Charlie Parker: l’uomo dai tanti eccessi che cambiò il jazz
di Luca Divelti Dopo fasti lunghi un decennio, lo swing negli anni Quaranta si era involuto e non era più piacevole da suonare. Non erano pochi i jazzisti dell’epoca, soprattutto i più giovani e di colore, che erano arrivati a pensarlo: per loro lo swing aveva perso di interesse dopo che il grande successo delle formazioni composte di soli bianchi (e il conseguente approdo a Hollywood e alle sue regole) ne avevano imbolsito la volontà di rinnovamento e lo avevano condannato a una staticità musicale immutabile. L’obiettivo di questi musicisti si concentrava quindi nell’andare oltre lo swing e riconsegnare il jazz ai musicisti, abbandonando il sentiero del ballo per quello del puro ascolto. Da queste premesse nasceva il bebop, un nuovo stile musicale in cui i jazzisti sondavano territori diversi da quelli consueti, virando decisamente verso il blues e su estesi assoli ricchi di variazioni armoniche. I costanti cambi di accordi, eseguiti a velocità inaudite, portarono alla riba...