Il blues selvaggio di Howlin’ Wolf
di Gianni Lucini La voce che si arrampica sulle note Figlio di piantatori di cotone, impara a suonare blues da un grande vecchio come Charley Patton e alterna l’attività di musicista con quella di bracciante nelle zone rurali del Delta del Mississippi dove è nato. Alla fine della seconda guerra mondiale se ne va a cercar fortuna a Memphis dove lavora saltuariamente come disk jockey e suona quando può. I suoi più fedeli compagni d’avventura sono l’armonicista James Cotton, il pianista Ike Turner e l’altro armonicista Little Jr. Parker. È in questo periodo che prende forma il suo stile unico con la voce che si arrampica sulle note scolpendole e colorandole di suoni torbidi, aspri e selvaggi. Nel 1951 con How many more years e Moaning at midnight la sua vocalità accoppiata alla tecnica chitarristica di Willie Johnson definisce quelle che in seguito verranno considerate le regole fondamentali del dialogo tra canto e strumento nell’era elettronica. Una musica che vola fuori dal ...