisti, finanziata sempre dagli Stati Uniti. Durante il tour di quel disco leggendario veniva preceduta dalla chitarra imperitura di Jimi Hendrix che nell'alba dell'ultimo giorno di Woodstock fece dello Star Spangled Banner, l'inno americano, qualcosa di altro. Fu durante quel tour che si presentò Phil Janou, un cineasta americano, che voleva riprende il tour degli U2. Alla fine più che un documentario sul tour, divenne una propaggine di quel viaggio negli Stati Uniti D'America che fu il disco, stavo...

Ásgeir – Julia (2026)

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 di Maria Balsamo Nel suo quinto album in studio, “Julia”, il cantautore islandese Ásgeir intraprende un nuovo viaggio all’insegna dell’introspezione. Prodotto dalla One Little Independent Records, “Julia” segna il passaggio da anni trascorsi a collaborare con traduttori come John Grant e a lavorare con le poesie del padre, Einar Georg Einarsson, alla ferma volontà di iniziare a scrivere testi da solo (per la prima volta). Il risultato è un’opera profondamente contemplativa, intrisa di nostalgia, che vede Ásgeir meditare sui suoi rimpianti passati e sulle sue speranze per il futuro, guidato dallo spettro del personaggio principale dell’album, una ragazza di nome Julia. Ásgeir è noto al pubblico internazionale per il riconoscibile falsetto che si mescola a intricate melodie folk-pop. Anche stavolta malinconia e analisi interiore sono al centro di “Julia”: “È la prima volta che ho scritto testi completamente da solo“, – racconta. “È stato spaventoso. Sto ritrovando me stesso. Ho cerc...

Joi Division - Closer

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Lipstick Sunset - John Hiatt (1987)

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 John Hiatt è l'uomo che balla coi lupi, dopo aver conosciuto la devastazione e i dolori che lo hanno lasciato vuoto come una zucca di Halloween. La morte in casa, la bottiglia come prima amica, dischi registrati e poco venduti, la sensazione che il treno sia passato e non ci sia alcuna stazione in lontananza. Gli unici a crederci sono John Chelew, proprietario del McCabes Guitar Shop, un negozio di chitarre su Pico Boulevard a Santa Monica, e i discografici della Demon, convinti che Hiatt sia un genio, nonostante i fallimenti. Chelew ascolta quattro canzoni di John e quasi lo obbliga a registrarle, la Demon dice che è disposta a pubblicarle anche se facessero schifo e se lui le cantasse sotto la doccia. Hiatt si convince. Entra in studio (gli Ocean Way Studios) con un budget così ridotto che è costretto a dividere una stanza all'Holiday Inn con Nick Lowe, vecchio amico che accetta di lavorare gratis, così come Ry Cooder, In quattro giorni l'album, Bring the Family, è finit...

Calexico - Edge Of The Sun (2015)

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di Tommaso Iannini Chi aveva salutato con interesse e curiosità la comparsa dei Calexico e della loro musica borderline alla fine degli anni ’90 apprezzava una mescolanza di stili piuttosto nuova, almeno per il contesto del rock indipendente; sì, l’alt country, le atmosfere western, Morricone e tex-mex, le suggestioni latineggianti, ma a qualcuno – leggi, il sottoscritto – piaceva pure fissarsi su quel pelo nell’uovo, il piccolo accenno di post-rock (penso per esempio alla title-track di The Black Light, tra jazz e slow core) che contribuiva a rendere l’alchimia ancora più misteriosa e intrigante. Trovarlo il pelo in Edge of the Sun, che pure è un tripudio, una fiesta dello stile Calexico. Convertino e Burns hanno mantenuto negli anni il concept del sound di frontiera – musicale e geografica, per l’occasione hanno sciacquato ancora di più i panni in Messico prima di ritornare a Tucson – e dell’immaginario desertico, spostandolo sempre più verso un pop elegante; almeno da Feast...

Billie Holiday

I giovani mi domandano sempre da dove viene il mio stile, come si è formato e tutto quanto; cosa posso dire? Se scopri un pezzo che ha qualcosa a che fare con te, non devi costruirci niente. Semplicemente ti procura emozione, e quando lo canti anche altra gente proverà qualcosa. Billie nacque da una notte d'amore tra il sedicenne Clarence Holiday, un suonatore di banjo, e la tredicenne Sadie Fagan, ballerina di fila. Il padre non si occupò quasi mai di lei: lasciò presto la figlia per seguire le orchestre itineranti con cui suonava. Billie ebbe un'infanzia travagliata e dolorosa. Trascorse i primi anni a Baltimora (spesso indicata come città di nascita, ma recenti ricerche hanno indicato che era nata in realtà a Filadelfia, dove sua madre Sadie lavorava come domestica.) trattata duramente dalla cugina della madre alla quale quest'ultima l'aveva affidata mentre lavorava come domestica a New York. Subì uno stupro a dieci anni e in seguito dovette evitare diver...

Peter Gabriel - Scratch my back (2010)

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di Silvano Bottaro E' noto che Peter Gabriel sia piuttosto parco nella produzione musicale, infatti l'ultima sua incisione risale a otto anni fa. Dopo quattro album intitolati con i numeri: 1, 2, 3 e 4 e altri tre con le sillabe: So, Us e Up, questo è il primo disco che ha un nome più comune: Scratch My Back che, non a caso, è un album di cover, quindi canzoni di altri musicisti. Gli stessi musicisti sono stati chiamati poi in causa per contraccambiare “il progetto" incidendo delle canzoni sue. Un album di cover fatto da Gabriel è però cosa diversa. I dodici brani presenti nel disco vengono completamente stravolti e arrangiati in maniera quasi irriconoscibile; pianoforte e archi sono il comun denominatore. Il disco che necessità di un ascolto non superficiale, fa però sentire subito la sua profondità. Ogni brano che Gabriel prende in considerazione viene sviscerato, scarnificato, pulito fino all’osso. Con attenzione ad ogni minimo particolare, ogni canzone vi...

Il giorno che Bob Dylan suonò elettrico

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Il 25 luglio del 1965 Dylan iniziò al Newport Folk Festival la sua rivoluzione elettrica: non tutti la presero bene Il Newport Folk Festival è un festival di musica folk organizzato ogni anno a Rhode Island, negli Stati Uniti, ed esiste dal 1959. Oggi il festival attira meno pubblico di molti altri eventi musicali, ma negli anni Sessanta è stato il più importante punto di riferimento per la musica folk, che in quel periodo andava molto forte. Cinquant’anni fa su un palco di Newport ci fu uno dei più noti, importanti e discussi eventi nella storia della musica contemporanea. Il 25 luglio del 1965 iniziò la svolta elettrica di Bob Dylan, nome d’arte di Robert Allen Zimmerman. Quel giorno Dylan, allora il più importante esponente della musica folk tradizionale, andò sul palco accompagnato da un complesso che si chiamava Paul Butterfield Blues Band. Invece che presentarsi con la consueta chitarra acustica, Dylan si presentò con chitarre elettriche e amplificatori, sorprendendo tutti ...

E T I C H E T T E

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