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The Lumineers – Cleopatra (2016)

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di Francesco Chini Dovessimo offrirne una sintetica definizione enciclopedica Mereghetti-style, dei Lumineers diremmo una cosa all’incirca così: “Newyorkesi di stanza a Denver, i tre sono esteti di un delicato folk pop contemporaneo e cultori di una scrittura semplice e lineare guidata da suggestioni romantiche all’insegna di un chiaroscuro che indulge più alla luce che all’oscurità.” Ed è importante e bello poterlo dire: non sempre realtà come quella di questo terzetto riescono a catalizzare attorno alla propria musica l’attenzione che meriterebbe. Invece, seppur all’ombra di un debito lessicale ed attitudinale abbastanza difficile da negare col microcosmo di riferimento (Mumford & Sons anzitutto, ma anche Tallest Man On Earth e Of Monsters And Men: richiami tanto cristallini che li azzecca perfino Spotify) e senza gli squilli “bulimici” (quanto spesso effimeri) di tanto pop dell’ultima decade, il percorso di Wesley Keith Schultz e compagni pare destinato a una solidità s...

E T I C H E T T E

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