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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1956

Frank Sinatra - Song For Swingin' Lovers! (1956)

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di Silvano Bottaro I 40 anni colgono il vecchio Frank nel momento dell'inattesa rinascita, nel bel mezzo di uno spettacolare ritorno al centro delle scene sancito dall'Oscar per Da qui all'eternità (1953, vinta la statuetta, Sinatra cancella gli appuntamenti già presi con l'analista), proprio quando la tormentata separazione da Ava Gardner, una serie di ruoli sbagliati al cinema, la nascita del rock'n'roll sembrano averlo relegato tra le leggende del passato. Nel cruciale 1953, l'anno dell'Oscar, della separazione e, appunto, dell'approdo alla Capitol, cambia casa discografica: la fiducia nelle sue possibilità è limitata, il contratto è di un anno, con opzioni per sei possibili rinnovi, tutti annuali. Un po' per caso, un po' per un'intuizione di quelli della nuova etichetta, finisce a lavorare con Nelson Riddle, un trombonista che ha arrangiato per Tommy Dorsey e Nat King Cole. I've Got The World On A String, il primo prodotto dell...

Art Farmer & Gigi Gryce - Art Farmer Quintet Featuring Gigi Gryce (1956)

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Jackie McLean, uno dei più grandi sassofonisti bianchi, che pubblicò con la Prestige 6 album, considerava Bob Weinstock solo un affarista. Altri non erano d'accordo (Miles Davis era uno tra questi) ma è indubbio che le modalità con cui Weinstock faceva funzionare la Prestige erano peculiari, tanto che divennero quasi un marchio di fabbrica. Innanzitutto, non pagava le prove ai musicisti, così buona parte del pur prestigioso catalogo è composto da standard e molto poco da brani originali, data l'impossibilità di provarli. D'altronde, lui spingeva moltissimo a registrare qualsiasi cosa: negli anni d'oro, a metà anni '50, riusciva a pubblicare 75 dischi all'anno, un'enormità. E persino i ritmi delle registrazioni erano quasi "industriali": agli studi Van Gelder c'erano sessioni anche per 18 ore al giorno e spulciando i cataloghi Prestige (ci sono superbi siti che ne raccolgono tutti i dati) non di rado grandi dischi furono registrati nello stesso ...

Sonny Rollins - Tenor Madness (1956)

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La Prestige fu fondata da Bob Weinstock nel 1949: appassionato di musica jazz, vendeva dei dischi per corrispondenza in maniera così incisiva che ben presto affittò un locale e lo trasformò in un grande negozio di dischi, il Jazz Record Center, sulla quarantasettesima strada di New York. Frequentando i locali jazz che lì vicino iniziavano a diventare famosi, legò con molti musicisti fino a fondare prima la New Jazz Records che dopo pochi mesi diventa la Prestige Records. Weinstock è stato un personaggio leggendario, dalle mille manie, alcune delle quali racconterò in questi appuntamenti novembrini, ed è stato negli anni '50 uno dei fari della musica jazz mondiale con la sua etichetta indipendente, insieme alla Blue Note, alla Riverside, alla Impulse! prima che anche i grandi gruppi discografici entrassero nel jazz in maniera decisa.  Weinstock era oltre che un appassionato un grande uomo d'affari, capace di intuire le potenzialità degli artisti e di essere per loro trampolino d...

Elvis Presley - Elvis Presley (1956)

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di Silvano Bottaro Nel 1955 Elvis Presley da Memphis, Tennesse, è già conteso dalle principali case discografiche americane. La spunta la Rca, che offre al colonnello Parker, il suo nuovo agente, la somma senza precedenti di 35 mila dollari. Nell'accordo sono comprese anche le 25 canzoni che Elvis ha registrato con la Sun Records di Sam Phillips, da My Happines, il pezzo country che aveva inciso il 18 luglio 1953 come regalo di compleanno per sua madre Gladys, a When It Rains It Really Pours, cantata in un momento imprecisato dell'autunno del 1955. A gennaio del 1956, tra Nashville e New York, la nuova casa discografica gli fa mettere su nastro altre undici tracce, e tra queste c'è anche Heartbreak Hotel, che viene pubblicata immediatamente e immediatamente finisce in testa alle classifiche, primo numero uno di un futuro numero uno (e singolo piú venduto dell'anno, a fine 1956). La canzone è firmata da Mae Boren Aston, un'insegnante con la passione per la musica, ...

Sonny Rollins - Saxophone Colossus (1956)

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Max Gordon, il leggendario proprietario del Village Vanguard, uno dei jazz club più famosi del mondo, ne ha visti passare di giganti del jazz. E di Sonny Rollins scrisse: “i critici e gli appassionati hanno pareri molto discordi sulla bravura di alcuni musicisti jazz, ma non su Sonny Rollins. Lui è il più grande, il più grande sax tenore della sua generazione”. In effetti siamo di fronte ad una delle parabole artistiche più luminose della storia del jazz, e di uno degli ultimi giganti ancora viventi.  Theodor Walter Rollins nasce a New York nel 1930, da una famiglia di origini caraibiche. Si appassiona subito al sassofono, e la sua adolescenza si forma con i più grandi maestri, negli anni del Bop. Fa una gavetta, per ogni appassionato un percorso dei sogni, con divinità come Miles Davis, Thelonious Monk, Bud Powell, Max Roach… persino Charlie Parker. Inizia a suonare il sax imitando altri giganti, soprattutto Parker e Dexter Gordon. Con The Bird suona il sax tenore, pur di ac...

E T I C H E T T E

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