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Drayton Farley - Twenty on High (2023)

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 di Fabio Cerbone Sarà che da queste parti restiamo aggrappati ancora all’idea novecentesca fatta di album come oggetti, e assai meno ragioniamo di immaterialità dei file, ma una copertina è spesso capace di descrivere un mondo intero, o addirittura di rimandare direttamente a uno stile musicale. Ci si immagina così chissà quale irruenza heavy rock in quello scheletro piazzato sul letto di una stanza, in verità non felicissima come scelta grafica, ma Twenty on High appartiene a tutt’altra specie sonora, quella che ci capita di frequentare in questa rubrica: giovani leve del songwriting americano dal grande nulla della provincia, ballate che disegnano un territorio interiore come riflesso della small town in cui si è cresciuti, nel caso di Drayton Farley una comunità di millecinquecento anime in Alabama chiamata Woodstock (c’è sempre un destino…). Anche i più scettici saranno infine tranquillizzati dall’apertura di Stop the Clock: puro racconto Americana, suoni elettro-acustici che ...

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