Gli Small Faces | Il gran disco della più grande band inglese che non ce l’ha fatta negli Stati Uniti
Copertina originale tonda e apribile, un culto dell’epoca, a imitazione di una scatola di tabacco esistente, la Ogden’s Nut Brown Flake, è uno degli album che raccontano meglio il passaggio della musica inglese dal beat alla psichedelìa. Ed è anche l’ultimo album ufficiale di studio di una delle band inglesi più amate, influenti, e caratterizzanti di un’intera epoca. Gli Small Faces sono un gruppo di ragazzi della East End londinese, e inizialmente seguono il trend dell’epoca, (pensate alla definizione iniziale degli Who, “Maximum R’n’B”), cover di R’n’B americano: James Brown, Otis Redding, Bobby Bland, Smokey Robinson, Ben E. King. Il cantante/chitarrista leader è Steve Marriott, un tipetto anfetaminico, piccolino ma un gigante per voce, grinta e capacità compositiva, un’esperienza teatrale nel Music-Hall “Oliver!” che ritornerà nel suo stile autorale. Non a caso dicevano che erano un mix di R’n’B e Music Hall, il primo da Detroit, il secondo da Stepney (quartiere dell’Eas...