La jungle music di Bo Diddley
di Gianni Lucini Il ragazzo di strada e la “musica del diavolo” Sono i nuovi genitori ad assecondare la sua passione per la musica indirizzandolo allo studio del violino. Il giovane Elias si ritrova così a suonare nell’orchestra della chiesa battista Ebenezer. Con lui c’è un altro ragazzo che si chiama Leroy Jenkins e che diventerà un grande del jazz nell’Art Ensemble of Chicago. In quel periodo non è proprio un angioletto tutto casa e chiesa. La strada è la sua vera dimora. Inizia anche a praticare con una certa regolarità il pugilato e sempre più spesso, lasciato a casa il violino, si esibisce con una chitarra agli angoli della strada per raccogliere qualche soldo. Gli amici cominciano a chiamarlo Bo Diddley, un soprannome che gli resterà appiccicato per sempre e di cui lui stesso confesserà di ignorare l’origine. La svolta del ragazzo sul piano esistenziale non piace né alla madre adottiva né agli zii, che erano predicatori e diaconi e consideravano il blues “musica del dia...