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Visualizzazione dei post con l'etichetta Andrew Bird

Andrew Bird - Things Are Really Great Here, Sort Of... (2014)

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di Gabriele Benzing “La storia è una sola. La più vecchia di tutte”, mormora Rust Cohle nelle scene finali di “True Detective”. “La luce contro le tenebre”. A pensarci bene, è la stessa materia di cui sono fatte le canzoni degli Handsome Family. E forse è proprio per questo che la loro musica si è intrecciata così profondamente all’immaginario della serie ideata da Nic Pizzolatto, dando voce alle tinte spettrali di una sequenza d’apertura già diventata di culto. Ma non è certo per cavalcare qualche forma di hype che Andrew Bird ha deciso di dedicare un intero disco alla rilettura di brani degli Handsome Family (compresa quella “Far From Any Road (Be My Hand)” che ha conquistato la ribalta come sigla di “True Detective”). Il suo amore per la musica dei coniugi Brett e Rennie Sparks, Bird l’ha manifestato a più riprese in tempi non sospetti: prima includendo una cover di “Don't Be Scared” nel suo esordio solista “Weather Systems”, poi interpretando “The Giant Of Illinois” nella...

Andrew Bird – Inside Problems (2022)

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  di Giovanni Davoli “My Finest Work Yet” (2019) si presentava ambizioso fin dal titolo, ma centrava probabilmente l’obiettivo dichiarato. Nei successivi tre anni Andrew Bird non è rimasto con le mani in mano, producendo un album natalizio prima e un lavoro con Jimbo Mathus poi. In entrambi i casi non sembrava aver eguagliato il suo “migliore lavoro finora” ma glielo avevamo perdonato, attendendolo a una nuova prova solista di tracce originali. “Inside Problems” è altrettanto esplicito fin dal titolo: dopo aver trattato problemi comunitari nel 2019, l’opera è ora rivolta a quelli personali dell’artista. In particolare, ai suoi pensieri notturni. Anche in questo disco risalta la cura posta in fase di produzione e d’ingegneria del suono. Il disco suona benissimo e fortemente analogico, grazie alle registrazioni effettuate in presa diretta con la sua band “chitarra, basso e batteria” e al suo violino. Violino che fa la parte del leone in Eight, forse il pezzo più interessante del disc...

Jimbo Mathus & Andrew Bird – These 13 (2021)

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Andrew Bird e Jimbo Mathus suonavano insieme nella cult band swing jazz Squirrel Nut Zippers e questa è la loro prima collaborazione in oltre venti anni. Dal loro incontro sono nate 13 incredibili ballate dove americana, blues e jazz si fondono creando uno degli album più interessanti, fino ad oggi, di questo 2021. Il disco è stato interamente registrato e suonato da Jimbo ed Andrew utilizzando solo chitarre, voci e violini. Andrew Bird e Jimbo Mathus sono stati compagni di band negli Squirrel Nut Zippers durante la seconda metà degli anni ’90. Mathus era il leader della band e l’ultimo disco in cui ha suonato Andrew è stato “Bedlam Ballroom” del 2000. I due si sono reincontrati anche sul brano “Train Of Fire”, presente sull’ultimo album della band uscito l’anno scorso. ‘Fino all’incontro con Jimbo tutti i miei eroi musicali erano morti – racconta Andrew Bird. Lui per me rappresenta molto, senza la sua figura sicuramente la mia musica sarebbe stata differente. È stato il mio sogno per ...

Andrew Bird – My Finest Work Yet (2019)

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di Gianni Gardon Il nuovo album di Andrew Bird, intitolato “My Finest Work Yet”, ci mostra un artista davvero compiuto, maturo, e che sembra aver trovato un perfetto equilibrio tra musica e parole. Lui, che partito dalla caotica Chicago, aveva sempre spaziato gli orizzonti con la delicata forza della sua musica, e del suo violino in particolare, disegnando al contempo acquerelli poetici ma altresì bizzarri e poco a fuoco, ora al contrario sembra ben conscio di ciò che vuole esprimere e, in un certo senso, lo fa senza mezzi termini. Lo sguardo è all’oggi, alla società, richiamando anche le tanto attuali tematiche ambientali (ma non solo), con sguardo disincantato ma non troppo, potremmo dire, basti pensare all’intensa, magica “Bloodless”, che in scaletta segue il brano d’apertura “Sisyphus”, convincente singolo d’esordio del disco col suo irresistibile fischiettare autentico protagonista. In “Bloodless” le istanze sociali volano alte, e vestendosi a festa, tra un arrangi...

Andrew Bird - Are You Serious (2016)

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di Luigi Lupo Si muove dal folk all’indie-rock, sperimenta col violino, canta l’amore esplorandone le caratteristiche meno ortodosse. Are You Serious è forse il lavoro più versatile di Andrew Bird dopo i recenti album legati a temi o sonorità specifiche. Tende al pop, nelle strutture e nelle costruzioni melodiche, ma ricercatezza e sensibilità ne fanno un prodotto che va oltre questa definizione. Andrew Bird, partito come violinista (Music of Hair del 1996), ha successivamente esplorato la sua vena artistica abbracciando chitarra e mandolino, e dimostrando un impegno profondo e sofisticato nella scrittura dei testi. Negli ultimi anni si è dedicato ad esplorare vari territori. Lo abbiamo visto nel 2012 in Hands of Glory, dove il musicista di Chicago incarnava la figura del cantautore folk chiuso nel suo cortile, aperto a riflessioni intense ed evocative. Poi nel 2014 ci offriva, all’interno di Things Are Really Great Here, Sort Of…, cover degli Handsome Family e, lo scorso anno Echoloc...

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