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Visualizzazione dei post con l'etichetta Rickie Lee Jones

We Belong Together - Rickie Lee Jones (1981)

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Di Rickie Lee Jones tocca purtroppo parlare al passato, anche se continua a sfornare dischi, a tratti interessanti, ma senza più i fulmini di un tempo. La ragazza sull'orlo del vulcano non è riuscita a rimanere in equilibrio sul filo della musica, ad allontanare spettri di droga, alcool e depressione che ne hanno spaventato l'arte. Rickie Lee Jones è stata una sublime hipster che innestava soul, jazz e rock su una base di folk acustico; una cantautrice che divideva sogni e follie con Tom Waits al Tropicana Motel di Santa Monica, sul finire degli anni settanta; una ragazzina sfrontata che osava mettere in musica gli amori degli amici folksinger.  (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Rickie Lee Jones – Kicks (2019)

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Ancora oggi, e sono ormai trascorsi trentasette anni, non mi do pace al pensiero di aver mancato il concerto di Rickie Lee Jones a Correggio la sera della finale mondiale del 1982 tra Italia e Germania. La nostra aveva, fino ad allora, pubblicato due album, l’omonimo e “Pirates”, che considero i più belli della sua discografia. Sono sempre stato attento alle uscite discografiche della compagna di bagordi al Tropicana Motel di Tom Waits e Chuck E. Weiss. Con l’avvento del nuovo secolo la mia attenzione è sicuramente calata di intensità e, solo saltuariamente, le ho prestato ascolto. “Kicks” è un album eclettico di 10 cover – da “Mack The Knife” scritta nel 1928 per un musical tedesco (conosciuto negli States come “The Threepenny Opera”) e che divenne uno standard jazz, a “Bad Company”, nota anche per la versione dell’omonima rock band inglese Bad Company. Gli arrangiamenti e il suono del nuovo disco sono stati curati dal produttore Michael Napolitano (Ani DiFranco), che ha dato a...

E T I C H E T T E

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