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Il rock chicano di Ritchie Valens

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di Gianni Lucini Il successo immediato e il destino crudele Il primo a scoprirlo e a intuire le sue potenzialità è Bob Keene, uno dei produttori di punta di Los Angeles, titolare dell’etichetta Keen, per cui ha inciso anche Sam Cooke. Scritturato per pochi dollari nel 1958, diciassettenne conquista la popolarità con brani che mescolano la gioiosa armonia latina della tradizione messicana con le nuove strutture ritmiche del rock and roll. Il suo strepitoso successo con un singolo che contiene due brani come Donna e La bamba segna l’inizio del rock chicano, un nuovo genere destinato a restare nella storia del rock’n’roll. Il segreto del rapido successo di Valens è tutto nel suo stile: una vocalità gentile e sognante che si innesta con una base chitarristica dal suono selvaggio figlia delle rielaborazioni del rock and roll da parte dei gruppi di cultura latina. Il destino non gli consente di godere a lungo della popolarità. Il 3 febbraio 1959, infatti, non ancora diciottenne, muor...

The Smashing Pumpkins - Mellon Collie And The Infinite Sadness (1995)

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  Il disco di oggi compie 30 anni, e da 30 anni continua ad affascinare. La storia della band artefice inizia nella seconda metà degli anni '80 quando un chitarrista e cantate, figlio di un chitarrista jazz, Billy Corgan, mette su una band, scegliendo personalmente i componenti con una maniacalità che diventerà proverbiale. Si chiamano all'inizio The Marked, e con lui ci sono James Iha alla chitarra solista, la bassista D'Arcy Wrestzky e un batterista che come Corgan ha una formazione jazz, Jimmy Chamberlin. Il patto all'inizio è chiaro: Corgan si prenderà cura di tutto, gli altri devono solo suonare. Sebbene suoni sinistramente tirannico, la band funziona sin da subito perfetta. Cambiano nome in The Smashing Pumpkins, con tutta una serie di leggende sul perchè lo abbiano scelto (il motivo più probabile è che un amico della band portò una zucca a Corgan, che disse fosse "smashing", fantastica" sottolineando come smashing pumpkin fosse un nome bellissimo p...

Cream - Disraeli Gears

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Bob Dylan - Blood On The Tracks (1975)

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  Un altro dei pilastri della Rubrica è l'annuale omaggio a Bob Dylan, che è uno dei miei miti musicali. Quello di oggi è particolarmente emozionante perchè è uno dei miei dischi preferiti e uno dei più belli della storia della musica. La sua genesi è tormentata e io la faccio partire da un momento particolare. Dylan nel 1966, a luglio, ha uno spaventoso incidente motociclistico presso Woodstock, dove aveva una villa in campagna. La vicenda è abbastanza oscura per scatenare le leggende più strane, dal fatto che sia morto, che sia morto e resuscitato, fino alla banale “è una scusa” per riposarsi a corto di idee, tossico e pieno di crisi personali. Durante la convalescenza insieme alla The Band suona nel seminterrato della sua villa e di quella che Danko comprerà a pochi metri, The Big Pink (come vi ho raccontato qualche storia di musica fa), scrivendo e suonando un oceano di cose, che in parte finiranno ad artisti amici, in parte verranno pubblicate nel bootleg più famoso della stor...

Ella Fitzgerald, Guida per principianti

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Oltre 100 milioni di dischi venduti. 59 anni di carriera. 250 album. 13 Grammy Awards. Oltre cinque minuti consecutivi di scat. Sono questi i numeri stupefacenti di un’artista straordinaria che ha scritto delle pagine indimenticabili della storia della musica jazz e non solo. Ella Fitzgerald è una delle cantanti più conosciute al mondo che seppe sfruttare al massimo le capacità delle sue corde vocali utilizzandole come se stesse pizzicando le corde di uno strumento. E’ nota per le sue abilità di scat (improvvisazione di fraseggi musicali pronunciando parole senza significato reale): poteva andare avanti per vari minuti, anche oltre 5, senza essere mai banale e coinvolgendo con suoni sorprendenti. La tecnica venne utilizzata da grandi come Louis Armostrong e Dizzie Gillespie. Nacque nel 1917 in Virginia e trascorse tutta l’infanzia in orfanotrofio. Il debutto avvenne a 17 anni. Sfumato il sogno da ballerina, il canto arrivò per caso dopo una deludente performance di...

Neil Young - Le Noise (2010)

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di Silvano Bottaro Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista. Non è un’opera semplice, ovvia, "La Noise", ci sono otto brani, di cui due ballate e per l’esattezza; Love and War e The Hitchhiker, canzoni acustiche di rara bellezza, e altre sei decisamente elettriche, molto elettriche! Il disco è un fiume in piena, i suoni trasmettono la rabbia, la passione e l’amore di Neil per la vita. A voler marcare ancor di più questi sentimenti, Young scaraventa sulla sua chitarra tutta l’energia possibile, come voler raggiungere il più profondo, come volesse solleticare le viscere di ognuno di noi, il fatto è che ci riesce e ci riesce anche ben...

La jungle music di Bo Diddley

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di Gianni Lucini Il ragazzo di strada e la “musica del diavolo” Sono i nuovi genitori ad assecondare la sua passione per la musica indirizzandolo allo studio del violino. Il giovane Elias si ritrova così a suonare nell’orchestra della chiesa battista Ebenezer. Con lui c’è un altro ragazzo che si chiama Leroy Jenkins e che diventerà un grande del jazz nell’Art Ensemble of Chicago. In quel periodo non è proprio un angioletto tutto casa e chiesa. La strada è la sua vera dimora. Inizia anche a praticare con una certa regolarità il pugilato e sempre più spesso, lasciato a casa il violino, si esibisce con una chitarra agli angoli della strada per raccogliere qualche soldo. Gli amici cominciano a chiamarlo Bo Diddley, un soprannome che gli resterà appiccicato per sempre e di cui lui stesso confesserà di ignorare l’origine. La svolta del ragazzo sul piano esistenziale non piace né alla madre adottiva né agli zii, che erano predicatori e diaconi e consideravano il blues “musica del dia...

My Bloody Valentine - Loveless (1991)

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Chiudo la serie novembrina degli album assurdi con una perla degli anni 90, precisamente del 1991, uno degli anni di grazia della musica rock. Questo disco fu un'uscita che spiazzò davvero tantissimi, venendo considerato uno dei lavori più strani, allucinati e particolari, ma non per questo meno potente e rivoluzionario per la storia del rock. La storia di oggi inizia in Irlanda nei primi anni degli anni '80 e buona parte della propria particolarità ruota tutto intorno all’estro creativo, ma estremamente lunatico, di Kevin Shields, che forma il primo gruppo con il batterista Colm O'Ciosoig. Nella prima formazione c’era il cantante Dave Conway e la tastierista Tina, e con la formazione a quattro registrano qualche canzone noise-punk, con venature pop, nella prima metà degli anni ’80. Scelgono come nome il titolo di un film horror inglese, My Bloody Valentine, in italiano Il Giorno di San Valentino, diretto nel 1981 da George Mihalka, film tra l'altro tra i preferiti di Q...

R.E.M. - New Adventures In Hi - Fi

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Dedalus - Materiale Per Tre Esecutori e Nastro Magnetico (1974)

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  Le lezioni davisiane della "mescolanza" dei generi musicali ebbero proseliti ovunque, nonostante le critiche del jazz che quella non fosse più musica di quel genere, ma un'altra cosa. Uno dei posti dove quelle lezioni ebbero presa maggiore, e mi permetto di dire con risultati davvero eccellenti, fu proprio l'Italia. Sull'onda del progressive, che come gli estimatori sanno nel Belpaese ebbe una delle sue dimensioni più spettacolari e convincenti, il calderone del "jazz rock" produsse cose meravigliose: ricordo tra i tanti i mitici Perigeo, una delle band più sublimi della musica italiana; gli Arti E Mestieri, il cui esordio, Tilt (immagini Per Un Orecchio) del 1974 (con la iconica copertina con l'imbuto) è uno dei dischi jazz rock più belli in assoluto; i Napoli Centrale del commiato James Senese e per una volta anche gruppi del Sud Italia, come i bravissimi Baricentro dei fratelli Moncuzzi o gli Etna, di cui parlai anche in questa rubrica.  Il grup...

E T I C H E T T E

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