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Warren Zevon - The Wind (2003)

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di Silvano Bottaro Questo è il testamento musicale di Warren, morto poco prima della pubblicazione del disco (24 gennaio 1947 – 7 settembre 2003). Colpito da un male incurabile, il musicista californiano ha voluto a tutti i costi questo album, e se pur stanco, affaticato dalla malattia, ha lavorato duramente con profonda dignità fino alla completa registrazione. Attorniato da un numero incredibile di amici e musicisti, ci ha consegnato uno dei dischi più belli ed ispirati della sua trentennale carriera. A differenza del disco precedente "My Ride's Here" (la malattia lo aveva già minato), un disco decisamente sottotono, questo lavoro si prende decisamente la rivalsa. Zevon ritrova la vitalità e canta come non gli succedeva da molto tempo. Tutti gli ospiti amici e musicisti come: Dwight Yoakam, Don Henley, Ry Cooder e Bruce Springsteen, solo per citarne alcuni, sono parte integrante delle canzoni senza però precluderne l'opera originale di Zevon.      L...

Portishead - Portishead (1997)

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 Alcuni generi musicali sono precisamente legati ad un luogo e ad un periodo. Uno di questi nacque a Bristol tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90: un gruppo di musicisti, produttori, dj ma anche artisti visuali, scrittori, artisti visuali prese a prestito l'arte del sampling dall'hip hop statunitense (cioè il campionamento digitale di fonti sonore eterogenee opportunamente combinate sia da altre canzoni ma anche di suoni naturali, rumori, chiacchierate e così via) e lo mischia con le basi elettroniche, la musica dub, influenze caraibiche, voci spettacolari, atmosfere malinconiche, cupe ma affascinanti. Nasce così il trip hop. E nel 1991 Geoff Barrow, che aveva già collaborato con i primi maestri del genere, Tricky e i Massive Attack come ingegnere del suono junior (ma anche con Neneh Cherry o i Primal Scream), incontra una giovane cantante, Beth Gibbons, a cui si aggiunge, quasi per caso successivamente, un chitarrista di formazione jazz, Adrian Utley. ...

Ólafur Arnalds – Like Gravity (2026)

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  di Silvano Bottaro Like Gravity non è un album nel senso tradizionale, ma un progetto curatoriale e collaborativo: nasce come colonna sonora di un film/documentario sulla collaborazione artistica e raccoglie quindici brani realizzati con vari musicisti della comunità creativa legata ad Arnalds. Il disco si muove nel territorio tipico di Arnalds: pianoforte minimale, archi, elettronica ambient e voci eteree. Ma qui l’elemento centrale è la collaborazione: Bonobo, RY X, Talos, JFDR, Josin, Loreen e altri artisti contribuiscono a creare un mosaico sonoro molto coerente, fatto di brani delicati, sospesi, spesso malinconici. L’ascolto è fluido, cinematografico: più che un album di canzoni sembra una lunga colonna sonora emotiva, costruita su atmosfere e stati d’animo più che su strutture tradizionali. La tracklist è in parte una retrospettiva di collaborazioni passate e in parte una nuova narrazione tematica sulla connessione tra artisti.  Like Gravity è un disco intimo, colletti...

Peter Gabriel - 1 (1977)

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Pink Balloon - Ben Harper (2016)

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 Ben Harper è un poeta semplice che accarezza i suoi abiti quasi ricoperti di sabbia del deserto, quella che ha conosciuto crescendo a Clearmont, California, a un battito di ciglia dal Mojave. Nonno liutaio, nonna chitarrista, padre percussionista, madre cantante: non si può chiedere niente di più alla famiglia. Con la musica nel sangue e sui comodini, Ben è cresciuto ascoltando il grande blues di Robert Johnson e Son House, per poi conoscere le risposte di Dylan che soffiavano nel vento, la slide di Ry Cooder, la foschia color porpora di Hendrix, il reggae giamaicano di Marley. Forte di tanto bagaglio, è partito per il mondo della musica con atteggiamento umile e strumenti acustici, tra cui la mitica Weissenborn, chitarra slide usata negli anni venti. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Torres - Sprinter (2015)

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di Simone Zagari Mackenzie Scott, Torres per gli amici, ha 24 anni, ma sulle spalle già un sontuosissimo debut (l’eponimo Torres) con cui ha contemporaneamente sfiorato il cuore e preso a pugni lo stomaco di molti, me compreso. Una chitarra, la leggenda vuole comprata dai genitori dopo molti sacrifici, e tante cose da dire con una voce tutt’altro che anonima. A distanza di due anni Torres si tinge i capelli di biondo ma la ricetta non cambia, e anzi si conferma pienamente in questo Sprinter grazie anche al contributo di personaggi quali Rob Ellis alla produzione e una band di supporto formata da Ian Oliver (già con PJ Harvey) e Adrian Utley (Portishead). Si parte con Strange Hellos, un inizio che potrebbe richiamare tranquillamente i lavori pregressi, ma che subito svolta in territori più grezzi e schietti: le chitarre sature creano climax, la voce emerge, la batteria si fa metronomo di stop and go che mozzano il fiato; fiato che alla Scott non manca date le grida strazianti i...

Creedence Clearwater Revival

Biografia Il trio originario, The Blue Velvets, costituito da John Fogerty, Cook e Clifford, si forma nel 1959 a El Cerrito, California. Reclutato Tom Fogerty, a metà degli anni ‘60 la band firma per la Fantasy Records, che cambia il nome del gruppo in The Golliwogs, con riferimento a Golliwog, un pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Vengono pubblicati sette singoli, tra cui Brown Eyed Girl, che tuttavia non ricevono alcuna attenzione da parte del pubblico. Nel 1967 la band cambia nome in Creedence Clearwater Revival. John Fogerty diventa il vero leader del gruppo, scrivendo la maggior parte delle musiche e dei testi. L’album omonimo d’esordio, in cui spiccano Susie Q e la ben nota I Put a Spell on You riceve un’ottima risposta commerciale. Nel 1969 esce “Bayou Country”, che delinea l’originale genere dei Creedence: un solido swamp rock che affonda le radici nel country e nel blues. Con i due album successivi, “Green River” e “Willy and the Poorboys” (Bad Moon Risi...

Roky Erickson with Okkervil River - True Love Cast All Evil (2010)

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di Silvano Bottaro Prosegue bene quest’annata musicale con Roky Erickson che insieme alla band texana degli Okkervil River pubblica "True Love Cast Out All Evil" disco che arriva dopo quindici anni da “All That May Do My Rhyme”. Per la comprensione dell’uomo e del disco è utile tenere presente che la vita di Erickson è stata particolarmente segnata da una serie di vicissitudini.  La lista è lunga, Roky, infatti, ha avuto problemi con la giustizia e la droga nei tempi passati e con la schizofrenia in tempi recenti. Ora completamente ristabilito e grazie a certi contatti: Will Sheff e Andrew Savage, manager degli Okkervil River, è ritornato in auge con questo nuovo album. Il disco è un’autobiografia in musica. Il male, la tristezza, la morte ma anche l’amore, la speranza la spiritualità sono i temi di cui parlano i testi delle sue canzoni. Dodici brani estremamente coraggiosi dove il nostro sessantatreenne cantautore mette a nudo tutta la sua vita. La sua voce intensa...

Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard (1974)

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 Qualche anno fa, in una intervista, disse che in fin dei conti fu un disastro personale che, poco più che ventenne, il suo nome fosse apparito sui muri di Londra ai tempi dei Cream in questo modo: Clapton Is God. Eric Clapton è uno dei più leggendari chitarristi di tutti i tempi. Al titolo ha contribuito, oltre che la sua maestria assoluta, anche una vita fatta di alti e bassi, spesso proiettata all'auto-distruzione. Ed è proprio da uno dei periodi più complicati e difficile che Clapton esce nel 1973. Sono passati solo tre anni dal suo esordio solista, dopo lo scioglimento dei Cream (omonimo Eric Clapton, 1970) e il suo ingresso in quella meteora luminosissima che furono Derek & The Dominoes, che regalarono alla musica Layla & Other Assorted Love Songs (stesso anno, 1970). Da quel momento, una discesa rovinosa nelle dipendenze, soprattutto alcool ed eroina: supportato da un gruppo di amici storici, tra cui anche immensi musicisti (e lo si scoprirà tra poco) riesce a disint...

The Weather Station - Loyalty (2015)

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di Gianfranco Marmoro Che il profilo artistico di Tamara Lindeman fosse pregevole lo si capiva gia dalle buone frequentazioni della musicista canadese, le sue apparizioni negli album di Will Stratton e Barzin avevano stimolato l’attenzione di critica e pubblico, mettendo in luce un talento maturo e una ispirazione cristallina. The Weather Station sono la sua creatura discografica, dove si alternano amici e collaboratori diversi. Per il terzo capitolo, “Loyalty”, l’artista ha chiamato al suo fianco Afie Jurvanen e Robbie Lackritz (produttore gia di Feist), e ha scelto gli studi francesi La Frette per realizzare il suo album più intenso e ambizioso. Ispirato dall’arte di Mary Pratt, celebre per i suoi dettagliati e iper-realistici quadri di vita domestica, il nuovo progetto mette insieme una serie di canzoni simili a cristalli di ghiaccio che si sciolgono lentamente col tepore della voce di Tamara, sempre più simile a un sussurro o a un respiro, smuovendo i pensieri più recondit...

E T I C H E T T E

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