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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1957

Jimmy Raney - A (1957)

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La Storia della Prestige Records è anche la storia di una intera generazione di musicisti che ebbe la possibilità di incidere, sebbene in modo anticonvenzionale, con la creatura di Bob Weinstock. Weinstock è famoso per altri motivi, su cui ritornerò nelle prossime storie, prima fra tutte la sua estrema "parsimonia" economica, eppure fu un grandissimo talent scout, con un fiuto davvero notevole, tanto che fu fenomenale nel far registrare più cose possibili ad artisti che sapeva sarebbero poi andati verso concorrenti più grandi ed economicamente attrezzati. Oltre a ciò, viveva un eclettismo di produzione che pochissime case editrici avevano: registrò dischi di arpa jazz, duo e trio con strumenti inusuali, persino di musica d' avanguardia (i tre album che Louis Thomas Hardin, conosciuto come Moondog, incise per la Prestige tra il 1956 e il 1957). Il disco di oggi segue un'altra delle passioni di Weinstock, la chitarra jazz. E mise sotto contratto uno dei più fenomenali c...

Little Richard - Here's Little Richard (1957)

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di Silvano Bottaro Richard Wayne Penniman è incasinato e tormentato come il rock'n'roll. Ha 12 fratelli e sorelle e suo padre viene assassinato quando lui ha 20 anni. Non ha un soldo, e quel poco che guadagna lo spende in lezioni di pianoforte. Lo chiamano Little, ma è alto un metro e ottanta. Ha imparato a cantare in chiesa e a fare spettacolo dai venditori ambulanti che arrivano in città, a Macon, Georgia, pieno Sud degli Stati Uniti. E' spirituale e carnale, religiosissimo e volgare, canta sconcezze indirizzate a donne che sanno come divertirsi e divertire, ma da come si trucca tutti capiscono che gli piacciono piú che altro gli uomini. Con i fratelli, fa musica da sempre. A 19 anni vince un concorso con la Rca, ma prima che accada qualcosa trascorrono altri quattro anni. Ora è con la Specialty, e in particolare con il produttore Bumps Blackwell, una piccola celebrità in quel momento, l'uomo che ha lanciato le Carriere di Ray Charles e di Quincy Jones. Non è che Bl...

Miles Davis - Birth Of The Cool (1957)

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Voglio iniziare l’anno di storie musicali raccontando di una rivoluzione del jazz. Una rivoluzione però fatta a colpi di strumenti a fiato poco utilizzati nel genere e ad un approccio delicatamente innovativo. Artefice di questa trasformazione MIles Davis, la prima di una serie vitale e creativa che lo accompagnerà per tutta la vita, segnando di fatto la cultura musicale del ‘900. Siamo alla fine degli anni ‘40, Davis è un giovane rampollo alla corte di giganti come Charlie Parker e Dizzy Gillespie, quelli che inventarono il bebop. Sin da subito Miles voleva esplorare un nuovo linguaggio, ma non trovava appigli. Nel 1947 incontra Gil Evans, superbo pianista ed arrangiatore, e fa amicizia anche con Jerry Mulligan e John Lewis, animati dalla sua stessa idea di andare oltre i canoni del bebop. Evans aveva poco tempo prima riarrangiato un pezzo scritto da Davis, Donna Lee, con un intento preciso: eliminare la “brutalità” del bebop, la sua ossessiva ricerca della velocità e dell’assolo f...

E T I C H E T T E

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