Maybellene - Chuck Berry (1955)
Nessuno conosce Chuck Berry, se non Muddy Waters. E lui, uno dei re del blues, a raccomandarlo ai fratelli Chess per un'audizione. Berry arriva a Chicago pronto a spaccare tutto. Si presenta come bluesman, nonostante la sua attitudine sia più verso il rock 'n' roll. Ma qui siamo nel tempio del blues, alla Chess Records, e Chuck è convinto che sia più facile ingraziarsi i discografici rileggendo i classici. Ci prova, Chuck, ma i risultati non sono straordinari. E un ottimo chitarrista, ma di blues ha solo il profumo. Lui è incendiario, folle, innovativo. Rileggere le pagine nere del grande libro della musica non è da lui. Non se devi convincere qualcuno che puoi diventare la nuova stella della musica popolare. Chuck Berry chiude la sua esibizione con una canone country vecchia come il cucco, quella Ida Red che Roy Acuff registrò nel 1939 per la Okeh Records. Qui Chuck ci aggiunge del suo, sa che può osare perché la Chess è chiesa del blues e non del country. Ed è lì che Leo...