Haley Heynderickx – I Need To Start A Garden (2018)
di Gianfranco Marmoro Grezzo, vivace, arcaico, l’Ep autoprodotto del 2016 “Fish Eyes” metteva già in luce un talento naturale e liricamente ricco. Ora che il primo album di Haley Heynderickx è una realtà, tutto quello che era in embrione è finalmente divenuto un corpo libero, autonomo, pronto a radicarsi nella storia del cantautorato moderno con la stessa virulenza di Vashti Bunyan e l’incorruttibile austerità spirituale di Mary Margaret O’Hara, anche se le menti più giovani evocheranno, a ragione, le gesta di Angel Olsen. La cantautrice di Portland ha sperimentato soluzioni creative diverse, prima di trovare il giusto equilibrio tra autenticità poetica e perfezione artigianale. Tre luoghi di registrazione sono stati utilizzati prima di concentrare un’identità sonora capace di mettere insieme la vulnerabilità e la forza della musicalità della Heynderickx. Una fattoria immersa nella gelida natura e uno studio di registrazione tecnicamente ineccepibile non sono riusciti a garan...