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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

King Crimson - In The Court Of The Crimson King (1969)

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di Silvano Bottaro
Probabilmente il solo album "progressive" in grado di entusiasmare anche i detrattori più feroci del genere, e capitolo di spicco di una discografia mediamente buona, In The Court Of The Crimson King segna l'esordio dei King Crimson, creatura del geniale chitarrista inglese Robert Fripp. Con lui, in questa prima di molte incarnazioni, Ian McDonald ai sassofoni e alle tastiere, Michael Giles alla batteria e il paroliere Peter Sinfield, oltre a Greg Lake (basso e voce), che di lì a poco si unirà in trio con Keith Emerson e Carl Palmer. Non sono proprio dei debuttanti, questi musicisti facenti parte dei King Crimson che, partendo alla grande, entrano in studio e superata una falsa partenza (cambiano produttore) in soli otto giorni registrano un album che trasporta tutti - ascoltatori e musicisti - in una dimensione nuova, forse quella del nuovo decennio in arrivo. Cinque le tracce, tutte a loro modo capolavori: a partire da 21st Century Schizoid Man, abra…

Bob Dylan, Oz, 1967

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Jack Bruce - Out Of The Storm (1974)

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di Silvano Bottaro
Capita di tanto in tanto di ascoltare vecchi album di cui si aveva perso le tracce. Quando succede e quando il disco comunica qualcosa non appena comincia a suonare, quando uno si sente partecipe delle emozioni dell'artista, anche dopo aver ascoltato un solo brano hai la certezza che tutto il resto del disco sarà buono. Ho ascoltato per la prima volta Out Of The Storm di Jack Bruce e mentre la sua voce intonava le prime note di Pieces of Mind mi sono reso conto di fare la conoscenza dei più bei dischi di una certa vena del rock blues inglese al pari di Rock Bottom di Wyatt. Le esperienze, l'ispirazione, la scelta intelligente di certe note, la voce robusta e ricca di soul, rivela che Jack è un musicista di una categoria a parte, quella che Bob Fripp chiamò dei "maestri". Dopo l'esperienza abbastanza monolitica di Wes, Bruce e Laing, Jack ha lavorato per un anno alla realizzazione di questo album con il solo aiuto di Steve Hunter (abilmente a tut…

Phantom Band - Strange Friend (2014)

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di Gianfranco Marmoro
The third difficult album è la soglia entro la quale i critici inglesi tirano le somme di una carriera discografica: superato lo scoglio, tutto è permesso e lecito. Il problema è che nonostante il terzo progetto del gruppo scozzese “Strange Friends” sia l’album della loro definitiva consacrazione, trovo molto complessa e difficile una loro espansione al di fuori delle lande anglofone. Ed è un peccato, perché la Phantom Band, col suo mix di folk e kraut, ha dato vita a un nuovo idioma indie-rock che solo in parte è figlio delle folgoranti intuizioni della Beta Band; il percorso si è sviluppato prima attraverso le pagine più ambiziose di “Checkmate Savage” e poi attraverso quelle egualmente originali di “The Wants”. In “Strange Friends” il tono muscoloso e leggermente scomposto resta in primo piano, ma il linguaggio diretto e accattivante evidenzia una scrittura matura e arrangiamenti eleganti: la Phantom Band porta l’indie-rock lontano dal fervore della gioventù …

King Creosote - From Scotland With Love (2014)

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di Gianfranco Marmoro
Lasciatemelo dire: nessuno nell’ultimo decennio è riuscito a raccontare la Scozia meglio di King Creosote (ovvero Kenny Anderson), non quella dei desideri o dei sogni, ma quella reale e tangibile, vissuta e rivissuta attraverso il racconto di chi la vive quotidianamente. Il suo ultimo atto d’amore è “From Scotland With Love”, colonna sonora di un documentario della regista neozelandese Virginia Heat, una sfida che l’artista affronta calandosi in una realtà storica centenaria fatta di guerre, sofferenza e lotte per la dignità dei lavoratori.
Il vestito elettronico raffinato e incantevole di Jon Hopkins in “Diamond Mine” ha certamente dato lustro al suo enorme repertorio discografico (questo è il suo 42° album), trascinando il suo nome fuori da un circuito cult sempre più numeroso, ma non crediate che dietro quelle ammalianti pagine di ambient-folk si nascondesse il nulla, quella magia appartiene a una tradizione musicale che viaggia nel tempo senza perdere smalto e…

Brian Eno & David Byrne - My Life In The Bush Of Ghosts (1981)

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di Silvano Bottaro
Quando uscì Remain In Light dei Talking Heads nel 1980 si disse: "Non è un disco del passato né del presente. Viene dal futuro". Ecco, questo giudizio va esteso a My Life In The Bush Of Ghosts. Pietra miliare per la musica degli anni Ottanta, concepito da Eno e Byrne prima di Remain In Light e uscito dopo per problemi di natura legale. Brian Eno prima di inventare l'ambient music e di contribuire in misura decisiva alla trilogia berlinese di David Bowie, ha suonato con i Roxy Music. David Byrne è il leader dei Talking Heads, con i quali ha appena finito di girare il mondo per il tour post Fear Of Music.
Insieme lavorano a un'idea: scomparire per un po', e tornare a New York dicendo di aver trovato per caso l'album di musica etnica in un Paese che non c'è, e che solo loro conoscono (cit.)
L'idea di partenza è che il rock'n'roll sia diventato conservatore e noioso, e che forse sia necessario un balzo in avanti, o forse di fianco, …

Leontyne Price, Opera News, 1967

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Marc Knopfler

Mi immagino il paradiso come un posto dove la musica folk si incontra con quella blues.

Tinariwen - Tassili (2011)

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di Silvano Bottaro
In questo ultimo decennio parte degli stati africani si stanno ribellando a dittatori e governi non certamente democratici. Popoli per anni sottomessi cercano libertà e giustizia. A questa ondata di rivolta anche la musica ha dato e continua a dare il suo contributo, musicisti come Farka Tourè, Toumani Diabatè, Baaba Maal, Youssou N'Dour, Cheb Khaled, Salif Keita, Fela Kuti sono stati tra i principali esponenti a "sonorizzare", esportare e quindi a far conoscere al mondo intero questa situazione di disagio sociale. Oggi, una di queste realtà si chiama Tinariwen e sono probabilmente una delle band più interessanti nel panorama musicale internazionale. Ex soldati, hanno cominciato a combattere nei primi anni novanta nelle rivolte dei Tuareg in Niger e Mali,  alternando esibizioni musicali nei club e in spazi sociali. Fondendo tradizione nordafricana con il blues e il rock elettrificato, il gruppo ha poi man mano abbandonando il "potere" delle ar…

Wilco - The Whole Love (2011)

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di Silvano Bottaro
Il coraggio è una virtù di pochi e i Wilco sono tra questi.
I fan di vecchia data, dopo un primo ascolto rimarranno molto probabilmente spiazzati. The Whole Love abbandonando la strada di Sky Blue Sky (2007) e dell’ultimo Wilco (2011), dimenticando i suoni di Yankee Hotel Foxtrot (2002) e A Ghost Is Born (2004), si inerpica in nuovi territori e, questo, non può che far bene. Si perchè, al di la che il disco possa piacere o meno, quello che conta per un gruppo ormai sulla breccia dal 1995 (senza contare la parenesi “Uncle Tupelo” dei primi anni novanta) è il saper rinnovarsi, evitando così la noia del ripetersi. The Whole Love è un ponte, l’inizio probabilmente di un nuovo corso dei Wilco. Non che Jeff Tweedy non sia stato incline a sperimentazioni e a ricerche sonore, anzi, fatto sta che questo ultimo lavoro suona come un manifesto di cambiamento. Un cambiamento che sa di abbandono ai vecchi cliché e di abbraccio a nuove esperienze musicali senza preclusioni di ordine …

Louis Armstrong, Life, 1966

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Perfect Day - Lou Reed

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Solo un giorno perfetto Bevendo sangria nel parco E poi, più tardi Quando fa buio, andiamo a casa
Solo un giorno perfetto dare da mangiare agli animali allo zoo E poi, più tardi un film, e poi casa
Oh, è talmente un giorno perfetto Sono contento di averlo passato con te Oh, è talmente un giorno perfetto Tu mi fai resistere e andare avanti Tu mi fai resistere
Solo un giorno perfetto I problemi sono lasciati soli Turisti per conto nostro E' così divertente
Solo un giorno perfetto Mi hai fatto dimenticare me stesso Pensavo di essere qualcun altro, qualcuno valido
Oh, è talmente un giorno perfetto Sono contento di averlo passato con te Oh, è talmente un giorno perfetto Tu mi fai resistere e andare avanti Tu mi fai resistere
Raccoglierai ciò che hai seminato

Ravi Shankar

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Barbra Streisand, Sunday New York News, 1965

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

I Am Mine - Pearl Jam

Io Sono Mio

Gli egoisti stanno tutti in fila?
Fede nella loro speranza, e di comprarsi il tempo.
Io penso, a ogni respiro,
che possiedo solo la mia mente.

Il nord sta al sud come l'orologio sta al tempo.
C'è l'est e c'è l'ovest e ovunque c'è vita.
So che sono nato e so che morirò.
Ciò che sta in mezzo è mio, io sono mio.

E il sentimento che ne resta?
Oh, l'innocenza rotta dal tempo?
Siamo differenti dietro gli occhi, non serve
nasconderlo?
Stanotte siamo al sicuro.

L'oceano è pieno perché tutti piangono,
la luna piena cerca amici ad alta marea.
Il dolore cresce quando viene negato.
Io conosco solo la mia mente. Io sono mio.

E il sentimento che ne resta?
Oh, l'innocenza rotta dal tempo?
Siamo differenti fra le righe, non serve nasconderlo?
Perché siamo in salvo stanotte.

E il sentimento che ne resta?
Oh, l'innocenza rotta dal tempo.
Siamo differenti dietro gli occhi, non serve
nasconderlo.

E il sentimento che ne resta?
Oh, l'innocenza rotta d…

Frank Sinatra, Esquire, 1965

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

The Cure - Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me (1987)

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Nick Cave & The Bad Seeds - Kicking Against The Pricks (1986)

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di Silvano Bottaro

Personaggio geniale e inquietante, provocatorio e imprevedibile Nick Cave, australiano di Melbourne ma cittadino Londinese è stato presente più volte in questo blog con 'The Good Son' del '90, nove canzoni di una bellezza disarmante, con il progetto 'Grinderman del 2007' e del 2010 e ancora con i Bad Seeds in 'Dig Lazarus, Dig!' del 2008. Kicking Against The Pricks è un album interamente composto di cover che percorre i sentieri della musica americana in modo quasi malato e angosciante. Il blues di John Lee Hooker ("I'm Gonna Kill That Woman"), il country di Johnny Cash ("The Singer"), l'hit hendrixiano ("Hey Joe"), il soul di Cooke ("Something's Gotten Hold Of My Heart"), il canto urbano di Lou Reed ("All Tomorrow's Parties") sono qui rimasticati e stravolti, quasi irriconoscibili. Con voce profonda e da brividi Cave conduce le sue personalissime rivisitazioni con grande peri…

Beirut – The Rip Tide (2011)

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di Silvano Bottaro
Si sta confermando come uno degli album più belli del 2011 questo ‘The Rip Tide’, terzo album dei Beirut, band statunitense capitanata da Zach Condon, giovane venticinquenne nato a Santa Fe nel Nuovo Messico.
Fin dal primo disco ‘Gulag Orkestar’ del 2006, Condon (infatti il gruppo ‘Beirut’ si formò successivamente per l’incisione del disco) si dimostrò un grande talento oltre a una gran bella voce ma fu con il secondo, ‘The Flying Club Cup’ del 2007, che i Beirut si fecero conoscere oltre continente. Lasciando da parte certe influenze inevitabilmente tratte da ispirazioni ‘altrui’, con ‘The Rip Tide’ i Beirut fanno il grande salto di qualità, facendo emergere un suono completamente personale che li distinguono dalla ‘massa’ musicale odierna. Anche se orientativamente verso un sound più pop, i Beirut ci regalano trentatre minuti di intrecci musicali di notevole profondità. Le nove canzoni che compongono il disco hanno la forza di creare un flusso sonoro particolarmente …

Thelonious Monk, Time, 1964

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Counting Crows - Underwater Sunshine (2012)

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di Silvano Bottaro
(or What We Did On Our Summer Vacation)

A quattro anni dal loro ultimo disco "Saturday Nights and Sunday Mornings", i Counting Crows ritornano con un nuovo lavoro e questa volta è un disco di cover, spiazzando ancora una volta i loro fan. Ad Adam Duritz & co. infatti, una cosa su cui non si discute è la libertà di "scelta", in poche parole fanno quello che gli pare senza filtri e costrizioni di sorta. Questa loro "scelta" gli permette di spaziare non solo con dischi variegati; dal vivo, in studio, di cover ma soprattutto con i tempi da loro scelti in base alle loro esigenze e non quelli dettati dalle Majors di turno. Dimostrazione è la scelta dei quindici brani che non appartengono ad un repertorio di canzoni famose o di facile ascolto ma scelte tra quelle che più piacevano a loro. Come risponde Duritz in una intervista: "Io sono un grande credente di una semplice regola, che qui non ci sono regole". Insomma un gruppo &quo…

Neil Young & Crazy Horse - Weld (1991)

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di Silvano Bottaro
Neil Young è un artista imprevedibile, poliedrico, eclettico, dalle mille personalità. Un musicista che non finirà mai di stupire.
Così come alle sue produzioni più celebri degli anni settanta, dense di sapori e climi californiani, fece seguire musica sperimentale, uscendo poi con un disco di country nashvilliano e subito dopo con un episodio di hard rock, ora (siamo nel 1992) dopo "Freedom" (quasi interamente acustico) spiazza tutti con un doppio album dal vivo con il suo gruppo storico, i Crazy Horse, di tagliente, violento, sudatissimo rock americano. Da subito ci si accorge che il sound è tirato, tostissimo, con chitarre elettriche lancinanti accompagnate da una asciutta ma potentissima ritmica. Questa immediatezza comunicativa, questo mostrarsi nelle intenzioni fin dalle prime note, questo stravolgimento dei vecchi hits, questa personalissima interpretazione dei brani lo fa accostare in maniera inequivocabile al miglior Bob Dylan, dal quale il "nost…

Grateful Dead - Live Dead (1969)

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di Silvano Bottaro
Live Dead è il primo album dal vivo della band che più di ogni altra ha costruito la propria immagine sui "live". Nella loro discografia i dischi dal vivo hanno raggiunto quelli in studio e senza dubbio sono destinati ancora a crescere. Live Dead è un live un po' speciale non solo perché è stato registrato con una platea di amici e non con un pubblico pagante ma soprattutto perché è un disco di passaggio, "il" disco di passaggio dagli Acid Tests e dalla San Francisco "sixties" verso il mondo nuovo, verso i settanta, anni più complicati e grigi. Nel '69 i Dead avevano appena abbandonato il quartier generale di Haight Ashbury e si erano spostati a nord, in campagna, alla ricerca della quiete e delle "buone vibrazioni" che nella città della baia, ormai sconsacrata, non poteva più dare. Con loro, anche la musica aveva cambiato domicilio, spostandosi dallo spazio astrale e psichico ai prati e alle colline di casa, dalle impro…

Jimi Hendrix

Noi facciamo della musica libera, dura, che picchi forte sull’Anima in modo da aprirla.

Laurie Anderson - Big Science (1982)

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di Silvano Bottaro
Laurie Anderson, tra le mie preferite, è stata più volte segnalata in questo blog, con il capolavoro "Strange Angels", e con la non certo entusiasmante ultima prova "Homeland". Quello che rimane comunque, il suo manifesto sonoro è Big Science. Musica d'avanguardia, apparentemente priva di potenzialità commerciali, che scala fino ai vertici le classifiche commerciali di vendita americane: Big Science, conciso riassunto della ben più imponente performance multimediale United States I-IV, è un caso pressoché unico nella storia pur concitata e ricca di colpi di scena del suono dei nostri tempi. Giochi di voci filtrate, tastiere solenni ma mai invadenti, imprevedibili soluzioni di arrangiamenti e ritmi appena accennati, con il sostanziale contributo del "tape-bow violin" - uno strumento inventato dalla stessa artista naturalizzata newyorkese, un violino in cui l'archetto è un nastro pre-inciso e le corde una testina magnetica - intera…

Ali Farka Toure' & Toumani Diabate' - Ali and Toumani (2010)

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di Silvano Bottaro

Fu grazie a Talking Timbuktu, il capolavoro inciso con Ry Cooder nel '94, che ad Ali Farka si apri una finestra nel mondo musicale mondiale. Nel 2005 insieme con Toumani Diabate' incise il meraviglioso "In The Heart Of The Moon" un prezioso gioiello che si pensava fosse la sua ultima testimonianza, infatti l'anno dopo Ali Farka ci lasciò per un'altra vita. Ma a sorpresa, a cinque anni di distanza viene pubblicato questo "Ali and Toumani" ed è ancora solo ottima musica.
Anche questo disco è stato registrato nel 2005 dopo il trionfo di "The Heart..." che vinse un Grammy ed ebbe una trionfale serie di concerti. Proprio per questo motivo, carico di entusiasmo, Toumani decise di registrare "Ali and Toumani" e in sole tre session pomeridiane il disco fu ultimato, anche perchè Ali era gravemente malato. Ancora una volta come per "In The Heart...", i due musicisti del Mali, Ali grande chitarrista del nord, sopra…

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