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Visualizzazione dei post con l'etichetta dire straits

On Every Street - Dire Straits (1991)

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Metti un chitarrista geniale che trasforma lo stile di J.J. Cale in qualcosa di così superbamente evocativo da diventare epico; metti che questo signore aggiunga un tocco deliziosamente country e un tempo sospeso che diventa cristallo; metti che a volte sembra quasi che si muova al rallentatore e altre volte acceleri con gioia fino a far combaciare il twang di Duan Eddy con i lick più aspri di Jimi Hendrix. Ci sono molti modi per definire il lavoro di Mark Knopfler, ma questo mi sembra il più semplice e, forse, il più efficace: non esiste un solo Mark Knopfler, ma puoi stare certo che ovunque accenda la sua chitarra, quello che senti lo riconosci immediatamente come un suono solo ed esclusivamente suo. Si chiamano Dire Straits, ma a tutti gli effetti sono il prolungamento e l'estensione di Mark Knopfler, che in questa lunga ballata dai toni ipnotici e dilatati prende per mano l'ascoltatore e lo conduce nella stanza dei sogni, dove ogni respiro ha la forma di una chitarra e dove...

Telegraph Road - Dire Straits (1982)

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La Telegraph Road si estende per 129 chilometri. Si chiama in realtà "Route 24", ed è stata costruita nel Michigan nel 1926, prima della Grande depressione e subito dopo l'avvento del telegrafo, i cui pali si stagliavano nei campi, paralleli alla strada. A Mark Knopfler venne l'idea di prenderla come spunto per raccontare in modo epico e romantico il passaggio dall'America rurale all'industrializzazione. Gli venne in mente mentre era in tour con i Dire Straits eil tour bus viaggiava proprio sulla Telegraph. I pali del telegrafo sembravano canne di un organo, il paesaggio desolato e le poche macchine gli fecero venir voglia di imbracciare la chitarra. E iniziare un'altra odissea sonora ai confini del tempo.   (M. Cotto - da Rock Therapy)

Skateaway - Dire Straits (1980)

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Più che un brano, un lungometraggio. Il taglio, meraviglioso e ispirato, è cinematografico; la storia è semplice, ma gloriosa: c'è una ragazza che attraversa la città sui pattini a rotelle immersa nei sogni e nella musica che trasmette il suo walkman. Provoca i taxi, prende le strade contromano mentre le macchine fanno la solita danza, si lascia quasi accarezzare dai camion di non pensare al domani, all'alba che verrà. C'è tempo, c'è ancora molto tempo in questo buoi che avvolge. Dietro la macchina da presa non c'è un regista, ma un deejay. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Dire Straits - Brothers In Arms (1985)

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Quando nella piazza antistante la palazzina di Deptford, siamo nella primavera del 1977, un gruppo di quattro ragazzi ha improvvisato un concerto per il quartiere, gli strumenti elettrici sono attaccati alla presa della cucina di uno dei componenti del gruppo. All’epoca i fratelli Knopfler, Mark e David, e John Illsley con Pick Withers si chiamavano Cafè Racers, Mark era un giornalista dello Yorkshire Evening Post che da anni sognava di formare una band e aveva scritto decine di pezzi. Quasi per caso provò insieme agli altri tre di metterla su, e cambiarono nome in Dire Straits, che significa “essere al verde”, per spiegare in che condizioni avessero iniziato questa avventura. Eppure un demo di 4 canzoni arrivò tra le mani di Charlie Gillett, uno dei disc jokey più famosi della BBC, che conduceva uno show radiofonico seguitissimo, Honky Tonkin’. In un periodo dominato dalla sfacciataggine del punk, dai primi vagiti della musica elettronica e della new wave, i Dire Straits proponevan...

Dire Straits - Brothers In Arms (1985)

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A un certo punto dell'anno 1985 la Philips può dichiarare che quanti nel mondo possiedono un lettore cd probabilmente si ritrovano in casa una copia di Brothers In Arms. La multinazionale olandese, che sostiene il nuovo formato (insieme alla Sony che l'ha inventato) e che incidentalmente è anche proprietaria della casa discografica per cui lavorano i Dire Straits, chiude cosí un cerchio che appare perfino troppo perfetto per essere vero: il quinto album della band guidata dallo stempiato Mark Knopfler (la fascia di spugna con cui asciuga il sudore degli assoli e nasconde una fronte sempre piú spaziosa diventerà un incongruo simbolo del rock'n'roll light di questi pieni anni Ottanta) è il primo nella storia a superare il milione di copie vendute nel nuovo formato, oltre che — probabilmente — il primo album di musica non colta a essere registrato, masterizzato e pubblicato interamente in digitale. Il sax soprano, la batteria con un'eco da far impallidire Phil Colli...

Fade To Black - Dire Straits

Svanire Nel Nero Mi chiedo dove tu sia stanotte, probabilmente sei in un letto da qualche parte, si sa che provi piacere nel buttarti fra le braccia di qualcuno ed ne hai sempre avuto la capacità. Svanire nel nero Scommetto che hai già fatto un passo, immagino una stanza buia da qualche parte e tu che giri le dita sul bordo del suo bicchiere, accarezzi i suoi capelli, e graffi la sua schiena. Svanire nel nero Bene, forse è meglio così ma vorrei non essere mai stato catturato, forse è una sorta di prova, ma vorrei non essere mai stato tatuato o essere andato all'inferno e tornato. Svanire nel nero

E T I C H E T T E

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