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Visualizzazione dei post con l'etichetta doors

Doors, guida per principianti

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Nella storia della musica degli anni sessanta e settanta è difficile trovare un artista che più di Jim Morrison abbia saputo incarnare (e lasciarsi distruggere) la forza del rock. In appena sei anni di attività musicale, James Douglas Morrison ha spiegato al mondo cosa vuol dire essere una rockstar. Il suo spirito, dopo la morte precoce a soli 27 anni, ha continuato ad attirare l’attenzione di fan in tutto il mondo, tanto che oggi: i suoi video su YouTube vengono visualizzati da milioni di utenti; dopo la sua morte sono stati pubblicati più di 20 album, tra raccolte, live e inediti; e gli appassionati di musica ogni anno raggiungono la sua tomba nel cimitero parigino di Père Lachaise, “il cimitero degli artisti“, per rendergli omaggio. Oggi in particolare è un’occasione importante per ricordare Jim e i Doors visto che, esattamente cinquant’anni fa, usciva il loro primo album, omonimo: il 4 gennaio 1967. Per l’occasione questo giorno diventerà il “Day of the Doors” e vicino a V...

The Doors - In Concert (1970)

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The Doors - The Doors (1967)

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di Silvano Bottaro Jim Morrison e Ray Manzarek si incontrano per caso, nel '65, all'università, al corso di cinematografia: Jim scrive poesie che potrebbero diventare testi di canzoni, Ray è un musicista. La leggenda vuole che Jim gli canti Moonlight Drive sulla spiaggia di Venice, a Los Angeles, e che Ray capisca subito che quell'incontro li porterà lontano. Due anni dopo, in effetti, sono al numero uno della classifica americana con la versione ridotta di Light My Fire, tratta dal loro album d'esordio. Nel mezzo, è ovvio, sono successe molte cose: la band si è formata davvero, con John Densmore alla batteria e Robbie Krieger alla chitarra, e Jim ha scelto un nome semplice, The Doors, che ha i riferimenti giusti, all'altezza delle loro ambizioni. Cita il titolo di un libro sull'assunzione di mescalina pubblicato da Aldous Huxley nel 1954 (Le porte della percezione), che a sua volta cita il poeta visionario William Blake: «Se le porte della percezione fossero ...

The End - The Doors (1967)

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Magnetici e conturbanti, ai confini della trascendenza e ben oltre le pareti della canzone rock comunemente intesa, i dodici minuti di The End sono tra le pagine musicali più belle e incredibili che siano mai state scritte. The End è un raga-rock che racchiude il senso del vagare filosofico e umano dei Doors e di Jim Morrison, ma anche della loro voglia di sperimentare. C'è tutto e in dosi massicce, in questa litania che rimanda sempre la sua fine, come in un'agonia che prolunga dolore e bellezza. C'è misticismo, Oriente e improvvisazione, alternanza di emozioni e di onde sonore, che si spostano rapide dalla calma del sogno all'incubo più profondo. Ci sono istinti primordiali e disperazione, sentimenti e presentimenti. Cè un canto, magico, semplicemente perfetto e inimitabile, che a volte è insinuante e altre volte epico e maledetto, minaccioso, a volte fratello a volte assassino. Ci sono respiri e silenzi, morte e rinascita, blues e psichedelia, versi figli della beat...

Riders on the Storm - The Doors (1971)

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Riders on the Storm è l'ultimo brano registrato da Jim Morrison prima di morire, l'ultimo capolavoro di quella pietra miliare (l'ennesima) che è L.A. Woman, del 1971. Se esiste un brano che più di ogni altro fotografa la parte sciamanica e carismatica del poeta del mistero e della dissoluzione, quello è Riders on the Storm, con le tastiere di Ray Manzarek che danzano e la voce del Re Lucertola che scava abissi di paura. Se con Break on Through i Doors avevano iniziato la loro parabola cercando di sfondare le porte della percezione, Riders on the Storm è il buio oltre quella porta. Non ci sono scintille psichedeliche, solo pioggia e lacrime per i «cavalieri nella tempesta». L'idea venne a Jim Morrison mentre i Doors stavano improvvisando in studio sulle note di un brano country, (Ghost) Riders in the Sky: A Cowboy Legend. A un certo punto, per uno di quei bizzarri inciampi che Dylan chiamava «simple twist of fate», Jim Morrison, invece di ripetere «ghost riders in the sk...

The Doors - The Doors (1967)

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La storia di oggi inizia a Los Angeles: un ragazzo appena diplomato alla scuola di cinematografia della UCLA incontra sui banchi dell’Università un altro ragazzo, che coltiva l’idea di fare il musicista, e gli racconta dei suoi sogni musicali, di cosa vorrebbe dire in un disco. I due giovani in questioni sono Jim Morrison e Ray Manzarek. Morrison è figlio di un ammiraglio della marina americana, Manzarek è di Chicago ed è a Los Angelesper studiare e per cercare fortuna con un piccolo gruppo blues, Rick & The Ravens, dove suona con i suoi due fratelli. Morrison gli parla di teatro, poeti francesi, cinema, ma Manzarek lo convince a mettere su una band. Scelgono un chitarrista, Robbie Krieger, appassionato di flamenco e di chitarre bottleneck (un cilindro cavo di metallo da infilare al dito e che, fatto scorrere sulle corde  conferisce un suono particolare) e un batterista, John Densmore, innamorato del jazz. Nasce così la nuova band a cui Morrison dà il nome The Doors, da un libr...

Jim Morrison

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Perché i Doors si chiamano così? La storia dell'origine del nome

di Bruno Santini Una delle band che ha più influenzato la storia della musica, determinandone un deciso cambiamento, è stata sicuramente quella dei Doors. Quando si parla della formazione rock statunitense non si può fare a meno di citare i grandi capolavori come People Are Strange e Light My Fire, non ci si può dimenticare del grande Jim Morrison né, tantomeno, di quanto sia stato determinante nella sua storia il suo personaggio. Tale importanza inizia dal nome stesso, un concentrato di filosofia e poesia che rispecchia in pieno l’animo dei Doors. Ma perchè la band si chiama così? LA TESI DI LAUREA DI JIM MORRISON E LA NASCITA DEI DOORS Si può far iniziare la storia dei Doors da un momento specifico, diverso rispetto alle altre band. Se nella maggior parte delle formazioni la componente fondamentale è affidata all’amicizia tra due o più membri, che decidono di dar vita a un progetto non disponendo di mazzi specifici, nel caso dei Doors la storia parte da una sostanziale delu...

Strange Days - The Doors

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La copertina è stata realizzata dal fotografo Joel Brodsky sotto l’esplicita richiesta di Morrison di non mostrare alcun componente della band, lui in primis. Odio la copertina del nostro primo album, le nostre facce sono odiose ed inutili aveva detto durante un’intervista. Voleva che prima di tutto arrivasse la musica e non si strumentalizzasse il suo personaggio, vacca da mungere per lo show business. Venne scelto un vicolo tra Lexington Avenue e la Terza Avenue della 36esima Strada a Manhattan. Le comparse scelte richiamavano un immaginario freak popolato da personaggi grotteschi di matrice felliniana perché forte era stata l’influenza di film come La Strada o Il settimo sigillo di Ingmar Bergman.

The Doors - The Doors (1967)

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La popolarità dei Doors è legata indiscutibilmente al mito di Jim Morrison, il cantante morto nel '71 a Parigi e sepolto nel cimitero di Pere Lachaise. Ma la grandezza della band risiede nel fulminante esordio del '67, uno dei più importanti e carismatici della storia del rock. Frutto dell'unione tra due studenti della Ucla (Morrison e il tastierista Ray Manzarek) con due componenti degli Psychedelic Rangers (il batterista John Desmore e il chitarrista Robbie Krieger), senza bassista (sostituito da un basso a tastiera), i Doors affiancano al fascino delle liriche spregiudicate ed influenzate dai classici del cantante (dotato di una voce profonda e di un carisma sciamanico) una musica morbidamente psichedelica, guidata dalle tastiere di Manzarek e dalla chitarra bluesata di Krieger, entrambi capaci di comporre e di improvvisare. La sequenza dell'esordio è da paura: il rock energico di Break On Through e di Soul Kitchen, la melanconica The Crystal Ship, il rock melodic...

The Doors

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The Doors, NYC, 1967. Joel Brodsky. Archival pigment print

The Doors

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Doors

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Accadde oggi...

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3 giugno 1967: i Doors pubblicano in USA il singolo "Light My Fire": uno dei più lampanti esempi di psychedelic rock, nonché uno dei primi pezzi di jazz fusion, con un lungo ed apparentemente estemporaneo assolo strumentale unito ad alcune influenze orientali.

Riders on the Storm - The Doors

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Cavalieri nella tempesta Cavalieri nella tempesta In questa casa siamo nati In questo mondo siamo stati trascinati Come un cane senza il suo osso Come un attore da solo Cavalieri nella tempesta C'è un assassino sulla strada Il suo cervello si dimena come un rospo (Prenditi una vacanza e lascia i tuoi figli a giocare) Se dai un passaggio a quest'uomo La tua dolce famiglia morirà assassino sulla strada ragazza, devi amare il tuo uomo Prenderlo per mano Farlo capire Il mondo dipende da te La tua vita non finirà mai Devi amare il tuo uomo

Accadde oggi...

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12 dicembre 1970: alla Warehouse di New Orleans, Louisiana, si tenne l'ultimo concerto dei Doors con Jim Morrison. Si trattò soltanto della seconda data del tour, ma fu anche l'ultima dato che il tour venne cancellato a causa del cattivo stato di salute di Morrison.

Unknown Soldier - Doors

Milite ignoto Aspetta solo che la guerra finisca E che siamo entrambi un po' più vecchi Il milite ignoto Fa pratica alla lettura del notiziario Bambini televisivi morti Non nati, vivi, vivi, morti La pallottola colpisce la cima dell'elmetto. Ed è tutto finito per il milite ignoto Tutto finito per il milite ignoto ah ah (Canto su tamburi militari: parlato: " Compagnia alt!" - "Presentat-Arm! ". Rullo di tamburi militari. Colpo di fucile.) Costruisci una tomba per il miliote ignoto Annidata nel cavo della tua spalla Il milite ignoto Fa pratica alla lettura del notiziario Bambini televisivi morti La pallottola colpisce la cima dell'elmetto. Ed è tutto finito La guerra è finita.

The Crystal Ship - Doors

Prima di scivolare in uno stato di incoscienza Mi piacerebbe avere un altro bacio Un altro flash che mi dia la possibilità di beatitudine Un altro bacio, un altro bacio I giorni sono radiosi e pieni di sofferenza Abbracciami con la tua pioggia delicata I momenti in cui correvi erano così tranquilli E così ci incontreremo un'altra volta, un'altra volta Oh dimmi dove giace la tua libertà Le strade sono campi che non muoiono mai Salvami da quei motivi per cui Preferiresti piangere Io preferirei volare La nave di cristallo si sta riempiendo Mille ragazze, mille fremiti Un milione di modi per passare il tuo tempo Quando ritorniamo ti farò sapere Ti scriverò qualche riga ps. Crystal è un termine freak che alcuni anni fa era usato come nome alternativo di eroina e che soltanto in un secondo tempo è stato usato per indicare le anfetamine. Quindi per "nave di cristallo" molto probabilmente si intende l'eroina. Non di meno i riferimenti alla droga sono abbastanza espliciti...

E T I C H E T T E

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