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Life Uncommon - Jewel (1998)

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Nascere con una predestinazione, con i nomi della vita cuciti addosso. Jewel, ovvero il gioiello, il talismano per una storia di valore, il passaporto per il domani. Entra nel mondo per la vita più fredda, l'Alaska. La cittadina natale di poche anime stretta tra i ghiacci si chiama Homer, un altro nome importante perché evoca viaggi omerici ricerche, odissee, magari anche solo per poter ritornare un giorno a Itaca e a raccontare di fortune lontane. C'è genialità e follia (il cui confine è spesso invisibile) nel sangue di famiglia.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

28 settembre

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Alla domanda “Signor Davis, lei cosa ha fatto della sua vita?”, rispose serafico: “Beh, ho cambiato la storia della musica. 5 o 6 volte”. Il 28 Settembre di trenta anni fa si spegneva  la luce di uno dei personaggi culturalmente più influenti del ‘900: Miles Davis. Uno che non ha mai avuto paura di cambiare, fulcro di ogni rivoluzione del jazz. Uomo scontroso, carismatico come nessuno mai, dallo sguardo magnetico, dalla voce roca e dalla pronuncia a volte incomprensibile. Rockstar prima di ogni rockstar. La sua tromba è stata l’estensione della sua magia musicale, che sia il be-bop, il cool jazz, la rivoluzione modale, la fusion, il jazz rock. Lui c’è stato sempre.  Diceva:” Devi imparare alla perfezione le 400 note che puoi suonare, e trovare le 4 che ti fanno suonare bene”. Un Mito, poco altro da aggiungere. Ciao Miles 

Crosby, Still, Nash & Young - 4 Way Street (1971)

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di Silvano Bottaro Non è mai stato un disco vero e proprio, ma una sorta di esame collettivo: una seduta di psicanalisi di gruppo alla quale ogni ascoltatore (milioni e milioni) ha dato il suo contributo di "sangue, sudore e lacrime" percorrendo migliaia di volte i solchi del suo vinile, come se lungo il tragitto, spigolando tra " Triad " e " Ohio ", Cowgirl in the sand " e " On the way home ", avesse perso le chiavi di casa. All'interno di 4 Way Street si poteva sfogliare il libro delle speranze. Ma letto nel maggio del '71 (il disco uscì il 12 del mese, a un anno esatto da Dèja vu ), quel libro sembrava già il libro delle illusioni: dalla persuasione allo sconforto la " Caravan of dreams " di Woodstock impiegò poco più di un anno e mezzo. Gli stessi argomenti, a obbiettivo mancato, suonavano decisamente più agghiaccianti. Ma probabilmente ancora più veri. Proprio per il fatto che non poteva più cambiare niente (e f

Lost in Transmission No. 79

AA.VV. - Singles (O.S.T.) (1992)

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Nel 1992 il grunge era il genere musicale ed estetico imperante nell’universo della musica pop. Qualcuno dall’occhio lungo se ne accorse per tempo e proprio a metà del 1992 mandò nelle sale cinematografiche un film girato a Seattle in cui non solo il mondo delle band della città è lo sfondo alle dinamiche dei protagonisti, ma addirittura alcuni dei nuovi eroi fanno dei piccoli cameo. Cameron Crowe è stato prima che un grande regista un giornalista musicale prodigio: a 15 anni scrive recensioni per riviste come Creem e Playboy, a 16 diviene firma del magazine Rolling Stone, che lo manda ad intervistare gente del calibro di Dylan o Neil Young. È anche appassionato di scrittura e il suo primo romanzo Fast Times At Ridgemont High (in italiano Fuori Di Testa e che vede il debutto di tre futuri premi Oscar, Sean Penn, Nicholas Cage e Forest Whitaker) si trasforma in un film scritto e diretto da Crowe. Arriveranno poi alcuni titoli fortunatissimi, come Non Per soldi… Ma Per Amore (titolo orig

The Temptations

Uno dei migliori gruppi vocali di sempre, probabilmente il più grande dalla metà degli anni '60 ai primi '70. Due amici Eddie Kendricks (1939 - 1992) e Paul Williams (1939 - 1973) già nei Primes, vanno a Detroit e si mettono insieme a tre ex Distants: Otis Williams (1941) - vero nome Otis Miles, Melvin Franklin (1942 - 1995) vero nome David English e Richard Street (1942) sostituito da Elbridge Bryant poco dopo. Discografia e Wikipedia

13 - La riscoperta delle radici (4/5)

La stessa sensazione ci accompagna durante l’ascolto dei dischi di Creedence Clearwater Revival e Flamin’ Groovies: i primi eccellono nel suonare swamp pop, un tipo di rock’n’roll in voga oltre dieci anni prima nella Louisiana che miscelava in parti uguali country, rock’n’roll, rhythm’n’blues e blues della Louisiana, il tutto però filtrato ed aggiornato attraverso le evoluzioni più recenti del rock: il risultato è una serie di singoli indimenticabili come Bad Moon Rising, Have You Ever Seen the Rain?,Proud Mary ed un disco capolavoro come “ Cosmo's Factory”(1970). Rivive invece il rock’n’roll degli anni ’50 e il rhythm’n’blues della british invasion in “Supersnazz”, esordio del 1968 dei Flamin’Groovies, gruppo che sposterà poi il suo baricentro musicale in area Beatles-Kinks con “ Shake Some Action”(1976), disco pubblicato a formazione rivoluzionata e che contribuisce ad inventare quell’incrocio tra hard rock, Byrds e Beatles definito power pop.

Rick Wakeman - The Six Wives Of Henry VIII (1973)

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Il nome Rick Wakeman è adrenalina per gli amanti del rock progressive. Le sue tastiere e il suo stile hanno reso celebre il suono prima degli The Strawbs (gruppo formidabile della prima scena folk rock britannica) e poi quello magniloquente e leggendario degli Yes, una delle formazioni regine di quel periodo. Già quando era membro degli Yes, a Wakeman fu chiesto di registrare dischi solisti: la sua abilità alle tastiere, al piano, all’organo erano momenti spettacolari che valeva la pena isolare dal contesto delle canzoni del gruppo. Il primo esperimento del genere è del 1971, con la John Schroeder Orchestra, dal titolo Piano Vibrations: un pastiche di pop e classica che non piacque allo stesso Wakeman; i brani erano una serie di cover di canzoni di artisti all’epoca di grande fama (Elton John, Leon Russell, James Taylor, Randy Newman) e Wakeman in pratica si limita a suonare il pianoforte. Discorso ben diverso avviene nel 1972: la casa discografica A&M gli propone un contratto per

Coney Island Baby - Lou Reed (1976)

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Le ombre si allungano sulla spiaggia di Coney Island. I fantasmi di Patti Smith e Robert Mapplethorpe (che passeggiavano avanti e indietro, mano nella mano, sulla promenade per placare i morsi della fame), Lou Reed e David Bowie (che hanno cantato questi luoghi con la grandezza di un pittore impressionista) danzano sulla promenade. Ogni volta che ascolto Coney Island Baby smetto di essere un uomo "diversamente giovane" che vive ad Asti e divento, per un paio d'ore, un ragazzo che abita qui, al fondo di una linea della metropolitana, dove i Warriors del film I guerrieri della notte avevano il quartier generale, dove finisce New York e inizia l'oceano.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Van Morrison - Born To Sing: No Plan B (2012)

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di Silvano Bottaro A quattro anni da Keep it Simple ultimo suo disco in studio, esce Born To Sing: No Plan B, album registrato interamente in presa diretta nel castello di Culloden in Irlanda e precisamente a Belfast sua città natale. Per questo lavoro, Morrison ha scelto e non a caso, l'etichetta jazz Blue Note. Il "suono" infatti, è prevalentemente influenzato di jazz, oltre che di soul e blues "toni" a lui sempre cari. Nel sottotitolo dell'album Born To Sing: No piano B, è indicato il potere che la musica ancora possiede per questa leggenda vivente chiamato "The Man". Nessun Piano B infatti, è la prova concreta che non esistono secondi piani, l'assoluta convinzione per questo quasi settantenne musicista con cinquanta anni di carriera alle spalle e trentacinque dischi pubblicati, che, la musica con l'"M" maiuscola ha ancora un valore assoluto, supremo, e che, se esistono mode e modi che in qualche modo vogliono distogliere

Lost in Transmission No. 78

The Turtles - The Turtles Present The Battle Of The Bands (1968)

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Il disco concept di oggi è uno dei dischi più originali degli anni ‘60, ad opera di una band che ha centrato il successo, clamoroso, in un paio di occasioni, con almeno un paio di canzoni immortali. Tutto inizia a Westchester, in California, nel 1963, dove tre ragazzi amanti del surf, Howard Kaylan, voce, Chuck Portz al basso e Al Nichol alla chitarra formano un gruppo, i Nightriders. In poco tempo mettono in formazione un altro cantante, Mark Volman, un altro chitarrista, Jim Tucker e la batteria di Donald Ray Murray. Diventano i Crossfires e l’unico “successo” è una cantilena nonsense, One Potato Two Potato, che arriva nelle prime 50 canzoni della classifica delle vendite. Erano quasi sul punto di sciogliersi dopo anni di concerti nei club di Los Angeles, quando firmano per una nuova etichetta discografica, la White Whale Records, e cambiano nome prima in The Tyrtles, in omaggio ai The Byrds (che con la y storpiano birds) ma alla fine si firmeranno semplicemente The Turtles. La prima

Television

Padrini, insieme al Patti Smith Group, del punk americano della seconda metà degli anni '70, i Television nascono a New York intorno al 1973. Tom Verlaine (1949) si trasferisce dal natio New Jersey alla Grande Mela nel 1967. Nei primi '70 conosce Billy Ficca e Richard Myers e con loro forma i Neon Boys. La leggendaria formazione, che si ispira alla psichechedelia dei '60 riesce a incidere un solo singolo "Love Come In Spurts", pubblicato postumo. Discografia e Wikipedia

13 - La riscoperta delle radici (3/5)

Dalle ceneri dei Buffalo Springfield orfani di Young e Stills si formano anche i Poco, ( che prendono il nome dalla nota striscia comica fumettistica), gruppo che prosegue il discorso musicale iniziato dagli Springfield, muovendosi musicalmente tra Byrds e Beatles e arrangiando le proprie influenze in chiave country (rock). A loro s’ispireranno gli Eagles, vale a dire coloro che porteranno il fenomeno country-rock in cima alle classifiche durante gli anni ’70 rielaborandone però le sonorità in chiave pop-rock, toccando il vertice qualitativo con “Hotel California”(1976), disco in cui peraltro la matrice country è solo una delle tante componenti musicale in gioco.  Ma il riallineamento americano di fine anni ’60 non si esaurisce nella riscoperta nel country e nella sua fusione col rock:è infatti degli stessi anni l’invenzione del roots rock, fusione di folk, country, gospel e rock da parte della Band: gruppo-spalla di Dylan dal 1965, il complesso aveva cominciato accompagnando Ronnie Ha

Alphataurus - Alphataurus (1973)

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Il mese delle gemme del prog italiano volge al termine, ma è un arrivederci, dato che l’entusiasmo e la bellezza del riscoprire il progressive italiano mi lascia la voglia di ritornarci, anche perché il periodo è così ricco di storie di musica da essere ancora preziosa fonte per la rubrica. Per concludere questa piccola carrellata il disco di oggi ci porta in uno degli anni cruciali del progressive, il 1973. Il gruppo di oggi prende il nome dalla prima stella della costellazione del Toro, Alphataurus. Si formano a Milano e la formazione comprende il tastierista Pietro Pellegrini, il cantante Michele Bavaro, il chitarrista Guido Wasserman, il bassista Alfonso Oliva e Giorgio Santandrea alla batteria. All’inizio erano specializzati in cover di famosi gruppi prog europei, poi la svolta e la decisione di creare materiale originale. Vengono notati da Vittorio De Scalzi dei New Trolls, il quale aveva appena fondato la Magma Records insieme al fratello Aldo ed era in cerca di gruppi da inseri

Victor Jara's Hands - Calexico (2008)

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Il sogno post-Giant sand di Joey Burn e John Convertino è una cavalcata superba nelle praterie bordline, dove gli zoccoli del rock alternativo sollevano la polvere dorata del Messico e del South Western, mangiando spaghetti alla Morricone e bevendo il vino della Francia ribelle di Serge Gainsbourg. Insomma, Messico e nuvole per gli uomini della frontiera. In questa canzone si evocano le mani di Victor Jara, esponente della Nuova Canciòn Chilena, militante del Partido Comunista de Chile (lo stesso di Pablo Neruda) e sostenitore di Salvador Allende, ucciso dagli uomini del generale Pinochet dopo terribili torture. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Sigur Rós - Kveikur (2013)

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di Silvano Bottaro Dopo il non troppo brillante Valtari, album in certi momenti soporifero, i Sigur Ròs ritornano con una veste rinnovata e questa volta convincono. Kveikur, il settimo album in studio della band islandese attiva dal 1994, si muove su strade più dinamiche ed effervescenti, evidenziando subito la diversità dai lavori precedenti, infatti, Kveikur è forse l'album più avventuroso dei Sigur Rós e può davvero essere visto come un nuovo inizio per la band. Kveikur è un album coraggioso con suoni a volte aggressivi, a volte dolci malinconici,  ma che, in entrambi i casi, fa respirare un'aria di innovazione. Questo è da attribuirsi soprattutto alla partenza del membro fondatore Kjartan Sveinsson, il tastierista e polistrumentista di formazione classica che ha "fornito" quel suono particolarmente concentrato e profondo che gli ha finora caratterizzati. E' difficile comprendere dove porti questo "spostamento" repentino, capire quindi quale d

Lost in Transmission No. 77

Lynyrd Skynyrd - (Pronounced ‘Lĕh-'nérd 'Skin-'nérd) (1973)

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Per contrastare l’aria novembrina dei primi freddi, della pioggia, delle giornate corte, il viaggio musicale per quattro domenica si trasferisce nel Sud degli Stati Uniti d’America: per raccontare di una musica calda, potente, verace, che dalle paludi remote della Florida, della Carolina del Sud o della Georgia ha finito per ammaliare una intera generazione. Southern Rock definisce il mix selvaggio e riuscito di blues, rhythm and blues, country, gospel in parziale risposta ma anche in parziale continuamento del power blues che arrivava dall’Europa nei tardi anni sessanta, a cui a volte si aggiungevano stili prettamente di quelle zone, come l'honky tonk o il bluegrass e spesso anche improvvisazioni tipiche del jazz, creando di fatto una musica profondamente americana ma innovativa nelle strutture musicali, dal sapore concreto, potente e dalle tematiche distintive che si contrapponeva alle forme free del rock della costa occidentale, molto più cerebrale e mistico. A ciò si aggiungeva

Tears for Fears

Benché nel corso degli anni '80 abbiano inciso tre soli album, i Tears for Fears rappresentano un elemento di rilievo nel pop inglese del decennio. Il leader Roland Orzaball (1961) non fa mistero di puntare al controllo totale della direzione artistica della band, cosa che gli riuscirà solo nel 1991, quando il collega Curt Smith (1961) sarà con le buone o con le cattive, allontanato dal gruppo. Discografia e Wikipedia

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