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Visualizzazione dei post con l'etichetta willy de ville

Spanish Stroll - Mink DeVille (1977)

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 Willy DeVille (che nei primi anni offriva come biglietto da visita il nome Mink DeVille) è stato il più grande chicano del rock. Magnetico, look che era un misto tra un protettore, D'Artagnan e un sacerdote voodoo di New Orleans, voce che aveva l'urgenza della new wave e la rabbia di chi non aveva mai avuto nulla, ma reclamava tutto. Si fece notare al Cbgb's, tempio del punk e della new wave newyorkese, e fu subito chiaro a tutti che lui era diverso, in suoni e sostanza, perché schiumava rabbia, ma non trascurava il soul (era innamorato del doo-wop e delle ballate anni cinquanta firmate da Doc Pomus), cantava l'amore di strada ma mostrava di conoscere i demoni blues di Robert Johnson (sono sicuro che abbia viaggiato con lui a bordo di quel Greyhound che conduce alle paludi del Delta). Era angelo e assassino (nessuno ha saputo cantare Hey Joe come lui, vestendo i panni del killer con abilità pari a quella di Hendrix), il più vero e credibile rappresentante della cultura...

Willy De Ville - Pistola (2008)

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di Silvano Bottaro In trenta anni di carriera, De Ville ha inciso 15 album (antologie escluse), e dopo quattro anni da “Crow Jane Alley” incide questo lavoro “Pistola” (chissà perché in italiano) confermando ancora una volta il suo personale stile musicale. L’album anche se con qualche discontinuità, e quindi imperfetto, conserva lo spirito del musicista misterioso, enigmatico e sorprendente. De Ville, pirata metropolitano non solo nella fisicità ma soprattutto nella sua musica, “rapisce” i generi più diversi che sono il blues, il rhythm blues, il cajun, il rock’n ‘roll e li mischia allo stesso tempo con il soul e il sound gitano, sonorità che indiscutibilmente gli appartengono e che sono diventate il suo marchio di fabbrica. I dieci brani che compongono l’album anche se tra loro eterogenei, sono legati da un filo conduttore che è: la sua profonda voce e l' arrangiamento geniale, entrambi dimostrazione della sua grande personalità. Willy a cinquantatre anni continua ...

Willy De Ville - Miracle (1987)

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di Silvano Bottaro E’ un periodo di cambiamenti questo per De Ville che di nome fa Williams Borsos classe 1950, prima con il suo gruppo si faceva chiamare “Mink De Ville”, adesso si è messo da solo, e si fa chiamare Willy. Il suo però non è un cambiamento solo di nome e quindi di facciata, ma anche musicale. Ha abbandonato il gruppo e quindi strumentalmente il sax e i fiati, aprendosi verso suoni e atmosfere latine, facendosi influenzare da Van Morrison, Lou Reed e Dire Straits. I musicisti che accompagnano Willy in quest'avventura sonora sono di prim’ordine: Chet Atkins chitarrista e produttore di gente del calibro di Roy Orbison, i Chieftains, Ray Charles e niente meno di Elvis Presley, Jeff Porcaro batterista di grande classe, dai due Dire Straits, Guy Fletcher tastierista e Mark Knopfler chitarrista e in questo caso anche produttore. Miracle è un gran bel disco, De Ville tuffandosi nelle sue sopraddette e predilette sonorità latine riesce ad esprimere il suo gran talen...

E T I C H E T T E

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