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Bear's Den - Above The Clouds Of Pompeii

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Iggy Pop – Free (2019)

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di Daniele Corradi
Free di Iggy Pop è l’ennesimo sigillo di una rinnovata giovinezza artistica dell’Iguana. Dimenticate le sette vite dei gatti, è roba da principianti. Icona vivente è riduttivo. Il cantante degli Stooges e degli Iguanas ha raggiunto il traguardo liberatorio dell’accettazione personale.
Potrebbe sembrare irrisorio parlare di raggiungimento di un qualsiasi traguardo al diciottesimo album in carriera, e ancor di più se parliamo di uno status assordante come quello della libertà assoluta, personale. Ma su questo Iggy è chiaro dal primissimo accenno musicale dell’album, un comparto sonoro di decompressione barica per introdurci in questo ambiente nuovo, inedito, nel quale da ogni direzione giunge la sua ben nota voce che dichiara con una schiettezza disarmante che sì, il rocker si sente finalmente libero. Una libertà a livello sensitivo, rapportata alla sua intera esistenza e assaporata in questo momento di stanca, sopraggiunto dopo un periodo molto indaffarato della sua …

Il buddha di Jimi Hendrix

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di Guido Mariani


Quest’anno si celebreranno i 50 anni del festival di Woodstock, risvegliando se possibile ancora di più l’interesse e il ricordo di quell’evento, nato quasi per caso e diventato un momento spartiacque nella storia della musica e della cultura giovanile. Gli anniversari portano con sé anche un curioso effetto collaterale, l’interesse dei collezionisti e il conseguente impennarsi dei prezzi delle memorabilia legate ai personaggi di quella stagione. Il pezzo più ambito è già passato da molte mani e attualmente non è sul mercato. Si tratta, ovviamente verrebbe da dire, della chitarra più celebre di Jimi Hendrix, la Fender Stratocaster bianca del 1968 con cui il grande chitarrista straziò le note dell’inno americano il 18 agosto 1969 al termine di un’esibizione leggendaria…
Ma c’è anche un Hendrix non musicale che è entrato nei radar dei collezionisti. Il primo, vero guitar hero della storia fu proprietario di una preziosa statua bronzea di un buddha risalente alla dinasti…

Tinariwen – Amadjar (2019)

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di Alberto Campo
Sarebbe inopportuno valutare le imprese discografiche dei Tinariwen come fossero quelle di una band qualsiasi: l’origine geografica, l’identità etnica e il percorso biografico definiscono non solo il contesto, bensì la natura stessa della loro attività artistica. Lo chiariscono preliminarmente sul proprio sito web, del resto: «Il migliore album dei Tinariwen non è stato ancora registrato. E forse mai lo sarà». La musica è altro, in questo caso: fierezza di popolo (Tuareg), cronaca politica (la situazione tuttora drammaticamente caotica nel Mali settentrionale), espressione di sentimenti profondi («Alla base di ciò che facciamo c’è l’assouf, una specie di lieta malinconia», ha raccontato a Les Inrockuptibles Eyadou Ag Leche, bassista e arrangiatore).
Ottavo disco della serie, cui ne va aggiunto uno dal vivo, nell’arco di 18 anni (ma il gruppo, aggregatosi nel campo profughi di Tamanrasset, in Algeria, esiste da quattro decenni), Amadjar – vocabolo che in idioma Tamash…

Pink Floyd Chronological

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L'intera discografia dei Pink Floyd in ordine cronologico. Disco dopo disco, brano dopo brano, per un totale di 209 composizioni.
Qui su Spotify

Lost in Transmission No. 26

Dire Straits - Brothers In Arms (1985)

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Quando nella piazza antistante la palazzina di Deptford, siamo nella primavera del 1977, un gruppo di quattro ragazzi ha improvvisato un concerto per il quartiere, gli strumenti elettrici sono attaccati alla presa della cucina di uno dei componenti del gruppo. All’epoca i fratelli Knopfler, Mark e David, e John Illsley con Pick Withers si chiamavano Cafè Racers, Mark era un giornalista dello Yorkshire Evening Post che da anni sognava di formare una band e aveva scritto decine di pezzi. Quasi per caso provò insieme agli altri tre di metterla su, e cambiarono nome in Dire Straits, che significa “essere al verde”, per spiegare in che condizioni avessero iniziato questa avventura. Eppure un demo di 4 canzoni arrivò tra le mani di Charlie Gillett, uno dei disc jokey più famosi della BBC, che conduceva uno show radiofonico seguitissimo, Honky Tonkin’. In un periodo dominato dalla sfacciataggine del punk, dai primi vagiti della musica elettronica e della new wave, i Dire Straits proponevano…

The Mamas & The Papas

Quartetto vocale americano interprete di piacevolissime armonie a metà tra il folk della Costa Atlantica e un certo suono West Coast, i The Mamas &a The Papas traggono origine da alcuni gruppi newyorkesi dei primi '60: i Journeymen e i Big Three. Nel 1964 Rose lascia la band e al suo posto entrano Denny Doherty e Zalman Yanovsky.
Discografia e Wikipedia

Davide Van De Sfroos - Pica! (2008)

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di Silvano Bottaro
Davide Bernasconi in arte “Van De Sfroos” classe 1965, inizia una decina d’anni fa, la sua carriera da solista, realizzando il cd “Breva & Tivan”, disco d’oro, con cui vince la Targa Tenco come “miglior autore emergente”, e quasi contemporaneamente viene pubblicato il mini-cd, “Per una poma”. Nel 2001 pubblica “…E Semm partii”, che gli vale il secondo disco d’oro e la Targa Tenco come “miglior album in dialetto”. Nel gennaio del 2003, esce “Laiv”, come preannuncia la “storpiatura inglese”, un album che diventerà disco d’oro, quasi interamente registrato dal vivo. Infine l’ultimo album d’inediti “Akuaduulza”, 14 brani di storie, leggende, tradizioni di “acqua dolce”.
Dopo tre anni di attesa è uscito ora; “Pica!” (che in dialetto laghèe significa “picchia”), esclamazione che accompagnava il lavoro dei minatori di Frontale (frazione di Sondalo, comune dell’Alta Valtellina). Il disco è composto da quindici canzoni, di cui dodici cantate in dialetto e le restanti in i…

David Bowie - Changes

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Stevie Wonder - Songs In The Key Of Life (1976)

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Uno dei più grandi geni della musica nasce prematuro il 13 Maggio 1950, a Saginaw nel Michigan. Nell'incubatrice dove viene portato c’è però troppo ossigeno, e questo gli causa la perdita della vista. Questo handicap però non ferma Steveland Judkins Morris dal dimostrate precocissimamente le sue doti artistiche. Impara a 3 anni a suonare il pianoforte, poi batteria ed armonica. Barry Gordy, il leggendario tycoon di Detroit che fondò la Tamla Motown, l’etichetta della musica nera, quasi non credeva fosse vero che questo piccolo genio 12enne sapesse fare tutto. Lo scrittura e ne fa un piccolo Ray Charles: nel 1962 esce Tribute To Uncle Ray, il primo di una serie di 5 dischi a nome Little Stevie Wonder, il nome d’arte che Gordy gli affibbia. Nel 1963 la prima numero 1 nella classifica di Billboard con Fingertips, e così fino al 1964 quando la normale crescita cambia il suo tono di voce. Nel 1966 quindi Wonder perde il “Little” e incide Up-Tight (Everything’s Alright) che segna il pr…

Iggy Pop – Free (2019)

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di Massimo Quarti
Caro Iggy, in occasione dell’uscita del tuo nuovo disco “Free”, volevo scriverti due righe.
So che non ti sei mai sentito un artista al pari di David o Lou, non ne hai mai fatto segreto e, entrambi, ti hanno sempre aiutato, scritto molti pezzi, arrangiato molti altri, David ti ha registrato, prodotto, seguito in tournée, Lou si è offerto di sistemarti molti brani, tutto quello che dovevi fare era mettere giù una traccia, il resto lo faceva lui. Tu hai sempre guardato ai tuoi amici come a delle luci guida, senza le quali rischiavi di perderti. E lo hanno fatto perché volevano che tu sopravvivessi, perché stavi vivendo sempre al limite, sul “confine della notte”; ed erano lì, come se sapessero che il loro tempo sarebbe stato più breve, che alla fine era giusto che rimanessi tu, nessun altro, allora ti hanno reso celebre e tu ti sei tagliato sul palco, hai sanguinato, hai tirato giù le mutande mentre cantavi, ti sei fracassato un’anca, ti sei spaccato i denti, ti sei r…

Tom Waits Complete

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L'intera discografia di Tom Waits in ordine cronologico. Disco dopo disco, canzone dopo canzone, per un totale di 382 brani.
Qui su Spotify

Bon Iver – I, I (2019)

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di Cristiano Gruppi
C’era una volta un cantautore talentuoso che, in quasi totale solitudine, si era chiuso con il cuore spezzato in una casetta nel Wisconsin. Ne uscì con uno dei migliori album degli interi anni ’00: ‘For Emma, Forever Ago‘ era intimo, sincero, emozionante. La produzione, di cui Justin Vernon si era occupato in completa autonomia, era essenziale ma non scarna, perfetta per trasmettere quelle sensazioni di sofferenza e isolamento che lo avevano portato a scrivere delle canzoni così belle. Ci volle un po’ di tempo perché il mondo se ne potesse accorgere, ma già a metà 2008 il moniker Bon Iver era sulla bocca, sulle penne e sulle tastiere di tutti. Un milione di copie vendute nei soli Stati Uniti, copertine di magazine come se piovesse, l’interessamento di Kanye West, che volle Vernon in studio con lui per registrare un paio di brani.
Da quel momento, il Justin che si era auto-confinato nella cabina di caccia di suo padre non è più esistito. I Bon Iver sono diventati un…

Lost in Transmission No. 25

Frankie Lee - Stillwater (2019)

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di Marco Verdi
Frankie Lee (da non confondersi con l’omonimo blues & soul singer scomparso nel 2015) è un giovane cantautore proveniente dal Minnesota che ha esordito nel 2013 con l’EP Middle West, al quale nel 2016 ha fatto seguire il suo primo album, American Dreamer, che ha ricevuto critiche positive un po’ ovunque. Lee (il cui cognome è Peterson) è un songwriter di stampo classico che si ispira alla musica degli anni settanta, californiana e non solo, e sa costruire melodie all’apparenza semplici ma di grande impatto. Stillwater (dal nome della sua città natale, omonima di quella più famosa in Oklahoma) è il titolo del suo secondo lavoro, un disco che già dal primo ascolto mi ha letteralmente fulminato. Non conosco American Dreamer, ma quello che so è che Stillwater è un lavoro davvero splendido, un album pieno di canzoni una più bella dell’altra, suonate e cantate con un feeling da pelle d’oca (sono in possesso di una copia promozionale ma ecco i nomi dei musicisti: Jacob Han…

Lynyrd Skynyrd

Il primo nucleo dei Lynyrd Skynyrd si costituisce a Jacksonville, Florida, nel 1965, quando Ronnie Van Zant (1949 - 1977) insieme a due compagni di scuola, i chitarristi Allen Collins e Gay Rossington, forma una rock band che cambia continuamente nome: Noble Five, Wild Cats, My Backyard, One Percent.
Discografia e Wikipedia

Purple Mountains – Purple Mountains (2019)

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di Stefano Solventi
Riepiloghiamo: per venti anni più o meno esatti i Silver Jews di David Berman hanno detto la loro (sei album, due EP) in materia di lo-fi indie, rappresentando in un certo senso l’alter ego dei Pavement, coi quali hanno tra l’altro condiviso un pezzetto di strada iniziale, seppure – come dire – in nuce, visto che nel bel mezzo degli Eighties prese vita la compagine Ectoslavia, di cui fecero parte oltre a Berman anche Stephen Malkmus e Bob Nastanovich. Formidabili quegli anni, certo, ma nel 2009 calò il sipario: Berman, da sempre refrattario alle regole, ai riti e ai cliché del rock (celebre la sua riluttanza a esibirsi dal vivo), decise che era il caso di chiuderla lì. Niente più Silver Jews, niente più rock. A quarantadue anni era arrivato il momento di pensare ad altro, anche perché non aveva mai disdegnato la scrittura (poesie, soprattutto) e il disegno. Capitolo chiuso, quindi. Anzi, no.
Nel frattempo ha pubblicato raccolte di poesie e illustrazioni (non è uno …

Seryn - On My Knees

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Three Dog Night - The Best Of Three Dog Night (2000)

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Questa è la seconda compilation “best of” che ho inserito in questa rubrica. Per molti sono solo un espediente per adempiere a note di contratto, per farsi un po’ di pubblicità dopo periodi di appannamento e cose simili. Ma qualche volte una compilation dei più grandi successi di un’artista è semplicemente un’antologia ragionata della carriera, che in casi ancora più particolari sono l’unico metodo per raccogliere davvero il meglio della produzione in questione. Ho scelto questa compilation, la più completa, del gruppo di oggi perchè i Three Dog Night dal 1969 al 1974 sono una clamorosa macchina da singoli di successo: 18 singoli consecutivi nella top 20 e ben 9 dischi d’oro. La band si forma quando Danny Hutton, un irlandese che emigra negli Stati Uniti in cerca di successo (con qualche singolo pubblicato a metà anni ‘60) incontra Cory Wells, già cantante con Sonny & Cher e Chuck Negron. I tre si circondano di un buon giro di musicisti sessionisti e prendono il loro nome, Three …

Minor Alps - "Buried Plans"

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Willy De Ville - Pistola (2008)

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di Silvano Bottaro
In trenta anni di carriera, De Ville ha inciso 15 album (antologie escluse), e dopo quattro anni da “Crow Jane Alley” incide questo lavoro “Pistola” (chissà perché in italiano) confermando ancora una volta il suo personale stile musicale. L’album anche se con qualche discontinuità, e quindi imperfetto, conserva lo spirito del musicista misterioso, enigmatico e sorprendente. De Ville, pirata metropolitano non solo nella fisicità ma soprattutto nella sua musica, “rapisce” i generi più diversi che sono il blues, il rhythm blues, il cajun, il rock’n ‘roll e li mischia allo stesso tempo con il soul e il sound gitano, sonorità che indiscutibilmente gli appartengono e che sono diventate il suo marchio di fabbrica. I dieci brani che compongono l’album anche se tra loro eterogenei, sono legati da un filo conduttore che è: la sua profonda voce e l' arrangiamento geniale, entrambi dimostrazione della sua grande personalità. Willy a cinquantatre anni continua a fare grande music…

Lost in Transmission No. 24

Rolling Stones - Let It Bleed (1969)

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Questo disco, capolavoro del rock, usciva nei negozi di dischi a fine novembre di 50 anni fa, 1969. Questo disco sancì in maniera simbolica la fine dell’estate dell’amore, quel 1969 di proteste, sogni, canzoni, dischi incredibili, Woodstock. I Rolling Stones pubblicarono questo disco appena poche settimane dopo la tragedia durante la loro esibizione al Festival Rock di Altamont: durante il loro show il terrificante servizio d’ordine degli Hell’s Angels, la band di motociclisti fuorilegge, accoltellò un giovane ragazzo nero, Meredith Hunter, in una manifestazione che voleva essere la Woodstock della Costa Occidentale ma che finì con la peggiore delle tragedie. Questo disco racchiude tutte le tensioni e le pulsioni di quel periodo e nasce in un momento cruciale nella storia della band inglese. Dopo la pubblicazione l’anno precedente di Beggars Banquet, altro disco storico, Brian Jones per i suoi problemi con la giustizia inglese non ottiene il visto per il passaporto, proprio a ridosso…

Lord Huron - She Lit a Fire

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Lost in Transmission No. 23

Dan Mangan - Sold

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Lost in Transmission No. 22

Portishead - Roads

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Lost in Transmission No. 21

Banks – III (2019)

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di Hamilton Santià
Negli ultimi anni il confine tra musica mainstream e musica “avant” si è assottigliato sempre di più. Alcuni degli artisti più famosi e importanti del mondo hanno iniziato a collaborare con produttori e musicisti innovativi e di grido che non avevano giustamente nessuna intenzione di restare confinati nel recinto dell'underground (poi un giorno affronteremo per bene il discorso) per creare una musica ambiziosa, interessante e al tempo stesso ricca di ricerca e molto diversa dalla normale massimalizzazione che storicamente contraddistingue la musica mainstream. I nomi che possiamo fare sono sempre gli stessi: Kanye West; Beyonce; Rihanna, ma anche la stessa Madonna e artisti hip hop famosissimi oltreoceano come The Weeknd e Frank Ocean. Questo processo ha via via creato un terzo spazio che non sta né nel mainstream, né ovviamente nell'underground. Uno spazio in cui si muove una musica che alla meglio riesce a “rendere pop” il discorso dell’avanguardia e alla …

Damien Rice - 9 Crimes

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Pere Ubu – The Long Goodbye (2019)

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Per lungo tempo i Pere Ubu sono stati la mia ossessione. Il motivo è da addebitarsi al fatto che non riuscivo a trovare nulla dei loro dischi, per la precisione dei loro primi cinque album, quelli del periodo classico, che li fecero diventare una leggenda del post-punk nonché uno dei complessi più rivoluzionari del rock alternativo. La mia voglia di ascoltarli fu finalmente esaudita nel momento in cui, nel 1996, venne dato alle stampe il cofanetto “Datapanik in the Year Zero”, che raccoglie i primi cinque lavori dei nostri. Sono trascorsi due anni dal loro ultimo disco, ma ne sembrano passati molti di più a causa delle vicissitudini che hanno colpito David Thomas, da sempre il membro di riferimento della formazione. Il tour di “20 years in a Montana missile silo” fu costretto a subire uno stop a causa dei problemi di salute di Thomas nel novembre del 2017. David ha subito un paio di ricoveri, è un uomo ormai vecchio e malato. Forse “The long goodbye” rappresenta il loro canto del cig…

Nick Lowe

Nick Lowe (1949) passa alla storia degli anni '70 come solista, produttore e agitatore rock in generale. La sua musica dotata di un garbo classico e moderno, si può definire, con il titolo dell'edizione americana di "Jesus of Cool", "Pure pop for now people".
Discografia e Wikipedia

Rickie Lee Jones – Kicks (2019)

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Ancora oggi, e sono ormai trascorsi trentasette anni, non mi do pace al pensiero di aver mancato il concerto di Rickie Lee Jones a Correggio la sera della finale mondiale del 1982 tra Italia e Germania. La nostra aveva, fino ad allora, pubblicato due album, l’omonimo e “Pirates”, che considero i più belli della sua discografia. Sono sempre stato attento alle uscite discografiche della compagna di bagordi al Tropicana Motel di Tom Waits e Chuck E. Weiss. Con l’avvento del nuovo secolo la mia attenzione è sicuramente calata di intensità e, solo saltuariamente, le ho prestato ascolto. “Kicks” è un album eclettico di 10 cover – da “Mack The Knife” scritta nel 1928 per un musical tedesco (conosciuto negli States come “The Threepenny Opera”) e che divenne uno standard jazz, a “Bad Company”, nota anche per la versione dell’omonima rock band inglese Bad Company. Gli arrangiamenti e il suono del nuovo disco sono stati curati dal produttore Michael Napolitano (Ani DiFranco), che ha dato ad ogn…

Bruce Springsteen & The E-Street Band - Live/1975-85 (1986)

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In una delle più belle interviste musicali che conservo gelosamente, uno dei miei cantanti preferiti racconta delle emozioni che il palco dà ad un cantante: c’è chi ne è quasi intimorito, e la storia della musica è piena di geniali artisti da studio ma timidi e impacciati dal vivo; c’è invece chi in studio non riusciva ad esprimere al massimo il suo impegno, ma che dal vivo veniva liberato da ogni vincolo per scatenarsi senza freni. In uno dei più celebri libri sulla musica rock di tutti i tempi, Il Rock é Finito, Simon Frith descriveva le performance dal vivo di Bruce Springsteen come “un atto di esaurimento”, cioè l’artista non era davvero contento fin quando, esausto, sudato e stravolto, non si inchinava per l’applauso finale, fino a quando non avesse esaurito tutto ciò che aveva.  Bruce Springsteen fu la scommessa, ad inizio anni ‘70, della Columbia e dei grande Tom Wilson, di trovare un nuovo Dylan (Wilson fu colui il quale davvero scoprì e produsse il gigante di Duluth). Spring…

Ritchie Valens

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Ritchie Valens (born Richard Valenzuela, 13 May 1941 – 3 February 1959)

Jeff Buckley - Grace (1994)

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di Silvano Bottaro
Grace è l’unico disco completo che JeffBuckleyci ha lasciato in sua memoria, prima che un destino dannato lo prendesse con se. Morì infatti, annegato nel maggio del 1997.
Dal padre Tim, uno dei più grandi cantautori del secolo scorso, oltre alla morte prematura, ha preso in eredità la grandissima dote vocale.
Il disco è composto da dieci brani di forte impatto, non solo vocale ma anche spirituale. La canzone d’apertura “MojoPin” è un’alternanza variegata che va dai sussurri alle grida, senza violenza e con sentimento Buckleyiano. "Grace" ci fa sentire le doti musicali di cui il nostro è in possesso. E lo si percepisce soprattuto dalle sue performance vocali.
“LastGoodbye” è l’esempio di come un brano “leggero”, cantato da Jeff diventi di spessore. “LilacWine” è tra i brani più spirituali del disco, la malinconia e la dolcezza dell’interpretazione lo fa avvicinare allo stile del padre. “So Real” ci porta agli antipodi rispetto alla precedente, un brano “libe…

Lost in Transmission No. 20

Dylan LeBlanc – Renegade (2019)

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di Nicola Chinellato
Non abbiamo mai messo in dubbio le qualità di Dylan Leblanc come songwriter; tuttavia, è fuor di dubbio, che la scelta di un grande produttore, con cui lavorare in sintonia, ha finito per assecondare e tirare fuori il meglio da un artista che sembra aver trovato finalmente una decisa e più spiccata identità. Giunto al quarto disco in studio, il primo dopo tre anni di silenzio, Leblanc si affida alle sapienti mani di Dave Cobb, e il risultato si sente, eccome.
Quel mood morbido e atmosferico che aveva connotato i lavori precedenti subisce con Renegade uno scossone, guadagnando in adrenalina, compattezza ed equilibrio. Basta la prima canzone, per rendersi conto che qualcosa è cambiato: la title track, tira via dritta, con un bel riff di chitarra, la ritmica tesa e umori che rimandano al grande Tom Petty. E’ una canzone splendida, anche se i fan della prima ora, probabilmente, si troveranno disorientati, perché inusuale.
Certo, non tutto possiede il piglio e la forza…

Cat Stevens - Tea For The Tillerman (1970)

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Un ragazzo, di padre greco e di madre svedese, cresce in un quartiere londinese ascoltando musica in una stanzetta proprio sopra il piccolo ristorante dei genitori, ascoltando le voci e la musica popolare greca che spesso veniva suonata al ristorante, rumori, sentendo gli odori della cucina e della strada. Sembra la trama di un romanzo di Dickens, ma è la storia di uno dei cantautori folk più famosi della musica inglese. Steven Georgiou a quella musica greca popolare aggiunge i suoni della scena inglese beat e dei dischi americani che inizia a comprare. Decide di provare a diventare un artista. Cambia nome in Cat Stevens dopo che una sua amica gli fa notare che ha gli occhi di un gatto. A metà degli anni 60 pubblica i primi lavori con la Deram, Matthew and Son e New Masters (entrambi 1967). C’è già un bagliore di ciò che sarà nella famosa Matthew and Son (che arriverà al numero 2 in classifica), I Love My Dog, I’m Gonna Get Me A Gun. Due brani dal primo disco, The First Cut Is The D…

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