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Damien Jurado – In The Shape Of A Storm (2019)

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di Stefano Capolongo A gennaio il giornalista statunitense Jason P. Woodbury, durante una chiacchierata a Phoenix, poneva a Damien Jurado una domanda riguardante l’approccio alla scrittura delle proprie canzoni. Una domanda apertissima, forse scontata, ma necessaria ogni qual volta si voglia penetrare nelle pieghe dell’anima di un’artista. La risposta, in linea con la personalità in questione, gettava luce sull’ispirazione alla base del nuovo album: «You ever see that movie Ghost? Whoopi Goldberg’s character, Oda Mae Brown—that’s who I am. These spirits are showing up at her door, jumping into her body. That’s how I feel. I don’t know what’s coming out of me…I just show up and deliver it». Riferimenti cinematografici, spiritismo, presenze e fantasmi che provano a creare intersezioni nitide e porose all’interno dell’inarrestabile asse del tempo: il solito indifeso e metafisico Jurado, si direbbe. Vero, ma c’è dell’altro. Perché qui l’artista di Seattle è ridotto all’essenziale, ...

Damien Jurado – The Horizon Just Laughed (2018)

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di Stefano Capolongo È un attitudine consolidata, quella di Damien Jurado, di mettere in musica i propri ricordi, i pensieri più articolati e i propri sogni. Dal 2012 al 2016, la trilogia di Maraqopa (Maraqopa, Brothers and sisters of the eternal son e Visions of us on the land) aveva rappresentato il punto più alto della sua fuga dal mondo, della riflessione sull’Io e dell’immersione in americanissime ambientazioni sci-fi dove perdersi in maniera più o meno risolutiva e onirica. La collaborazione con il producer Richard Swift, presente già in St. Bartlett e in tutta la trilogia, aveva arricchito questo mood escapista con soffici passaggi psych e delicati zig-zag tra immagini legate indissolubilmente al folk americano degli anni sessanta. L’idea di un uomo nuovo in maggiore sintonia col mondo già presente in Visions of us…(«I lost my mind so i stepped out for a time / Went for a walk on a long road to unwind / I met myself there, saying, “go home”») si fa sostanza pura nel nuo...

Damien Jurado - Visions Of Us On The Land (2016)

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di Gianfranco Marmoro Lo strappo stilistico che Damien Jurado ha portato a termine nel 2010, con "Saint Bartlett", ha in parte deluso chi l’aveva precocemente eletto come l’erede di Elliott Smith. Abbandonata l’estetica lo-fi, con la complicità e l’amicizia di Richard Swift, il musicista ha abbracciato una filosofia sonora più affine al biasimato cantautorato psichedelico dei tardi anni 70, piuttosto che alla stirpe neo-folk del nuovo millennio. Ultimo atto di una trilogia mai pianificata, “Visions Of Us On The Land” ripropone la già nota alchimia tra meditazione ed epica, e ad essa aggiunge una panoramica stilistica intensa e variopinta, che sfiora definitivamente lo status di perfezione. Non è un album che possa convincere le superflue analisi degli amanti della novità a tutti i costi, anche se resta difficile trovare un legame con i due precedenti capitoli della trilogia, ovvero “Maraqopa” e “Brothers And Sisters Of The Eternal Sun”, che non sia quello puramente...

E T I C H E T T E

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