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Fabrizio De André - Non Al Denaro Non All’Amore Nè Al Cielo (1971)

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La piccola scelta di dischi ispirati a grandi romanzi non poteva che finire con questo disco. Senza dubbio è forse il primo che viene a mente riguardo al tema di un disco italiano che ha la caratteristica appena citata, e rimane uno degli episodi più significati della carriera, straordinaria, del suo autore. Fabrizio De André aveva appena pubblicato un disco che, in teoria, poteva benissimo rientrare nel tema principale di Febbraio: La Buona Novella (1970) infatti era un concept, tipologia molto cara all’autore genovese, che si ispirava ai Vangeli Apocrifi. Il Gesù di De André è profondamente umano, in una Palestina antica che in molti passaggi rimanda ai riflessi dell’Italia degli anni ‘70, in una sorta di porta incantata di quotidianità. Allora lo aiutarono Roberto Danè, produttore, paroliere, arrangiatore che proprio in quegli anni fondava la Produttori Associati (che pubblica il disco) e gli arrangiamenti di Giampiero Reverberi. Album toccante, ha una delle mie canzoni preferite di...

Fabrizio De Andrè - Creuza De Mà (1984)

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di Silvano Bottaro Prefazione. Disco considerato come uno dei massimi capolavori non solo della musica italiana, ma della musica tutta. Attribuire questo disco a De Andrè è un po’ limitativo visto che l’apporto musicale di Pagani è non solo determinante ma in egual misura direi anche “sonoramente marcante”. In questi ventidueanni dall’uscita del disco, ammetto di averlo ascoltato fino quasi alla nausea (che non mi è mai venuta), assaporandolo in ogni sua minima sfumatura, nei suoni e nei testi, cercando di cogliere il significato più profondo che i due musicisti hanno voluto esprimere. Proprio per questo l'articolo è più lungo e dettagliato. Un disco italiano ma non in italiano, anzi in genovese antico. L'album infatti nasce dall'incontro tra De Andrè e Mario Pagani, uno dei maggiori musicisti italiani. L'idea è stata quella di concepire un album "mediterraneo" nell'origine, andando a pescare in giro per il bacino del nostro mare gli strumenti ch...

Fu un periodo magico

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Con Fabrizio De André, ci siamo conosciuti al Folkstudio dove lo portò una sera mio fratello Luigi e ci trovammo subito simpatici. Tanto che, qualche tempo dopo, mi invitò da lui in Sardegna, a Portobello di Gallura, per provare a fare delle cose insieme: «Belìn, lui diceva sempre belìn, perché non vieni da me? Devo scrivere e non c’ho idee!». «Vengo di corsa». Non c'era nessuno. Era inverno. Faceva un freddo della Madonna. Mi invitò, secondo me, perché era curioso: gli piaceva vedere come scrivevano gli altri. E, poi, stranamente, era anche un po’ insicuro. Di me, gli interessava il versante angloamericano che lui non conosceva bene, perché si era formato sugli chansonnier francesi. Rimasi quasi un mese a casa sua. Facemmo molte canzoni come "La cattiva strada", "Oceano", "Dolce luna", "Canzone per l’estate", "Amico fragile", scritta solo da lui, e "Le storie di ieri" che avevo scritto io e di cui lui si era innamorato. E...

Il melting pot originale

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L’album “Creuza de Ma” di De André è un’odissea moderna nel Mar Mediterraneo “Creuza de Ma”, lo premetto subito, è il mio album italiano preferito di sempre. Ma mi rendo anche conto dell’immediato paradosso, non essendo in lingua italiana, ma in uno strano patois genovese antico che neanche esiste più, se mai è esistito. Anzi, una sorta di miscuglio di fantasia di varie lingue e fonemi mediterranei che è stato inventato per l’occasione, su una base di genovese, che per secoli è stata la lingua franca dei commerci e delle rotte sul mare, incorporando già di suo centinaia di parole di origine straniera, islamica in particolare. Il risultato è un linguaggio che Fabrizio definisce “di sogno”. Nella ri-edizione dell’album del trentennale (curatissima da Sandro Veronesi) scrive: «Eccoci ai brani che qualcuno definisce “al pesto”… Il linguaggio sia da un punto di vista musicale che letterario si può definire “del sogno”, che poco ha a che spartire con la realtà…mai il bouzouki era ...

Fabrizio De Andrè - Le Nuvole (1990)

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Sono passati vent’anni dalla sua scomparsa, ma sembra ieri. In questo periodo ho pensato a Fabrizio De Andrè per due motivi, che in modi diversi l’avrebbero fatto intimidire, lui timido di natura. Il primo motivo è sapere la sua risposta al fatto che il Ministro che indossa sempre divise militari lo ha messo nel suo Pantheon musicale. Il secondo, più importante e vivo, è il sapere la sua risposta all'immenso amore, l’ammirazione e la gratitudine che una nazione intera gli hanno tributato in questi venti anni, con tantissime strade, piazze e addirittura scuole a lui dedicate. Io voglio ricordarlo con questo disco della sua maturità artistica, tra i suoi più grandi. Esce nel settembre del 1990 a ben sei anni da quell'esperimento pazzo ma straordinario che fu Crêuza de mä del 1984, pensato, scritto e suonato insieme a Mauro Pagani. Quel disco cantato in genovese e in dialetto ligure segnò fortemente il panorama musicale europeo, dando un impulso decisivo nella riscoperta, a que...

Fabrizio De André - Pfm - Fabrizio De André In Concerto \ Arrangiamenti PFM, Voll. 1 e 2 (1979-1980)

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Quando Fabrizio De Andrè decise di intraprendere un tour con la PFM, molti storsero il naso. Era il periodo delle contestazioni dei concerti (e proprio De Andrè a Roma fu costretto a interrompere il concerto, discutendo con la solita sagacia e intelligenza con i contestatori). Oltre a tutto questo, il tour fu spesso interrotto per problemi di afonia di Faber, e molte date, soprattutto del Sud, furono poi cancellate per il clamoroso rapimento avvenuto in Sardegna, dove lui e la moglie Dori Ghezzi furono sequestrati dall’Anonima Sequestri Sarda. Nei concerti che furono effettuati però, il risultato era così eccezionale, vivo e convincente che si decise di pubblicare un disco dal vivo. Il rapporto De Andrè PFM ha radici profonde: Franz Di Coccio, Franco Mussida e Flavio Premoli, che all’epoca facevano parte de I Quelli (band in cui cantata Teo Teocoli) furono gli eccezionali turnisti ne La Buona Novella, il suo quarto album di inediti uscito nel 1970. I Quelli di lì a poco si nomine...

Fabrizio De Andrè e il Cantico dei Drogati

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Il Cantico dei Drogati di Fabrizio de Andrè è un brano tratto dall’album Tutti morimmo a stento del 1968. Qui vi proponiamo una rilettura attuale del testo di Silvia Il 2015 è stato il 75° anniversario della nascita di Fabrizio De André. Nel 1968 pubblicava l’album Tutti morimmo a stento dove una delle canzoni più significative era il Cantico dei Drogati. In questi giorni le cronache sono dominate dalle assurde morti di ragazzi di 17-18 anni non sarebbe male andare a rileggere il testo di quella canzone dove accanto al dolore c’è anche la condanna esplicita della droga e soprattutto dei suoi effetti. Fabrizio De André non può essere certo considerato un moralista, né un predicatore. Ha provato su di sé gli effetti dell’alcol e della dipendenza e quindi parla per esperienza vissuta. Ecco la droga è questo, la disperazione, “un sordo lamento” e soprattutto la fuga dalle responsabilità e dalla realtà. La canzone Cantico dei Drogati si conclude con una richiesta d’aiuto: ...

Fabrizio De André, racconti italiani in versi e musica

Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è considerato dalla critica uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi, e viene spesso soprannominato anche con l’appellativo “Faber”. Per ricordare l’artista, Rai Teche propone un estratto del programma “Fabrizio De André”: un montaggio di sequenze e interviste al cantautore

Accadde oggi...

De Andrè il cantautore degli emarginati Muore Fabrizio De André. Nel 1961, esce il suo primo 45 giri: è l’inizio di una carriera che lo porterà ad essere uno dei cantautori più amati dal pubblico italiano. Amico di altri personaggi noti della musica e dello spettacolo come Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli -anche loro genovesi- , si ispira ai cantautori francesi e alla musica popolare, per elaborare un suo particolarissimo stile musicale. Al centro delle sue canzoni, ci sono in genere emarginati, ribelli e prostitute. Anarchico individualista, musicista schivo e solitario, De André vivrà una vita, come la definisce lui stesso, “in direzione ostinata e contraria”. Link al sito rai

Accadde oggi...

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18 febbraio 1940: nasce a Genova, nel quartiere di Pegli, Fabrizio De André. Diventerà uno dei maggiori cantautori italiani di ogni epoca, per molti il migliore.

Faber

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E T I C H E T T E

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