Damien Jurado – In The Shape Of A Storm (2019)
di Stefano Capolongo A gennaio il giornalista statunitense Jason P. Woodbury, durante una chiacchierata a Phoenix, poneva a Damien Jurado una domanda riguardante l’approccio alla scrittura delle proprie canzoni. Una domanda apertissima, forse scontata, ma necessaria ogni qual volta si voglia penetrare nelle pieghe dell’anima di un’artista. La risposta, in linea con la personalità in questione, gettava luce sull’ispirazione alla base del nuovo album: «You ever see that movie Ghost? Whoopi Goldberg’s character, Oda Mae Brown—that’s who I am. These spirits are showing up at her door, jumping into her body. That’s how I feel. I don’t know what’s coming out of me…I just show up and deliver it». Riferimenti cinematografici, spiritismo, presenze e fantasmi che provano a creare intersezioni nitide e porose all’interno dell’inarrestabile asse del tempo: il solito indifeso e metafisico Jurado, si direbbe. Vero, ma c’è dell’altro. Perché qui l’artista di Seattle è ridotto all’essenziale, ...