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Emma Tricca – St. Peter (2018)

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di Nicola Gervasini Mentre ascoltavo St. Peter di Emma Tricca immaginavo la sua label discografica impegnata in un divertente scherzo da primo di aprile, e cioè far uscire il disco spacciandolo per il lost-record di qualche oscura chanteuse folk inglese dei primi anni settanta, qualcosa come una attesissima ristampa di un disco noto solo ai collezionisti di vinile, con conseguente operazione di riscoperta sulla falsa riga di Vashti Bunyan, Linda Perhacs o Anne Briggs. Sono sicuro che in questo caso oggi non saremmo qui a dovervi convincere che una ragazza italiana possa davvero essere in grado di maneggiare una materia nobile quanto antica come il brit-folk con così tanta sicurezza, affrontando i vostri sguardi scettici (e li vedo anche al di qua dello schermo). La biografia di Emma Tricca narra di incontri rivelatori con John Renbourn e Odetta e di un volontario esilio a Londra cercando un ambiente più consono alla sua musica, storie usuali quarant'anni fa, ma stavolta il...

E T I C H E T T E

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