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Visualizzazione dei post da aprile, 2024

Sergio Caputo

Il romano Sergio Caputo esordisce al Folk Club, principale motore della scena cantautorale capitolina, sul finire degli anni '70. Lì viene notato dal cantautore Ernesto Bassignano, che lo mette in contatto con una piccola etichetta indipendente, la It, che gli pubblica un primo singolo, Libertà dove sei . Nel 1983, la CGD lo mette sotto contratto e gli pubblica l'album d'esordio "Un sabato Italiano ". Discografia e Wikipedia

New Delhi Freight Train - Terry Allen (1979)

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Viene da Lubbock, Texas, dove si trasferì giovanissimo e a cui dedicò il capolavoro Lubbock (On Everything). Eclettico, dunque di difficile etichettazione. Si sarebbe tentati di dire che la sua è border music in accezione ampia, nel senso che risente dei suoni dei territori confinanti con il Messico, ma anche perché il suo è un suono che confina con tanti altri e da cui si stacca quando ti sei quasi deciso a decretarne la parentela: mexicana, jazz swing, musica degli Appalachi, tex-mex, country-rock, honky tonk, mariachi, folk, boogie. I suoi personaggi sono cuginetti dei falchi della notte di Tom Waits, ma meno alienati e più disincantati, perché consumano le loro esistenze e i loro stivali, anziché a New York o Los Angeles, nello Stato della stella. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Charles Mingus - The Black Saint And The Sinner Lady (1963)

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Jimmy Knepper è stato uno dei più grandi trombonisti del jazz. Dopo una straordinaria “gavetta” nei locali più famosi di tutti gli stati uniti negli anni ‘40, suonando nelle più prestigiose orchestre, a metà anni ‘50 ha l’incontro della sua vita, quello con Charles Mingus. Mingus lo scrittura per moltissimi lavori ma, come si è già detto nella storia precedente, Mingus aveva un rapporto quantomeno singolare con i suoi collaboratori: non rare erano le urla durante i concerti perchè non suonavano come voleva lui, le liti, le mani addosso. Ma con Knepper successe qualcosa di inaudito. Inizio anni ‘60, dopo il grande successo di Mingus Ah Um, il grande contrabbassista suona prima con il suo mito Duke Ellington in Money Jungles (1960, immenso capolavoro anche con la collaborazione di Max Roach) e poi inizia una proficua collaborazione con Eric Dolphy, con cui c’era anche una sorta di amicizia spirituale, non nuova nelle relazioni di Mingus ma sempre piuttosto movimentate: faranno insieme un

De Gregori canta Bob Dylan. Un lavoro riuscito

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Né omaggio né tributo ma semplice traduzione (in realtà non così semplice). Con questo album Il Principe "fa sue" alcune canzoni del maestro. Le scelte non sono per niente scontate. E l'operazione non delude, anzi... di Riccardo Bertoncelli  Innamorato di Bob Dylan fin da quand’era ragazzo, Francesco De Gregori non aveva mai pensato di dedicarsi specificamente al maestro, con un album di sue canzoni tradotte. Lo fa adesso, in un momento felice della carriera, e la sorpresa di chi ascolta è anche la sua, del protagonista: non era in programma, è venuto quasi per caso, per la voglia di non rimanere con le mani in mano dopo un lungo tour che a quel punto poteva bastare. Né omaggio né tributo ma semplice traduzione (in realtà non così semplice). Amore e furto è un diorama dylaniano largo cinquant’anni, dalle spine elettriche di Subterranean Homesick Blues alle voluttuose ombre di Not Dark Yet, dal gospel di Gotta Serve Somebody ai buffoneschi enigmi di Tweedle Dee and Tweedle

Daniel Lanois - Acadie (1989)

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di Silvano Bottaro "Volevo un disco di canzoni popolari ma anche di musiche insolite, misteriose, di istantanee e brani minori, e qualche strumentale psichedelico che portasse in viaggio chi ascolta. Trovo che sia bello quando si riesce a elevare lo spirito del prossimo, e tanto ho voluto fare, fornendo uno sfogo per l'immaginazione". Esiste dentro il suo DNA, il produrre musica. Daniel Lanois, giovane e affermato produttore di gruppi variegati provenienti dalla sua terra fredda chiamata Canada. Viene scoperto dal tam tam sonoro che circola nell'emisfero musicale, da Brian Eno, che a sua volta lo apre e lo esporta in terre più calde e internazionali. Ci mette poco a farsi conoscere, a breve produce: “The Unforgettable Fire” e "Joshua Tree" degli U2, "Birdy" e "So" di Peter Gabriel, "Robbie Robertson" dell’omonimo leader della Band, "Yellow Moon" dei Neville Brothers, tantissimi dischi di Brian Eno, "O

Charles Mingus - Mingus Ah Um (1959)

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Le storie di giugno nascono dalla lettura di uno dei libri più belli sulla musica scritto da un non esperto musicale, Natura Morta Con Custodia Di Sax, che Geoff Dyer, sublime scrittore britannico, dedica a storie di jazz. In questo bellissimo saggio, che pesca da fonti storiche, un po’ inventa, un po’ sogna, Dyer scrive storie di alcuni tra i più grandi interpreti di questa musica particolare, creativa, magmatica, pilastro della cultura mondiale da cent’anni. Per mia indiretta colpa, in tutte queste storie di musica non mi era mai capitato di raccontare del personaggio che ho scelto, e uno dei protagonisti del libro, per un mese monografico anche piuttosto particolare: Charles Mingus. Contrabbassista, genio e sregolatezza, uno dei musicisti più importanti del jazz. Arrabbiato, per via di una infanzia passata a cercare di combattere quel sentirsi minoranza di una minoranza (pur essendo di famiglia piccolo borghese, soffriva terribilmente le sue origini meticce, tra genitori con discend

Rosali - Bite Down (2024)

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di Lino Brunetti Anche se già autrice di tre album prima di Bite Down, non mi pare che, quantomeno dalle nostre parti, la cantautrice di Philadelphia Rosali Middleman abbia raccolto consensi quanto altre sue colleghe, pur senza essere inferiore sia dal punto di vista musicale che del songwriting. Alcuni di voi potrebbero averla incrociata in apertura dei concerti della Rose City Band l'anno scorso, in una serie di show nei quali il gruppo di Ripley Johnson le faceva da backing band. lo ero venuto a conoscenza della sua musica col suo secondo album, che già la segnalava musicista dal piglio mediamente più rock, rispetto a quanto fatto dalla maggior parte delle cantautrici contemporanee. La cosa è confermata da Bite Down, esordio per un'etichetta più in vista delle precedenti quale Merge, cosa che potrebbe finalmente farla conoscere di più, che arriva dopo il trasferimento dalla natia Philadelphia al North Carolina e consolida la collaborazione con i Mowed Sound - David Nance (ba

Vinicio Capossela

Vinicio Capossela nasce ad Hannover, Sassonia, il 14 dicembre 1965, da genitori di origine pugliese emigrati in Germania all'inizio degli anni '60. Tornato poco dopo in Italia con la famiglia, a Reggio Emilia, si iscrive senza successo al conservatorio e terminati gli studi, dopo alcune parentesi poco significative in gruppi rock, nella seconda metà degli anni '80 si dedica al pianoforte. Discografia e Wikipedia

Mr. Bojangles - Jerry Jeff Walker (1968)

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Jerry Jeff Walker era finito dentro. Niente di grave, si era semplicemente messo a ballare sul tavolo di un bar, completamente ubriaco. Il mattino seguente si risvegliò in cella con altri vagabondi e musicisti di strada. Anche loro non avevano commesso niente di che, ma la polizia, subito dopo l'omicidio di un pezzo grosso della città, non sapendo che pesci pigliare, aveva fatto il gesto eclatante di arrestare chiunque si trovasse per le strade di New Orleans e non a casa sua. Uno di loro faceva il ballerino e si presentò come "Mr. Bojangles", in ricordo di Bill Bojangles Robinson, grande ballerino di tip tap. Il compagno di cella di Walker, in gioventù, era stato quasi altrettanto bravo del maestro da cui aveva preso il nome. Viaggiava da una città all'altra, spostandosi sui vagoni merci alla maniera degli hobos , in compagnia del suo cane. Poi, il suo fedele amico era morto e lui aveva cominciato a bere, perché a volte si impazzisce di dolore anche per un animale. D

AA.VV. - Pretty In Pink (o.s.t.) (1986)

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John Hughes non suona famosissimo oggi, ma per 15 anni, dal 1980 al 1995 è stato una sorta di gallina dalle uova d’oro per un genere cinematografico, i film per i ragazzi, collezionando successi che ancora oggi ricordiamo: basta dire che è lo sceneggiatore di Mamma Ho Perso L’Aereo e Beethoven. Ma prima ancora fu anche regista, a metà degli anni ‘80, di una serie di film sugli adolescenti che hanno segnato un certo tipo di immaginario, come Una Pazza Giornata Di Vacanza del 1986 (che la Biblioteca del Congresso USA ha deciso di inserire nella lista dei film da preservare per i valore artistico, culturale o estetico del lavoro) e una serie di film con protagonista una giovane attrice, Molly Ringwald, che con i suoi capelli rossi e il broncio naturale fece innamorare una generazione intera di ragazzi. Tra i film, Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare del 1984, The Breakfast Club del 1985 (un culto, anch’esso nel Registro di conservazione della Biblioteca del Congresso) e il film d

Francesco Guccini. Come non scoppiò la Seconda Guerra Avvelenata (compreso lieto fine)

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Omaggio di Riccardo Bertoncelli a Francesco Guccini e a “Se io avessi previsto tutto questo – Gli amici, la strada, le canzoni” di Riccardo Bertoncelli  La storia dell’Avvelenata la conoscono tutti e io stesso l’ho raccontata più volte, con dovizia di particolari – quindi salto il giro. Forse non tutti invece sanno che rischiò di arrivarmi tra capo e collo una seconda freccia al curaro sempre scagliata dalla cerbottana del Guccini, allora appostato nella boscaglia di via Paolo Fabbri, quartiere Libia, Bologna. Per fortuna la schivai e anni dopo ebbi la soddisfazione di veder riconosciute le mie ragioni, come ora in breve dirò. Fatemi cominciare dalla fine. È un freddo giorno del dicembre 2012, Francesco Guccini presenta alla stampa il suo disco finale, L’ultima Thule, e annuncia il ritiro dalle scene. Per farlo, ha scelto un incredibile posto degno di un “dizionario delle case perdute”, nel cuore di Milano, a due passi da Porta Venezia. Siamo sotto Natale, corso Buenos Aires splende di

Mavis Staples - We'll never turn back (2007)

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di Silvano Bottaro E’ un doppio filo quello che percorre questo ottimo disco. Il primo è quello di Mavis Staples: il gospel, il soul, la lotta, Dr. King (Martin Luther King) e la sua splendida voce. Il secondo è quello di Ry Cooder: la produzione, il suo talento, la sua musica e il suo essere straordinario. L’unione di questi due “fili” che tra loro si intrecciano, come la trama e l’ordito, formano un tappeto sonoro unico e inimitabile. Questo “tappeto sonoro” provoca e trasmette dei segnali che vanno a stimolare anche quelle “zone” più latenti del nostro cervello, creando così nuove sensazioni, nuove emozioni, che credevamo perdute. Mavis Staples è una cantante di colore di 67 anni, è una leggenda del gospel. Possiede una delle voci più belle della musica soul, una delle voci più preziose della musica contemporanea. E’ stata cantante solista per tantissimi anni negli Staple Singer assieme al padre Roebuck Pops. Incide questo, che probabilmente, è il più bel disco della sua

AA.VV. - I’m not there (O.S.T.) (2007)

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Bob Dylan, che è stato anche attore (14 film come attore protagonista o co-protagonista), non concesse mai la sua autorizzazione per un film biografico su di lui. Con una unica, spettacolare eccezione: Todd Haynes, creativo cineasta canadese, che ha grande passione per la musica nei suoi film (cito per esempio Velvet Goldmine sul mondo glam, o un documentario sui Velvet Underground uscito nel 2021), ha il suo placet per un film su di lui, I’M Not There, che esce nel 2007. Dove per tutta la pellicola non viene mai citato Bob Dylan per nome, ma dove è rappresentato da 6 storie potenti e profonde da 6 personaggi diversi, ognuno a raccontare un aspetto del Dylan leggenda: il Poeta Arthur Rimbaud, il Profeta Jack Rollins / Padre John, il fuorilegge Billy McCarty, il falso Woody Guthrie, il "martire del rock and roll " Jude Quinn e la "stella elettrica" Robbie Clark. Il cast è stellare: Marcus Carl Franklin, 11 anni, in una prova magistrale per Guthrie, ossessione adolesc

Bob Dylan - John Wesley Harding (1967)

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Un’altra caratteristica che inconsciamente hanno le Storie di Musica è che ogni anno da quando è cominciata c’è un disco di Bob Dylan. Siccome nel 2022 Dylan festeggia molti traguardi (80 anni, 60 anni dalle prime registrazioni e altri), ho deciso di dedicare il mese di Dicembre a Storie dylaniane. Cercherò di essere originale, grazie anche alla mole immensa di materiale che sia Dylan sia i suoi ammiratori, una schiera gigantesca, gli ha tributato fino ad oggi. Ho deciso di iniziare da uno dei suoi dischi più misteriosi e affascinanti, che arriva dopo un periodo di riabilitazioni su cui sono nate le più strambe vicende. Tutto inizia nel 1966, quando dopo l’uscita di quel capolavoro infinito di Blonde On Blonde, ha un incidente motociclistico. Nessuno ha mai avuto una descrizione precisa di ciò che accadde, nè una foto, nè altre notizie, tanto è che su questo incidente si rincorrono le storie più interessanti (ed è curioso che una storia simile accadde per il presunto incidente stradale

Canzoniere del Lazio

Nato nel 1972 a Roma su iniziativa di Piero Brega, Francesco Gianattasio, Sara Modigliani e Carlo Siliotto, il Canzoniere del Lazio - dopo aver preso parte a numerose rassegne e festival - esordisce discograficamente l'anno successivo con "Quando nascisti Tube", album stampato da I Dischi del Sole in cui i quattro musicisti rileggono con correttezza filologica, utilizzando anche strumenti tradizionali come zampogne, organetti e tamburelli. Discografia e Wikipedia

Turn! Turn! Turn! - The Byrds (1965)

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 L'ispirazione (qualcosa di più di una semplice ispirazione) venne leggendo il Libro dell'Ecclesiaste: "C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, / un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. / Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, / un tempo per demelire e un tempo per costruire. / Un tempo per piangere e un tempo per ridere, / un tempo per gemere e un tempo per ballare. / Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, / un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. / Un tempo per cercare e un tempo per perdere, / un tempo per serbare e un tempo per buttar via. / Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, / un tempo per tacere e un tempo per parlare. / Un tempo per amare e un tempo per odiare, / un tempo per la guerra eun tempo per la pace". Il testo dell'Ecclesiaste venne adattato quasi letteralmente da Pete Seeger, figura centrale nel folk revival americano, in Turn! Turn! Turn!, e inciso nel 1962

The Shaggs - Philosophy Of The World (1969)

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Kevin Costner è il protagonista di un bellissimo film del 1989, L’Uomo Dei Sogni, in cui il protagonista, un agricoltore dell’Iowa, sente una voce nei campi di mais che gli chiede di costruire un campo da baseball. Da qui parte una storia magica che è una sorta di viaggio spirituale e di redenzione per tutti coloro che ne faranno parte (il film è bellissimo e vale la pena di essere visto o rivisto). Una cosa simile successe a Austin Wiggin, di Fremont, New Hampshire. Anni prima, durante una fiera di magia, la madre gli lesse la mano e gli predisse tre cose: lo sposalizio di una donna bionda, tre figlie dopo che lei fosse morta, e che le sue figlie avrebbero formato una band di successo. Scatta qui una scintilla in Austin, perchè in pochi anni le prime due cose si avverano, e come un predestinato dal Fato decide che le sue tre figlie, Dorothy "Dot", Betty e Helen diventino una band. Compra gli strumenti, paga qualche lezione di musica, e sicuro che il destino si compia le fa s

Pearls Before Swine - The Use Of Ashes (1970)

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Dei tre dischi che, finiti per caso uno vicino all’altro sulla mia scrivania mentre spolveravo la mia discoteca, due erano di questa band particolarissima, che delle immagini di opere d’arte rinascimentali ha fatto un suo tratto caratteristico. La band dei Pearl Before Swine si materializza attorno la figura del suo leader fondatore, Tom Rapp : eccentrico, geniale, appassionato, sceglie il nome per la sua band da un passo del Vangelo di Matteo : Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci ( pearls before swine ndt), perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti (Mt 7,6.12-14). Della sua infanzia, c’è un particolare che mi piace sempre ricordare: da un trafiletto del giornale locale conservato dalla madre, in un concorso canoro per bambini di Rochester, Minnesota, Tom Rapp arriva terzo davanti ad un giovane Ro

E T I C H E T T E

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