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Lou Reed & John Cale - Song For Drella (1990)

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Nel Febbraio 1987, per le complicanze di un intervento di colecistectomia, muore a New York Andy Warhol, a 58 anni. Dell’artista, fotografo, gallerista, cineasta di Pittsburg tutti abbiamo un’idea almeno visiva, essendo lui e la sua arte pop una delle icone del ‘900, e subito dopo l’inaspettata comparsa ci fu un profluvio di mostre, retrospettive, biografie, addirittura un’asta di suoi 10.000 oggetti tenuta da Sotheby’s a New York. Warhol a metà degli anni ‘60, quando la sua Factory creativa era al 1342 di Lexington Avenue di New York, faceva suonare durante i suoi happening una band proiettando su di loro delle immagini psichedeliche, costringendo i 4 componenti di quel gruppo ad indossare sempre gli occhiali da sole. Quella band si chiamava The Velvet Underground e fu lo stesso Warhol a creare per il loro primo disco, The Velvet Underground & Nico, l’iconica immagine della banana sbucciabile (l’album è del 1967). L’anima di quella band leggendaria furono Lou Reed e John Cale. ...

John Cale – Mercy (2023)

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di Antonio Pancamo Puglia “Io una leggenda vivente? È come una saponetta in una doccia senz’acqua: non serve proprio a niente. Fare la leggenda vivente è un modo precario di guadagnarsi la vita. È una fuga davanti alle responsabilità”. Ci eravamo lasciati con queste parole undici anni fa, in un’intervista concessa allo scrivente (e pubblicata sul mensile JAM, ottobre 2012) in promozione di Shifty Adventures in Nookie Wood, allora suo ultimo capitolo in studio prima di questo Mercy (se si eccettua M:FANS, del 2016, rework radicale del classic album Music For a New Society). Pur avendone i titoli, al sig. John Cale, classe 1942 e un discreto curriculum alle spalle, non è mai interessato davvero vivere di gloria riflessa. Se c’è un minimo comune denominatore in una carriera che ha attraversato sessant’anni di rock e dintorni, è l’aver tenuto fede, sempre, all’imperativo categorico impostosi sin dagli inizi: provare, riprovare, sovvertire, utilizzare i linguaggi musicali sottomano alla cos...

John Cale - Music For A New Society (1982)

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di Silvano Bottaro Una colonna sonora scarna e spesso struggente, enigmatica nel suo protendersi oltre i confini dell'emotività e incredibilmente magnetica nella sua tensione sottile, quasi surreale. Una stanza spoglia, un uomo con le sue tastiere, essenzialmente pianoforte e organo, qualche sporadico intervento di chitarra e percussioni, una voce carismatica nel suo incedere ai limiti del recitativo. Questo, e molto altro ancora, è Music For A New Society, capolavoro solista dell'ex-mente creativa dei Velvet Underground. Non un album rock, come Cale ne ha realizzati pure di ottimi, ma un album che vive di poetica rock filtrata attraverso una lente intimista, la stessa di Tim Buckley, di Nick Drake, dell'inarrivabile Springsteen di Nebraska: Music For A New Society è il lucidissimo delirio del cuore di un artista schivo e inimitabile, di uno stratega dell'eclettismo e della sensibilità, di un straordinario "mago" di suoni che trascendono l'esperienz...

John Cale

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E T I C H E T T E

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