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Visualizzazione dei post con l'etichetta yo la tengo

Yo La Tengo – Murder In The Second Degree (2016)

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di Silvano Bottaro Nel 2006 usciva una compilation di cover intitolata Yo La Tengo Is Murdering the Classics, in cui la band di Hoboken aveva raccolto una serie di cover suonate dal vivo durante un evento di raccolta fondi per la stazione radio indipendente WFMU. In quell’occasione le canzoni erano a richiesta: gli ascoltatori ne chiedevano una via telefono e la band si cimentava nel suonarla a memoria, con risultati alterni. Ora, dieci anni più tardi, viene alla luce un secondo lavoro intitolato, appunto, Murder in the Second Degree, una nuova raccolta di cover improvvisate. Oltre alla pregevole copertina, di nuovo opera – veramente dark – di Adrian Tomine, il disco non è da meno. I brani "coverizzati" hanno la pregevole peculiarità di essere tutti "marchiati" Yo La Tengo, un suono, un marchio, una garanzia.

Yo La Tengo – This Stupid World (2023)

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 di Carmine Vitale Esistono molti modi per provare a risanare una frattura profonda e, a volte, bisogna essere disposti a passare per metodi non convenzionali. Assorbire, metabolizzare, trasformare sono termini entrati con prepotenza nel vocabolario emotivo del trio originario di Hoboken che risponde alla voce Yo La Tengo, impegnati a loro modo a fronteggiare un nemico silenzioso in grado di sopraffarti pur senza essere visibile. E non si è di certo fatta attendere una reazione, prima impulsiva con l’EP We Have Amnesia Sometimes (2020) con la band impegnata a trovare delle vie di fuga che potessero tirarli fuori da un torpore dilagante, poi ragionata e qui decisa a fare i conti sul serio con “questo stupido mondo“. This Stupid World è il risultato cristallino di un percorso lungo quasi quattro decenni, durante cui la formula imbastita dalla coppia Ira Kaplan e Georgia Hubley si è rivelata capace di adattarsi ai mutamenti del tempo, al passaggio di vecchi e nuovi compagni di viaggio...

Yo La Tengo - Fade (2013)

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di Silvano Bottaro Di tanto in tanto capita di ascoltare un album di cui non si ha voglia di parlare temendo un confronto tra di esso e le proprie parole. Questo succede quando un disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare e subito uno si sente partecipe delle emozioni dell'artista e gli regala candidamente le proprie, e anche dopo aver ascoltato un solo brano hai la certezza che tutto il resto sarà buono. Questo è uno di questi. Vicini al trentesimo anno di attività (si sono formati nel 1984), i Yo La tengo pubblicano il loro sedicesimo album in studio che porta il bel titolo di Fade ovvero "dissolvenza". Il trio composto da Ira Kaplan (chitarra, piano, voce), Georgia Hubley (batteria, pianoforte, voce) e James McNew (basso, voce), non ha mai amato la luce dei riflettori dello show business e proprio per questo non hanno mai avuto un grande successo commerciale diventando quindi una band di culto. Tra le band più interessanti degli ultimi vent...

Yo La Tengo – There’s A Riot Going On (2018)

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di Alberto Campo Dicono che nell’occhio del ciclone regni la quiete. Paradosso meteorologico in qualche modo riprodotto musicalmente dal nuovo disco degli Yo La Tengo, There’s a Riot Goin’ On. Introducendolo, lo scrittore e saggista newyorkese Luc Sante l’ha definito «un’alternativa alla rabbia e alla disperazione». Sono tempi cupi e minacciosi, si sa, e la “rivolta” menzionata nel titolo ha prerogative opposte a quelle della ribellione cui alludeva – era il 1971 – l’omonimo e leggendario album di Sly & The Family Stone. Se allora il contesto veniva determinato dal riflusso dei fenomeni che avevano scosso il decennio precedente, ossia l’utopia hippie (a quel punto in frantumi) e l’insurrezione afroamericana (repressa annientando le Black Panthers), ora il quadro degli eventi è disegnato con tratto brusco dall’onda transoceanica dei populismi. Intossicato dalle droghe e ostaggio di una megalomania paranoica, Sly Stone ne ricavò una visione distopica: il diario personale...

Yo La Tengo - Stuff Like That There (2015)

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di Claudio Lancia A venticinque anni esatti da “Fakebook”, quello che fu il loro quarto lavoro in studio, i signori Yo La Tengo ripetono l’esperimento di pubblicare un album nel quale alternare revisioni personalizzate di brani altrui e tracce autografe. “Stuff Like That There” rappresenta il perfetto sequel di quell’avventura, forte della presenza di nove cover, tre rivisitazioni di pezzi propri già pubblicati in passato e due inediti: “Rickety” e “Awhileaway”. In realtà la vera notizia per lo storico trio indie-rock statunitense (che da poco ha agilmente varcato il traguardo del trentennale d’attività) è che per l’occasione torna a essere un quartetto: accanto a Ira Kaplan, Georgia Hubley e James McNew, c’è il ritorno (non sappiamo se soltanto provvisorio) alla chitarra di Dave Schramm. La compresenza di due chitarristi rende possibile un lavoro impressionante sulle sei corde, intrecci e intarsi che si rincorrono per tutta la durata delle quattordici tracce, slide e ritm...

Before We Run - Yo La Tengo

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Prima di scappare Stringilo tra le braccia Resta immobile, resta lì Io ti stringerò tra le mie Prima di scappare, possiamo iniziare a cantare So che è difficile credere a tutto questo E allora scappiamo, scappiamo via dalla fine Scappiamo via dalla fine, scappiamo per restare Nuvole arancioni prima che cada il cielo Prima di perdere la nostra terra Prima di fuggire, attraversiamo la linea tratteggiata Troppo in fretta e con saggezza Lentamente come la tempesta Resta immobile, resta lìScappiamo via da lì Scappiamo via da lì Scappiamo finché siamo lì Portami in quel luogo, il luogo solitario Portami fuori, lontano dallo stress Parlami con parole che non possiamo cancellare Portami lì, siamo solo noi

E T I C H E T T E

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