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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2007

Vic Chesnutt - North Star Deserter (2007)

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 Le storia musicali di marzo le voglio legare ad un grande evento che inizierà venerdi 6, le Paralimpiadi di Milano Cortina. I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per chi ha disabilità fisiche e mentali e tra pochi giorni inizierà la loro quattordicesima edizione invernale (la prima in assoluto si ebbe per i Giochi Olimpici di Roma 1960). Per questo il legame tra i dischi sarà quello di essere stati creati da artisti con una disabilità. Vi prometto che cercherò di non scrivere dei due più ovvi contendenti, Stevie Wonder e Ray Charles (tra l'altro già protagonisti di Storie di Musica) e di cercare storie belle e soprattutto bella musica. Credo che una musica bella e toccante la facesse l'artista di oggi. Vic Chesnutt aveva 19 anni nel 1983 quando dopo una serata di bagordi alcolici ha un incidente stradale: la sua auto finisce in un canale e rimane paraplegico, costretto su una sedia a rotelle per il resto della sua vita. Parzialmente ripresosi, da Zebu...

Pretty Girls Make Graves - Élan Vital (2007)

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 Dietro l’etichetta “punk” c’è un universo. E come molte cose indefinibili, o quantomeno con una definizione così ampia e dai così labili, racchiude cose che all’apparenza non c’entrano. Questo pensiero un po’ contorto, un po’ punk, mi è venuto perché alla ricerca di notizie sulla band della Storia di Musica di oggi c’è che sono considerati un gruppo post-punk. Devo dire che il nome che Andrea Zollo, cantante, e Derek Fudesco, bassista, si scelgono a Seattle a primi degli anni 2000 è davvero bello: Pretty Girls Make Graves è il verso di una canzone degli Smiths, omonima, dal loro primo disco del 1984, che a sua volta era un omaggio alla poesia di Kerouac, I Vagabondi Del Dharma, in cui si legge “Pretty girls make graves, was my saying, whenever I'd had to turn my head around involuntarily to stare at the incomparable pretties of Indian Mexico”. A loro si aggiungono Nick Dewitt alla batteria e alle tastiere, J. Clark alla chitarra e Nathan Thelen alla chitarra e come seconda voce. C...

Okkervil River - The Stage Names (2007)

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Fino a 15 giorni fa non conoscevo questo gruppo, e la sua storia variegata e spassosa. Non conoscevo ovviamente nemmeno il loro modo di fare musica, che mi ha colpito davvero tanto. Will Sheff, voce e chitarra, Zach Thomas al basso e al mandolino e Seth Warren alla batteria sono tre amici sin dal tempo del liceo, e vivono nel New Hampshire. Si trasferiscono dopo il college ad Austin, in Texas, e mettono su una band: prendono nome dal titolo di un racconto di Tat'jana Nikitična Tolstaja (che discende da un ramo minore dei Tolstoj), contenuto nella raccolta Sotto Il Portico Dorato, che si intitola Sul Fiume Okkervil, che è un breve fiume che passa per San Pietroburgo: Okkervil River. Siamo a fine anni '90 del '900 e i nostri registrarono un album autoprodotto composto da sette canzoni intitolato Stars Too Small To Use. Iniziano a fare concerti, la band si allarga (Jonathan Meiburg alla fisarmonica e poi all'organo). Nel 2002 la famosa etichetta indipendente Jagjaguwar li ...

Eddie Vedder - Into The Wild (2007)

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di Silvano Bottaro Into The Wild , primo album solista per Eddie Vedder , cantante e leader dei Pearl Jam , è anche colonna sonora del nuovo film scritto e diretto da Sean Penn dal titolo omonimo. Del film, tratto dal libro che racconta la storia di Christopher McCandless , un giovane studente atleta, che come scelta di vita abbandona tutto e si mette in viaggio nelle zone selvagge degli Usa, da dove non tornerà più, l’unica cosa che vi e mi consiglio è quella di andarlo a vedere, del disco invece non ho dubbi, ascoltatelo. A differenza dei dischi dei P.J. , Eddie in questo disco è assai più acustico. Quasi tutti i brani sono da lui composti ed eseguiti, seguendo una strada più intima e cantautorale . Non per questo il disco manca di energia e di vitalità, anzi l’intensità e l’emozione a volte sono veramente forti e cariche di trasporto. Le canzoni sono semplici piccoli gioielli in formato folk, anche perchè l'uso della voce e degli arpeggi delle chitarre, hanno la ...

Bruce Springsteen - Magic (2007)

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di Silvano Bottaro La nomenclatura ufficiale della critica, non ha accolto trionfalmente l’ultimo lavoro di Springsteen e, per amor del vero, le stelle attribuite a “ Magic ” certamente non illuminano il cielo. Effettivamente questo era nell’aria e nelle settimane precedenti all’ascolto del cd , ho avuto come una sorta di premonizione: i dischi meno osannati dalla critica a lungo termine sono quelli che ascolto di più: Human Touch , Lucky Town e soprattutto Tunnel of love , mi hanno accompagnato per molte volte in questa terra a volte acida. C’è un teorema matematico che per me vale più di quello di Pitagora: la somma di quante volte un cd suona nel tuo lettore musicale è uguale alla somma di quanto il disco ti piace. Seguendo questo teorema, il disco ha riscosso un grosso successo nella mia sfera musicale e per me, questo potrebbe già bastare. Analizzando invece il disco con più attenzione mi soffermerei su alcuni punti. Sembra che la decade che stiamo vivendo sia molto...

Marlene Kuntz - Uno (2007)

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di Silvano Bottaro “…i Marlene Kuntz vivono il loro presente e il loro presente è in continua evoluzione…” sono le parole di Cristiano Godano, cantante e paroliere, rilasciate in una recente intervista. Anche se sono sulla scena musicale italiana da dieci anni, non conoscevo il loro mondo sonoro. Mi sono avvicinato a questo disco per curiosità e quindi non avendo ascoltato i loro dischi passati, mi è difficile fare opera di paragone, probabilmente è solo un vantaggio. Questo nuovo lavoro (il settimo per la cronaca) è prodotto e arrangiato da Gianni Maroccolo , è composto da dodici tracce, dodici canzoni che hanno come comune denominatore: l’amore. Il titolo stesso di questo cd “Uno” è assai emblematico. Uno è unico, unico è l’amore. Questa è la summa del disco. In sostanza quello che esce fuori a testa alta da quest’opera sono i testi. Le parole sono vere e proprie poesie, poesie d’amore. L’amore in ogni sua sfaccettatura, amori dolci, drammatici, poetici e fisici, co...

Mavis Staples - We'll never turn back (2007)

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di Silvano Bottaro E’ un doppio filo quello che percorre questo ottimo disco. Il primo è quello di Mavis Staples: il gospel, il soul, la lotta, Dr. King (Martin Luther King) e la sua splendida voce. Il secondo è quello di Ry Cooder: la produzione, il suo talento, la sua musica e il suo essere straordinario. L’unione di questi due “fili” che tra loro si intrecciano, come la trama e l’ordito, formano un tappeto sonoro unico e inimitabile. Questo “tappeto sonoro” provoca e trasmette dei segnali che vanno a stimolare anche quelle “zone” più latenti del nostro cervello, creando così nuove sensazioni, nuove emozioni, che credevamo perdute. Mavis Staples è una cantante di colore di 67 anni, è una leggenda del gospel. Possiede una delle voci più belle della musica soul, una delle voci più preziose della musica contemporanea. E’ stata cantante solista per tantissimi anni negli Staple Singer assieme al padre Roebuck Pops. Incide questo, che probabilmente, è il più bel disco della sua ...

AA.VV. - I’m not there (O.S.T.) (2007)

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Bob Dylan, che è stato anche attore (14 film come attore protagonista o co-protagonista), non concesse mai la sua autorizzazione per un film biografico su di lui. Con una unica, spettacolare eccezione: Todd Haynes, creativo cineasta canadese, che ha grande passione per la musica nei suoi film (cito per esempio Velvet Goldmine sul mondo glam, o un documentario sui Velvet Underground uscito nel 2021), ha il suo placet per un film su di lui, I’M Not There, che esce nel 2007. Dove per tutta la pellicola non viene mai citato Bob Dylan per nome, ma dove è rappresentato da 6 storie potenti e profonde da 6 personaggi diversi, ognuno a raccontare un aspetto del Dylan leggenda: il Poeta Arthur Rimbaud, il Profeta Jack Rollins / Padre John, il fuorilegge Billy McCarty, il falso Woody Guthrie, il "martire del rock and roll " Jude Quinn e la "stella elettrica" Robbie Clark. Il cast è stellare: Marcus Carl Franklin, 11 anni, in una prova magistrale per Guthrie, ossessione adolesc...

Patti Smith - Twelve (2007)

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di Silvano Bottaro La nostra sessantunenne Patti Smith non sente i segni del tempo, e ci regala questo bel disco di cover. E' facile pensare che un disco di cover sia un disco di comodo, un'uscita obbligata da contratti discografici, il riempire un vuoto creativo, insomma tutto fuorché un'opera vera e propria. No, niente di tutto questo. questo è un disco puramente voluto e sentito dalla nostra. Patti Smith ha sempre amato rifare brani di altri autori, nella sua carriera ne ha inciso abbastanza, con le canzoni degli altri riesce a dare il meglio di se, riesce a plasmarli come fossero opere sue. Per il titolo del disco non ha passato notti insonni, si chiama Twelve, dodici, come il numero delle canzoni incise. Sull'interpretazione invece, l'ex sacerdotessa punk ha fatto molto, cercando di ricreare e far sue alcune perle della storia del rock. Queste dodici canzoni ci accompagnano per un'ora di musica piacevole, molto godibile. Un cd che sono convinto ...

Arcade Fire - Neon Bible (2007)

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di Silvano Bottaro Se il titolo “Neon Bible” e la copertina del Cd possono indirizzarci verso una strada di non facile percorrenza, in realtà la prima sensazione che si percepisce nell’ ascoltare questo nuovo disco dei Arcade Fire è quella di “freschezza”. Dove per freschezza si intende: una musica immediata e vivace. Neon Bible è il loro secondo disco. Il primo “Funeral” del 2004 riscosse parecchio successo, sia dalla critica sia dall’utenza musicale. E, come succede in questi casi la seconda prova viene sempre attesa al varco: bolla di sapone o reale novità sonora? Direi che è la seconda quella azzeccata. Gli A.F. hanno voluto prendersi tre anni di tempo, prima di incidere questo bell’album, che viene registrato quasi totalmente in una chiesetta sconsacrata vicino a Montreal (mi ricorda il primo disco dei Cowboy Junkies) mentre per una parte dei cori vanno incidere a Budapest. L’ambiente in cui si snoda questo capitolo musicale è carico di atmosfere cupe e apocalittiche. Le ...

Bright Eyes - Cassadaga (2007)

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di Silvano Bottaro Bright Eyes si chiama Conor Oberst e ha 27 anni (nel 2007). E’ sulla scena musicale da dieci anni, pubblicando vari EP e poi dal 2005 due dischi. Due album controversi, uno sperimentale “ Digital Ash In A Digital Urn , e uno tradizionale “I’m Wide Awake , It ’s Morning ”. Questa terza prova era attesa come una “verifica”. Come fosse a un bivio e dovesse scegliere quale strada intraprendere: ha scelto la seconda, quella meno scoscesa, più sicura e di facile percorrenza, la tradizionale. Gli aggettivi che vengono subito alla luce nell’ascolto di questo Cassadaga , sono tre: semplice, profondo e maturo. Cassadaga è la conferma che Conor Oberst è un cantautore completo, le sue composizioni lo confermano. Questa sua virata verso il “folk” ha fatto modo di confezionare brani melodici e arrangiati con cura nei minimi particolari, con una strumentazione ricca, con l’aggiunta oltre a suoni tipicamente acustici anche di cori, abbandonando così quei giochi ...

Nick Cave & Grinderman - Omonimo (2007)

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di Silvano Bottaro Grinderman è un progetto, e come tale ha una sua precisa identità. I brani che compongono l’album hanno la peculiarità di essere “essenziali”, scarni, meno arrangiati del Cave che conosciamo degli ultimi anni, infatti ci riportano il “nostro” agli esordi, anche se in forma più morbida. I Grinderman, oltre a Cave alla voce, chitarra e piano sono: Warren Ellis al violino e chitarra acustica, Jim Sclavunos batteria e percussioni, Martyn Casey al basso. I disco spazia in tre momenti particolari; quello della TENSIONE ELETTRICA come la rabbiosa Get it on , la stridente Honey bee , la potente Love bomb , la essenziale Title track, per finire con la nevrotica e punk No pussy blues. Quello del BUIO TORMENTO come la psicadelica Elettric Alice , dell’oscura Don’t set me free , della seducente Decoration day , della decadente Go tell the women . Quello DOLCE RILASSATO come la lirica Rise , la poetica Man on the moon solo voce e piano, la superba Vortex , per fin...

Ry Cooder - My name is Buddy (2007)

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di Silvano Bottaro La pubblicazione di un album da parte di un musicista di grande spessore com’è Ry Cooder , crea sempre un certo “travaglio”. Si perché ormai il nostro Ry ci ha abituato, che ogni sua uscita discografica sia diversa dalla precedente e ogni volta ci svia verso nuove frontiere e quindi nuove visioni, nuove realtà, nuovi orizzonti sonori. Anche in questo caso non si smentisce e ci regala quest’opera di notevole valore, se non altro per il coraggio di intraprendere “sentieri” molto tortuosi, aspri e di difficile percorribilità. E’ un buon disco questo, anche se, e già il “se” implica un non totale coinvolgimento dell’album, e questo è dato solo esclusivamente dalla musicalità, dalle onde sonore che il mio “sentire”, non riesce completamente a far sue. Ascolto dopo ascolto, riesco a cogliere le varie sfumature che il bravo Ry è riuscito ad imprimere, ma non riesco ancora per il momento a “sentire” quelle vibrazioni che si percepiscono solo a “pelle”. Ci vorr...

Lucinda Williams - West (2007)

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di Silvano Bottaro Settanta minuti su settanta senza nessuna caduta, la Williams ha fatto tredici! Tredici pezzi uno più bello dell’altro, senza noia, senza discontinuità. Un disco suggestivo, profondo. Anche se i testi introspettivi parlano di “perdite”, perdita di un amore, perdita della madre, perdita di affetti, la Williams non si perde d’animo, i suoi brani diventano un canto liberatorio e fa trasparire anche su delle liriche tristi e drammatiche, un suono emotivo carico di forza, di ottimismo e di speranza. In questo nono album, si sente la straordinaria partecipazione di Bill Frisell, che con la sua chitarra eclettica, traccia un segno ritmico indelebile, in tutto il disco. Quest’opera musicale è un susseguirsi di grandi ballate cariche di grandi emozioni, di grande musica. Ascoltare per credere. 

Eddie Vedder - Into The Wild (Music for the motion picture) (2007)

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Il rapporto simbiotico tra musica ed immagini nel cinema è alla base della magia multisensoriale di tutte e due le arti. Basta pensare che le prime proiezioni del cinema muto avvenivano con un’orchestrina che dal vivo suonava. Ma lasciamo questo affascinante percorso per parlare del disco di oggi, che è una di quelle dimostrazioni speciale di perfetta sintonia tra idee cinematografiche e idee musicali. Eddie Vedder è lo storico e fenomenale leader dei Pearl Jam. Diviene amico di Sean Penn, l’altrettanto bravissimo attore californiano, due volte premio Oscar e vincitore di altri prestigiosi premi (Orso d’Argento a Berlino, due volte Coppa Volpi a Venezia, premi a Cannes e in altri importanti Festival cinematografici mondiali). I due diventano amici, e la prima occasiona per lavorare insieme arriva nel 1995, quando Vedder scrive insieme al cantante pakistano Nusrat Fateh Ale Khan due brani per il film di Penn Dead Man Walking (uno davvero da brividi, The Long Road). L’amicizia tra i ...

Radiohead - In Rainbows (2007)

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Con Hail To The Thief 2003), il sesto album in poco più di dieci anni, qualcosa finisce nella vicenda dei Radiohead. Finisce prima di tutto il contratto che li lega alla multinazionale di base britannica Emi, in coincidenza con una molto più generale sensazione di crepuscolo per un'industria discografica che non riesce a fermare (e tanto meno a capire) la rivoluzione tecnologica collegata alla diffusione capillare dell'accesso a Internet. Finisce qualcosa anche dentro al gruppo, però: la realizzazione del nuovo album sembra mettere in discussione l'esistenza stessa della band. Ne vengono fuori permettendo a Thom Yorke di pubblicare un album da solista. L'uscita di The Eraser, nel 2006, sgombera il campo da gli sperimentalismi elettronici che evidentemente appartengono più al cantante che agli altri componenti della band. Quando finalmente arriva In Rainbows, la grande sorpresa questa volta sta tutta nella semplicità delle sue dieci tracce, costruite secondo canoni ab...

Top Ten 2007

La mia top musicale del 2007.  1) Lucinda Williams - West - Settanta minuti su settanta senza nessuna caduta, la Williams ha fatto tredici! Tredici pezzi uno più bello dell’altro, senza noia, senza discontinuità. Un disco suggestivo, profondo. Un susseguirsi di grandi ballate cariche di grandi emozioni, di grande musica.   2) Mavis Staples - We'll never turn back - E’ un doppio filo quello che percorre questo ottimo disco. Il primo è quello di Mavis Staples: il gospel, il soul, la lotta, Dr. (Martin Luther king) e la sua splendida voce. Il secondo è quello di Ry Cooder: la produzione, il suo talento, la sua musica e il suo essere straordinario. L’unione di questi due “fili” che tra loro si intrecciano, come la trama e l’ordito, formano un tappeto sonoro unico e inimitabile. Questo “tappeto sonoro” provoca e trasmette dei segnali che vanno a stimolare anche quelle “zone” più latenti del nostro cervello, creando così nuove sensazioni, nuove emozioni, che credevamo perd...

E T I C H E T T E

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