West Side story | Il soul urbano di Magic Sam ha fatto la storia della musica, anche se solo pochi se lo ricordano
Non c’è dubbio che Chicago sia stata la patria del blues elettrico nel dopoguerra, e che ’Sweet Home Chicago’ (originariamente di Robert Johnson) ne sia in qualche modo l’inno ufficioso, oltreché una delle cover più riprese nei decenni. Chissà quanti spettatori, guardando il film dei Blues Brothers al cinema o in tv, avranno capito chi era quella persona a cui Jake e Elwood stavano dedicando ’Sweet Home Chicago’…”the late, great Magic Sam”. Pochi, suppongo, a meno non fossero fan di quella musica che ha reso The windy city la capitale del blues. Eppure Magic Sam, late perché scomparso nel lontano 1969, è stato davvero un grande. Uno dei migliori solisti usciti da quel gigantesco brodo primordiale della West Side della città, insieme a Otis Rush e Buddy Guy. Tre giganti, dal suono personale e in qualche modo simile, chitarra elettrica tirata, tagliente, sempre all’attacco. Magic Sam, in particolare, aveva come marchio di fabbrica il tremolo, riusciva più di altri a far vibrare le corde,...