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Visualizzazione dei post con l'etichetta Penguin Cafe

Penguin Cafè - Rain Before Seven (2023)

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 di Gianfranco Marmoro Quattro album. Tanti sono bastati ad Arthur Jeffes per consolidare una non facile carriera artistica nata sulle ceneri della Penguin Café Orchestra del padre Simon Jeffes, musicista morto prematuramente a soli 48 anni a causa di un tumore al cervello, autore dal piglio surreale e immaginifico che, con un esordio su Obscure e la presenza di Brian Eno nel ruolo di produttore esecutivo, ha contrassegnato una ricca stagione creativa per la musica neoclassica inglese, grazie a una sintesi essenziale e mai leziosa tra ricerca, armonia e ritmi etno-folk. Arthur Jeffes ha rimesso in moto l'avventura per musica e immagini (le belle copertine/quadro della moglie di Simon, Emily Young), ridimensionando in parte le ambizioni del padre e anche la denominazione: ora solo Penguin Cafe. Ennesima prova del talento del musicista inglese, "Rain Before Seven..." (titolo ricavato da un detto britannico) è il disco della consapevolezza e della imponderabilità, un progett...

Penguin Cafe Orchestra - Music From The Penguin Cafè (1976)

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La storia di oggi inizia con un incubo. Così almeno Simon Jeffes ha sempre raccontato come gli nacque la prima idea della sua creatura. Era in Francia nel 1972 e dopo una cattiva digestione Jeffes sognò dei pinguini che suonavano in un grande edificio anonimo. Polistrumentista, chitarrista elegante, Jeffes lavora nel mondo della pubblicità e della musica, ma ha sempre quest’idea in testa. Per caso, alcuni suoi nastri vengono portati a Brian Eno, che a metà anni ‘70 fondò una sua casa discografica, la Obscure, che produsse alcuni tra i più eleganti dischi di musica elettronica e minimale, nel suo pur esiguo catalogo (una ventina di titoli in tutto). Eno dà una possibilità a Jeffes, che quasi non crede che così può realizzare il suo sogno: si immagina un locale in una languida ed esotica isola misteriosa, “un misto di Italia e Giappone” (Jeffes dixit), creando musica che la resident band sciorina agli avventori. La Penguin Cafè Orchestra era formata da Jeffes con Steve Nye alle tastie...

Penguin Cafe – Handfuls Of Night (2019)

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di Marco Boscolo In principio era la Parola, e la Parola era presso Simone Jeffes. Poi una malattia se l’è portato via, allora la Parola ha trovato ospitalità presso il figlio, Arthur. Era così che l’orchestra del “caffé pinguino” diventava semplicemente Penguin Café e licenziava il primo disco nella nuova incarnazione, un Imperfet Sea che ha convinto, ma senza riuscire a colmare davvero la scomparsa di Simon. Tutto sommato, però, meglio che una totale estinzione dei pinguini… Cosa che i pinguini, quelli veri che popolano l’Antartide e altri territori ghiacciati, rischiano davvero. Così, Greenpeace ci fa un documentario, e quale band migliore si poteva trovare per la storia dei pinguini che rischiano di scomparire dalla faccia della terra? Beh, non c’era quel gruppo strambo che aveva sempre di pinguini in copertina? Nasce così il nucleo iniziale di questo secondo album completamente guidato e composto da Arthur Jeffes, accompagnato come di consueto da una formazione da camera, ...

Penguin Cafe – The Imperfect Sea (2017)

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di Michele Palozzo Pensare che a volte è sufficiente una sola immagine, dal tratto preciso e con figure ben contestualizzate, a generare un intero immaginario potenziale. È tra gli elementi determinanti dell'arte classica - specie dalla rivoluzione prospettica in poi - e il motivo per cui la figurazione non smette di comunicarci sensazioni vivide e condivise. Al compianto Simon Jeffes è bastata una visione poetica del tutto casuale, un'ode al fascino dell'irrazionalità (l'incipit: "I am the proprietor of the Penguin Cafe, I will tell you things at random"), in seguito resa possibile nei dipinti della sua compagna Emily Young, eleganti sintesi tra la metafisica di De Chirico e le fantasie antropomorfe di Lewis Carroll. Così era la musica della Penguin Cafe Orchestra: surreale e garbata come poteva esserlo l'idea di un jazz da camera "all'inglese", vagamente malinconico e un po' naif, imparentabile solamente allo sghembo sentiero ...

E T I C H E T T E

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