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Alcuni buoni motivi per amare Robert Wyatt

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di Alberto Piccinini Robert Wyatt ha compiuto settant’anni a gennaio duemilaquindici. Il mese scorso ha annunciato in un’intervista di avere smesso con la musica. “Ho pensato che i macchinisti di treno vanno in pensione a 65 anni. Lo farò anch’io. Cinquant’anni passati al posto di guida non sono una cosa da poco e in questo momento a essere onesto sono più interessato alla politica che alla musica”. Lo ha detto con la consueta ironia, macchinista della sedia a rotelle dove sta seduto da quando aveva 28 anni. “Se Dio avesse creato le sedie a rotelle”, recita un’altra sua battuta “le avrebbe presentate come una naturale alternativa alle gambe, nel caso qualcuno avesse voluto scegliere”. A 28 anni Wyatt cadde completamente ubriaco dalla finestra di un primo piano, durante un party londinese (“ho rovinato la festa a tutti”). L’incidente passò agli atti della storia minore del rock. Nella storia maggiore si moriva e ciao, come Jimi Hendrix. Si sorvola spesso sulle circostanze: dep...

Robert Wyatt - Different Every Time (2014)

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di Guido Festinese Ci sono musicisti che, spinti da una sorta di bulimia produttiva, inondano il mercato con decine di produzioni. Sparano nel mucchio, in pratica, sperando di cogliere qualche bersaglio grosso. A volte ci riescono. Ce ne sono altri che sembrano distillare le proprie creazioni, centellinando occasioni ed uscite. Poi però va a finire che, nella conta degli anni e dei decenni, anche i distillatori di note hanno lasciato attorno a sé tracce consistenti. Tutte utili, però. A volte utili e indispensabili. Altre ancora indispensabili e radiose. Come quelle dell'Angelo Rosso in catene sulla sua sedia a rotelle Robert Wyatt. Che è anziano e acciaccato, come la sua dolcissima compagna di sempre Alfreda Benge. Non va più sui palchi, ma quando fa uscire qualcosa è bene precipitarsi a procurarselo. Pena mancanza di iniezioni proteiche che possono continuare a confortare esistenze agre. Questo doppio è l’ultima idea del patafisico signor Wyatt. Un lavoro in cui ha raccolto i...

Robert Wyatt - Rock Bottom (1974)

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di Silvano Bottaro Non è facile descrivere questo album, la sua bellezza è direttamente proporzionale alla sua complessità. Sono i Suoni e i sospiri di un uomo distrutto nel fisico, ma spiritualmente integro come pochi. Wyatt ritrova se stesso e l'inizio di una nuova vita proprio quando stava per perderla. Costretto su una sedia a rotelle, Wyatt realizza insieme ad amici canterburiani di vecchia data come Richard Sinclair, Hugh Hopper e uno straordinario Mike Oldfield, uno dei pochi toccanti inni di pace e d'amore mai ascoltati . Non c'è più la lucida follia dei Soft Machine , ne la psicotica anarchia dei Matching Mole , ma una musicalità dolce pervasa da un senso di commovente tranquillità e una voce roca che sembra quasi sottolineare i passaggi di questa eterea e sognante dimensione. Rock Bottom è un fascio di luce radioso che entra dalle finestre dell'anima per esaltare l'imperscrutabile grandiosità della vita. Un destino oltraggioso a causa dell'autoles...

Robert Wyatt - Rock Bottom (1974)

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Ci sono dischi che scivolano via e si dimenticano dopo il primo ascolto, altri si possono considerare buone creazioni e altri ancora vere e proprie pietre miliari nella storia della musica. Poi ci sono i rarissimi casi di dischi che vanno oltre, rappresentando dei veri e propri viaggi per mente e orecchio. Sono ascolti che ti si attaccano addosso in maniera indelebile. L’album Rock Bottom di Robert Wyatt è uno di questi. Un viaggio negli abissi dell’oceano che cela simbolicamente il viaggio dentro noi stessi, alla scoperta degli angoli più bui dell’inconscio. Quegli angoli che Wyatt ha conosciuto bene dopo l’incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Caduta accidentale o tentato suicidio? Chissà… ma non è questo che importa. Comunque sia andata, Robert è dovuto rinascere, inventandosi una nuova esistenza per vivere quella inaspettata condizione. La sua ricetta? Annullare completamente quello che era stato musicalmente e umanamente. Per vivere, ogni ricordo doveva essere canc...

Jimi Hendrix & Robert Wyatt

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Del mondo - Robert Wyatt

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E' stato un tempo il mondo giovane e forte, odorante di sangue fertile, rigoglioso di lotte, moltitudini, splendeva pretendeva molto... Famiglie donne incinte, sfregamenti, facce pance gambe braccia... Dimora della carne, riserva di calore, sapore familiare e odore... E' cavità di donna che crea il mondo, veglia sul tempo lo protegge... Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge, insoddisfatto poi distrugge... Il nostro mondo è adesso debole e vecchio, puzza il sangue versato è infetto... Povertà magnanima, mala ventura, concedi compassione ai figli tuoi... Glorifichi la vita, e gloria sia, glorifichi la vita e gloria è... Canzone dei CSI accorciata da R.W.

E T I C H E T T E

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