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Visualizzazione dei post con l'etichetta iggy pop

I Wanna Be Your Dog - Iggy Pop (1978)

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Vi racconto la storia di Dee Dee Lewis, che ancora oggi è magra e bella, ha gli occhi blu e i capelli biondo rame, leggermente tinti. Se la incontri per strada, può succedere che gli uomini si voltino a guardarla, come succedeva regolarmente negli anni settanta, quando era poco più che una ragazzina ma già si era conquistata, meglio non dire come, l'ambito posto di manager del Whisky a Go Go, uno dei locali storici della Città degli Angeli. Il Whisky a Go Go era, e sotto certi punti di vista è ancora, un tempio di West Hollywood, California, situato al numero 8901 di Sunset Boulevard, proprio nel cuore del Sunset Strip, fondato l'11 gennaio 1964 sulle basi di un'ex centrale di polizia. Tutti hanno suonato lì, tutti quelli che hanno fatto la storia del rock. Qualche nome? Aerosmith, Byrds, Alice Cooper, Buffalo Springfield, Doors, Jimi Hendrix, Black Sabbath, Who, Cream, Led Zeppelin, Roxy Music, Oasis, Mötley Crüe, Van Halen, Ramones.  (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Iggy Pop - Every Loser (2023)

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 di Fabio Marco Ferragatta  Il 2016 sarebbe dovuto essere l’anno della fine di Iggy Pop: finiti gli Stooges e licenziato il per me poco riuscito “Post Pop Depression” l’Iguana stava per tenersi sì la corona ma chiudendosi alle spalle le porte del reame non prima di un dito medio ben visibile per tutti. Ma la muta di cani che ha al posto del cuore sembrava scalpitare in petto, la testa in ebollizione e l’ugola desiderosa di squagliare qualche altro microfono e ci siamo ritrovati per le mani “Free”, un disco spiazzante solo se non avete mai ascoltato “Avenue B”, ma comunque sbalorditivo ma, soprattutto, bellissimo. Scocca il 2023, ancora qualche mese e gli anni sul groppone saranno 76 eppure al Re sembra non interessare assolutamente nulla. Si sfila la maglietta sfoggiando il suo fisico tutto nervi e sbruffonaggine, entra in studio ed è pronto per fare a brandelli tutti i wannabe punk di ogni età, che siano essi coetanei o giovani non fa differenza. La classe innata di colui che...

The Passenger - Iggy Pop (1977)

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Non lo puoi tenere al guinzaglio, Iggy Pop, anche se lui ha dichiarato di voler essere il tuo cane. Dopo gli eccessi e le meraviglie con gli Stooges, ha portato a spasso la sua dannazione e il suo rock con orgoglio e grandezza, anche quando alcuni colpi cadevano nel vuoto. Quel che conta è l'onestà del cammino, la credibilità di un personaggio che non è mai sceso a compromessi. The Passenger nasce a Berlino, con il fraterno amico Bowie, ma idealmente, rimanda ai tour effettuarti con il Duca Bianco.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Iggy Pop

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Iggy Pop – Free (2019)

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di Daniele Corradi Free di Iggy Pop è l’ennesimo sigillo di una rinnovata giovinezza artistica dell’Iguana. Dimenticate le sette vite dei gatti, è roba da principianti. Icona vivente è riduttivo. Il cantante degli Stooges e degli Iguanas ha raggiunto il traguardo liberatorio dell’accettazione personale. Potrebbe sembrare irrisorio parlare di raggiungimento di un qualsiasi traguardo al diciottesimo album in carriera, e ancor di più se parliamo di uno status assordante come quello della libertà assoluta, personale. Ma su questo Iggy è chiaro dal primissimo accenno musicale dell’album, un comparto sonoro di decompressione barica per introdurci in questo ambiente nuovo, inedito, nel quale da ogni direzione giunge la sua ben nota voce che dichiara con una schiettezza disarmante che sì, il rocker si sente finalmente libero. Una libertà a livello sensitivo, rapportata alla sua intera esistenza e assaporata in questo momento di stanca, sopraggiunto dopo un periodo molto indaffarato...

Iggy Pop – Free (2019)

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di Massimo Quarti Caro Iggy, in occasione dell’uscita del tuo nuovo disco “Free”, volevo scriverti due righe. So che non ti sei mai sentito un artista al pari di David o Lou, non ne hai mai fatto segreto e, entrambi, ti hanno sempre aiutato, scritto molti pezzi, arrangiato molti altri, David ti ha registrato, prodotto, seguito in tournée, Lou si è offerto di sistemarti molti brani, tutto quello che dovevi fare era mettere giù una traccia, il resto lo faceva lui. Tu hai sempre guardato ai tuoi amici come a delle luci guida, senza le quali rischiavi di perderti. E lo hanno fatto perché volevano che tu sopravvivessi, perché stavi vivendo sempre al limite, sul “confine della notte”; ed erano lì, come se sapessero che il loro tempo sarebbe stato più breve, che alla fine era giusto che rimanessi tu, nessun altro, allora ti hanno reso celebre e tu ti sei tagliato sul palco, hai sanguinato, hai tirato giù le mutande mentre cantavi, ti sei fracassato un’anca, ti sei spaccato i denti, ti...

Alcune canzoni del 1977 #15/16

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“The passenger”, Iggy Pop Iggy Pop ha due pezzoni, che sanno tutti: questo e “Lust for life”, scritta da David Bowie, ed entrambe uscirono nel disco Lust for life nel 1977. Divenne forse inopinatamente anche un pezzo da serate dance new wave e pogare, e la sigla di mille cose.

Alcune canzoni del 1977 #13/16

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“The passenger”, Iggy Pop Iggy Pop ha due pezzoni, che sanno tutti: questo e “Lust for life”, scritta da David Bowie, ed entrambe uscirono nel disco Lust for life nel 1977. Divenne forse inopinatamente anche un pezzo da serate dance new wave e pogare, e la sigla di mille cose.

Iggy Pop - Lust For Life (1977)

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Il rapporto tra i due è uno dei grandi misteri del rock'n'roll, un mistero che forse neppure loro stessi potranno mai decifrare. Vampiro o salvatore, David Bowie si appresta a mettere a punto, nel fatale 1977, anno dell'esplosione punk, il secondo ritorno sulle scene del suo maestro e seguace. Dopo il tentativo esistenzialmente e commercialmente fallito di Raw Power (artisticamente è un successo, nientemeno che la fondazione del punk), questa volta il piano prevede, punto per punto: strappare l'Iguana alla clinica psichiatrica in cui è rinchiuso; portarlo in giro per il mondo nel tour di Station to Station; fargli registrare due album a Berlino, dove Bowie è andato a cercare salvezza per se stesso. Forse il programma non è proprio cosí dettagliato, forse all'ombra del Muro Bowie cerca appunto, piú che altro, di esorcizzare i propri demoni, e vederli riflessi in quelli di qualcun altro può servire. Comunque sia, le cose vanno cosí: dopo The Idiot, i due decidono d...

Iggy And The Stooges - Raw Power (1973)

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Dopo tre album che pochi davvero hanno capito e pochissimi hanno acquistato, l'ex batterista James Osterberg, da tempo trasformatosi in Iggy Pop, e i suoi Stooges sono senza contratto discografico. A questo punto le strade si dividono: gli Stooges restano a Detroit e per sopravvivere si inventano concorsi pubblici in cui chiunque può salire sul palco ed essere — per tre minuti - il nuovo Iggy Pop; lui invece va a New York in cerca di nuove possibilità. Ha ragione lui: una sera, mentre è in casa davanti alla tv (danno Mr. Smith va a Washington con Jimmy Stewart, e lui non vuole perderselo), lo chiamano per dirgli che David Bowie e il suo manager sono in città in cerca di contatti e idee. Quando finalmente riesce ad alzarsi dal divano, li incontra: i due gli piacciono, e ben presto si ritrova a Londra con un chitarrista che ha scelto lui (è James Williamson, viene da Detroit), al centro di un progetto che neppure troppo misteriosamente punta a fare di lui il nuovo Lou Reed, ripesc...

Iggy Pop

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