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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1998

Lucinda Williams - Car Wheels on a Gravel Road (1998)

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La rottura definitiva col partner di vecchia data Gurf Morlix, una sfilza di controversie coi produttori (prima il citato Morlix, poi un seccato Steve Earle, in tandem con Ray Kennedy nel cosiddetto Twangtrust, e infine un provvidenziale Roy Bittan), sei anni di registrazioni ininterrotte tra Austin e Nashville, vari esaurimenti nervosi: questo, in sintesi, il prezzo pagato da Lucinda Williams per incidere il suo quinto album. Tanto che viene da domandarsi se le aspre recriminazioni tra garage e roots-rock di Joy ("Hai rubato la mia gioia / La voglio indietro / Non avevi alcun diritto di prendere la mia gioia / La rivoglio indietro") non siano in effetti indirizzate allo stesso Car Wheels On A Gravel Road. Considerato il capitolo cruciale della carriera dell'artista, Car Wheels, nondimeno, non risulta il più elegante né il più rockista, non il più suggestivo né il più pestato (titoli che spettano, rispettivamente, a West [2007], Blessed ['11], Essence ['01] e...

Jefferson Airplane - Live At The Fillmore East (1998)

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Martyn Balin era un artista creativo nella San Francisco di prima metà anni '60, che era sul punto di diventare, come l'intera California, nella nuova terra promessa americana. Era pittore  oltre che musicista, ma dopo aver ascoltato Mr Tambourine Man di Bob Dylan decide di mettere su un gruppo musicale. Lo fa pescando tra i suoi amici musicisti, e sceglie un cantante e chitarrista, Paul Kantner, il bassista Bob Harvey, il batterista Alexander "Skip" Spence, che diventerà un personaggio e una cantante di chiara cultura folk, Signe Toly Anderson. Dopo un po' viene ingaggiato un ragazzo di Seattle, come chitarrista, Jorma Ludwik Kaukonen. Con questa formazione, Balin ha un'idea: fare un posto dove la band possa esibirsi liberamente. Il 13 Agosto 1965 inaugura The Matrix, e quella sera si esibisce con il suo gruppo, i Jefferson Airplane, e tutti e due, sia la band sia il locale, diventeranno due leggende della musica di quel tempo. Lo strano nome si vuole, second...

Neutral Milk Hotel - In The Aeroplane Over The Sea (1998)

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Tra le storie che ho raccolto sul tema dei dischi ispirati a libri, questa è sicuramente la più particolare, anche per il titolo che ispirò un geniale musicista della Louisiana a cimentarsi in una cosa del genere. Siamo a fine anni ‘80, il grunge è pronto ad esplodere e esaurirà la sua potenza in pochi anni con la tragica uscita di scena di Kurt Cobain. A Ruston, una cittadina di 22 mila abitanti, un gruppo di ragazzi fonda una comune artistica con annessa etichetta discografica, la Elephant 6 seguendo tutt’altra linea ideale: sono Robert Schneider, Will Cullen Hart, Bill Doss e Jeff Mangum. Condividono l'attenzione per le registrazioni “casalinghe”, soprattutto le registrazioni su cassette, che portarono pochi anni prima alla nascita del lo-fi, la musica colta, la psichedelia degli anni ‘60. Provano a suonare insieme, il punk (come Maggot), il pop (come Cranberry Lifecycle e Synthetic Flying Machine) e decidono di spostarsi a Athens, in Georgia, città famosa nel rock per essere la...

Lauryn Hill - The Miseducation Of Lauryn Hill (1998)

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Tra i candidati a finire il mese delle storie musicali dei dischi unici, intesi come prova unica dei loro creatori, c’erano numerosi capolavori: dal meraviglioso disco dei The La’s (omonimo, del 1990, il disco con cui nasce il brit pop) al caustico e sconvolgente disco dei Sex Pistols (Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols anno di grazia 1977), a qualche gemma minore, come l’album dei The Young Marble Giant (deliziosa band scozzese, Colossal Youth del 1980) o al disco dei Germs. Ma la scelta non poteva che cadere su questo disco, uno dei più importanti degli ultimi 30 anni: The Miseducation Of Lauryn Hill. Uscito nel 1998, dopo una travagliata gestazione, il primo e unico disco solista di Lauryn Hill, dopo lo scioglimento dei Fugees, segna la storia della musica contemporanea. Con quella band, insieme a Wycleaf Jean e Pras Michel aveva già sbancato con il disco The Score (1996) grazie ad un sound e tematiche che aprivano la cultura hip hop al mondo, abbandonando l’atteggiamen...

Bob Dylan - The Bootleg Series Vol.4 “The Royal Albert Hall Concert” (1998)

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Tutti i dischi che scelgo per questa piccola rubrica non solo sono importanti per il sottoscritto, ma sono generalmente considerati importanti per la musica popolare del ‘900 e degli anni 2000. Conseguentemente lo sono anche gli autori. Ogni tanto però capita di scegliere qualche disco che davvero ha una dimensione storica e leggendaria superiore. Quello di oggi l’acquisisce per due motivi: il primo è che testimonia il periodo di fervore creativo e geniale che Bob Dylan attraversava nel 1966, appena dopo la svolta elettrica; il secondo è che questo disco contiene in sé una leggenda che per decenni fu pensata falsa ma che poi è stata confermata in modalità del tutto curiose. Ma andiamo con ordine. Nel 1965 il primo delitto alla musica folk (secondo i detrattori) Bob Dylan lo dà dando alle stampe Like A Rolling Stone, unanimemente considerata la canzone simbolo della musica rock. Cinque giorni dopo, il 25 luglio, si presenta al Festival di Newport con una band elettrica, capeggiata da...

Prozac+ - AcidoAcida (1998)

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Mi sento scossa agitata, agitata, un po’ nervosa\Oo oo oo oo!\Acida come di più non si può, di più non si può, come un acido\Oo oo oo oo!. Fu la canzone dell’anno, nel 1998: una veloce base punk ed un testo un po’ nonsense che giocava sul doppiosenso, tra l’acidità intesa come freddezza e irritazione personale e il suo significato legato alle droghe. Poteva essere prevedibile da un trio che come nome scelse la denominazione commerciale della fluotexina, uno dei più famosi farmaci antidepressivi. I Prozac+ sono stati il primo gruppo famoso del Nord-est italiano della nuova generazione. Il trio principale era composto da Gian Maria Accusani alla chitarra, che aveva già suonato nel primo gruppo di Davide Toffolo, poi leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Eva Poles al canto e Elisabetta Imelio al basso. Formatisi a Pordenone, in breve grazie ad una intensissima attività live nei locali iniziano a farsi un piccolo nome. Si interessa di loro l’etichetta Vox Pop, che in quel periodo pubbli...

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